Era il 1964 quando il celebre scrittore britannico Roald Dahl pubblicò la prima edizione de La fabbrica di cioccolato e ben presto, con il passare degli anni, il libro è diventato un grande classico della letteratura per bambini ed è entrato a far parte della cultura pop. La storia del piccolo Charlie e di Willy Wonka riesce ancora oggi a stimolare la nostra fantasia e a suscitare un forte interesse nei lettori che non smettono di fantasticare durante tutto il racconto. Ma scopriamo adesso qualche curiosità su La fabbrica di cioccolato e i film che ha ispirato.

La Genesi di un Classico
L'Infanzia di Roald Dahl
Il libro La fabbrica di cioccolato è ispirato alla giovinezza di Roald Dahl. Roald Dahl infatti, durante la sua infanzia ha frequentato una scuola in cui ai bambini venne chiesto di assaggiare gli snack al cioccolato (che all'epoca esisteva solo in tazza come bevanda), proposti da un illuminato produttore di dolci deciso a mettere sul mercato le sue tavolette più amati dai ragazzini. Ogni confezione conteneva ben 12 barrette di cioccolato avvolte in carta stagnola: una barretta "di controllo" e undici nuovi gusti. I dolci che ottenevano più voti dagli studenti, venivano poi messi in commercio. Il piccolo Dahl aveva iniziato così a fantasticare di essere un inventore di cioccolata e quell'idea gli tornò in mente prima di scrivere il suo secondo libri per bambini.
Il Titolo Originario del Libro
Il titolo originario del celebre libro di Roald Dahl era "Charlie's Chocolate Boy" e raccontava la storia del piccolo Charlie che, insieme ai suoi nove amici, aveva trovato i biglietti d'oro e vinto una visita nella famosa Fabbrica di Cioccolato. Tuttavia, mentre visitano il fantastico e magico edificio, Charlie finisce per cadere in uno stampo per cioccolato, diventando anche lui un dolcetto, e il proprietario della fabbrica, ignaro della presenza del ragazzino al suo interno, vende il cioccolatino ad una bambina per Pasqua.
I Personaggi e le Controversie
I Nomi dei Personaggi e le Accuse Razziste sugli Umpa Lumpa
Quello che non tutti sanno è che Roald Dahl ha modificato più volte i nomi a moltissimi dei personaggi protagonisti de La fabbrica di cioccolato, a partire proprio dal celebre Willy Wonka. Inizialmente infatti il bizzarro e stravagante proprietario della ditta di cioccolato si chiamava Mr. Ritchie. Tuttavia negli anni '70 le prime associazioni per i diritti civili accusarono Dahl di razzismo e lo scrittore decise di modificare il racconto descrivendo gli Umpa Lumpa come persone piccole dalla pelle bianca-rosata e lunghi capelli marrone dorato.

Dietro le Quinte del Romanzo
Le Bozze Originarie del Romanzo
Esistono ben cinque bozze de La fabbrica di cioccolato e sono tutte conservate all'interno dell'archivio del Roald Dahl Museum e Story Center a Great Missenden, nel Buckinghamshire in Inghilterra. Negli anni successivi alla pubblicazione del libro molti dei capitoli tagliati sono stati ritrovati da Ofelia, la figlia di Dahl, tra le carte e i documenti dello scrittore e sono stati poi pubblicati online. Tra questi c'è un capitolo in cui Willy Wonka porta i bambini nella Vanilla Fudge Room, dove si trova una gigantesca e altissima montagna fatta di crema pasticcera vanigliata. Un altro capitolo s'intitolava invece Warming-Candy Room ed è stato reso noto in anteprima da Vanity Fair. In questo paragrafo i bambini venivano accompagnati in una stanza dove era in funzione un macchinario che produceva caramelle in grado di scaldarti quando le mangiavi. Spinti dalla golosità, alcuni di loro iniziarono a mangiarle avidamente, imparando a loro spese che non si dovrebbe mai ingerire più di una caramella calda alla volta.
Miranda Mary Piker e Marvin Prune
Come detto in precedenza, Roald Dahl scrisse diverse bozze prima di arrivare a quella definitiva e la trama venne cambiata più volte. Nell'idea iniziale dello scrittore britannico, i protagonisti del racconto erano prima dieci e poi sette. Alla fine Dahl optò per i cinque bambini che tutti conosciamo: Charlie Bucket, Augustus Gloop, Violetta Beauregarde, Veruca Salt e Mike Tivù. Tra i personaggi che sono stati rimossi troviamo la piccola Miranda Mary Piker, che l'autore descriveva come "la bambina più sporca, scortese e disobbediente che potessi immaginare". In una delle prime bozze del libro, la ragazzina finisce per cadere nella cascata di cioccolato e si ritrova nella stanza dove vengono prodotte le famose barrette fragili di arachidi, e viene così trasformata in un croccante di arachidi. Un altro bambino che Roald Dahl ha scelto poi di eliminare dalla storia è il piccolo Marvin Prune, un ragazzino presuntuoso, che, durante la visita al Giardino di Perry-Plum, si avvicina troppo ad alcune fate. E quest'ultime gli spruzzano sul volto una specie di nebbia rosa violaceo e lui si ritrova completamente ricoperto di prugne, tra l'orrore dei suoi genitori.
Adattamenti Cinematografici
Roald Dahl non Approva il Primo Film
Nel 1971 il regista Mel Stuart ha diretto il primo adattamento cinematografico intitolato Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato e ispirato proprio al famoso romanzo di Roald Dahl. A vestire i panni dello strampalato proprietario della fabbrica è Gene Wilder. Nonostante Dahl figurasse tra gli sceneggiatori del film, in realtà lo scrittore non approvò la pellicola in quanto la trama si allontanava da quella del suo libro e dava più importanza al personaggio di Willy Wonka, invece che al piccolo Charlie che era il vero protagonista. Inoltre Dahl trovava la versione cinematografica molto scadente e il regista, secondo lui, non aveva talento. La pellicola con Gene Wilder è stato un flop anche al botteghino dove ha incassato circa 4,5 milioni di dollari. Tuttavia con il passare degli anni è diventato un vero e proprio cult, grazie alla trasmissione del film in televisione soprattutto durante le festività natalizie.

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato/ Le curiosità sul film con Gene Wilder in onda su Italia1
Gli Altri Adattamenti de La Fabbrica di Cioccolato
Nel 2005 è arrivato sul grande schermo La fabbrica di cioccolato, il nuovo adattamento cinematografico diretto dal visionario regista Tim Burton che vedeva protagonista Johnny Depp nel ruolo di Willy Wonka. Lo scrittore Roald Dahl non ha specificato l'anno preciso in cui è ambientato il suo libro, ma sappiamo che la storia si svolge in inverno: Charlie e gli altri fortunati bambini infatti visitano la fabbrica il 1° febbraio. La famosa fabbrica di cioccolato di Willy Wonka è situata in una piccola cittadina in Inghilterra. La fabbrica di cioccolato di Willy Wonka non esiste nella realtà. Tuttavia l'idea del libro è nata allo scrittore quando da ragazzo assaggiava i dolciumi della Cadbury, una famosa ditta di produzione di cioccolato.
Wonka: il prequel
A Natale prepariamoci per una grande avventura: arriva sul grande schermo, a partire dal 14 dicembre Wonka, la storia di come il produttore di cioccolato più famoso della letteratura è diventato un mito per i bambini di tutto il mondo! Dai produttori di Harry Potter, il regista di Paddington e le straordinarie performance di Timothée Hal Chalamet, affiancato da alcuni dei più brillanti interpreti britannici possiamo aspettarci solo una grandiosa favola natalizia. Nelle sale italiane a partire dal 14 dicembre da Warner Bros. Pictures e ispirato più al film con Gene Wilder del 1971 che alla versione interpretata da Johnny Depp e diretta da Tim Burton, il film ci racconta come Willy Wonka è diventato Willy Wonka. Scritto e diretto da Paul King (sceneggiatore e regista di Paddington), è una coloratissima opera musicale intrisa di magia che vede il bravissimo Timothée Chalamet nel ruolo del protagonista, determinato a cambiare il mondo un boccone delizioso alla volta, partendo dal presupposto che le cose migliori della vita iniziano con un sogno. Recitano al fianco di Chalamet, la candidata all’Oscar Sally Hawkins (La forma dell’acqua , Paddington), Rowan Atkinson ( meglio noto come Mr. Bean), Jim Carter (il fantastico maggiordomo di Downton Abbey) e l’attrice premio Oscar Olivia Colman (La Favorita, The Crown). Il ruolo dell'Umpa Lumpa assistente di Willy è stato affidato, con una buona parte di lavoro svolta dalla computer graphic all'attore più britannico esistente, Hugh Grant.
Il Fiume di Cioccolato
Ma c’è un elemento caratterizzante tanto il romanzo quanto gli altri due film, che non poteva assolutamente mancare nemmeno in Wonka: il fiume di cioccolato. Anche se ciascun regista ne ha offerto una visione diversa. In Wonka il fiume di cioccolato compare due volte: la prima in una forma quasi letale, la seconda in chiusura del film. Nella storia i tre cioccolatai detentori del cartello della cioccolata, che ostacola Willy nella realizzazione del suo sogno di aprire un grande negozio di dolci, possiedono una enorme cisterna, che contiene il loro intero patrimonio in forma di cioccolato diluito con acqua. Il regista Paul King ha detto di aver preso circa 22 kg a causa di tutta la cioccolata che ha mangiato sul set e ha aggiunto: “È un miracolo che [Timothée Chalamet] sia rimasto così magro e bello“.

I Sequel del Libro e la Morte di Roald Dahl
Lo scrittore Roald Dahl ha scritto anche un sequel de La fabbrica di cioccolato, intitolato Il grande ascensore di cristallo e pubblicato nel 1972. In realtà il famoso autore britannico nel 1990 stava lavorando ad un terzo libro che doveva così completare una trilogia. Il romanzo doveva intitolarsi Charlie alla Casa Bianca, ma Dalh non è mai riuscito a completarlo in quanto è morto poco dopo, il 23 novembre di quello stesso anno.
La Wonka Bar e il Marketing
A sponsorizzare il film di Mel Stuart fu la Quaker Oats, grande azienda americana di porridge istantaneo, dal 2001 proprietà della PepsiCo. La collaborazione con il brand era più che solida, tanto che la produzione dovette cambiare il titolo del film da “Charlie e la Fabbrica di Cioccolato” a Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato, per accontentare la Quaker Oats che aveva investito una cifra significativa nel progetto. L’intenzione era quella di pianificare una campagna marketing attorno a prodotti brandizzati Willy Wonka, per cavalcare l’eventuale successo del film. La Quaker Oats decise di puntare su altro, creò degli snack chiamati Super Skurnch e Umpa Lumpa con burro d’arachidi, finché finalmente, un giorno del 1975, non diede vita alla Wonka Bar, la cioccolata del film. Il prodotto, però, non ebbe mai il successo sperato: una svolta ci fu nell’1988, quando tutti i prodotti targati Wonka vennero acquistati dalla Nestlé, ma neanche l’arrivo di un grande gruppo bastò a far girare le vendite. La caccia al biglietto d’oro andò bene, ma neanche questa mossa di marketing riuscì a salvare la cioccolata Wonka. L’ultima volta che una barretta è comparsa nei supermercati è stato nel 2013, poi pian piano ha cominciato a perdere valore, fino a essere venduta scontata, a prezzi stracciatissimi che hanno portato la Nestlé a decidere di rimuoverla dal mercato nel 2014. Dalla scorsa estate sono stati molti gli utenti che sui social hanno chiesto a gran voce di poter riassaggiare la barretta Wonka, fatta di biscotti Graham (croccanti frollini al miele) e cioccolato al latte, che alcuni giurano essere «la migliore mai mangiata».
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