La Rinascita di Federico Cadario: Da Dirigente Stressato a Pasticciere di Successo a Bolzano

La storia di Federico Cadario è un esempio di come il coraggio di cambiare vita possa portare alla realizzazione personale e professionale. Partendo da una solida base familiare e un percorso di studi brillante, Cadario ha saputo ascoltare il proprio cuore e reinventarsi, trasformando una passione in un mestiere.

Un'Infanzia Tra Finanza e Dolci

Cresciuto in una famiglia della borghesia di Novara, con un padre docente universitario e numerosi zii medici e manager, Federico sembrava destinato a una carriera di successo nel solco della tradizione familiare. Tuttavia, la sua indole insofferente alle rigide regole scolastiche lo portava a cercare rifugio dalla nonna Rosina, una figura originale che lo introduceva al mondo della finanza e, soprattutto, della pasticceria.

«Da ragazzino, me ne scappavo con una scusa da mia nonna Rosina. Da lei potevo respirare. Non sopportavo la rigidità dei professori, quell'elenco di compiti a volte fine a se stesso». Pomeriggi in cucina a infornare. Un'adolescenza tra farine, uova e pile di Sole 24 Ore e ItaliaOggi. «Mi insegnava i fondamentali. Le dosi della "Diplomatica" e a leggere listini, indici, e azioni di mercato».

Gli Anni Milanesi e la Crisi

Dopo il diploma, Federico si trasferisce a Milano e si iscrive al Politecnico. Contemporaneamente agli studi, lavora nel settore informatico e della moda, dimostrando una grande versatilità e un forte spirito imprenditoriale. La laurea, l'assunzione in un'importante azienda e la rapida ascesa professionale sembrano confermare il suo successo, ma a trent'anni Cadario si sente stremato e stressato dalla frenesia del mondo del lavoro.

«Avevo 25 anni ed ero già in cima». Roba da far venire le vertigini. «A trenta ero stremato, stressato all'inverosimile. La concorrenza cinese, la globalizzazione, i ritmi frenetici. Il mercato era molto aggressivo, la competizione spietata, la pressione enorme. Un frullatore che mi stava logorando».

La Riscoperta della Passione e il Ritorno a Novara

In un momento di crisi, Federico si interroga sulla sua felicità e riscopre la gioia provata da bambino nella cucina della nonna Rosina. Decide così di iscriversi a un corso serale di pasticceria e, poco dopo, di licenziarsi e tornare a Novara per imparare il mestiere da zero.

«Mi son detto: quand'è stata l'ultima volta che sei stato felice?» Risposta: con nonna Rosina, a fare le torte. Si iscrive a un corso serale di pasticceria per "amatori": casalinghe, studenti fuori corso, aspiranti concorrenti di Masterchef. E manager scoppiati in burnout. Riprova "quella sensazione intensa di felicità". Un'illuminazione: «Questo voglio fare: il pasticciere».

L'inizio non è facile: l'ambiente artigianale è duro e competitivo, ma Federico non si scoraggia e, con impegno e dedizione, impara i segreti della pasticceria tradizionale novarese, specializzandosi nella lavorazione del cioccolato.

L'Apertura della Pasticceria a Novara e il Trasferimento a Bolzano

Dopo due anni di apprendistato, Federico apre la sua prima pasticceria a Novara, sfidando la tradizione e puntando sulla qualità e l'innovazione. Il successo non tarda ad arrivare e, nel frattempo, Federico conosce Caroline, una ragazza di Bolzano. Quando decidono di mettere su famiglia, scelgono di trasferirsi in Alto Adige, dove Federico intuisce un'opportunità per portare la sua pasticceria di alta qualità.

Novara è tra le capitali italiane del cioccolato. Lui, senza timori riverenziali (e con una certa sfrontatezza vista la data scelta), apre la sua prima pasticceria l'11 settembre 2010. Giusto perché non ci siano fraintendimenti, pianta sull'insegna il suo cognome: Cadario. «Io ci metto la faccia. Nel bene e nel male. Se faccio bene, mi prendo il merito. Se sbaglio qualcosa, dico "signori, colpa mia"».

Il Successo a Bolzano e il Riconoscimento

Nel 2017, Federico apre la sua pasticceria a Bolzano, in via Latemar. Inizialmente, l'offerta si concentra sui mignon e sui dolci tipici della tradizione piemontese, che si distinguono per la loro qualità e originalità rispetto all'offerta locale, più orientata alla pasticceria austriaca e tedesca.

«Mi son detto: ho una produzione di nicchia. Se devo rischiare, rischio in quello che so fare. Ci provo». Era il 2017: cerca un posto che non lo sveni. «Avevo un buon capitale iniziale, ma sappiamo che a Bolzano gli affitti sono impossibili». Trova un negozietto vuoto un po' nascosto, in via Latemar, trasversale di via Piave. «L'unico che potevo permettermi».

Il passaparola e la qualità dei suoi prodotti fanno il resto: la pasticceria diventa presto un punto di riferimento per gli amanti del buon gusto e Federico si guadagna la fiducia dei suoi clienti, diventando "il pasticciere" di intere famiglie.

Oggi, la "Cadario" è una piccola azienda artigianale con quattro dipendenti. Il pensiero torna a nonna Rosina. «Mettiamola così: la mia vita fino ai 30 era come la matematica: regole, formule e razionalità. Dai 30 in poi, ho scelto il tema libero. Certo, la pasticceria è anche questione di dosi e fisica, ma senza fantasia non vai da nessuna parte». E anche senza coraggio.

La storia di Federico Cadario è un'ispirazione per tutti coloro che sognano di cambiare vita e seguire la propria passione, dimostrando che con coraggio, impegno e un pizzico di follia è possibile realizzare i propri sogni.

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La Filosofia di Cadario: Eccellenza Italiana

Federico Cadario è un fiero sostenitore della qualità del cioccolato italiano, che considera superiore a quello svizzero. La sua pasticceria utilizza miscele di cacao pregiato proveniente da Africa e Centro America, e si distingue per la creatività e l'attenzione ai dettagli nella preparazione di praline, cioccolatini e mignon.

A Federico Cadario, la cioccolata scorre nelle vene. Sull'argomento è un'enciclopedia. Ha idee molto chiare. La pensa come lo spot della Novi. "Svizzero? No, Cadario!". «Questa storia che la sanno fare solo loro, gli elvetici intendo, è una gran balla. La cioccolata migliore è italiana e francese. Al massimo ci infilo i belgi. In Italia, le capitali sono il Piemonte, un po' la Toscana, e, a sud, Modica. Fine».

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