Il mondo dell'alimentazione è in continua evoluzione, con nuove tendenze e sfide che emergono costantemente. In questo contesto, il salame italiano, un prodotto tradizionale e amato, si trova a dover affrontare nuove dinamiche di mercato, tra cui la crescente popolarità dei prodotti vegani e le questioni legate al "Made in Italy" tarocco.
Inoltre, i supermercati Lidl e Aldi hanno espresso preoccupazioni riguardo a un possibile calo delle vendite a seguito della proposta di vietare l'utilizzo di termini come "hamburger", "salsiccia" o "bistecca" per prodotti di origine vegetale.

La Battaglia per le Denominazioni: Veggie Burger vs. Tradizione
Il dibattito sull'utilizzo di termini tradizionali per prodotti vegani ha acceso un faro sulle dinamiche del mercato alimentare. Nonostante il voto del Parlamento Europeo, il Consiglio Ue non ha trovato l'unanimità sulla proposta di vietare che denominazioni riferite tradizionalmente a prodotti a base di carne vengano utilizzate anche per prodotti vegetali. Il «veggie burger» e la salsiccia vegana per il momento sono salvi.
Gli eurodeputati, con la loro mossa, avevano voluto sottolineare la primazia dei prodotti provenienti dagli allevamenti e cercando di ostacolare lessicalmente la concorrenza creata da analoghi prodotti ma di provenienza vegetale. Tuttavia attorno al mondo veg ruota ormai un business consolidato e in crescita e i governi si sono ben guardati, almeno per ora, dal ratificare un divieto che, oltre ad essere anacronistico, rischierebbe di mettere nei guai numerose aziende di quel settore che contribuiscono al pil e danno lavoro ad un gran numero di persone.
La decisione è stata dunque rimandata nel 2026 anche se sembra di capire non se ne parlerà subito a gennaio. La proposta di vietare l'utilizzo di termini come hamburger, salsiccia, bistecca, salame e altri nomi riferiti storicamente a prodotti a base di carne per prodotti che di carne non ne hanno era stata lanciata per tutelare gli allevatori tradizionali e, in teoria, anche per evitare che i consumatori potessero essere indotti a confusione.
Un pretesto, più che una motivazione reale, considerando che difficilmente una salsiccia vegetale, così denominata e presentata, potrà essere confusa con una salsiccia di origine animale. In molti hanno visto in questa proposta l'intento di creare ostacoli a concorrenti di mercato, più che una tutela per gli acquirenti. E su questa linea si sono evidentemente trovati alcuni governi.
Alcuni Stati non intendono mettere in discussione le attuali denominazioni, come ad esempio la Germania, il più grande mercato in Europa per prodotti vegetariani. «Non siamo riusciti a trovare un accordo» ha dovuto ammettere il ministro dell'Agricoltura danese, Jacob Jensen, il cui Paese detiene la presidenza di turno dell'Ue fino a fine anno. La patata bollente passerà dunque al suo omologo di Cipro, che guiderà l'Unione nei primi sei mesi del 2026.
A prendere posizione contro il divieto voluto dall'europarlamento sono stati, in Germania, anche direttamente i supermercati Lidl e Aldi, presenti anche in diversi altri Stati europei, tra cui l'Italia, preoccupati per un possibile calo delle vendite. Secondo loro sarebbe una forzatura inspiegabile, considerando che i termini attualmente usati sono ormai diventati famigliari ai consumatori.
Nei giorni scorsi avevamo registrato anche la presa di posizione di Paul McCartney, volto dei Beatles e cantautore ancora attivo nonostante gli oltre 80 anni, che da mezzo secolo è vegetariano. La sua prima moglie, Linda, aveva lanciato un marchio di prodotti vegetariani all'inizio degli anni '90 in Gran Bretagna. «I consumatori scelgono intenzionalmente alternative vegetali e non le confondono con la carne animale» aveva scritto McCartney in un intervento al Times.
Al Parlamento europeo, gli eurodeputati avevano respinto un disegno di legge sullo stesso argomento nel 2020. Ma hanno cambiato idea a ottobre, a favore di nuovi equilibri politici a Strasburgo, dove destra ed estrema destra sono uscite rafforzate dalle elezioni del 2024 e hanno ripreso ad avvicinarsi al mondo agricolo.
Made in Italy: Tra Eccellenze e Imitazioni
Il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo ha raggiunto cifre allarmanti, con una strana "alleanza" tra Russia e Usa che vede crescere le produzioni tricolori taroccate. La vera novità del Made in Italy tarocco è rappresentata oggi - spiega Coldiretti - dalla Russia.
Con la guerra in Ucraina e l’embargo agli scambi commerciali che ha vietato l’esportazione a Mosca di una importante lista di prodotti agroalimentari come frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce si è diffusa nel Paese di Putin una fiorente produzione di imitazioni del Made in Italy a tavola che hanno sostituito le esportazioni tricolori.
Si tratta di impianti per la lavorazione del latte e della carne per coprire la richiesta di formaggi duri e molli così come di salumi che un tempo era soddisfatta dalle aziende agroalimentari italiane. La produzione di imitazioni dei formaggi italiani - sottolinea la Coldiretti - nel 2022 ha raggiunto negli Usa il quantitativo record di oltre 2,7 miliardi di chili, con una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni, tanto da aver superato addirittura la stessa produzione di formaggi americani come Cheddar, Colby, Monterrey e Jack che è risultata nello stesso anno pari a 2,5 milioni di chili.
Ma l’industria del falso Made in italy a tavola è diventato un problema planetario con il risultato che per colpa del cosiddetto “italian sounding” nel mondo - stima la Coldiretti - oltre due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi senza alcun legame produttivo ed occupazionale con il nostro Paese.
In testa alla classifica dei prodotti più taroccati secondo la Coldiretti ci sono i formaggi partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano con la produzione delle copie che ha superato quella degli originali. Ma ci sono anche le imitazioni di Provolone, Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago o Fontina. Ma tra gli “orrori a tavola” non mancano i vini, dal Chianti al Prosecco - spiega Coldiretti - che non è solo la Dop al primo posto per valore alla produzione, ma anche la più imitata.

Focus su Marca 2026: Innovazione e Tendenze
Marca by BolognaFiere si conferma un appuntamento cruciale per il settore agroalimentare. L'edizione 2026 vedrà la partecipazione di numerose aziende, tra cui:
- Fiore di Puglia: Presenterà nuove referenze senza glutine e un formato dedicato al canale vending.
- Salvatore Vesi - L’Arte della Pizza: Presenterà nuove referenze di pizza artigianale surgelata.
- PROBIOS GROUP: Porterà le sue novità nel settore dell'alimentazione healthy e funzionale.
- La Golosa di Puglia: Presenterà una novità assoluta che incarna lo spirito artigianale e la passione per il territorio.
- Chimiclean: Produttore di detergenti professionali e domestici, presenterà la linea Deo Due.
- Decora: Marchio italiano specializzato in prodotti per fare e decorare dolci.
- La Bottega di Adò: Salumificio toscano artigianale con stagionati in conca di marmo.
Queste aziende, insieme a molte altre, rappresentano l'eccellenza del Made in Italy e la capacità di innovare in un mercato sempre più competitivo.
Anche quest’anno CNA Emilia-Romagna, insieme a CNA Bologna, CNA Agroalimentare Nazionale e alle CNA regionali, parteciperà con uno stand istituzionale e una collettiva di 14 imprese provenienti da diverse regioni, grazie a una convenzione con BolognaFiere & ADM che offre condizioni agevolate.
Grande rilievo avrà l’International Programme, che consentirà alle imprese di organizzare in anticipo incontri con buyer esteri tramite una piattaforma dedicata. Gli appuntamenti inizieranno già il 13 gennaio 2026 con incontri anticipati riservati ai buyer internazionali e proseguiranno durante la fiera.
Consigli per la Conservazione degli Alimenti
Congelare gli alimenti è una pratica comune, ma è importante conoscere quali cibi non sono adatti a questo tipo di conservazione. In generale, gli alimenti con alto contenuto di acqua tendono a perdere sapore e consistenza una volta scongelati. Ecco alcuni esempi:
- Verdure a foglia verde (lattuga, spinaci)
- Cetrioli, cipolle e pomodori
- Patate (se non surgelate industrialmente)
- Anguria, ananas e melone
- Latte e panna
È fondamentale ricordare che gli alimenti scongelati non possono essere ricongelati.
Per una conservazione ottimale del salame stagionato, si consiglia di conservarlo in frigorifero avvolto in uno straccio, specialmente dopo averlo iniziato.
Tabella: Alimenti da non congelare
| Alimento | Motivo |
|---|---|
| Verdure a foglia verde | Alto contenuto di acqua, perdono fragranza e sapore |
| Cetrioli, cipolle, pomodori | Ricchi di acqua, mal sopportano il congelamento |
| Patate | Diventano pastose |
| Anguria, ananas, melone | Alto contenuto di acqua, alterazione del sapore |
| Uova crude | Scoppiano |
| Salse a base di uova | Perdono consistenza e sapore |
| Latte e panna | Consistenza granulosa |