Festival del Gelato Artigianale a Pesaro: Un Tripudio di Gusto e Tradizione

Il Festival del Gelato Artigianale torna a Pesaro, precisamente in piazza del Popolo dal 20 al 22 maggio. Organizzato dall’associazione culturale On Stage in collaborazione con esperti gelatieri locali e con il patrocinio del Comune e della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino, il festival è interamente dedicato al gelato rigorosamente artigianale.

Il gelato è fatto secondo la ricetta tradizionale, con materie prime provenienti dai territori d’origine dei gelatieri. Nelle scorse edizioni sono stati serviti ben 2.500 chili di gelato e 30.000 coppette.

La Gelato Card e i Laboratori in Piazza

Per assaggiare i gelati, basta acquistare la gelato card che, per cinque euro, permette di degustare 5 gusti, tra i quali uno creato nei laboratori. La piazza di Pesaro, infatti, si trasforma in un grande laboratorio en plein air per l’occasione.

I gusti proposti sono ben dodici, nati dalla creatività e abilità dei maestri gelatieri provenienti da tutta Italia. Tra questi, spiccano i quattro gusti pesaresi, creati dagli studenti dell’istituto alberghiero Santa Marta coordinati dai gelatieri locali: variegato alle visciole di Cantiano e cioccolato, gelato all’olio di oliva extravergine di Cartoceto, moretta fanese e un’ultima ricetta a sorpresa.

Tutti i gusti sono preparati in piazza durante l’evento, che ospita ogni giorno laboratori per grandi e piccini con ospiti nazionali, tra cui il maestro della gelateria Italiana Renzo Ongaro e Corrado Sanelli, creatore del gelato con azoto liquido.

Gelato Fiordilatte fatto in casa di Sergio Dondoli: il più buono del Mondo

Novità dell'Edizione 2016

L’edizione 2016, la quarta per l’iniziativa, riserva tantissime novità. Nei locali di Tipico.tips (via Rossini 41) si tengono laboratori speciali sull’abbinamento cibo-gelato, come gelato alla casciotta D’Urbino “Val d’apsa” con piadina fritta e pere, abbinamento vino e gelato e creazione di cocktail a base di gelato. Nel laboratorio di gelato gastronomico nasce il gelato al tartufo nero di Acqualagna a cura dei tre gelatieri di Pesaro e dell’istituto alberghiero Santa Marta.

Tra i gelatieri ospiti, anche Ida Gabriella Di Biaggio, delegato nazionale Conpait gelato, e Paolo Brunelli di Agugliano, uno degli autori del libro “Avanguardia Gelato”, con 100 ricette di gelato firmate da quattro dei più famosi gelatieri italiani.

Attività per i più piccoli

“Un treno di gelato”, “un gelato di carta”, “letture sul gelato” e “bimbi in bici” sono i divertenti laboratori per bambini dell’area “kids lab”, aperta tutti i pomeriggi.

Intrattenimento serale

La sera, la piazza è allietata da musica dal vivo. Da non perdere lo show di venerdì con Masquerade Trio (musica folk) ed esibizioni artistiche con musiche rossiniane e la performance di sabato sera The Heartbreak Hotel, con il loro repertorio rock and roll tutto da ballare.

Il Miglior Gusto Artigianale e il Coinvolgimento delle Scuole

Al termine dei tre giorni, il Festival del Gelato artigianale di Pesaro decreta il migliore gusto artigianale, scelto da una giuria tecnica e da una giuria popolare. Il vincitore partecipa alla finale del Gelato World Tour di Bologna, una delle più importanti competizioni mondiali.

Quest’anno, il festival ha coinvolto per la prima volta le scuole della provincia di Pesaro e Urbino. L’Associazione culturale On Stage, in collaborazione con la Scuola Italiana di Gelateria, Ittico Artlab, Comune di Pesaro e GLS Corriere Espresso sede di Pesaro, ha proposto alle scuole d’infanzia, primarie e secondarie inferiori il concorso “Ricetta per un gusto” per ideare un gusto e poi rappresentarlo con un’immagine.

Duecento studenti hanno presentato 50 gusti e altrettante immagini. Una giuria di esperti ha selezionato i tre vincitori: per le scuole dell’infanzia ha vinto la statale di via Togliatti, classe blu, con il gusto “chicco”; per le primarie, la scuola Papa Giovanni XXIII di Villa Ceccolini, classe I, con il gusto “primavera italiana”; e per la scuola secondaria, la Dante Alighieri classe 2 b con il gusto “gaudì”.

Le classi vincitrici ricevono un premio per la loro scuola in materiale scolastico e il premio più pregiato è la preparazione dei gusti inventati, a cura degli stessi studenti, con la collaborazione dei maestri gelatieri di Pesaro, nei giorni del Festival del Gelato Artigianale.

Il Cioccolato: Un Dolce Amore

Il cioccolato può essere considerato il tipico dolce di San Valentino, sebbene non esista una vera e propria ricetta tradizionale e ogni forma “cioccolatosa” è sempre ben accetta. Presso la gelateria e la pasticceria Il Gelato di Juri a Pesaro, è possibile acquistare creazioni a base di cioccolato, come i cioccolatini al liquore, che abbinano il gusto intenso del cioccolato con il calore del liquore. Juri utilizza un cioccolato di primissima scelta, frutto dell’accurata lavorazione dei semi di cacao Arriba dell’Ecuador.

Ristorante Lo Scudiero: Un'Esperienza Culinaria Unica

Pesaro è anche soglia tra Romagna e Marche, mare e montagna, arte classica e moderna: la musica di Rossini e l’arte sferica di Pomodoro. Sembra che il cuoco Daniele Patti non potesse scegliere località migliore per esprimere la sua doppia anima culinaria, a metà tra la sapienza marchesiana, francese e l’estro scapigliato della gastronomia di questi decenni.

Il tentativo è coagulare grazie neoclassica e ferocia punk; lo studio e il sacrificio con l’autoironia e l’attitudine ludica, lungi da arroganti presunzioni. Daniele (e la sua giovane squadra) da audace imprenditore, spinge da sei anni e ha, a oggi, consolidato una felice realtà che conta oltre il ristorante, situato nello splendido palazzo Baldassini risalente al XVI sec, un caffè-bistrot e un locale sul lungomare pesarese.

Sempre pronto a infrangere dogmi e scombinare le carte, ma soprattutto senza compromessi sulla qualità (scelta di materie prime sostenibili, freschissime e certificate, specie nel pesce), poiché non ci sono dogmi quando si parla di arte, tuttalpiù una riverenziale emulazione dei grandi Maestri.

La sala antica e le cantine sono frutto di un egregio restauro; qua e là spuntano però (ritornano i confini) accanto agli antichi affreschi, opere d’arte contemporanea che ricordano le provocazioni rotatorie di Hirst. Le cantine ospitano una selezione di riguardo di vini, nazionali e internazionali, con perle provenienti da piccoli produttori.

Il servizio celebra l’arte sacra dell’ospitalità, equilibrando l’eclettismo culinario della cucina con le esigenze specifiche dei clienti, da quelli più esigenti e gastro-informati a quelli di passaggio per gustare un semplice piatto di pesce.

Cucina moderna, ma con radici salde; radici che avvolgono il goloso cestino del pane, composto da grissini, dai crackers ai cinque cereali e al latte, e dalla perfetta pagnotta acidula che si fa corpo unico con l’olio “Optimus, una spremuta di frutta dal finale delicatissimo.

La Modernità torna a imperversare nei benvenuti, piccoli finger che mettono in scena idee. Così abbiamo l’arancino al contrario, una sfera contenente un cremoso di riso liquido e carne cruda all’esterno. Abbiamo il ravanello ben tornito per accogliere la dosata asprezza del gel di carpione e dell’aglio nero con il suo retro-palato di liquirizia.

Il salto da una parte all’altra della Linea di Confine prosegue con la profumata entrèe di anatra laccata all’arancia accompagnata da ananas grigliata e ristretto di acciughe: in questo piatto gli aromi esotici dell’anatra vanno a spegnere il ferroso dell’anatra, cotta a regola, mentre l’umami iodato dell’alice fornisce vigore e sapidità al tutto. Solo infine arrivano l’agrodolce dell’arancia e il balsamico della menta a pulire la bocca e a invitare a proseguire l’assaggio.

Dalla terra ci si bagna nelle acque del mare con lo spaghettone Verrigni, doviziosamente mantenuto al dente, dalla manteca spumosa e dal corpo importante. Una pasta secca esprime la sua identità, non tanto grazie alla ottima qualità del pesce, quanto per merito dell’inserimento dello spaccasassi, l’alga autoctona del Conero.

Di nuovo mare con la Coda di rospo, succosa e trattata con mano abile, servita alla mugnaia con un radicchio marinato acido-amaro, per bilanciare le rotondità, e punti di alici per inspessire il gusto finale. Siamo sull’Adriatico ma pare di vedere le tavole di Marsiglia o di Parigi.

Nel finale torna il gioco, con il dessert “Snickers”, tributo pop al celebre junk food, declinando il cioccolato in diverse forme e consistenze e temperature (tenerina, biscotto al cioccolato salato, gelato al cioccolato al latte, gruè di cacao); elementi posti disordinatamente al di sopra a delicate spatolate di arachidi e caramello.

Si può supporre, vista l’indole indomita di innovatore, che anche Rossini avrebbe apprezzato l’ardire ragionato della cucina di Daniele Patti.

Gennaro Bottone: L'Artigiano del Gelato

Nel laboratorio di Gennaro Bottone, il gelato viene preparato come un tempo: latte fresco, panna, uova, zucchero, frutta secca e cacao di prima scelta sono i protagonisti di ricette in cui ogni ingrediente ha una funzione autentica. Oggi questa filosofia produttiva si apre anche al mondo della ristorazione di qualità. Gennaro Bottone si propone come interlocutore ideale per ristoranti, bistrot, pasticcerie e hotel che vogliono offrire un gelato artigianale riconoscibile, genuino e coerente con una proposta gastronomica di alto livello.

Il Progetto Cooking Soon e i Sapori della Calabria

C'è la Calabria al centro del progetto Cooking Soon, che vede 8 giovani chef uniti per promuovere e portare nel mondo la nuova cucina della regione. A firmare l’idea, e a coordinare il team, ci sono Manuela Laiacona, giornalista e videomaker che supporta il gruppo nella comunicazione, e Giovanni Gagliardi, esperto di promozione e marketing territoriale impegnato nella valorizzazione dell’agroalimentare calabrese.

In un dessert calabrese sono racchiuse le tradizioni di casa, radici antiche, i fichi secchi preparati dalle nonne, il miele di castagno, l’anice e la farina di castagne provenienti dai boschi del Pollino.

Per preparare questo dolce, montare lo zucchero, il burro ed i tuorli d’uovo fino ad ottenere un composto spumoso e incorporare delicatamente il cacao. Preparare il caffè a cui aggiungere il miele di castagno e il cioccolato sciolto a bagnomaria. Quindi, aggiungere al composto. A parte montare la panna per amalgamarla al resto dell’impasto, facendo attenzione a mescolare dal basso verso l’alto fino ad ottenere un composto liscio e leggero. Tritare i fichi secchi grossolanamente a coltello e incorporare all’ impasto.

Montare l’uovo con lo zucchero e l’olio, aggiungere il latte e setacciare la farina di castana, la fecola, il cacao e il lievito. Fare bollire in un pentolino il latte, la panna e i semi d’anice insieme. Sporcare il piatto con delle gocce di crema al cioccolato bianco, adagiare qualche pezzo di mattonella al fondente e sbriciolare del soffice al cacao.

Mochi con Gelato al Cioccolato: Un Dolce Giapponese Vegan

I mochi con gelato al cioccolato sono un dolce giapponese a base di riso glutinoso ripieno di gelato al latte di cocco al gusto cacao (cioccolato). Sono vegani e vanno consumati singolarmente, a causa della loro consistenza c'è il rischio di deglutizione e soffocamento.

Caratteristica Dettagli
Peso confezione 390g (15 pezzi da 26g ognuno)
Ingredienti principali Latte di cocco, cacao in polvere, riso glutinoso
Luogo di produzione Tailandia
Avvertenze Consumare singolarmente per evitare rischio di soffocamento

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