Il Natale 2015 è stato segnato da polemiche nelle aule scolastiche, in particolare riguardo a una canzone presentata allo Zecchino d’Oro nel 2004 da un bambino palestinese, intitolata "Una stella a Betlemme". La decisione della dirigente e delle maestre delle scuole Collodi di far cantare questa canzone, che ripete più volte la parola "Salam" (pace) e include una frase in arabo, ha sollevato un acceso dibattito.
La polemica non si placa, ma i genitori degli alunni delle Collodi chiedono di abbassare i toni per non rovinare il Natale ai bambini, protagonisti inconsapevoli della vicenda. Saranno loro a intonare "Una stella a Betlemme" al parco 22 aprile.

Logo dello Zecchino d'Oro.
SFERA, MARRA e GUÈ - TIKTOK | ANALISI TESTO
Reazioni e Dibattiti
Alcuni genitori hanno espresso perplessità riguardo alla scelta della canzone. Un genitore anonimo ha dichiarato: "Avrei preferito che mia figlia intonasse 'Tu scendi dalle stelle'. Ho letto il testo della canzone, credo non sia pertinente al Natale. So che 'Salam' significa 'Pace' ma dobbiamo difendere la nostra cultura. Non sono razzista, fosse stata anche una canzone indiana o tedesca sarei stato altrettanto contrario. A non piacere è il ritornello: 'Salam o mia città, Salam la mia realtà, Salam io ti amerò, Salam ritornerò'."
Altri genitori difendono la scelta, sottolineando l'importanza dell'integrazione. «Le maestre lavorano tanto per integrare tutti - dichiarano alcuni genitori. La notizia - scrive Alessia Goich, una mamma - l’ho vissuta come una bomba sganciata sui bambini, su mio figlio, sul suo compagno di banco nigeriano, marocchino, pakistano. Mi dispiace ma è stato un attentato alla libertà, al futuro dei nostri figli, all’affetto e alla voglia di giocare che hanno tra loro». La mamma chiede di porre all’attenzione un aspetto importante, ovvero il buon lavoro svolto dalle maestre; guardando la vicenda sotto una luce diversa, quella di una «scuola che canta la pace».
Michele Fava, presidente del consiglio d’istituto, ha spiegato come la polemica di alcuni genitori sia nata sulla scia degli ultimi fatti accaduti e come si stia facendo allarmismo.
Anche l’assessore all’istruzione Gianpietro Cavazza interviene nel dibattito, spiegando di aver parlato con la dirigente scolastica delle Collodi e di aver condiviso lo stupore su come «si possa arrivare a montare una strumentalizzazione politica su una canzoncina di una decina d’anni fa dello Zecchino. È proprio in questi momenti - afferma Cavazza - che sono importanti le occasioni di condivisione all’insegna della pace. Che è appunto il tema della canzone ‘Una stella a Betlemme».
Il senatore Carlo Giovanardi ha presentato «un’interpellanza urgente al ministero della pubblica istruzione», chiedendo se il personale scolastico sia a «conoscenza del fatto che il Natale è una festa religiosa, che celebra la nascita di Gesù Cristo, riconosciuta agli effetti civili da una legge dello Stato nella stessa lista del primo maggio, festa dei lavoratori e del 25 aprile, festa della Liberazione».
A Giovanardi risponde direttamente l’ex assessore all’istruzione Adriana Querzè, che ironicamente dichiara: «Un altro evento ha turbato il nostro delicatissimo Giovanardi». La stessa spiega come la canzone fu presentata qualche anno fa allo Zecchino d’oro, la nota manifestazione dell’Antoniano di Bologna, l’istituzione della provincia monolitica di Cristo Re dei frati Minori dell’Emilia Romagna.
«Si tratta di un testo scelto e apprezzato niente meno che dai frati minori di Cristo Re, che magari di religione se ne intendono. Allora sorge un dubbio - scrive - che Giovanardi voglia infangare la memoria di Mago Zurlì?».
In merito prende poi la parola Giulia Morini, consigliera del Pd. «E dopo il gender - scrive - un altro spettro si aggira per le aule scolastiche. La cancellazione delle tradizioni e, come accaduto a Modena, la lingua araba. Ci si trova a dibattere su una canzone scelta per lo spettacolo di Natale dei bimbi delle Collodi: ‘Salam’ è la parola ricorrente. È bastato questo per scatenare un putiferio - spiega - un genitore perplesso, insegnanti costretti a difendersi, Giovanardi. Chissà cosa pensano i bambini di tutto questo, se capiscono questi grandi che litigano per la canzone in arabo che parla di pace».
"Salam Alaikum" nel Contesto Musicale Contemporaneo
Oltre alla canzone dello Zecchino d'Oro, è interessante notare che "Salam Alaikum" è anche il titolo di un brano di Sfera Ebbasta, realizzato in collaborazione con 7ari e Steve Aoki. Questa canzone fa parte dell'album "Famoso" uscito nel 2020.

Copertina del video musicale di Sfera Ebbasta "Salam Alaikum".
Questo dimostra come l'espressione "Salam Alaikum" sia presente in diversi contesti musicali e culturali, portando con sé un messaggio di pace e fratellanza.
Riflessioni sul Ruolo della Musica nell'Educazione
La vicenda solleva interrogativi sul ruolo della musica nell'educazione dei bambini. Lo Zecchino d'Oro, un tempo simbolo di canzoni semplici e spensierate, sembra aver ampliato i suoi orizzonti, affrontando temi sociali e politici complessi. Questo cambiamento suscita perplessità tra alcuni genitori e insegnanti, che si chiedono se i bambini abbiano le capacità cognitive per comprendere tali tematiche.
È importante considerare che i bambini sono esposti a una grande quantità di informazioni attraverso i media, e spesso non hanno gli strumenti per interpretarle criticamente. Pertanto, è fondamentale che la scuola e la famiglia collaborino per aiutarli a sviluppare un pensiero critico e consapevole.
La musica può essere uno strumento potente per promuovere l'integrazione e la comprensione interculturale, ma è necessario scegliere con cura le canzoni e presentare i temi in modo adeguato all'età dei bambini.
Tabella: Confronto tra le Canzoni "Salam Alaikum"
| Caratteristica | "Una Stella a Betlemme" (Zecchino d'Oro) | "Salam Alaikum" (Sfera Ebbasta) |
|---|---|---|
| Genere | Canzone per bambini | Trap |
| Anno di Uscita | 2004 | 2020 |
| Messaggio Principale | Pace e ritorno alla città natale | (Contenuto da analizzare nel dettaglio) |
| Contesto Culturale | Palestina e Natale | Contemporaneo e multiculturale |