La storia di Tommaso Mazzanti è quella di un successo imprenditoriale nato dalla passione, dal duro lavoro e da un pizzico di intuito. Da garzone di bottega a imprenditore di successo, Mazzanti ha creato una catena di punti vendita partendo da Via de’ Neri a Firenze, portando il brand di famiglia ad essere conosciuto in tutta Italia e oltre.
“Un ragazzo semplicissimo. Che a trent’anni abbondanti ha in parte realizzato il suo sogno: portare il brand di famiglia ad essere conosciuto in tutta Italia”.
“Sono partito a sedici anni, frequentavo l’istituto alberghiero Buontalenti, ma lo confesso: non ero uno studioso. Probabilmente anche per l’età e i cambiamenti legati all’adolescenza”.
“Quello che ho sempre rispettato è il lavoro, quello duro. Ricordo la mia prima stagione lavorativa: quattordici anni, obiettivo motorino!”
“Mi è sempre piaciuto stare al pubblico e rubare con gli occhi da quanti avevano più esperienza di me. Così, scavallati i sedici anni, ho cominciato ad andare a lavorare con i miei, sia perché volevo dare il mio contributo in casa sia perché i medici riscontrarono una patologia a mio padre.
“Eh, quante rinunce. Devo dire che ci ho sofferto molto da più giovane. Ascoltavo i miei amici organizzare le serate ma ero costretto a declinare gli inviti. E a quell’età è tosta. Da ragazzino, quando vedi tutti i tuoi amici divertirsi - come peraltro fanno tutti gli adolescenti - è faticoso. Però, voglio ringraziarli perché si sono ricordati di me. Io non potevo andare con loro così quelli della mia compagnia, inteso come gruppo di amici stretti, venivano a trovarmi a lavoro.
“Un po’ fortuna, un po’ intuito. Sono stato uno dei primi nel 2008 a vedere in Tripadvisor un sito che poteva aiutare a visitare le aziende per chi non vive a Firenze. Va detto che alle recensioni fornite dai siti abbiamo dato un vero riscontro. Si è quindi creato un effetto domino: una catena di chi visitava perché vedeva il locale recensito e poi recensiva a sua volta.
“Vista la situazione pensavo di non farcela anche perché i locali non sono in franchising. Sono soddisfatto che i miei ragazzi abbiano creduto nell’attività, sono loro il mio zoccolo duro che mi dà stabilità anche per il prossimo piano di aperture: ora Torino, poi a settembre il dodicesimo locale.
“Mi ha fatto tanta gola ma ora, rispetto al passato, riconosco la mia forza. E proprio questa mi ha permesso di rifiutare una bella cifra perché la mia azienda è sanissima e in via di espansione. E’ stato un onore ricevere un’offerta da persone così importanti ma ciò mi ha anche reso consapevole della solidità dell’azienda.
“Ma va, già mi metto a ridere quando mi dicono che sono il nuovo Nusret italiano.
“E’ un lato gratificante del mio lavoro: vedere personaggi della televisione che poi ti scrivono. Qualche mese fa ho conosciuto Luca Argentero. Dopo un pochino mi ha chiesto: ma te sei quello di bada come la fuma?
Quale è stato il periodo più duro dell’attività?
“All’inizio per i sacrifici in età adolescenziale e negli ultimi anni quando alcuni hanno cominciato a criticarmi per le code fuori dal locale: non capivo come ci si potesse accanire così tanto con un 25enne che stava cercando di fare la sua strada. Un biennio tosto ma le malelingue mi hanno fortificato”.
“L’invidia è brutta e a queste persone non voglio darei troppo peso. E’ una questione di punti di vista, quando sono andato in America loro mi hanno spiegato che chi ha successo viene ammirato e non criticato.
“I complimenti mi mandano in brodo di giuggiole, vado in estasi quando un bambino di 8/ 10 anni mi dice che sono il suo idolo. Quanti dipendenti hai in azienda?
“Oltre 130 esclusa America. Con Torino, Los Angeles e la nuova apertura dovremmo superare i 200. La tua squadra macina a tamburo battente, come ti approcci con i dipendenti?
“Siamo una città frizzante, già alle 10 del mattino si comincia a lavorare e i miei ragazzi credono nel progetto, vedono un potenziale di crescita. Da chi prepara il panino, al responsabile, al direttore dei negozi e su a salire. Siamo uno squadrone, quando posso trascorro del tempo con loro, ci scherzo e li voglio conoscere”.
“Conoscevo bene la sorella di Clara e, visto che l’avevo notata, per fare due chiacchiere con lei ricordo che fumai tre sigarette a “ruota” fino al punto di strapparle il numero di telefono.
“I nostri piccoli hanno quattro anni e sette mesi. Ammetto che sarebbe un sogno vedere i propri figli crescere e migliorare l’azienda di famiglia. E’ rimasto un sogno nel cassetto non ancora confessato?
“Torino ormai è annunciato, il dodicesimo locale sarà un’altra apertura italiana. Los Angeles entro il 2022 e, a cavallo con il 2023, raddoppieremo New York. Ora stiamo festeggiando l’anniversario a Dubai, sarebbe un orgoglio portare un pezzo di Firenze qui tra i migliori della ristorazione. Il sogno sta diventando sempre più grande: continua la favola de All’antico Vinaio”.
La sua storia è un esempio di come la passione, il duro lavoro e la dedizione possano portare al successo, trasformando un piccolo negozio di famiglia in un brand riconosciuto a livello internazionale.
Ecco una tabella che riassume le tappe principali dell'espansione de "All'Antico Vinaio":
| Anno | Evento | Città |
|---|---|---|
| 2008 | Inizio attività e utilizzo di TripAdvisor | Firenze |
| Successivi | Apertura di nuovi locali | Firenze e altre città italiane |
| 2022 (previsto) | Apertura di un locale | Los Angeles |
| 2022/2023 (previsto) | Raddoppio dei locali | New York |
| Attuale | Festeggiamenti per l'anniversario | Dubai |
