La storia del panino è antica e ha nutrito l'umanità fin dall'antichità. Questo semplice, ma versatile cibo, ha radici profonde nella cultura gastronomica italiana e mondiale. Scopriamo insieme le sue origini e le sue evoluzioni nel corso dei secoli.

Le Origini del Panino: Dal Conte di Sandwich ai Giorni Nostri
Il primo panino documentato è attribuito a John Montagu, IV conte di Sandwich, nato nel 1718 in Gran Bretagna. Si narra che il conte fosse un accanito giocatore di carte e, per non lasciare il tavolo da gioco, rinunciava persino a mangiare. Quindi, mentre il primo panino creato nel 1718 da Earl Sandwich è leggendario, è il conte di Sandwich che ha dato il suo nome a questa deliziosa creazione. Da allora, il panino è diventato un classico amato in tutto il mondo!
Il Tramezzino: Un'Icona Italiana
La storia del tramezzino risale al XIX secolo, quando diventò una vera e propria icona dell’arte culinaria italiana. Si crede che il tramezzino sia stato inventato a Torino, in occasione di un pic-nic organizzato dal conte Camillo Benso di Cavour, importante figura del Risorgimento italiano. Nel luglio 1936, il giornale La Cucina Italiana scrisse la prima ricetta ufficiale del tramezzino. Da allora, il tramezzino è diventato un classico amato in tutto il mondo.
Le sue caratteristiche includono pane morbido al latte senza crosta, farcito abbondantemente nel centro. Tra i ripieni più diffusi ci sono prosciutto con funghi, carciofi, formaggio, mozzarella e pomodoro, pesce (tonno, salmone, gamberetti o granchio), salame e uovo sodo, rucola e bresaola, e pollo con insalata. Le varianti sono infinite, e la maggior parte prevede la presenza di maionese.
Ingredienti e Tradizioni del Panino Italiano
Il panino italiano è un’opera d’arte culinaria che ha conquistato il cuore di molti.
- Qualità degli ingredienti: Gli italiani sono noti per la loro attenzione alla qualità degli ingredienti.
- Pane fresco: La base del panino è il pane. In Italia, si utilizzano spesso pani freschi come la ciabatta, la baguette o il filone.
- Varietà regionale: Ogni regione italiana ha la sua versione di panino.
- Semplicità ed equilibrio: I panini italiani sono spesso semplici ma ben bilanciati.
- Tradizione e storia: La cultura del panino in Italia è radicata nella storia.
In breve, il panino italiano è un’esperienza sensoriale che combina gusto, tradizione e passione per il cibo.

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Piacenza: Un Tesoro Enogastronomico
Piacenza e il Piacentino rappresentano una zona speciale per l’enogastronomia. Troppo spesso attraversata solo di passaggio, questa terra è ricca di prodotti, piatti e vini deliziosi, nonché di tradizioni sicuramente meno conosciute rispetto ad altre dell’Emilia.
La Tradizione della Scudella di Vino
Una di queste tradizioni è quella della "scudlei di vino", ovvero la scodella di ceramica o porcellana che si utilizza nei dintorni di Piacenza e del parmense per bere il vino rosso, in particolare quello sfuso, la stessa scodella che si usava da bambini per bere il caffellatte o mangiare i cereali.
La scodella si contraddistingue per due caratteristiche principali: la mancanza di un manico e la presenza di un rinforzo alla base che ne garantisce la stabilità, evitando che il vino venga rovesciato - un grande classico - specialmente quando si trova sopra una tovaglia bianca di lino.

La Rinascita della Scudella
Gianni Vardelli, titolare del negozio di casalinghi GME 4.0 a Piacenza, produce e distribuisce scodelle nella zona. Ci ha raccontato che il vero "scudlein" era originariamente prodotto dalla Richard Ginori. La domanda per questi oggetti iconici rimane alta nelle trattorie locali, tanto che alcune hanno persino iniziato a venderle personalizzate. Inoltre, molte coppie di sposi a Piacenza hanno deciso di regalarle ai propri ospiti come bomboniere.
Secondo Gianni “la forma aperta della scodella aiuta il vino rosso a prendere aria e a sprigionare i suoi aromi, e gli anziani della zona sono soliti agitare il vino nella scodella per ‘animarlo’, facendo emergere una leggera schiuma”.
Le trattorie che offrono la scodella al posto del calice di vetro per il vino non sono più tante quante in passato. Una di queste è l’Antica Trattoria dell’Angelo, attiva fin dal ‘700 a Piacenza e guidata da Matteo Castignoli, un personaggio istrionico e molto divertente, che parla con la ‘r’ caratteristica della zona.
L'Anima Popolare della Scudella
Matteo racconta: “La scodella è una tradizione popolare contadina, che arriva dalle nostre campagne. Era particolarmente diffusa tra i gran bevitori, che si ritrovavano nelle osterie con lo scudlein in mano, giocando a briscola e gustando salumi come la coppa e il salame. È una tradizione ancora viva perché mantiene la convivialità della tavola, ma inizialmente era nata perché solo i signori potevano permettersi di bere dal calice di cristallo o di vetro, mentre i contadini avevano a disposizione solo le scodelle da cui bevevano anche il caffellatte.
La tradizione non è comunque mai morta, soprattutto per bere la Barbera Piacentina o il Gutturnio piacentino, entrambi vini che si fanno sia in frizzante che fermo. Tra i piacentini, esistono diversi modi di impugnare lo scudlein. Alcuni mettono la punta del pollice dentro la scodella per misurare il livello del vino, una pratica che ricorda i tempi in cui si imbottigliava il vino in casa e si assaggiava direttamente dalla scodella. Altri usano l’indice per afferrare il bordo, lasciando il pollice a stabilizzare l'oggetto.
Anche se la tradizione della scodella è radicata soprattutto tra Piacenza e Parma, esistono varianti simili in altre zone, come a Mantova e Cuneo, sebbene meno diffuse. Questo dimostra come la semplicità di uno strumento come la scodella sia riuscita ad attraversare i confini, adattandosi a diverse tradizioni enogastronomiche.