La Rivoluzione Culinaria Futurista di Marinetti

Il 20 febbraio 1909, Filippo Tommaso Marinetti pubblicò su Le Figaro il Manifesto Futurista, segnando l'inizio di un movimento che avrebbe trasformato non solo l'arte, ma anche la cucina italiana. Quest'anno celebriamo il 150° anniversario della nascita del fondatore del Futurismo, un'occasione perfetta per riscoprire e sperimentare la Cucina Futurista.

Filippo Tommaso Marinetti

Un Manifesto Rivoluzionario in Cucina

Nel maggio del 1930, La Cucina Italiana ospitò il "Manifesto della Cucina Futurista", redatto da Marinetti, già membro illustre del Comitato di Degustazione della rivista. Questo documento rielaborava in chiave culinaria il Manifesto del Futurismo del 1909, reagendo alla cultura borghese ottocentesca e al decadentismo dannunziano.

Cucinare è un'Arte

Sia la rivista La Cucina Italiana che il "Manifesto della Cucina Futurista" concordavano su un punto fondamentale: mangiare è una cosa seria e cucinare è un'arte nobile. «Si pensa, si sogna e si agisce secondo quel che si beve e si mangia». Pertanto, per formare un uomo nuovo, adatto a un'epoca di cambiamenti tecnologici e scientifici, bisognava scardinare le vecchie regole e aprirsi a un nuovo orizzonte.

Il 15 novembre del 1930, Marinetti annunciò la stesura di un testo-guida fondamentale, pubblicato nel gennaio successivo per mettere in pratica i principi della nuova culinaria. Ma quali erano queste scandalose proposte?

Copertina del libro "La cucina futurista" di Marinetti e Fillia

I Principi della Cucina Futurista

La nuova civiltà tecnologica richiedeva originalità, creatività e velocità. L’uomo nuovo doveva essere snello, svelto, rapido. Mangiare non doveva significare solo abbuffarsi di pasta, ma godere simultaneamente di diversi piaceri sinestetici: «bocconi simultaneisti cangianti» dovevano soddisfare tutti e cinque i sensi. Andavano assaporati con gli occhi, e mentre si mangiava, musiche, poesie, profumi e sensazioni tattili avrebbero arricchito l'esperienza.

  • I nomi delle pietanze dovevano evocare queste nuove sensazioni.
  • Le posate dovevano perdere il loro valore d’uso tradizionale.
  • La pastasciutta, «assurda religione gastronomica italiana» che porta «fiacchezza e pessimismo», andava reinventata o sostituita con il riso, considerato autarchico e «liberatorio» dall'acquisto di grano estero.

Il Grande Aerobanchetto Bolognese

L'«evento» gastronomico dell’anno 1931 fu ampiamente descritto da Il Resto del Carlino. L'idea era di dare ai commensali l’impressione di stare su un aereo: «Le tavole erano state disposte con inclinazioni ed angoli, dando l’impressione di un velivolo. Qua le ali, qua la fusoliera, là in fondo la coda».

Una lastra di latta lucente fungeva da sottopiatto, e i panini erano modellati a forma di monoplano o elica. I nomi delle portate erano evocativi e fantasiosi, e non mancavano gli effetti speciali, come luci azzurre e rumori di motore.

Il vino veniva portato in tavola in bidoncini da carburante, e Marinetti sottolineò l’idea di condire il riso con il sugo d’arancia, una scelta decisamente nuova per l’epoca. La «trincea della pasta all’uovo» era superata: «La cucina futurista è la realizzazione del generale desiderio di rinnovare la nostra alimentazione. Vogliamo pertanto che la cucina italiana non resti un museo. Affermiamo che la genialità italiana è capace di inventare altri tremila piatti, altrettanto buoni, ma più aderenti alla mutata sensibilità e ai mutati bisogni della generazione contemporanea».

Ricette Emblematiche del Futurismo

Marinetti non era solo un poeta e teorico, ma anche un inventore di ricette originali e audaci. Ecco alcuni esempi:

Il Pollo d'Acciaio

Un pollo arrosto ricoperto da una miscela di verdure e farcito con piccole sfere di zucchero argentato, simboleggiando il brillante scintillio del metallo. Il sapore è un «tripudio agrodolce che mescola sapori forti e contrasti netti, giocando sul filo del paradosso».

Pollo d'acciaio

L'Arancino Futurista: Bombardamento di Adrianopoli

Una versione audace dell'arancino, con riso cotto nel latte e ripieno di acciughe, olive verdi e mozzarella di bufala. Fritto e servito, offre una combinazione di sapori che sembra un’esplosione in bocca.

Polibibite

Le bevande futuriste, chiamate "polibibite", abbinano fermentati, frutta e spezie in composizioni audaci. Un esempio è il Kaleidoscopio, un mix di birra, ginger beer e centrifuga di cavolo viola.

PILLOLE DI POESIA - da La cucina futurista, F. T. Marinetti

La Tavola Futurista: Sintesi e Sensazioni

Una tavola futurista era «sintetica», senza fiori, fronzoli o spiegamento borghese di bicchieri e posate. L'obiettivo era stimolare i sensi e rompere con la tradizione. I nomi delle portate erano evocativi e fantasiosi, e gli effetti speciali contribuivano a creare un'esperienza unica.

La Polemica Contro la Pastasciutta

Marinetti considerava la pastasciutta un alimento che generava fiacchezza, pessimismo e inattività nostalgica. In relazione alla politica autarchica fascista, promuoveva il riso come alternativa, in linea con la "Battaglia del grano" e la necessità di ridurre la dipendenza dal grano estero. La produzione interna italiana di frumento avrebbe dovuto essere destinata principalmente al pane.

Le ricette futuriste, spesso estreme, continuano a ispirare con la loro radicale sperimentazione. La cucina futurista era un manifesto, voleva stupire, provocare e rompere ogni schema.

Esempi di Ricette Futuriste

Il volume "La cucina futurista" riporta 172 ricette fantasiose e utopiche, tra cui:

  • Porcoeccitato: Un salame crudo servito diritto in un piatto contenente caffè espresso caldissimo mescolato con acqua di Colonia.
  • Carneplastico: Una grande polpetta cilindrica di carne di vitello ripiena di verdure, incoronata con miele e sostenuta da un anello di salsiccia.
  • Comeunanuvola: Panna montata con sugo di arancio, menta, marmellata di fragole e Asti spumante.
  • Traidue: Due fette di pane con pasta d’acciughe e pasta di bucce di mele tritate, con salame cotto tra le due fette.

Taverna Santopalato

L’8 marzo del 1931, a Torino, fu inaugurato il primo ristorante futurista d’Italia, la ‘Taverna Santopalato’, decorata da Fillia e Djulgheroff. Il menù [Listavivande] comprendeva 14 portate firmate da Prampolini, Depero, Mino Rosso e altri:

  • Antipasto intuitivo: Canestrini di buccia d’arancia ricolmi di salame, acciuga e peperoncini che nascondevano biglietti con frasi a sorpresa.
  • Ultravirile: Aragosta disossata tra lingue di vitello e gamberi, ricoperta di zabaione verde e creste di pollo.
  • Aerovivanda: Olive nere, finocchi e chinotti da gustare con la mano destra, mentre con la sinistra si sfiora un rettangolo tattile di carta vetrata, seta e velluto, con profumo di garofano spruzzato sulla nuca e rumori di aeroplano dalla cucina.

Tabella delle Ricette Futuriste

Piatto Descrizione Ingredienti Chiave
Pollo d'Acciaio Pollo arrosto ricoperto di verdure e sfere di zucchero argentato Pollo, verdure, zucchero argentato
Bombardamento di Adrianopoli Arancino con riso cotto nel latte e ripieno di acciughe e mozzarella Riso, latte, acciughe, olive, mozzarella
Kaleidoscopio Polibibita con birra, ginger beer e centrifuga di cavolo viola Birra, ginger beer, cavolo viola

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