Giovinazzo, un prezioso borgo medievale affacciato sul mar Adriatico, è un luogo ricco di storia dove vale la pena visitare le bellissime Chiese, il centro antico e tutti i Palazzi storici che lo caratterizzano. Ma Giovinazzo è anche un luogo dove poter gustare la cucina tipica locale, prima di concedersi una passeggiata romantica sul lungomare.

Negli ultimi anni l'insegna "Siamo Fritti" ha fatto parlare parecchio di sé grazie all'imponente riscossa di uno dei piatti identitari della città, gli spaghetti all'assassina.
Sant'Antonio Abate e le Tradizioni Culinarie
Il 17 gennaio è il giorno di Sant’Antonio Abate, considerato il padre del monachesimo, figura particolarmente venerata del calendario contadino che, proprio nel mese di gennaio, celebrava il riposo invernale e i giorni di gelo con il fuoco e i falò, zuppe calde e dolci in preludio del Carnevale.

Protettore degli animali domestici, dei contadini e degli allevatori, Sant’Antonio veniva invocato contro epidemie e malattie, quale l’herpes zoster, ancora oggi noto come fuoco di Sant’Antonio. Associato al fuoco, nello stesso modo in cui sapeva portare calore nel cuore dell’inverno, era ritenuto in grado di combattere e riequilibrare il fuoco, tanto da essere stato associato a mestieri che con le fiamme hanno a che fare. Sant’Antonio è considerato il patrono di macellai, salumai, fornai e pizzaioli: non per caso il 17 gennaio è anche il World Pizza Day, Giornata Mondiale dedicata alla pizza.
Dal 2017 l'arte del pizzaiuolo napoletano è stata proclamata Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dell'UNESCO, riconoscimento che fa riflettere sul valore dei mestieri antichi, di cui Sant’Antonio Abate in fondo ci riporta una memoria vivida, legata a tempi e consuetudini ormai lontani che oggi rivivono nelle ricette invernali da portare in tavola anno dopo anno.
La notte magica degli animali parlanti e Sant'Antonio Abate | 16-17 gennaio Tradizioni e leggende
Dal Piemonte alla Sicilia, in molte regioni italiane, per Sant’Antonio si preparava in casa il pane da portare in chiesa e ancora oggi, in tante comunità, il rito si ripete. Dopo la benedizione, i panini benedetti tornano sulle tavole domestiche, per essere condivisi in famiglia come gesto di protezione e augurio.
Perché si festeggia Sant'Antonio Abate? Perché è custode di una soglia, tra buio e luce, tra inverno e primavera, tra malattia e guarigione. “Sant’Antoni da la barba bianca famm truà quel che me manca”: Sant’Antonio è il santo di chi vuole trovare marito e oggetti smarriti, salute, soluzioni, verso la primavera. Il Santo di chi osa guardare nella notte, affrontare gelo e demoni, impastare ingredienti antichi per ritrovare, in una ricetta antica, il legame con una cura che sa nutrire corpo e spirito.
Il Legame con il Fuoco e i Falò
Il legame di Sant’Antonio con il fuoco affonda in un tempo ancestrale, quando i falò, accesi in aperta campagna, pulivano la terra e, grazie alla cenere, la fertilizzavano naturalmente. In campagna, gennaio è tradizionalmente un mese di riordino. L’autore Ovidio nei Fasti narra di questo come il tempo in cui la terra invernale va lasciata riposare, dopo la semina. Nell’antica Roma era usanza sacrificare una scrofa a Cerere, dea delle messi. Prima della ripresa primaverile, si pota e si tagliano i rami secchi eliminando i residui vegetali: simbolicamente è anche l’anno vecchio a bruciare. Si chiude un ciclo evocando l’inizio dell’anno nuovo.
Le prime attestazioni documentate dei falò di Sant’Antonio in Italia risalgono al Medioevo, ma si tratta di manifestazioni più antiche. In Lombardia, Veneto, Emilia, Piemonte, così come in alcune aree del Centro e del Sud, i falò diventano parte integrante della festa tra il XIII e il XV secolo. Delle feste del fuoco antiche resta memoria nei falò che ancora vengono organizzati in molte città italiane, da nord a sud, e nelle Focare come quella di Novoli, dove il rito si rinnova trasformandosi in spettacolo.

Anche se ora l’olio sostituisce spesso lo strutto, era nel grasso del maiale appena ammazzato, rito antico delle famiglie contadine, che si friggevano i dolci di gennaio, le settimane più dure e fredde dell’anno.
I giorni di gennaio, freddissimi, nel mondo contadino erano gli ultimi favorevoli per l’uccisione del maiale, con cui si preparavano sanguinacci, ciccioli, salsicce e salame destinati a durare per molti mesi a venire.
Ristoranti a Giovinazzo: Un'Esplosione di Sapori
In questa guida puoi trovare una lista di ristoranti, che dovrai assolutamente provare se ti trovi a Giovinazzo!
- Osteria Scvnazz: La cucina della nonna, la vera essenza della tradizione all’interno di ogni piatto. Situata proprio nel centro storico della città, varcare la porta di Scvnazz sarà come sentirsi a casa. Il menù cambia giornalmente, tranne alcuni piatti che sono sempre disponibili, e si divide in proposte di terra e di mare, tutte freschissime e realizzate con i migliori ingredienti del posto.
- Romanazzi’s Restaurant: Un ristorante romantico, che nasce nella vecchia torre di guardia, il Romanazzi’s offre una vista sul porticciolo proprio a ridosso del mare. La cucina, ispirata alla tradizione, propone i sapori di un tempo reinterpretati in chiave innovativa.
- Hostaria San Domenico: Un ristorante nel cuore del centro storico di Giovinazzo che propone piatti della cucina italiana e ricette locali.
- Ristorante Toruccio: Un ristorante che si affaccia sul lungomare di Levante di Giovinazzo e propone delle specialità di pesce fresco preparate dallo chef Corrado Amato. La vista si apre su un’insenatura naturale chiamata Cala Porto, un tempo luogo di attracco delle imbarcazioni che arrivavano in città.
- Ristorante Allamuraja: Un ristorante pizzeria con menù a base di pesce fresco. Il locale offre anche servizio d’asporto ed è attivo anche come lounge bar per cocktail e ottimi aperitivi.
- Al Cantagallo: Il Ristorante Pizzeria Al Cantagallo si trova su una delle strade principali che porta al centro storico di Giovinazzo. Qui, oltre alle specialità di terra e mare della cucina tipica pugliese, sarà possibile gustare delle ottime pizze cotte con forno a legna, a prezzi assolutamente accessibili.
- Siamo fritti: Trattoria di mare e friggitoria nel centro storico di Giovinazzo super economica e accogliente. I piatti sono semplici e caserecci, realizzati con materie prime di grande qualità, disponibili anche in versione gluten free per dare modo a tutti di assaporare qualsiasi pietanza, senza rinunce.
L'Inconfondibile Spaghetti all'Assassina
Al Sorso Preferito è ancora uno degli indirizzi di riferimento per chi è alla ricerca di una cucina tradizionale. A garantirla ancora oggi c'è lo chef Pietro Lonigro che, con la sua famiglia, porta avanti il ristorante. Il menu spazia dalla carrellata infinita di antipasti tipici ai secondi di carne e pesce, senza dimenticare la tiella di riso patate e cozze.
Celso Laforgia è lo chef che tra le tante declinazioni in salsa barese, ha avuto la voglia di portare in tavola un'Assassina Contemporanea. Meno piccante, più equilibrata e più attenta ai trend gastronomici. In più - elemento da non sottovalutare in un capoluogo sempre più meta turistica internazionale- da Urban è possibile ordinare l'Assassina gluten free (senza glutine). Il suo locale è interamente dedicato all’Assassina, con tante versioni diverse, un vero paradiso per gli amanti del genere. C’è quella con la stracciatella, la caprese, la puttanesca e quella col datterino giallo.
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