Morbido, gustoso, mette d’accordo grandi e piccini: è il Bossolà bresciano, il dolce tipico della tradizione bresciana. Dolce tipico del Natale bresciano e ufficialmente insignito del riconoscimento De.Co., il Bossolà è simile a una ciambella ma più soffice e vaporosa. Realizzato con materie prime semplici, la sua produzione si concentra tra ottobre e gennaio.
Ragion per cui molti lo assimilano al bisulan mantovano o al bussolano cremonese, ma a differenza di questi è decisamente più soffice e vaporoso. Tipico delle festività natalizie, a Brescia e dintorni lo si trova già dal giorno di Ognissanti. E nella pasticceria Veneto di Iginio Massari, addirittura tutto l'anno, perché come dice il maestro “se un dolce è buono, perché mangiarlo solo per un periodo così breve dell'anno?”.
Il Bossolà è un dolce tipico di Brescia e provincia, mangiato anche nei dintorni di Mantova e Cremona. Si gusta solitamente durante il periodo natalizio, ma come dice lo stimatissimo Iginio Massari, se un dolce è buono, perché non mangiarlo tutto l’anno? Infatti presso la sua pasticceria Veneto a Brescia lo si può sempre trovare!
Quando si parla di dolci tipici di Brescia, non si può non citare il Bossolà bresciano De.Co., una ciambella lievitata dalla storia antica e dal profumo inconfondibile. Oggi il Bossolà bresciano è riconosciuto come prodotto De.Co.
Abbiamo conosciuto diversi produttori artigianali del Bossolà bresciano e possiamo affermare con certezza che non è solo un dolce: è un pezzo di storia, un simbolo di identità e di artigianalità. Ogni morso racchiude profumi antichi, il lavoro dei mastri fornai e la passione di un territorio che ama custodire le proprie tradizioni.
Ispirandosi alla tradizione dei dolci locali, anche la Pasticceria Tacconi propone ricette antiche e tipiche del territorio come il Bossolà. La Pasticceria Tacconi propone ricette antiche e tipiche del territorio, definendosi per tale motivo con orgoglio una pasticceria regionale.
Se ti trovassi nei paraggi di Brescia, non perderti l’occasione di gustarlo in una delle numerose pasticcerie o fornerie della provincia. Perfetto a colazione o come spuntino di mezza giornata, nei ristoranti viene servito come dolce al termine del pasto, da abbinare a un buon calice di vino bianco dolce o liquoroso.
Le Origini del Bossolà
Sulla sua origine ci sono diverse opinioni, qualcuno dice che siano stati i veneziani a importarlo a Brescia, altri sostengono che abbia origini ancora più antiche. C’è chi dice che a portarlo a Brescia furono i veneziani, chi invece è convinto che questo dolce abbia origini ben più antiche.
Qualcuno dice che siano stati i veneziani a portare questo dolce in città, altri sostengono che abbia origini ancora più antiche. Secondo la versione più accreditata, il termine bossolà deriverebbe dal celtico bés ‘mbesolàt, che significa serpente attorcigliato. Questo simbolo di buon auspicio rimanda all'idea di potere e rinascita ed è presente in molte leggende e racconti delle valli bresciane.
Secondo una tra le leggende più accreditate, il termine bossolà deriverebbe dal celtico bés ‘mbesolàt, che significa serpente attorcigliato. Questo simbolo è di buon auspicio e richiama l’idea di potere e rinascita così come si racconta nelle valli bresciane.
Quel che è certo è che il Bossolà compare in molti racconti provenienti dalle valli bresciane, e che secondo il mito è simbolo beneaugurante di rinascita.
La sua forma attuale si deve alla fantasia della famiglia Piccinelli noti pasticceri esistenti intorno al 1870.
Richiede una lavorazione lunga, addirittura 5 fasi di lavorazione secondo la ricetta proposta dal Iginio Massari, celebre mastro pasticciere che negli ultimi anni ha contribuito a innalzare la fama di Brescia nel mondo. Il maestro ha sicuramente i suoi segreti che non può svelare per ottenere il suo Bossolà soffice e spugnoso!
Preparare il Bossolà bresciano è un’arte, perché richiede pazienza, precisione e diversi passaggi di lievitazione. Una volta terminato l’impasto, il dolce viene fatto lievitare più volte, poi modellato nella tipica forma a ciambella e cotto in forno a temperatura controllata.
A base di uova, burro e farina, il bossolà richiede una lavorazione piuttosto lunga, ma il risultato ripaga del tempo impiegato per preparare questo dolce dalla consistenza di una nuvola. La ricetta di Massari prevede cinque fasi di lavorazioni dell'impasto e quasi sette ore di lievitazione.
I tempi lunghi sono la garanzia di un dolce soffice e morbido, gonfio come una nuvola. Fondamentale usare il lievito di birra fresco, che ha un potere lievitante perfetto per questo tipo di impasto, o meglio di impasti, visto che sono tre.
Ne esiste tuttavia una versione casalinga semplificata, per chi volesse cimentarsi tra le mura domestiche.
Bossolà bresciano
La Ricetta Semplificata del Bossolà Bresciano
La lavorazione originale del Bossolà è piuttosto lunga, anche se il risultato ripaga ampiamente del tempo impiegato, quindi vi proponiamo una versione più semplice, pubblicata dal giornalista gastronomo bresciano Marino Marini nella suo libro “la Cucina Bresciana” edito da Orme Editori. Vi garantiamo la riuscita, anche la vostra “ciamella” bresciana avrà la consistenza di una nuvola.
La ricetta del classico Bossolà è molto articolata e prevede addirittura 3 fasi con impasti differenti. Io vi propongo una versione semplice. Tuttavia appare come una ciambella a base di uova, zucchero e farina, aromatizzata al limone!
La versione semplificata di questo dolce, prevede solo tre fasi di lavorazione e circa 5 ore di lievitazione, contro le 5 fasi di lievitazioni e circa 7 ore di riposo della ricetta originale.
Farina, burro, zucchero, uova e lievito: questi gli ingredienti del Bossolà di Brescia, semplici e genuini, come vuole la tradizione.
La procedura prevede la preparazione di impasti con un numero crescente di uova. Ogni impasto va lasciato lievitare prima di essere unito all’altro. Al termine della cottura, spolverare con zucchero a velo e servire freddo.
Il risultato? Un dolce fresco e leggero ancora più del pandoro.
In ultimo si impastano i residui 3/6 degli ingredienti e si aggiungono al panetto lievitato.
Ingredienti
- 300 g di farina bianca
- 200 g di fecola di patate
- 200 g di zucchero
- 120 g di burro
- 4 uova fresche
- 40 g di lievito di birra
- 1 limone non trattato
- 1 bicchiere di latte
- ½ stecca di vaniglia
- sale
Preparazione:
- Fate scaldare a fuoco basso in un pentolino il latte e mettetevi la stecca di vaniglia, toglietela dopo circa mezz’ora e unite il lievito, fatelo sciogliere.
- Setacciate e unite i due tipi di farina.
- Montate il burro ammorbidito con lo zucchero, aggiungetevi i quattro tuorli d’uovo e le farine, mescolate con cura.
- Grattugiate la scorza di limone, e aggiungetela all'impasto con un pizzico di sale e iniziate a lavorare il composto.
- Unite quindi gli albumi montati a neve, il lievito con il latte e mescolate ancora fino a che gli ingredienti si saranno tutti ben amalgamati.
- Imburrate una tortiera con il buco centrale per ciambelle.
- Fate lievitare al caldo per 1 ora quindi infornate in forno già caldo a 170° per 40 minuti circa.
La Bossolà è una torta anzi una ciambella facile e dal gusto delicato perfetta per la colazione e la merenda.
Servito semplicemente con zucchero o confettura a colazione o merenda, diventa un perfetto fine pasto con zabaione o cioccolato caldo
Oggi vi presentiamo il Bossolà, che si presenta come un grosso ciambellone, o un pandoro con il buco, e non ha nulla da invidiare a quest'ultimo.
Come si realizza:
- Impastare un terzo degli ingredienti (100 grammi di farina, 50 grammi di zucchero, 30 grammi di burro, un uovo e una bustina di lievito per dolci) e lasciare lievitare per un'ora.
- Aggiungere il secondo terzo di ingredienti e, nuovamente, far riposare.
- Infine, mettere nell'impasto tutto ciò che è rimasto, lavorare molto bene e lasciare a riposo finchè il volume dell'intero impasto raddoppia.
- Imburrare e infarinare una teglia con il buco (per le ciambelle) e adagiare la pastella che deve avere una consistenza omogenea.

Ricetta di Iginio Massari (Ricetta originale)
Ingredienti:
- 6 uova
Preparazione:
Primo impasto
- Versare sulla spianatoia la farina, fare la fontana e mettere al centro il lievito sbriciolato, sciolto in un po' di acqua tiepida, il burro ammorbidito, un uovo e lo zucchero.
- Lavorare bene la pasta fino a quando sarà asciutta ed elastica.
- Fare una palla e collocarla in una terrina infarinata, coprirla con un tovagliolo e metterla in un luogo tiepido, lasciandola lievitare per circa un'ora.
Secondo impasto
- Mescolare la farina e lo zucchero, fare la fontana e versare le uova e il burro ammorbidito, impastare bene, unire alla prima pasta lievitata e lavorare il tutto energicamente per circa 15 minuti.
- Fare di nuovo una palla e lasciarla lievitare per 2-3 ore.
Terzo impasto
- Mescolare la farina, lo zucchero, il sale e la vanillina, fare la fontana, versare al centro le uova, il burro ammorbidito e lavorare per qualche minuto, poi unire la pasta lievitata e manipolare energicamente tutto quanto per circa 15 minuti, sbattendo con forza l'impasto sulla spianatoia.
- Riporlo in una teglia e lasciarlo lievitare ancora per mezz'ora.
- Dopo di che mettere in forno già caldo a 190° e cuocere per 40-50 minuti.
- Una volta pronto, il bossolà va guarnito con una bella spolverata di zucchero a velo e servito freddo.
Consigli e Abbinamenti
La lievitazione, nella tradizione più remota, era ottenuta con bicarbonato e cremor tartaro. Il gusto rustico ma delicato, infatti, si sposa bene con il latte e meglio ancora con il tè.
Il dolce è perfetto a colazione cosparso di zucchero o spennellato di confettura e crema di cioccolato, da accompagnare a tè, latte e caffè.
Ideale a colazione o come spuntino pomeridiano, il suo gusto rustico si sposa a meraviglia con il latte e meglio ancora con il tè.
Per dolci da credenza si intendono tutte le preparazioni senza crema, tutti quei dolci quindi che possono essere conservati nella credenza per alcuni giorni e che sono indicati per ogni momento della giornata dalla colazione alla merenda e anche allo spuntino dolce del pomeriggio per fine poi al dopocena.
Nella cultura tradizionale lombarda, massimamente in quella alpina, la farina di frumento era molto rara presso la gente comune. Il pane bianco, prodotto interamente con farina di frumento, era riservato agli ammalati e ai convalescenti. Nella gastronomia borghese è rimasta una traccia di frequentazioni franco-piemontesi in certe ricoperture di besciamella e nell'infarinatura delle carni per l'arrosto o per il salmì.