Napoli è una storia di cibo e luoghi per mangiarlo. La sua gigantesca area metropolitana non fa differenza: se il capoluogo è pressato, pieno come un uovo e se nel suo centro storico gli affitti per i locali commerciali sono altissimi, nell'hinterland spazio ce n'è ancora, anche se la concorrenza è altrettanto spietata. Ma ormai il tema non è più il cibo in senso stretto: sono le "storie di cibo" a fare la differenza.
In questo articolo, esploreremo diverse ricette, dai contorni innovativi ai panini fatti in casa, perfetti per ogni occasione. Scopriremo come la tradizione culinaria italiana può essere rivisitata in chiave moderna, offrendo sapori unici e sorprendenti.

Cappuccino di Caprese: Un Antipasto Innovativo
Si vede che sono in fase destrutturata, eh? Nulla di pianificato o studiato, anzi come sempre cucino a sentimento, cucino quello che mi va di mangiare e che la stagione mi stimola a preparare. Purtroppo, come sapete, d’estate faccio non poca fatica a dedicarmi a questa mia passione, non so, è come se mi sentissi le mani legate. Queste ultime giornate di fresco mi hanno regalato l’illusione di potermi cibare anche di qualcosa di caldo, ogni tanto, senza sudare per forza copiosamente anche solo per una pastasciutta. Inizio davvero a non poterne più di piatti freddi, continuo a prepararli per pura sopravvivenza e per buona pace di chi vive con me. Allora l’unico modo che ho per cercare di rendermeli più attraenti e interessanti è giocare con le forme e i colori, sovvertendo consistenze e schemi.
È il caso di questo finto “cappuccino”, che altro non è se non una caprese rivisitata. Un classico estivo che compare in questo periodo sempre più frequentemente sulle nostre tavole, vista la semplicità di esecuzione, la sua rapidità e il fatto che non necessita di alcun tipo di cottura. Un piatto che per dare un risultato eccellente deve essere composto da ingredienti di primissima qualità e qui non mi riferisco solamente alla mozzarella di bufala, ma anche al pomodoro e all’olio extravergine di oliva.
Ecco che invece della solita insalata, nel candido strato inferiore di questo bicchierino troviamo la mozzarella, frullata insieme a latte intero e panna. A rassodare il tutto nulla, niente addensanti come gelatina o agar agar, se non un po’ di farina, che permette di ottenere una sorta di besciamella, e il riposo in frigorifero, che farà si che questo composto abbia la giusta consistenza per sorreggere poi la crema di pomodoro. Quest’ultima dovrebbe simboleggiare un po’ la schiuma del nostro cappuccino, formata da puro succo di pomodoro (fresco e staccato direttamente delle piante del mio orto) condito con sale, pepe e aromatizzato al basilico, che ho vivacizzato con una punta di peperoncino.
Il sapore naturalmente è quello della caprese e, anche qui, è sempre necessario gustare un po’ di entrambi gli strati contemporaneamente per riuscire a farsi un’idea chiara dell’insieme. Devo dire che ne sono rimasta piacevolmente sorpresa, perché temevo che la crema di mozzarella risentisse di quella lieve aggiunta di farina, della quale io invece non ho trovato traccia alcuna. Un antipasto fresco e gradevolissimo che, pur mantendo gli ingredienti classici della tradizione, li ripropone in maniera più giovane e originale.
Ingredienti per 4 persone:
- 600 g di pomodori datterini
- 250 g di mozzarella di bufala
- 100 ml di latte intero
- 200 ml di panna fresca
- 20 g di farina 00
- 10 ml di olio extravergine di oliva
- 1 pizzico di peperoncino in polvere (facoltativo)
- basilico fresco
- sale, pepe nero
Preparazione:
- Lavate i pomodorini, tagliateli a metà e metteteli nel bicchiere del frullatore (o in alternativa in un contenitore dai bordi alti).
- Frullateli con il frullatore ad immersione e passate al setaccio la purea ottenuta, in modo da ottenere una crema liscia, priva di semi.
- Salate e pepate, aggiungete un ciuffetto di basilico e un pizzico di peperoncino in polvere a piacere (facoltativo).
- Mescolate bene, coprite con la pellicola per alimenti e fate raffreddare in frigorifero per tutta la durata della preparazione.
- In una casseruola portate ad ebollizione la panna e il latte, unite la farina setacciata e mescolate con un cucchiaio di legno costantemente fino a quando il composto si sarà un po’ addensato e assumerà le sembianze di una besciamella.
- Togliete dal fuoco e aggiungete la mozzarella tagliata a cubetti al composto ancora caldo, quindi frullate il tutto con il frullatore ad immersione fino ad ottenere un composto liscio e vellutato.
- Fate intiepidire, quindi versate il tutto all’interno di 4 bicchierini di vetro trasparente.
- Quando la crema sarà giunta a temperatura ambiente, coprite con la pellicola per alimenti e mettete in frigorifero a rassodare fino a quando sarà diventata soda (ci vorranno almeno 2 ore).
- Quando il composto a base di mozzarella si sarà rassodato (quanto basta da poter sorreggere lo strato sovrastante), aiutandovi con un piccolo mestolo o un cucchiaio versatevi sopra la crema di pomodoro, dalla quale avrete eliminato le foglie di basilico.

Come fare un cappuccino perfetto
La Mia Prima Pagnotta: Ricetta Facile e Sofficissima
La mia prima pagnotta ed è una pagnotta facilissima e sofficissima, fatta da me, ma seguendo una ricetta della Paneangeli, d’altronde per il primo pane cerchi la ricetta di uno di cui ti fidi. Che emozione e che soddisfazione quando le mie figlie dopo averlo mangiato non credevano che l’avessi fatto io, troppo soffice e morbidissimo. Sono venute due pagnottelle, una l’ho ricoperta con i semi di sesamo, a me piace tanto il pane con i semi di sesamo.
Ha una bella crosticina croccante, ma non troppo dura, una mollica soffice come si vede e il gusto tipico del pane.
Preparazione
- Mettere la farina in una ciotola capiente e mescolarvi il lievito di birra.
- Al centro fare una buca e versarvi zucchero, sale e olio.
- Amalgamare il tutto con l’aiuto di una forchetta, aggiungendo un po’ per volta l’acqua tiepida.
- Lavorare l’impasto sul piano del tavolo leggermente infarinato per almeno 10 minuti, allargandolo con i pugni chiusi, riavvolgendolo e sbattendolo sul tavolo, fino al completo assorbimento del liquido.
- Rimettere l’impasto nella ciotola, coprirlo con un canovaccio e farlo lievitare in luogo tiepido, fino a quando il suo volume sia raddoppiato (circa un’ora).
- Dividere l’impasto ben lievitato in due parti, con ognuna formare una pagnotta e trasferirle sulla placca del forno ricoperta di carta forno.
- Porre a lievitare nuovamente in luogo tiepido per 20 minuti.
- Spennellare la superficie con un po’ d’acqua, cospargere di sale e con un coltello affilato incidere la superficie, creando una grata.
- Cuocere per 20-25 minuti nella parte media del forno preriscaldato a 200°. Durante la cottura porre nel forno una teglia piena d’acqua.
Io ho preferito fare impastare la macchina del pane, ho solo messo gli ingredienti nel cestello, prima l’acqua, lo zucchero, il sale e l’olio e infine la farina e il lievito.
Mele Spadellate: Un Contorno Agrodolce
I contorni sono sempre un tallone d’Achille: con cosa accompagnare succosi arrosti o secondi robusti? L’idea di accostare alla carne la frutta è certamente più diffusa nelle zone mitteleuropee, ma quest’unione tra le mele color nocciola, leggermente salate e pepate, e le carni è in realtà un retaggio del medioevo, in cui i sapori agrodolci accostati erano assolutamente la norma, e permettevano di smorzare il gusto intenso della selvaggina.
Ti fidi di me?
Preparazione:
- PREPARAZIONE: 15 min
- COTTURA: 15 min
- Sbuccia le mele, tagliale in quattro e privale del torsolo e dei semini.
- Dai quarti ottieni delle fette dello spessore di circa 2-3 cm, e mettile in una ciotola.
- In una padella antiaderente, fai sciogliere il burro, aggiungi lo zucchero e il timo e fai rosolare per un minuto.
Sai quanti tipi di mela esistono? Tantissimi! E ciascuna varietà ha la propria specificità. Le mele sono buone sempre. Davvero si prestano alla preparazione di ogni tipo di piatto, dall’antipasto al dolce, senza nessun problema! Le tue mele spadellate saranno perfette anche il giorno successivo se le conserverai in frigorifero ben coperte.

Street Food ad Afragola: Tra Successo e Controversie
L’apertura dell’attività era arrivata in seguito al grande successo ottenuto dal giovane come venditore di hot-dog con un piccolo carretto itinerante ad Afragola. La giovane aveva finanziato l’apertura del locale street food sito in zona Ferrovia che ora, a pochi mesi dall’apertura, è costretto alla chiusura. Il giovane, in un video pubblicato sui social, ha spiegato: “Voglio darvi notizie sul negozio. Prima cosa voglio chieder scusa a tutte le persone che sono venute in negozio e lo hanno trovato chiuso. Vi voglio veramente bene perché mi state sostenendo, nel bene e nel male. Purtroppo, per il momento, il negozio sta chiuso. Appena risolverò la situazione vi terrò aggiornati. Grazie a tutti quanti. Vi chiedo ancora scusa. Ci sono persone venute da ogni parte d’Italia.
Professione? Ridere e arrangiarsi. All'inizio semplicemente dotato di account sul social cinese di ByteDance e faccia di tolla. Poi ambulante itinerante con chioschetto di hot dog da preparare all'incrocio di una strada dalle ore 17 alle 21. La strada è quella di Afragola, macchione di case popolari in quella mappa delirante che è l'hinterland Nord di Napoli. Lì Patrizio, cellulare rivolto verso la bancarella per 4 ore al giorno portava avanti il suo spettacolo a base di street food da discount. Salse speciali, cipolle caramellate, wrustel e buste di panini da piastrare. Volendo usare un ispanismo splendido della lingua napoletana, buscàr, il ragazzo si ‘abbuscava‘, ovvero si guadagnava, la giornata.
Immediata la domanda di chi lo segue: cosa è successo a Patrizio Chianese? I motivi dell'intervento degli agenti locali sono tanti: il cibo da tracciare, la fiscalità, i permessi vari. Perché chi è sul social vuole la diretta e il reiterare del gesto, non si occupa del come e del perché. Ma la portata social che ha il ragazzo inizia a sortire effetti insperati. Già, perché tanti iniziano ad offrirgli "una opportunità". C'è il consulente che si offre per capire come dirimere la faccenda, ci sono i ragazzi che gli vogliono donare qualche soldo. E ci sono soprattutto i commercianti del settore food che gli offrono una società.
Si chiude una porta e si apre un portone? Tanti evocano un nome che in questo mondo di salumieri e paninari che diventano imprenditori è noto. Basalari è investitore in un'altra attività napoletana che ha trovato propulsione proprio sul social cinese, ovvero quella del salumiere Donato De Caprio, il "Con mollica o senza?" di cui oggi si parla per ben altre tristi vicende. Basalari ha contattato il ragazzo di Afragola offrendogli collaborazione. Ma - ed ecco il nuovo colpo di scena - pare che non serva l'imprenditore "da fuori". «Patrizio ha già le sue visioni e il suo progetto» spiega Basalari in un video. Dunque nuova attività ci cova. E non sappiamo se il futuro di Patrizio Chianese sarà dietro ad un bancone o altrove.
Il ragazzo era stato accusato di aver approfittato della tragedia per sponsorizzare la sua attività. «Era un video per commemorare Martina», si difende ora, che «non era stato fatto per fare pubblicità».
«Da come avete visto dai video, la mamma di Martina, la ragazza che è venuta a mancare, è venuta da me a mangiare l'hot dog. In quel momento io lo volevo offrire ma la mamma mi ha di no e che il lavoro si paga».«Insieme a lei abbiamo deciso di fare un video in ricordo di sua figlia, di quando era felice venendo da me perché era una mia fan. Però appena messo il video sono arrivati insulti a tutta forza. La signora mi ha chiamato e mi ha detto di cancellare il video. E io giustamente, per rispetto suo, l'ho cancellato subito. Se volevo fare pubblicità il video poteva rimanere ancora là, invece l'ho cancellato all'istante».«Chiedo scusa se ho potuto urtare la sensibilità di qualcuno, ma l'ho fatto solo per commemorare Martina che era del mio paese di Afragola e non l'ho fatto per pubblicità. Pure io vengo dalla sofferenza e so che può significare per una mamma», ha concluso.
Si è fermata a un chiosco per mangiare un panino, il venditore, riconoscendola, ha iniziato a parlarle di Martina, affermando che era una sua cliente, raccontando appunto che la conosceva e quelle parole, in quel momento, le hanno dato un senso di consolazione. La signora si stava rendendo conto che veniva ripresa, ma non era completamente lucida, e dalle immagini si vede».