Cercate una musica che calzi a pennello per il vostro matrimonio? Allora la scelta non può che ricadere sugli Spaghetti a Detroit.
Il terreno privilegiato delle scorribande musicali degli Spaghetti a Detroit è quello della musica italiana ma non possono mancare incursioni nei grandi classici della musica internazionale dagli anni '50 ai giorni nostri.
Ultimo nato nella famiglia Spaghetti è il progetto Spaghetti Djset, in aggiunta o in alternativa alla Band offre una esperienza dinamica e coinvolgente.
Lo stesso mood della Band in versione Half Live in Duo vi accompagnerà dall'aperitivo, al Buffet, per poi passare al pranzo spettacolo o cena spettacolo, creando una atmosfera di festa di e coinvolgimento immersivo per i vostri ospiti rendendo ancora più speciale il Vostro Giorno.

Il momento della Torta sarà romantico e unico mentre il Djset finale, fresco e frizzante farà ballare tutti...
Cerimonia con duo live, aperitivo con band o djset, cena/pranzo spettacolo con duo, full band, djset.
Dal 2007 per divertirvi divertendoci... La tua fiducia è fondamentale.
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Il cachet richiesto da Spaghetti a Detroit per esibirsi a un matrimonio è a partire da 100€.
Spaghetti a Detroit ha ricevuto le raccomandazioni del 100% delle coppie che hanno usufruito dei suoi servizi.
La sua valutazione totale è di 5.0 e ha ricevuto questo punteggio nella qualità del servizio, flessibilità, rapporto qualità/prezzo, professionalità e tempo di risposta.
La Formazione e il Repertorio
La formazione attuale degli Spaghetti a Detroit nasce sul finire del 2007 e da allora il gruppo composto da Lorenzo Girelli (voce-chitarra), Tullio Gualtieri (tastiera), Gianluca Palma (percussioni), Ivo Falasca (basso) e Giuseppe Rizzo (batteria) ha attraversato generi e stili musicali riuscendo a conservare una spiccata identità e originalità senza tralasciare l'obiettivo primario che è quello di intrattenere e far ballare il pubblico.
Dallo stile swing degli esordi, contaminato da ritmiche di stampo sudamericano, in cui i riferimenti erano mostri sacri del genere come Renato Carosone, Fred Buscaglione, Renzo Arbore, Michael Bublè e Louis Prima, il gruppo è passato poi ad esplorare il territorio della musica ska e rocksteady, rielaborando sullo stile portato al successo da Giuliano Palma & The Bluebeathers successi italiani e internazionali degli anni '60/'70.
L'ultima metamorfosi del gruppo, quella attuale, ha visto invece gli Spaghetti a Detroit virare verso la musica italiana, privilegiando sia autori e interpreti “classici” come Vinicio Capossela, Fabrizio De Andrè, Ivan Graziani, Adriano Celentano, Paolo Conte e Franco Battiato sia diversi esponenti della “nuova leva cantautorale italiana”, su tutti Cesare Cremonini, Jovanotti, Alessandro Mannarino, Brunori Sas e Dente.
Queste escursioni in generi musicali diversi hanno permesso alla band di costruire un repertorio di oltre 150 brani, capace di spaziare e adattarsi alle più svariate situazioni: dalle serate nei club a quelle nelle piazze, passando per le feste private e i matrimoni.
Dal 2007 a oggi l'attività live degli Spaghetti a Detroit non ha avuto tregua.
Fred Bongusto & Little Tony - Spaghetti a Detroit - Live 2001
Spaghetti a Detroit: La Canzone di Fred Bongusto
Spaghetti a Detroit è un brano musicale lanciato nel 1967 da Fred Bongusto, musicato e scritto dallo stesso insieme a Franco Migliacci.
Il brano fu pubblicato per la prima volta come lato B del 45 giri ...E mi consuma l'estate, è uno dei pezzi più famosi e riusciti del cantante molisano, con l'arrangiamento swing jazz e la voce filtrata come da un vecchio grammofono anni '20.
Il protagonista racconta il ricordo di una storia d'amore conclusa, dopo essere ritornato verosimilmente in Italia, vissuta con una cantante Lola, a Detroit negli USA.
La canzone evoca ricordi e sentimenti legati al cibo e all'amore, riflettendo il buon appetito che il protagonista aveva prima della fine della sua storia: “invece ti ricordi che appetito insieme a te, a Detroit?”.

Il suo nome è indissolubilmente legato all’Italia degli anni Sessanta e soprattutto alle “rotonde sul mare“.
Ad una in particolare: quella che ispirò la sua canzone più famosa sulle cui note migliaia di coppie si scambiarono all’epoca promesse d’amore e che gli regalò il successo.
Nel 1964 uscì “Le canzoni di Fred Buongusto“, suo secondo album.
“Una Rotonda sul Mare” era la prima traccia del Lato A.
Per molti anni si è pensato che quel luogo di passione e sentimenti fosse a Termoli, essendo lui nato a Campobasso.
Poi, nel 2006, la rivelazione.
In un’intervista al quotidiano La Repubblica, Fred Bongusto spiegò che la rotonda si trovava a Senigallia.
Qualche anno dopo un’altra smentita.
Questa volta, parla Franco Migliacci autore del testo della canzone.
La rotonda non è sul mare, ma sul lago, dice, e precisamente è quella dell’Hotel Lido di Passignano sul Trasimeno.
Insomma si trattò di una licenza poetica e niente più del mare e dell’estate fa sospirare gli innamorati infelici.
Fred Bongusto: Un Artista Indimenticabile
ROMA - Si è spento la notte scorsa alle 3.30 , nella sua abitazione nella Capitale il cantante Fred Bongusto, malato da tempo, il cui nome completo è Alfredo Antonio Carlo Buongusto nato a Campobasso, indimenticata ed amata voce della canzone italiana.
Chansonnier leggero, si è ispirato apertamente allo stile musicale di Louis Armstrong e a quello confidenziale di Nat King Cole, ma vantava anche collaborazioni con Chet Baker.
Bongusto aveva iniziato a suonare nel gruppo I 4 Loris, che in molti casi reinterpretava in italiano canzoni straniere.
La prima canzone con cui ebbe successo da solista fu “Bella bellissima”, del 1962.
“Una rotonda sul mare” uscì nel 1964 e poco dopo entrò anche nella colonna sonora di Vaghe stelle dell’Orsa...
Sempre negli anni Sessanta Bongusto partecipò ad alcuni film musicali e si dedicò all’arrangiamento di colonne sonore per il cinema come “Matrimonio all’italiana”, “Malizia”, “Un dollaro bucato” (in tutta la sua vita ne realizzò alcune decine).
Bongusto continuò comunque a cantare anche in seguito, per vari decenni con la sua musica senza tempo, partecipando ad alcune edizioni del Festival di Sanremo dove ha portato la sua voce di velluto e il suo stile intimistico: nel 1965 con “Abbracciami forte”, nel 1967 con “Gi”, nel 1986 con “Cantare“, e nel 1989 con “Scusa”.
Tra le ultime sue apparizioni pubbliche, quella del 22 aprile 2013, in occasione del concerto in ricordo di Franco Califano, quando ha cantato “Questo nostro grande amore“, la canzone scritta per lui dallo stesso Califano.
Il Cibo nelle Canzoni: Un Filo Conduttore
Le canzoni raccontano stati d’animo ed emozioni, la musica è parte integrante della nostra vita e non capita poi così di rado di sentire menzionare il cibo.
Anzi, probabilmente ti verranno in mente fin da subito brani famosissimi in cui il cibo viene tirato in ballo fin dal titolo, come il famoso “Gelato al cioccolato” di Pupo o “Viva la pappa col pomodoro!” cantata da Rita Pavone.
A volte il cibo è un pretesto, che permette di creare rime divertenti per testi nonsense, oppure è una metafora, altre volte un malizioso doppio senso o parte integrante della descrizione di un’emozione o di un’azione.
In molti casi ha valenza erotica, sul gelato al cioccolato di Pupo si dibatte da anni ma non sono da meno brani come “Caffè nero bollente” di Fiorella Mannoia oppure “Rossetto e cioccolato” di Ornella Vanoni.
Nel suo brano, infatti, la Vanoni fa un vero e proprio elenco di ingredienti da utilizzare nel gioco della seduzione, tra cui zucchero a velo e sciroppo di lampone.
A proposito i lamponi, insieme alle banane sono parte del titolo di uno dei brani più celebri di Gianni Morandi.
Proprio lui che in “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte” usava una scusa per vedere la sua amata.
Rientrerebbe a pieno titolo nel mondo del reverse product placement la celeberrima “Cacao meravigliao”, sigla del programma “Indietro tutta!” di Renzo Arbore.
La sigla faceva riferimento a un prodotto immaginario ma la canzone, cantata da una allora giovanissima Paola Cortellesi, ebbe così tanto successo che il Cacao Meravigliao divenne un prodotto ricercatissimo.
Le canzoni ruotano spesso e volentieri intorno all’amore, raccontano di storie appena finite o appena iniziate, come quella di “Gelato al limon” di Paolo Conte.
Ci sono gli “Spaghetti a Detroit” di Fred Bongusto, che gli ricordano il buon appetito che aveva prima della fine della sua storia d’amore e infatti cantava: “invece ti ricordi che appetito insieme a te, a Detroit?”.
Per rimanere sveglio e andare a trovare la sua amata, invece, Alex Britti era disposto a bere “7000 caffè”.
Il brano, oggi, più che una dedica d’amore ad una persona, è diventato un vero e proprio inno per gli amanti della caffeina.
In epoca ante-indie c’era la “Marmellata #25” di Cesare Cremonini, anche questa legata a un doloroso ricordo per la fine di una storia d’amore.
La tristezza per la fine di un’amore è anche quella raccontata ne “La spesa” dei Marta sui tubi, in cui si parla di “masticare noia e surgelati”, in un lungo elenco di ingredienti metaforici.
I Camillas, gruppo sui generis che ha appena perso il suo geniale fondatore, hanno scritto “La canzone del pane”: uno dei loro pezzi più conosciuti, semplice ma d’effetto, per raccontare la genuinità e la bellezza di una relazione.
Bruno Lauzi cantava che “l’amore è una frittata, beato chi la mangia” mentre il caro amico e collega Fabrizio De Andrè inseriva spesso il cibo nei suoi brani, raccontando le sue poetiche storie.
Se si parla di cibo legato al cantautore genovese, però, viene in mente “Â çímma”, il pezzo scritto con Ivano Fossati che, di fatto, è una ricetta cantata della tasca di vitello ripiena, tipica della cucina ligure.
In “Crêuza de mä” sembra di poter sentire le voci dei marinai del porto e gli odori del mercato ittico di piazza Cavour, dove lo stesso De Andrè andò a registrare le voci autentiche dei suoi protagonisti, immortalando una realtà che oggi non c’è più.
L’irriverente Myss Keta, sempre pronta alla provocazione, gioca sugli stereotipi negativi legati ai milanesi nella sua “Milano, sushi e coca”.
Restando in tema irriverenti, era diventato un vero e proprio tormentone la “Pasta con tonno” di Bello FiGo, mentre Bugo preferisce quella al burro e Calcutta il “Pesto”.
E già che stiamo parlando di carboidrati, uno dei brani italiani più conosciuti è “A pizza” di Aurelio Fierro, mentre è un tripudio alla romanità “La società dei magnaccioni” interpretato da Gabriella Ferri.
E se da una parte c’è Vasco Rossi che in “Bollicine” canta della Coca-Cola, Peppino Di Capri brinda con lo “Champagne”, il livornese Piero Ciampi preferisce “Il vino”, mentre Luciano Ligabue punta alla sua terra d’origine e ad un abbinamento insolito: “Lambrusco e popcorn”.
Elio e le storie tese hanno tessuto ironicamente le lodi del famoso eupeptico in “Natale allo zenzero” mentre Samuele Bersani ha sfruttato la sua (cruda) ironia alternandola a profonde riflessioni ne “La soggettiva del pollo arrosto”.
Ivan Graziani cantava (con Renato Zero) “La nutella di tua sorella”, elencandone i tanti possibili utilizzi, mentre Zucchero di “Pane e sale” o “Menta e rosmarino”.
E poi c’è Giorgia che ammette di mangiare troppa cioccolata in “Un amore da favola”.
Ci sono le “Fragole buone buone” di Luca Carboni, che raccontano una storia molto drammatica, e le più leggera “Tre fragole” di Maria Pia and Superzoo, la giusta dose per consolarsi.
È il trionfo della cucina napoletana “Il babà è una cosa seria”, brano portato a Sanremo 89 da Marisa Laurito.
“L’amore viene ma il maccherone resta” è una delle tante perle di saggezza (e culinarie) del brano che, fin dal suo titolo, dice un’importante verità.
Il Caffè nella Musica
Il caffè è stato il protagonista di numerose canzoni, sia italiane che internazionali.
Dalla musica rock fino alle canzoni classiche italiane e napoletane, la bevanda è menzionata in tantissimi testi scritti da grandi autori.
Il rapporto tra il caffè e la musica nel nostro paese è molto intenso.
Protagonista in questo caso è soprattutto la canzone napoletana, tra i primi generi musicali a dare vita a brani dedicati alla bevanda.
In particolare, tra i più importanti, c’è la canzone ‘A tazza e cafè scritta da Giuseppe Capaldo e Vittorio Fassone e interpretata da numerosi artisti, tra cui il celebre cantante partenopeo Roberto Murolo.
Come non menzionare poi la celebre canzone di Pino Daniele ‘Na tazzulella e cafè, il brano che fa parte dell’album Terramia uscito nel 1977, e che rappresenta una della canzoni più famose dell’artista napoletano.
Nel testo del brano, Pino Daniele cerca di attribuire al caffè l’unico momento di piacere di un popolo, quello napoletano, destinato a districarsi quotidianamente tra mille problemi.
Contrariamente alla sua melodia leggera e ironica, ‘Na tazzulella e cafè racconta una storia amara legata a questa terra.
Nel corso degli anni, è diventato uno dei brani più famosi della canzone napoletana, sicuramente tra i più ascoltati di Pino Daniele.
Per quanto riguarda il panorama nazionale, il caffè è stato spesso ospite delle canzoni della kermesse italiana più importante, il Festival di Sanremo, a partire ad esempio dal brano di Riccardo del Turco intitolato Cosa hai messo nel caffè?
Un ulteriore omaggio alla bevanda fu fatto da Alberto Camerini nel 1984 e da Alex Britti nel 2003, quando il cantautore romano portò al festival la famosa canzone, diventata poi un vero e proprio tormentone, 7000 caffè.
Il brano faceva parte dell’album Tre e si classificò al secondo posto nella competizione sanremese.
Sempre in tema di Festival, devono essere menzionate anche le canzoni sul caffè dello Zecchino d’Oro cantate dal coro dell’Antoniano.
Se la tradizione della musica italiana è ricca di canzoni dedicate al caffè, quella internazionale non è certo da meno.
Tra i brani più importanti in questo caso c’è sicuramente quella di Ella Fitzgerald, intitolato Black Coffee, realizzato nel 1949.
Pochi anni dopo, nel 1961, Frank Sinatra realizzò la canzone Coffee Song, scritta da Bob Hilliard e Dick Miles.
In realtà il brano venne registrato per la prima volta nel 1946.
Come dimenticare poi la celebre canzone di Bob Marley, One cup of coffee, Wake up and Smell the coffee del gruppo The Cranberries, oppure Coffee Shop dei Red Hot Chilli Peppers.
Quest’ultima parla di un ragazzo che vuole trovare l’amore e che si ritrova puntalmente in una caffetteria per incontrare qualcuno.
Coffee Shop è il quarto singolo estratto dal sesto album della band in studio, One Hot Minute (1995).
Di recente la bevanda è stata menzionata anche all’interno di una canzone che ha riscosso molto successo, Death bed, interpretata dal giovane cantante Powfu, uscita nel febbraio 2020.

Diego Moreno e il Progetto "Canzoni di Buongusto"
Nel panorama canoro italiano, emerge Diego Moreno con un progetto dedicato a Fred Bongusto, intitolato “Canzoni d BuOngustO”.
Diego Moreno feat. BuONGUSTO. DETROIT, uno dei singoli del progetto, brano simbolo del repertorio di Bongusto.
Diego Moreno feat. CANZONI di BuONGUSTO. progetto. accussi” (Ed. NAR). lui.. una voce ed uno stile unico.
In questo progetto, spicca la versione di "Detroit", un brano simbolo del repertorio di Fred Bongusto, rivisitato con sonorità originali che mescolano ska e milonga argentina.
La versione dalle sonorità particolarmente originali, vi è un mix tra lo ska e la milonga argentina.
L’arrangiamento degli ottoni è stato curato ed interpretato dal Maestro Pino Ciccarelli.
Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi progetti musicali ma anche letterali come “La voce del Tango.
Massimo Troisi musicate da Enzo Decaro.
Nel 2018 ha pubblicato il progetto “Che Bella Idea!
Capri, Fabio Concato, Enzo Gragnaniello, Valentina Stella e Antonio Onorato.
Bocciarelli.
l’intera città di Napoli.
e Fred Bongusto.
“Diego Moreno es un laboratorio musical [y cultural] viviente.
Diego lleva esta característica con fuerza como su marca registrada.
versión de Bella Ciao [Bella Chao - reconocida por la SIAE] que ha logrado un enorme éxito en la red.
puede permitirse salir con un muy agradable álbum titulado “Grandes Éxitos”.
Grabado en Nápoles [Italia] en el Estudio RTF [entre marzo y septiembre del 2019].
canciones compuestas por Diego Lemmi Moreno.
MORENO.
fondamentali quali 'amore, l'empatia, il ricordo e la fantasia.
strumenti come il charango e l’ukulele.

Successivamente, ha lavorato come direttore artistico del progetto “Che’ Vive!
che hanno lasciato il segno nell'immaginario collettivo italiano e non solo.
fondamentali quali l'amore, l'empatia, il ricordo e la fantasia.
Diego Lemmi Moreno, artísticamente Diego Moreno, es cantante, compositor y guitarrista.
desde hace 29 años.
concierto importante en el reconocido Teatro Colón.
En el 1993 sale el primer disco, una producción independiente: “Poco a Poco”.
Gil, Djavan, José Feliciano, Chayanne y Gipsy King’s.
Encuentro televisivo que se repetirá desde el 2002 hasta el 2006.
“Artista invitado” con Fred Bongusto en innumerables shows.
Tarrant, distribuido en toda Europa, se trata del álbum quintuple “Ché Vive!
“ItaloArgentino”, ambas Nominadas para el “Premio Estrella de Mar”.
Gragnaniello.
Diego Moreno un artesano de la Música con una carrera excepcional, internacional e intensa ...
Tabella: Canzoni Citati nell'Articolo
| Titolo Canzone | Artista |
|---|---|
| Gelato al cioccolato | Pupo |
| Viva la pappa col pomodoro! | Rita Pavone |
| Caffè nero bollente | Fiorella Mannoia |
| Rossetto e cioccolato | Ornella Vanoni |
| Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte | Gianni Morandi |
| Cacao meravigliao | Paola Cortellesi |
| Gelato al limon | Paolo Conte |
| Spaghetti a Detroit | Fred Bongusto |
| 7000 caffè | Alex Britti |
| Marmellata #25 | Cesare Cremonini |
| A tazz e cafè | Giuseppe Capaldo |
| Na tazzulella e cafè | Pino Daniele |
| Black Coffee | Ella Fitzgerald |
| Coffee Song | Frank Sinatra |
| One cup of coffee | Bob Marley |
| Coffee Shop | Red Hot Chilli Peppers |
| Death bed | Powfu |