Il cacao è una pianta sempreverde originaria dell’America meridionale. I frutti vengono raccolti due volte l’anno per poi estrarne la polpa ed i semi, i quali vengono lasciati fermentare per 5 o 6 giorni ad una temperatura compresa tra i 45 e i 50 °C. I semi della pianta del cacao contengono zuccheri, grassi e alcaloidi come la teobromina e la caffeina. I semi del cacao vengono fatti essiccare al sole per 15 giorni e poi insaccati e inviati ai centri di raccolta, dove il cacao viene tostato a temperatura variabile in funzione del prodotto che si vuole ottenere. È un alimento ricco di sostanze antiossidanti, ottimali per contrastare le insidie dei radicali liberi all’interno del nostro organismo, che sono i maggiori responsabili dell’invecchiamento precoce delle cellule.
Capita a volte di trovare del cacao in polvere dimenticato in dispensa e di chiedersi se sia ancora sicuro consumarlo. Cerchiamo di capire cosa succede se si utilizza cacao in polvere scaduto e come conservare al meglio questo ingrediente.
Certamente ci sarà indicata una data di scadenza, da qualche parte sull’ involucro della tavoletta. Oltre questo tempo non può essere venduto, ed il produttore non garantisce più che il cioccolato manterrà le caratteristiche aromatiche, di aspetto e di consistenza che ha avuto fino a quel momento, seppur correttamente conservato.
Come si conserva il cioccolato? - Pasticceria al Volo - Tips and Tricks
Cosa succede se si consuma cacao scaduto?
Se si è utilizzato del cacao, per la preparazione di un dolce o per dolcificare una bevanda a base di latte, e la data di scadenza rientra nei quattro mesi, allora non accadrà assolutamente nulla, perchè questo alimento può tranquillamente mantenere le proprietà nutritive per alcuni mesi oltre la scadenza. Diverso il discorso del cacao scaduto da più di questo tempo, infatti in tal caso si può rischiare di avere un’intossicazione alimentare che si manifesta di solito con nausea, vomito, mal di testa e diarrea.
Un episodio accaduto a Vicenza dimostra che anche un prodotto apparentemente innocuo come il cacao in polvere può causare problemi se consumato dopo molto tempo dalla data di scadenza. Una donna di 77 anni è stata indagata dopo che i suoi familiari hanno accusato malori in seguito al consumo di cioccolata calda preparata con cacao scaduto da 25 anni. Questo dimostra che, anche se il termine "consumare preferibilmente entro" non sembra tassativo, è importante prestare attenzione alla data di scadenza.
Perché il cacao può deteriorarsi?
Il cacao, come altri alimenti, può deteriorarsi per diversi motivi:
- Presenza di acqua: Contiene acqua che può facilmente essere “abitata” da microorganismi (batteri, lieviti, virus, muffe) i quali si nutrono delle componenti zuccherine dell’alimento per crescere esponenzialmente, alterando così gli equilibri chimico-fisici e causando quasi sempre il deperimento o la formazione di tossine.
- Ossidazione dei grassi: Per quanto riguarda i cibi che non contengono acqua, ovvero quelli a base oleosa, una possibile causa di deperimento è l’ossidazione delle molecole che compongono gli olii.
- Conservazione inadeguata: è stato conservato male e ha preso umidità. È stato conservato male e si è scaldato, sciogliendosi e poi indurendosi di nuovo.
- Attacco di insetti e muffe: Poi certo, c’è anche il possibile attacco di insetti e muffe, ma si spera che un cibo venga conservato nel modo opportuno che lo preserva quindi da questi problemi.
In generale, occorre evitare di ingerire alimenti scaduti, soprattutto se contengono liquidi. «Ci sono prodotti essiccati che possono durare di più, mentre quelli con liquidi possono ammuffire. Ci sono due categorie di scadenze, quelle in cui è vietato consumare dopo la data indicata e quelle in cui è scritto di consumare “preferibilmente” entro una certa data. Gli alimenti più a rischio sono il latte fresco e i latticini: vanno consumati al massimo qualche giorno dopo la scadenza».

Come capire se il cioccolato è ancora buono?
Non esiste un metodo collaudato per capire se il tuo cioccolato è andato a male. Il cioccolato è considerato un alimento non deperibile, il che significa che non scade e non va a male.
Tuttavia, alcuni segnali possono indicare che il cioccolato ha perso le sue qualità:
- Aroma meno intenso: Probabilmente avrà un aroma meno intenso.
- Patina bianca: avrà una patina bianca (il burro di cacao che affiora).
- Consistenza alterata: in bocca sarà meno scioglievole (sempre a causa del cambiamento fisico-chimico del burro di cacao). Avrò una consistenza al palato molto più dura e il suo sapore avrà perso parecchio, ma non sarà nocivo per la salute.
- Presenza di insetti: È stato conservato male e alcuni insetti gli hanno fatto la festa. Eh sì, può succedere, e non dovete essere troppo duri con voi stessi: sono anche le famose farfalline della farina dei possibili infestanti del cioccolato. Può succedere. Se succede, per favore, buttatelo. Senza sensi di colpa.
Fioritura grassa: cosa significa?
La pellicola bianca e le macchie chiare che a volte si formano sulla superficie di una tavoletta di cioccolato sono chiamate "fioritura grassa". Non significa necessariamente che il cioccolato non possa essere mangiato. Ma perché si forma quella patina bianca?
Esistono due tipi di fioritura grassa. Il primo è legato al grasso all'interno del cioccolato e indica che il burro di cacao si è separato dagli altri ingredienti del cioccolato. L'altro è invece una scissione dello zucchero causata dalla condensa: lo zucchero assorbe l'umidità sulla superficie del cioccolato e, una volta evaporato, forma dei cristalli.

Come conservare correttamente il cioccolato
Tutto dipende da come conservi il cioccolato. Era a temperatura ambiente o nel frigorifero? Sulla durata di conservazione del cioccolato influisce anche la tipologia del cioccolato. In generale, il cioccolato di solito riporta una data entro il quale è preferibile consumare il prodotto. Più alto è il contenuto di latte nel cioccolato, più velocemente il cioccolato perderà il suo sapore: ciò significa che il cioccolato bianco e il cioccolato al latte non si manterranno a lungo quanto il cioccolato fondente. Il cioccolato bianco, che è composto quasi esclusivamente da latte e burro di cacao, è quello che perde di qualità più velocemente.
Se vi hanno regalato una "fornitura quinquennale" di cioccolato farete bene a seguire questi suggerimenti per conservarlo al meglio.
Fattori che influenzano la conservazione:
- Temperatura: Evitare sbalzi di temperatura e fonti di calore.
- Umidità: Conservare in un luogo asciutto per prevenire la formazione di condensa.
- Luce: Proteggere dalla luce diretta, che può accelerare l'ossidazione dei grassi.
- Odori: Il cioccolato tende ad assorbire gli odori, quindi è meglio conservarlo in un contenitore ermetico.
Tabella riassuntiva della durata di conservazione di diversi tipi di cioccolato:
| Tipo di Cioccolato | Durata di Conservazione |
|---|---|
| Cioccolato Fondente | Fino a 2 anni |
| Cioccolato al Latte | Fino a 1 anno |
| Cioccolato Bianco | Fino a 6 mesi |

Cacao crudo: un'alternativa più salutare
Sapevate che consumare cacao crudo ha davvero molti benefici per la salute? Vero e proprio superfood, questa fava continua a stupire grazie alle sue proprietà e ai suoi diversi utilizzi, anche sulla pelle come vi spiegavo già qui. Se siete come la maggior parte dei consumatori, probabilmente sarete più abituati al cioccolato che al cacao crudo. In fondo non c’è niente come una bella delizia golosa da regalarsi a fine pasto o come piccolo spuntino. Ma avete mai pensato di sostituire questa bontà, ricca di zuccheri, con delle fave di cacao crude o in granella?
Sebbene questi prodotti, cacao crudo e cioccolato, provengano dallo stesso albero (Theobroma cacao, meglio conosciuto come “albero del cacao”), non sono certamente simili. In particolare, le fave vengono essiccate naturalmente al sole dopo la baccellatura (cioè l’estrazione dei semi). È in particolare questo processo di lavorazione cosiddetto “a freddo” che permette al cacao crudo di conservare tutte le qualità nutritive, ma anche l’aroma e la succulenza che sono presenti nel prodotto grezzo. Questo è ciò che gli conferisce una tonalità leggermente più chiara rispetto al cacao in polvere che siamo abituati a vedere in commercio. Quando subirà una pressatura più accurata, si otterrà burro di cacao crudo, detto “magro”. Inoltre, il cacao crudo non contiene né grassi né zuccheri aggiunti, a differenza del cioccolato classico che è un prodotto lavorato e addizionato di altri ingredienti.
Tra i migliori c’è il cacao in polvere o in granella di NaturaleBio, giovane azienda italiana specializzata in superfood apprezzati in tutta Europa. Purissimo e 100% biologico, proveniente dalle piantagioni di San Martìn, in Perù. Attentissima è la selezione in loco dei fornitori operata dall’azienda e molto rigorosa è l’analisi dei parametri microbiologici e chimici di ogni fornitura, prima e dopo l’importazione in Italia. Ma non solo, NaturaleBio ha a cuore anche l’ambiente e i lavoratori locali! La sostenibilità del prodotto viene verificata sull’intera filiera produttiva, mentre agli agricoltori locali vengono garantiti un prezzo equo e il pieno rispetto dei diritti salariali.
Proprietà del cacao crudo
Il cacao crudo ha proprietà sorprendenti. Tuttavia, le sue virtù rimangono molto poco conosciute ed è un peccato! Innanzitutto, il cacao crudo non è stato riscaldato a più di 42°C come gli altri sottoprodotti. Ciò significa che la sua fabbricazione non ha alterato la sua qualità nutrizionale. Al contrario, ha permesso di attivare i nutrienti naturalmente presenti. Confrontando i dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), massima autorità in campo nutrizionale, condotti sul cioccolato fondente, rinvenibili qui, con la tabella del cacao grezzo crudo biologico, risulta che - a parità di quantità, il cacao grezzo conterrebbe, infatti, il 126% in più di ferro, il 149% in più di magnesio e il 136% in più di potassio rispetto al cacao cotto. È inoltre più ricco di calcio (160 mg per 100 g) rispetto al latte vaccino (125 mg per 100 ml).
Inoltre, la fava di cacao cruda ha una virtù a volte trascurata che è il suo alto contenuto di teobromina. È un alcaloide (sostanza organica specifica delle piante) che è noto per avere un effetto stimolante. Come la caffeina quindi, ma con l’unica differenza che la sua azione è più fluida e si distribuisce per un periodo più lungo.
Non è più un segreto che il cioccolato fondente di buona qualità e biologico possa effettivamente migliorare il tuo umore. Ma lo sapevate che questo effetto è ancora più pronunciato nel caso del cacao crudo? Il cacao non trattato riequilibra il sistema nervoso ed è molto efficace nel combattere gli sbalzi d’umore. Ciò significa che il cacao contiene diversi composti che hanno virtù insospettate nel regolare l’umore, ma anche nel promuovere il benessere generale. E, a differenza dei trattamenti farmacologici, non ha effetti collaterali.
Controindicazioni del cacao crudo
È vero che il cioccolato nella sua forma pura di fave di cacao ha molti benefici per la salute. Tuttavia, il consumo eccessivo non è mai consigliato. Non a caso, il cacao grezzo contiene in particolare caffeina (600 mg per 100 g di cacao grezzo in polvere). Lo stesso vale per la teobromina che, ricordiamo, ha anche un effetto stimolante. Tutto ciò può interferire con il sonno e può quindi aumentare le possibilità di insonnia.