Biscotti e Merendine Mulino Bianco Fuori Produzione: Un Viaggio nella Nostalgia

I biscotti del Mulino Bianco sono probabilmente tra i prodotti più conosciuti d’Italia. La Mulino Bianco è un’azienda fondata nel 1974 da Barilla, era infatti la sua linea dolciaria. Purtroppo, non tutti i biscotti Mulino Bianco storici sono ancora in produzione, ma vengono ricordati perché fanno parte della crescita e del successo di un importante marchio italiano.

Grazie al web è stato possibile reperire alcune immagini, soprattutto nell’archivio storico dell’azienda che continua ad essere una delle più importanti realtà del settore. Attualmente i biscotti Mulino Bianco in commercio sono facilmente riconoscibili dal packaging di colore verde chiaro, un richiamo al benessere, e sono dolcificati con maltitolo.

Le Indimenticabili Sorpresine

Come non ricordare le sorpresine della Mulino Bianco? All’interno tante e diverse sorprese: oltre 650 tipologie differenti. In quegli anni in ogni confezione era presente sempre una sorpresina. Oggi queste sono diventate una vera chicca per i collezionisti, che le cercano dappertutto pur di averle. Per i più piccini, nei pacchi delle merende vengono inserite le Sorpresine. A partire dalla prima, "Carta vince, carta perde", ne vengono ideate 650 differenti tipologie. I primi anni c'è la scatolina simile a quelle dei fiammiferi di legno, che contiene la sorpresa e un piccolo foglietto guida con il nome dell'oggetto e le istruzioni per giocare, il plus dell'intera iniziativa.

Dal quarto anno le Sorpresine sono state inserite in un flow-pack azzurro con nuvolette bianche. C'erano le gommine, gli origami, i normografi, i pastelli di cera, i calendari, gli indovinelli, gli adesivi, il gioco dell'oca, le carte geografiche, e così via, impossibile citarle tutte... Come racconta Graziella Carbone, la loro ideatrice, le Sorpresine dovevano essere desiderabili dai bambini, personalizzate e varie. La prima sorpresina prodotta si chiama "Carta vince, carta perde". È un gioco di carte con illustrato una forbice, un sasso e una rete e le regole del gioco sono quelle tipiche della morra. Ne sono state prodotte 1 milione di pezzi. Le prime gommine riproducono, ovviamente in miniatura viste le dimensioni della nostra scatolina, le Crostatine,alla marmellata di fragola, albicocca e al cioccolato.

La collezione ha sempre mantenuto vivo il desiderio magico di aprire la confezione di merendine a caccia della Sorpresina mancante. Per i bimbi raccogliere le Sorpresine è stata un'occasione di competizione intellettuale e creativa. Tutti loro si sono trasformati da iniziali amatori, a veri e propri esperti. La mamma di tutte le Sorpresine è Graziella Carbone,un'esperta di promozioni e giochi per l'infanzia che le ha ideate e seguite nella loro evoluzione.Il suo curriculum? L'asilo, sostiene, dove ha ricevuto la migliore formazione alla manualità e al divertimento. Nascono i Barattolini delle Sorprese e alcune Storie a fumetti. Per diversi anni, vengono stampati i Calendari dedicati al Piemmebi, che escono in allegato a giornalini per bambini e settimanali per la famiglia. Un oggetto molto desiderato dai bambini è stato il peschereccio di Piemmebi.

Biscotti e Merendine Iconiche Fuori Produzione

Molte merendine sono ormai divenute soltanto un ricordo storico dei mitici anni Ottanta e Novanta. Chi li ha vissuti può vantare di aver assaggiato le migliori merendine prodotte da una delle più importanti aziende dolciarie italiane: la Barilla.

Le Tortorelle

Le Tortorelle Mulino Bianco sono state tra i biscotti più amati dai bambini negli anni ’80. Forse non tutti sanno che le Tortorelle furono le antenate dei Pan di Stelle. Gli ingredienti erano simili, tranne che per la mancanza del cacao alla nocciola. Le Tortorelle Mulino Bianco furono gli antenati dei Pan di Stelle.

I Benvenuti e i Bomboloni

Chi ricorda i vecchi ‘Benvenuti’ della Mulino Bianco? Chi si dimentica i bomboloni? Le soffici brioche che spopolarono dagli anni ‘80.

Il Soldino

Un’altra brioche cult degli anni ’80 e ‘90: il soldino. Re indiscusso delle merendine, il Soldino del Mulino Bianco popolava immancabilmente i carrelli della spesa. Di forma quadrata, si mangiava in due tempi. Prima toccava al morbido Pan di Spagna farcito con una golosissima crema al cacao e ricoperto con un sottile e croccante strato di cioccolato al latte. Poi, si passava alla monetina di cioccolato fondente posta sulla superficie.

Chi è stato bambino, nei mitici anni Ottanta, balzava davanti al televisore ogni volta che veniva trasmesso lo spot del Soldino, buonissima merendina totalmente ricoperta di cioccolato. Così le mamme lo aggiungevano alla lista della spesa per far felici i loro figli, ma anche loro stesse. Questo quadrato cioccolatoso era in poco tempo diventato un cult di quegli anni e uno dei dolcetti industriali più ricordati. La pubblicità del Soldino fu un vero e proprio tormentone di quegli anni ed è quello che manca di più a chi è cresciuto negli anni ’80. Anche l’azienda ricorda questo sentimento di nostalgia, tuttavia, non lo ha messo più in produzione. Il perché non si sa.

I Biscotti del "Mulino Bianco" dal 1975 al 1980

Le Biricche

Forse non tutti se le ricorderanno, ma le Biricche erano una delle migliori delizie mai prodotte da Mulino Bianco. Negli anni ’80 si usava mangiare prima la nocciola al centro, come per il Soldino si tendeva a cominciare dalla monetina al centro della merendina.

Palicao

Palicao è stato il prodotto più recente messo in vendita da Mulino Bianco e poi velocemente ritirato dal mercato. Palicao sono nati nei primi anni 2000, un po’ biscotto e un po’ cereale da latte. Fu un prodotto innovativo, poiché fu il primo della Mulino Bianco che si discostava dal classico biscotto. Infatti, era a metà strada tra cereali da prima colazione e biscotto al cioccolato.

I Pandorini

A chi non piacerebbe la gioia del Natale tutto l’anno? Come la Kinder pensò al suo famoso ovetto per portare la Pasqua tutto l’anno, Mulino Bianco ideò i Pandorini nei lontani anni Settanta. A quei tempi era possibile infatti trovare dolci simili non soltanto durante le feste, grazie a queste mitiche merendine ormai scomparse. Il Pandoro è un dolce veronese davvero antico, ma purtroppo si trova soltanto a Natale.

Un'Epoca Indimenticabile

La campagna firmata da Armando Testa presenta una vera e propria rivoluzione comunicativa: trasformare il marchio in un luogo fisico. Sono gli anni dei primi sussulti ecologisti e molti italiani vorrebbero abitare in una "casa nel verde". Da un arcaico mondo contadino si passa ad una famiglia dei nostri giorni che decide di andare a vivere in un antico mulino, bianco per davvero. Il Mulino di Chiusdino, un vero mulino del XIII secolo nelle colline senesi appositamente restaurato, segna la svolta decisiva e il Mulino Bianco diventa una forte attrazione turistica.

Per la ripresa di alcune sequenze negli spot ne viene realizzato un modello in miniatura lungo 4 metri e alto 2, perfetto in ogni dettaglio. La mamma insegnante, il papà giornalista, i due figli e il nonno: la Famiglia del Mulino rappresenta la quotidianità di una famiglia "all'italiana". La decisione di passare dalla natura intesa come nostalgia ad una natura concepita come scelta consapevole si rivela vincente. Alle merende delle Mulino si aggiungo i Plum Cake allo yogurt. Viene proposta una linea di biscotti ricchi di proteine chiamati Orsi Sgranocchini. Vedono la luce i Cuor di Mela, deliziosi biscotti di pasta frolla farciti con pezzetti di mela, vincitori del Vassoio d'Argento per il miglior nuovo prodotto dolciario dell'anno.

Viene proposta anche una lunga serie di regali per accontentare le mamme: tovaglie in cotone o in fiandra, decorate o ricamate, e servizi in porcellana bianca. Si alza il valore economico dei regali legati al tema della prima colazione, con oggetti esclusivi realizzati da grandi marche e di elevata utilità. La Famiglia del Mulino comincia a farsi un po' troppo zuccherosa e prevedibile. Esaurita la voglia di fuga verso la campagna, la comunicazione cambia registro. Il suo messaggio chiave "Mangia sano, torna alla natura" diventa in tono quasi impercettibile "Mangia sano, trova la natura". Per la prima volta Mulino Bianco afferma che si può trovare la natura anche in città, che alimentarsi in modo equilibrato consente di recuperare la genuinità anche nella frenetica vita metropolitana.

Da tempo Mulino Bianco ha intenzione di allargare la sua presenza nella prima colazione, in settori inesplorati come quello degli integratori del latte. Dopo vari test sui prodotti in commercio arriva l'idea: perché non provare un biscotto da sciogliere nel latte? Nasce così Palicao, Meraviglia di Cacao, il più trasformista dei biscotti del Mulino. Viene lanciata la linea "Essere", prodotti a basso contenuto di grasso che si inseriscono a pieno titolo nel filone del "mangiare sano", coniugando sapore e salute. A marzo, in risposta all'attacco degli Hard Discount, Mulino Bianco aderisce alla scelta di eliminare le promozioni, riducendo mediamente i prezzi del 12%. Dopo il taglio delle promozioni, introduce elementi di gioco sul retro delle confezioni, come semplici cruciverba, anagrammi o labirinti.

Mulino Bianco sceglie un ritorno al prodotto come protagonista. Il prodotto industriale è vissuto con meno diffidenza, si comincia a capire che è più sano e controllato di quello artigianale. La nuova campagna ne evidenzia i plus competitivi attraverso bravi flash su piccoli fatti della vita quotidiana: il papà che non fa mai colazione, la moglie in dolce attesa, la mamma che allunga le merende dei figli a scuola. Uno spot di 60'' rafforza i valori di marca legati alla genuinità e alla famiglia: "Mulino Bianco è con te dall'alba al tramonto". Nascono i Flauti, chiamati in origine logoroll, fresche merende con yogurt e frutta poi disponibili anche con crema di latte e crema di cioccolato. Vincono il Vassoio d'argento come miglior prodotto dolciario dell'anno.

Vengono lanciate le Fette biscottate con cacao e le Armonie di cereali, croccanti barrette da inzuppare nel latte. Per i più piccini viene lanciato Cerealix, la simpatica colazione da inzuppare nel latte a forma di ciambelline con miele o di stelline al cioccolato. Ve li ricordate gli anni 80? Tozzi e paninari seduti sui muretti, le prime paninoteche, infinite paia di Timberland e migliaia giubbotti Moncler. E poi loro: le terribili merendine industriali che ci piacevano tanto. Ripensandoci oggi, a livello nutrizionale, certi cibi confezionati degli anni 80 farebbero impallidire gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma per chi è cresciuto a colpi di Bim Bum Bam e canzoni di Cristina D’Avena, sono ancora oggi motivo di sospiri e languorini. Erano gli anni in cui, insieme con le merendine, potevi collezionare gomme a forma di pacchetti di merendine e altri giochini vari. Ne andavamo pazzi. Il re del carrello della spesa delle mamme del tempo era il Soldino.

Era aranciata, è vero, ma aveva qualcosa in più. Era frizzante e aveva un packaging allegro: la faccia dell’arancia che sorseggiava il suo stesso succo era a metà tra l’inquietante e l’esilarante. Inoltre, nella foga dell’accumulo compulsivo, si bevevano litri e litri di Billy solo per raccogliere i punti e farsi spedire la cintura porta-succo a casa. Negli anni 80 esplodeva la Coca-Cola. La rivalità con la Pepsi era alle stelle. L’Italia lanciò la sua sfida al mercato delle bevande gassate con la One-o-One San Pellegrino. La nota marca di surgelati lanciò sul mercato un prodotto pensato su misura per i bambini: buono e divertente. C’erano le Pat Bon ABC, a forma di lettere dell’alfabeto per comporre parole nel piatto, e le Pat Bon Ketchips, patatine ripiene di ketchup. Praticamente un sogno. Camillino era “il gelato nascosto in uno snack ai cereali“. Faceva perdere la testa a chiunque lo mangiasse.

Prodotto negli anni Ottanta, inizialmente era composto da uno strato di gelato alla crema, racchiuso in due biscotti rettangolari al cacao. Negli anni Ottanta la Saiwa lanciò sul mercato uno degli snack più goduriosi di sempre: Urrà. C’era un biscotto wafer ricoperto di cioccolato, con cinque strati di cialda e della crema all’interno. A proposito di biscotti dimenticati, com’è possibile dimenticare le Tortorelle, biscotti al burro ricoperti di uccellini di glassa. “Al mattino la dolcezza e la delicatezza hanno messo le ali“, recitava il lancio pubblicitario. Ma ciò che molti non sanno è che, oltre a essere ormai fuori produzione, le Tortorelle sono state anche le antenate dei Pan di Stelle. C’era Snoopy su questi biscotti, che avevano una missione precisa: insegnare l’inglese ai bambini. In qualche modo volevano cavalcare il successo del Cucciolone e delle sue barzellette. Ok, non erano certamente la scelta nutrizionale più adatta a dei bambini. Ma negli anni Ottanta il dilagare degli zuccheri non preoccupava così tanto i genitori.

Ecco quindi che le coppe da colazione dei bambini, sulla scia del dilagare dei film americani, si riempivano dei cereali al caramello, miele e vaniglia, noti col nome Trio Nestlè. Un toccasana per il portafogli dei dentisti, che dovevano rimediare alle carie. Sul versante salato gli anni Ottanta furono anche quelli dell’esplosione dei formaggi spalmabili Kraft. Negli anni Novanta la mitica Kaori e il suo Philadelphia ci avrebbero ossessionato. Due genitori sono svegliati dal folle ritmo di un twist in cucina: loro figlio sta ballando come un pazzo perché sta per fare colazione con i Pavesi Frollis, il biscotto che rotola in tazza. Crema alla nocciola bianca e cioccolato bianco, unita a crema con alla nocciola scura e cioccolato fondente, per un mix elegante e goloso: nascevano così le Biricche, crostatine che non lasciavano scelta agli indecisi fra cioccolato fondente e crema bianca.

Sulla sommità della crostatina c’era una nocciola: la prima cosa da fare una volta scartato l’involucro era proprio staccarla e mangiarla! Antenata della Kinder Fetta al Latte, questa merenda prodotta dalla motta era fatta da due fette di pan di Spagna al cacao, con nel mezzo uno strato di gelato al latte. Gli anni Ottanta furono anche il tempo in cui nacque il fuori pasto. Negli aperitivi si costruivano eserciti di tartine e, per decorarle in modo veloce e poterle preparare anche a casa, si faceva ricorso a preparati pensati ad hoc per l’occasione. Star lanciò Tartì, una crema spalmabile al tonno di prima scelta o al salmone affumicato o al prosciutto cotto. “Spalma la noia con Tartì“, diceva la pubblicità in onda sulla Rai.

Di sicuro non si sono annoiati i legali dell’azienda, che dovettero vedersela con l’agguerrita USA General Food, proprietaria del marchio Simmenthal, autrice del celeberrimo Spuntì. Fu così che Tartì fu mandato in soffitta, facendo largo alla crema spalmabile americana, che oggi gode di ottima salute commerciale ed è disponibile - udite udite - anche al gusto di tonno e zenzero. Se siamo sopravvissuti noi… Di questi tempi si fa un gran parlare di educazione alimentare, mangiare sano e sostenibile, evitare l’eccesso di zuccheri, rispettare diete ipocaloriche durante tutta la durata della propria esistenza. Per questo forse, più che mai, sentiamo un po’ la mancanza di queste merendine anni 80. E sì, lo sappiamo, non sono il massimo per la salute, ma sono memoria di un periodo più spensierato, dove il mangiare sottostava a meno dogmi ed era in qualche modo legato ad un momento di gioia e divertimento.

Mulino Bianco punta sul "fattore nostalgia" dei suoi consumatori più grandicelli riproponendo i Palicao in versione limitata. Ma tornando ai Palicao, la particolarità di questi biscotti è quella di essere solubili in pochi secondi nel latte, nel té ma anche in bocca. E ci sono state nel corso di tutti questi anni diverse richieste da parte dei consumatori che chiedevano alla Mulino Bianco di riportarli sugli scaffali. Si nota ovviamente l’alto livello di zuccheri, altro fattore comunissimo nei biscotti. Naturalmente non è una singola merendina o dei biscotti che possono danneggiarci, se generalmente seguiamo un’alimentazione e uno stile di vita sano. Il nostro pianeta ha bisogno di un’informazione libera e indipendente. Il consumatore continua a premiare immagine di marca, qualità dei prodotti e prezzi equilibrati.

La seconda metà degli anni Ottanta vede una netta affermazione del marchio e la nascita di numerosi prodotti e nuove linee. Mulino Bianco si conquista lo spazio televisivo pomeridiano riservato ai bambini. Nasce il Piccolo Mugnaio Bianco, ideato e disegnato da una delle più importanti illustratrici italiane del Novecento, Grazia Nidasio. Piemmebi trascorre le giornate nel suo piccolo Mulino sfornando Crostatine e Bomboloni per l'amata Clementina, che sfortunatamente non si accorge mai di lui. Nonostante le continue e irresistibili disavventure, Piemmebi non perde mai la speranza di conquistarla, perché è un creativo, un inventore, un entusiasta di natura.

Azzannare merendine industriali: il desiderio irresistibile (e inspiegabile) che invadeva tutti, anche i Millenial che oggi fanno la spesa al mercatino bio e impastano il pane a casa, quando suonava la campanella dell'intervallo a scuola. Alla faccia dei grassi saturi e dell'olio di palma, la gioia negli anni 80 e 90 era racchiusa in un Tegolino del Mulino Bianco o in un Buondì Motta. Simboli in formato snack degli anni della trasmissione per bambini Bim Bum Bam e del robot Emiglio, amati allora e, sotto sotto, rimpianti oggi. Alcune merendine dei tempi sono andate fuori produzione da anni, altre sono ancora vive e vegete. Ad altre, come è successo con il Winner Taco nell'ambito dei gelati, sono state dedicate edizioni speciali a furor di popolo.

Ricoperto di cioccolato e sormontato da una moneta di cioccolato, il Soldino del Mulino Bianco era considerato (nonostante la sua tendenza a schiacciarsi nella confezione) una delle merendine più opulente. Negli ultimi anni è stato rilanciato in edizione limitata cambiandone la forma, che da quadrata è diventata rettangolare. La Girella Motta è un prodotto a suo modo storico, visto che è presente sul mercato dal 1973. È passata quasi indenne dai decenni, dato che è ancora saldamente sugli scaffali dei supermercati. Le Tortorelle del Mulino Bianco erano biscotti decorati con uccelli fatti di glassa molto amati dai bambini degli anni 80. Secondo qualcuno, possono essere considerate gli antenati dei Pan di Stelle (che hanno mantenuto l'uso della glassa bianca).

Trasformare i biscotti wafer in una merenda era la missione degli Urrà Saiwa, snack per la merenda formati da blocchi di wafer ricoperti di cioccolato. Proposte in diverse varianti (alle mele o alle ciliegie) le Tortine di Frutta del Mulino Bianco si ispiravano nella forma alla classica pie di Nonna Papera. Per i bambini dei tempi, una scelta fin troppo sobria e salutare. Per anni la bibita al succo di arancia Billy ha trovato casa negli zaini dei giovani studenti di mezza Italia. Tra le caratteristiche del brick c'era la capacità di esplodere in modo incontrollato in cartella. Sul sito del Mulino Bianco le Biricche sono descritte come “uno dei prodotti esteticamente più raffinati mai sfornati” dall'azienda. Si trattava di una frolla classica con un ripieno bicolore di crema alle nocciole e cioccolato fondente da una parte e crema alla nocciola bianca e cioccolato bianco dall'altra.

Dolcissimi e con la tendenza ad attaccarsi al palato (e a spappolarsi in cartella) gli Yo-Yo della Motta sono un esempio di merendina evergreen, dato che sono ancora in commercio. Nel 1993 arrivano sul mercato gli Orsi Sgranocchini del Mulino Bianco. Si tratta di biscotti a forma di orsi ricchi di proteine. Per rendere internazionali i baby millenial, c'erano i biscotti Uao di Saiwa. Decorati con disegni di Snoopy, avevano la missione di insegnare a modo loro una parola in inglese a chi li addentava. I Palicao del Mulino Bianco erano una sorta di prodotto tutto fare: biscotti croccanti se mangiati da soli, potevano essere sciolti nel latte per ottenere una bevanda al cacao o usati come base per preparare budini, gelati e frappé. I famosi Ringo di Pavesi (due biscotti bicolore con in mezzo uno strato di crema, ancora ben presenti sul mercato) a metà degli anni 90 hanno lanciato anche una versione snack fatta di cialda anziché di biscotto, i Ringo Cialdy.

Con la sua griglia di cioccolato, il Tegolino del Mulino Bianco è ancora in vendita. Ha però cambiato forma: da quadrato è diventato rettangolare. I Buondì della Motta sono probabilmente una delle merendine più longeve d'Italia, dato che vengono prodotti dal 1953. Non hanno mai conosciuto crisi (anzi nel 2017 sono tornati alla ribalta con uno spot virale) e negli anni 80 e 90 erano presenti ovunque, nelle loro diverse versioni. La più ambita, ovviamente, quella al cioccolato. Con la loro appiccicosissima marmellata, le Gemme di Neve del Mulino Bianco erano considerati biscotti da adulti, più adatti a un tè tra signore che alle voglie cioccolato-dipendenti dei bambini.

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