La scatola di latta del lievito Bertolini rappresenta un vero gioiello per gli amanti delle "tin boxes" e del vintage.

Le Origini e l'Innovazione di Antonio Bertolini
Correva l’anno 1911 e l’Italia intera era un ribollire di festeggiamenti per il cinquantenario dell’unità d’Italia. Gli occhi del mondo erano puntati su Torino, che per l’occasione aveva allestito un’Esposizione Universale di straordinaria bellezza. In questo clima fervido di iniziative, di scambi e di novità industriali, il giovane Antonio Bertolini ebbe l’idea geniale di mettere il lievito per dolci già dosato dentro a delle bustine di carta. Prima si andava a occhio con il bicarbonato o con i preparati sfusi del droghiere (come ad esempio con il brand “lievito alsaziano” di Moenk&Figli di Milano del 1897).
Grazie a un packaging curato, coordinato e riconoscibile, unito a campagne pubblicitarie efficaci e persuasive, la Bertolini diventa in breve tempo leader di mercato nella lavorazione e vendita di droghe macinate e anche di insetticidi. L’unione tra beni tanto ricercati come le “droghe”, e altri, letali, ma necessari, come i “veleni”, risale a tempi assai antichi, ed è il residuo dell’evoluzione che nei secoli ha portato “lo speziere” a diventare farmacista o droghiere.
L'Espansione della Bertolini e "La Saporita"
Con il suo pluripremiato stabilimento per la lavorazione delle Droghe in zona Regina Margherita, una decina di anni dopo la famosa bustina di lievito, Bertolini propose ai suoi affezionati clienti anche una selezione di erbe e spezie sotto il nome vagamente esotico di “la via delle Indie”. E tra le dune (torinesi) della “via delle Indie” nel 1924 nasce anche la mitica miscela di spezie “La Saporita” che viene accolta con grande entusiasmo sia all’ingrosso che al dettaglio.
“La Saporita” piace ovunque, ma soprattutto piace nella terra natia di Bertolini dove in breve tempo diventa “l’ingrediente segreto” di moltissime ricette della gastronomia tradizionale. Il Piemonte intero ama, acquista e gusta questa miscela mettendola ovunque sia necessario un aiutino di sapore: quel “pizzico di gusti” capace di rendere speciale un piatto qualunque. Arrosti, brasati, selvaggina, ripieni per pasta fresca (i famosi “plin”), uova, formaggi, riso ma persino la celebre “carne cruda all’albese”, le giardiniere di verdura, i dolci burrosi, la frutta cotta, le ricette a base di zucca o di mele: “La Saporita” aiuta tutti a brillare.
Tra le tante ricette della cucina piemontese che annoverano tra i loro ingredienti irrinunciabili proprio un pizzico di “La Saporita” c’è senza dubbio la TORTA MATO (ovvero “Torta Matta”), una torta salata molto rustica (si alternano strati di riso, porri, patate e zucca) tipica delle vallate occitane del cuneese.
lievito bertolini per gnocchi e pizze
La Casa delle Antiche Scatole di Latta: Un Museo Dedicato
La Casa delle Antiche Scatole di Latta, nel delizioso borgo di Gerano, è uno dei fiori all’occhiello del territorio dei Monti Prenestini e della Valle del Giovenzano, di cui rientra a pieno titolo nel Sistema Museale. Si tratta dell’unico museo italiano specializzato nel settore delle scatole di latta vintage, visitabile su appuntamento tramite il sito www.casadellescatole.org.

Marina Durand de La Penne, la fondatrice, ha raccolto le scatole nei mercatini di tutta Italia, specialmente in quello dei Navigli a Milano, nel corso di ben quarant’anni. Le scatole di latta, tutte italiane risalenti al periodo fra fine Ottocento e la metà del Novecento, testimoniano i cambiamenti storici, di gusto e di stile del nostro Paese. Si tratta di scatole prevalentemente ad uso alimentare, che hanno contenuto biscotti, caramelle, cioccolato, cacao: oggi vere “perle” per intenditori, tant’è che pezzi simili si trovano su Ebay talvolta a prezzi da capogiro.
Le Mostre Tematiche e i Tesori del Museo
Accanto alle stanze della Casa dedicate alla mostra permanente ce n’è una dove si alternano mostre tematiche: in questi mesi è dedicata alle tin boxes del Dopoguerra dedicate alle favole (“Scatole Favolose”), con un corner speciale su Pinocchio. Prossimamente, verrà data vita ad una nuova esposizione che radunerà le scatole degli anni Sessanta.
L’usanza di questo museo bomboniera è che ogni visitatore grande o piccino (si visita solo in numeri ristretti di persone, su appuntamento) lasci all’interno della propria scatola preferita un bigliettino con scritto il proprio desiderio segreto. Fra i pezzi esposti non passa inosservata una confezione di dolci di cioccolato, datata 11 marzo 1929 ed elogiata e autografata da Gabriele D’Annunzio. Molto d’effetto anche i “lattoni” Saiwa per la vendita dei biscotti sfusi, databili tra il 1925 e il 1930.
Non mancano neppure le famose scatole a forma di cestino della Bertolini: contenevano il lievito e vennero prodotte negli anni Cinquanta in una serie con oltre 100 varianti. Fra le scatole degli anni Trenta tante sono decorate con motivi orientali, secondo il gusto Decò dell’epoca. Molto belle anche le “cassate postali”, contenitori rotondi utilizzati in Sicilia per la spedizione delle cassate. In una teca troneggia una scatola originalissima a forma di carrarmato, degli anni della prima Guerra Mondiale. E non manca l’angolo dedicato alle scatoline in miniatura d'antan, comprese quelle tascabili per le pillole e le caramelle. Fra storia del costume e del gusto, ecco anche la scatola commemorativa delle nozze di Umberto di Savoia e Maria Josè, del 1930.
Per prenotare la propria visita gratuita si può contattare direttamente Marina Durand de La Penne al numero 348 7960033.
Tabella riassuntiva dei punti salienti
| Anno | Evento | Descrizione |
|---|---|---|
| 1911 | Inizio attività Bertolini | Antonio Bertolini introduce il lievito dosato in bustine di carta. |
| 1924 | Nascita de "La Saporita" | Creazione della miscela di spezie "La Saporita". |
| Anni '50 | Produzione scatole Bertolini | Le scatole a forma di cestino per il lievito vengono prodotte in oltre 100 varianti. |
| Oggi | Casa delle Antiche Scatole di Latta | Museo dedicato alle scatole di latta vintage. |