La storia dei tessuti a Modena è ricca e affascinante, intrecciandosi con l'arte, lo sport e la cultura popolare. Questo articolo esplora le diverse sfaccettature di questa tradizione, dal pregiato raso alle iconiche figurine Panini.
Le Origini Preziose del Raso
La prestigiosa storia del raso inizia in Cina, più precisamente nel periodo tra il 960 e il 1127, sotto la dinastia cinese Song. All'epoca, veniva utilizzato soprattutto per l'abbigliamento e l'arredamento delle nobiltà imperiali. Nel Medioevo, arrivò in Occidente lungo la via della seta e da quel momento, abbiamo assistito all'ascesa di questo tessuto, diventato uno dei più utilizzati nella realizzazione di capi di abbigliamento e non solo.
La seta è una fibra, dalla quale viene formato il filo. Il suo materiale d’elezione è la seta, ma si può realizzare anche in fibre come il rayon o fibre sintetiche come il poliestere. Se realizzato, invece, in cotone deve subire, come finissaggio, una calandratura per conferirgli l’aspetto lucido.
La sua storia è strettamente legata alla scoperta e produzione della seta, per millenni monopolio della Cina. Il raso era un tessuto molto pregiato, utilizzato per l’abbigliamento e l’arredamento. In particolare il damasco, il lampasso e il broccato: che hanno come sfondo il raso, che nel Medioevo, vestirono intere corti europee.
Il raso tessuto è una delle armature base insieme a tela e saia; ha slegature di trama lunghe, a evidente effetto di ordito sul diritto e di trama sul rovescio, dà risultati migliori nei tessuti con alta riduzione e con filati serici. Segue un ordine di spostamento (scoccamento) superiore all’unità, che viene coperto dagli orditi.

Caratteristiche Tecniche del Raso
Ecco una panoramica dei vantaggi e svantaggi del tessuto raso:
Vantaggi:
- Lucente
- Anallergico
- Piacevole al tatto
- Fluido nel drappeggio
- Resistente alle pieghe
Svantaggi:
- Si logora facilmente
- Difficoltà nella lavorazione
Tipologie di Raso
- Rasatello - tessuto di cotone in armatura raso da 5, peso medio, molto liscio.
- Damasco - ha lo sfondo di raso.
- Broccato - ha trame aggiuntive chiamate trame broccate.
- Lampasso - tessuto antico, operato, di grande pregio. Ha sfondo in raso con slegature di trame supplementari che formano il disegno; realizzato in seta era spesso arricchito con trame oro e argento.
L’armatura in raso è una delle 3 principali armature che vengono usate da migliaia di anni. Le più comuni versioni di raso hanno un rapporto d’armatura regolare sviluppato su 5 o 8 fili. Gli intrecci irregolari hanno un rapporto di 4 o 6. I punti di legatura sono molto più radi rispetto alle altre armature (tela o saia), e di conseguenza si ha un effetto visivo differente con una superficie perfettamente liscia e senza rigature.
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Gli Stemmi Calcistici negli Album Panini: Un Fenomeno Culturale
Dal dopoguerra fino agli anni ’60 risulta quasi impossibile riuscire a censire gli stemmi della maggior parte delle associazioni calcistiche. A parte le più blasonate, che compaiono spesso sui giornali, per tutte le altre si entra in un intricatissimo limbo dal quale molto spesso non se ne esce neppure facendo riferimento alla storiografia specifica di ogni club.
Ogni città, ormai fin dagli anni ’20, ha la propria squadra di calcio e fino ad oggi sono ben 63 le squadre ad aver preso parte agli 83 campionati di Serie A a girone unico dal 1929-30, mentre più del doppio (141) sono quelle che hanno preso parte agli 83 campionati di Serie B (a differenza di quelli di A, non tutti ad unico girone).
Fortunatamente a tenere traccia di tutte queste squadre fin dal 1960 c’è la popolare serie di album a figurine Calciatori Panini.
Agli inizi del 1960 Benito e Giuseppe Panini, che avevano fondato a Modena l’Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini, trovarono a Milano un lotto di vecchie figurine invendute delle edizioni milanesi Nannina. I fratelli lo acquistarono, prepararono delle bustine bianche con cornicette rosse contenenti due figurine ciascuna e le vendettero a 10 lire l’una.

Da sinistra: l’album Panini-Nannina 1960-61; il primo album “interamente” Panini 1961-62; l’album Nannina 1968-69, anno in cui la casa editrice riprese a stampare i raccoglitori.
Il successo fu enorme e inaspettato: le bustine vendute toccarono i 3 milioni. L’anno successivo i fratelli decisero di fare tutto con i loro mezzi, stampando le figurine e creando anche il primo album (con l’attaccante del Milan Nils Liedholm in copertina). Le vendite furono quintuplicate, e i milioni di bustine vendute furono 15. Era ufficialmente nata la collezione Calciatori.
La prima edizione con la serie B fu quella del 1963-64, con i giocatori delle squadre presentati a coppie (due per ogni figurina), mentre nel 1967-68 fecero la loro comparsa gli scudetti delle squadre di serie C, laminati in argento come agli altri di serie A e B.
L'Evoluzione degli Stemmi negli Album Panini
Nel primo album gli stemmi, seppur riportati con una certa precisione negli elementi, sono spesso adattati ad una forma che risulta sempre uguale per ogni squadra. La prima edizione (quella “Nannina-Panini”, per intenderci) presenta quindi ogni stemma ovale riportato alla forma di un cerchio mentre nel secondo, quello del 1961-62, i loghi sono del tutto sostituiti da scudi “gotici” “partiti”, con i colori sociali nel lato sinistro e nel destro la mascotte della squadra o un riferimento alla città d’appartenenza.
Questa “tradizione” della mascotte unita ai colori sociali fu utilizzata spesso durante le prime edizioni degli album Panini, forse a causa del fatto che alcune squadre, anche se non avevano un logo propriamente detto, avevano comunque un “simbolo”, oppure perchè in questo modo si poteva proporre un prodotto commercialmente più accattivante.

L’usanza delle mascotte fu lanciata nel settembre del 1928 dal Guerin Sportivo che proponeva di associare ad ogni squadra l’immagine di un animale con la seguente motivazione: “tutti comprenderanno come giovi alla simpatica popolarità d’una unità calcistica una caratteristica facile, che colpisca la fantasia del pubblico giovane, facendo sorridere e prestandosi all’esaltazione quanto all’umorismo. Forse molte squadre non hanno la celebrità che si meritano appunto per questo grigiore, per questa mancanza di denominazione popolaresca”.
Il settimanale invita così i suoi corrispondenti a interrogare gli sportivi della propria città e, attraverso dei referendum sulle testate locali, scegliere un animale o comunque un personaggio da abbinare alla propria compagine calcistica partendo dai colori sociali, dallo stemma cittadino o dalla maschera del posto.
Il discorso nacque direttamente dalla fantasia di “Carlin” Bergoglio, grande redattore del Guerin Sportivo, giornalista, disegnatore, umorista e scrittore. Fu sua l’idea di semplificare l’appartenenza a un campanile individuando un simbolo per ogni squadra, attingendo soprattutto al mondo animale (infatti le chiamò animalìe) e classificando la raccolta sotto il titolo L’Araldica dei Calci.
Grazie a questo linguaggio visivo si fece spazio un nuovo modo di fare giornalismo, più efficace e corrosivo, e la sua immediatezza ne moltiplicò la capacità critica. Infatti, da quell’edizione del Guerin del 10 ottobre 1928, l’usanza dilagò fra gli sportivi italiani con stupefacente rapidità: faceva piacere riconoscere la propria squadra in uno stemma “nobiliare”, anche se l’implicito tono goliardico induceva più al sorriso che all’orgoglio.

Con gli anni la tradizione delle mascotte divenne una regola e nacquero simboli per ogni squadra. I giocatori del Foggia, ad esempio, divennero per tutti “i Satanelli” nel 1930 grazie al giornalista Mario Taronna, mentre il cosiddetto “Baciccia”, il marinaio simbolo della Sampdoria, accompagna la squadra fin dai primi anni di vita anche se il sodalizio è relativamente giovane (1946).
Solamente dall’album della stagione 1969-70 cominciarono a fare capolino gli adesivi con degli stemmi più o meno ufficiali. Per la Panini gli anni settanta furono un periodo di creatività e sperimentazione ma anche di grande approfondimento. L’uscita dell’album è accompagnata da quella dell’Almanacco Illustrato del Calcio, edito per la prima volta dal 1971.
Le mascotte delle squadre assumono più rilevanza rispetto a quelle degli anni sessanta ma appaiono separati dallo stemma della squadra cominciando così a distinguere per bene le due cose.
L'Omaggio a Elio Fiorucci: Quando la Moda Incontra le Figurine Panini
Fu un raro esempio di recupero pubblicitario della figurina. Era il 1984 e all’apice della “Fioruccimania” che dilagava tra giovani e adolescenti le Edizioni Panini incassarono uno straordinario successo con l’album di figurine Fiorucci Stickers. Oltre 25 milioni di bustine vendute che riassumevano la storia della maison milanese: i primi passi, lo spirito rivoluzionario, la fama mondiale.
Un omaggio a un genio della moda, Elio Fiorucci, scomparso nel 2015, che oggi si ripete nella città dove ha sede lo storico gruppo Panini. Quelle figurine, di cui furono vendute nel mondo 105 milioni di copie, raccontano uno stilista che fu anche pioniere dei moderni influencer con Pop Therapy, mostra ospitata dal 9 marzo al 25 agosto al Museo della Figurina di Modena e realizzata in collaborazione con Cà Pesaro, galleria internazionale d'arte moderna di Venezia.

Un’esposizione che riassume anche un’epoca della moda in cui il culto dello stilista si esprimeva attraverso una raccolta di immagini utilizzate per decorare diari, motorini, zaini, ante di armadi. Elio Fiorucci era già conosciuto a livello internazionale e quell’album, che viene riproposto con 200 figurine, indaga oggi un fenomeno che uscì dai confini nazionali e stregò una intera generazione.
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Il nome di questo raffinato tessuto deriva dal termine italiano affresco, che rispecchia la sua superficie granulare. Il fresco lana è un tessuto leggero in armatura in tela o a saia, viene fabbricato con filati pettinati con più capi di lana merinos. È caratterizzato dalla peculiare mano secca, che non sgualcisce, ha una superficie uniforme e una trama fitta. Fresco è un maschio registrato dall'azienda Cagniere, realtà tessile che ha sperimentato e successivamente brevattato questo trattamento partendo da una tela ingualcibile ricavata da un filato ritorto a tre capi, in modo da ottenere una superficie porosa.
Intorno alla fine degli anni 70', questo termine è entrato nel gergo comune per designare i tessuti in lana pettinati, con una struttura fine e un peso leggero, ideali per realizzare capi di mezza stagione.