La Storia della Casa Editrice Panini di Modena: Dalle Figurine ai Successi Mondiali

La casa editrice Panini, con sede a Modena, è una realtà editoriale di fama internazionale, nota soprattutto per le sue figurine. La storia di questa azienda è strettamente legata alla storia di una famiglia e alla loro intraprendenza. Giuseppe, Benito, Umberto e Franco sono i fondatori della casa editrice F.lli Panini, con sede in Via Emilio Po e regina del mercato delle figurine. Ma come è iniziata questa avventura imprenditoriale?

Tutto ebbe inizio nel 1945, quando la madre, Olga, acquistò un'edicola nel centro di Modena. Con il passare degli anni l'attività crebbe, e vide in prima linea Giuseppe e Benito, in seconda linea Franco - che pur impiegato in un istituto bancario continua a dare il suo contributo, legato principalmente ai conti - mentre Umberto, appassionato di meccanica, aveva scelto di emigrare in Sud America.

Giuseppe, nato a Pozza di Maranello (MO) il 9 novembre 1925, alla fine degli anni Trenta conseguì la licenza di avviamento professionale all’Istituto Fermo Corni di Modena. Morto il padre, nel novembre 1941, la madre fu assunta all’Accademia militare. Nel gennaio del 1945 la famiglia Panini acquistò a rate un’edicola nel centro di Modena, gestita dalla madre e da alcuni dei figli, in particolare Benito e Franco Cosimo.

Gli Inizi e la Svolta nel Mondo delle Figurine

Nel 1960 Giuseppe acquistò dall’editore Nannina di Milano un lotto invenduto di figurine dei calciatori del campionato italiano, che fece confezionare in bustine da quattro l’una. Nel 1961, la vendita di tre milioni di bustine, con un utile di circa 10 milioni di lire, consentì di avviare la produzione industriale delle figurine. Fu uno straordinario successo. Le vendite quintuplicarono rispetto all’anno precedente e gli utili sfiorarono i 30 milioni. L’iniziativa continuò negli anni seguenti con fortuna crescente.

Il progetto editoriale prevedeva un album che raccogliesse le figurine di tutti i calciatori del campionato italiano. Giuseppe acquistò le fotografie dei calciatori dall’agenzia fotografica Olympia, che lavorava per La Gazzetta dello Sport, e ne commissionò la riproduzione agli stampatori Paolo Artioli e Ivo Bertolini di Modena. La stampa dell’album fu affidata alla tipografia Giola di Milano; le figurine erano stampate in fogli di formato 50×70, ciascuno di 90 figurine, che i Panini tagliavano e mescolavano con una zangola (recipiente per fare il burro, di legno o metallo di forma cilindrica con coperchio forato nel quale si infilava un bastone per sbattere la panna del latte); quindi le recapitavano a lavoranti a domicilio che le imbustavano secondo un modello di organizzazione della produzione diffuso nella maglieria e nell’abbigliamento.

La svolta dell’attività avviene nel 1961, dapprima con la vendita di alcuni lotti di figurine di calciatori invenduti e prodotti dalla casa editrice milanese Nennina, e poi con la produzione del primo album dedicato alla stagione 1961/1962. L’elevato successo porta in pochi anni alla partecipazione a tempo pieno di tutti e quattro i fratelli.

Il capitale sociale fu equamente distribuito tra i quattro fratelli: Giuseppe fu presidente e amministratore delegato; Franco Cosimo vicepresidente e responsabile amministrativo; Umberto direttore tecnico-produttivo (nonché futuro affermato produttore di parmigiano reggiano e titolare del Museo CUP-Collezione Auto Storiche Umberto Panini Motor Museum); Benito responsabile della distribuzione.

Con il trasferimento nella nuova sede, l’attività si concentrò sul core business delle figurine. L’agenzia di distribuzione dei giornali fu venduta e l’edicola data in affitto. Negli anni seguenti, il portafoglio prodotti fu allargato proponendo, accanto alle raccolte dei calciatori, collezioni legate ai programmi televisivi e al filone scientifico e culturale.

Un esempio di come le idee imprenditoriali possono nascere per caso è rappresentato dalla storia di Antonio Panini, padre di Giuseppe, nato nel 1897 in un paesino vicino Modena. Richiamato alle armi durante la Prima Guerra Mondiale, fu arruolato nell'Aviazione. La sua esperienza e la successiva gestione familiare dell'edicola hanno contribuito a creare un terreno fertile per l'innovazione e la crescita.

La storia dell'azienda Panini è la storia di Modena anche se in realtà pochi conoscono la vera storia del marchio che avrebbe fatto delle terre modenesi la patria dei fumetti e delle figurine italiane e non solo. E' noto che l'azienda Panini come la conosciamo noi oggi sia stata fondata da nel 1961 dai fratelli Panini quando decisero di commercializzare la prima collezione Calciatori Panini 1961-1962. L'esperienza maturata nel mondo della distribuzione di giornali e del chiosco fece capire ai fratelli Panini quali fossero i reali interessi del consumatore finale, specialmente di quello più giovane, dato che la collezione dei calciatori riguardava per lo più loro.

Scambiare figurine per collezionare sogni. La storia di Umberto Panini | #initaliano

Innovazione Tecnologica e Espansione Internazionale

La crescita dell’azienda si accompagnò ad alcune importanti innovazioni tecnologiche, opera di Umberto (nato a Pozza di Maranello il 3 febbraio 1930, sposato nel 1959 con Tina Bertacchini, dalla quale ebbe quattro figli: Manuela, Marco, Giovanni e Matteo morto a Modena il 30 novembre 2013). La più importante fu, alla fine degli anni Sessanta, una macchina imbustatrice che consentì di integrare in fabbrica questa fase del processo produttivo evitando il ricorso al lavoro a domicilio.

Umberto, rientrato dal Venezuela, in particolare inventa la Fifimatic, la macchina protagonistadell’imbustamento delle figurine.

Nel 1969 iniziarono le vendite all’estero, prima in Belgio e in Svizzera, poi negli altri paesi europei, costituite da raccolte dei calciatori dei rispettivi campionati nazionali. Altre cinque filiali estere furono aperte negli anni Ottanta, con la Panini ormai in forte crescita, capace di controllare il 70% del mercato mondiale delle figurine. Da un fatturato di 2,4 miliardi di lire nel 1972, quasi interamente assorbito dal mercato interno, era salita a 165 miliardi nel 1986, di cui il 70% all’estero, con oltre 600 addetti. Il vantaggio competitivo risiedeva in una capacità produttiva superiore ai concorrenti e nell’esclusiva dei diritti editoriali dei soggetti riprodotti (calciatori e altri).

Giuseppe gestì l’azienda in prima persona sino all’inizio degli anni Settanta. Nel 1986 una partecipazione di minoranza fu acquisita dal finanziere Carlo De Benedetti. Alla fine degli anni Ottanta, Giuseppe Panini desiderava rientrare da alcune esposizioni nel settore immobiliare, mentre gli altri fratelli stavano maturando nuovi progetti imprenditoriali. Inoltre per l’azienda si profilava un delicato passaggio generazionale dai fondatori ai loro numerosi figli.

Negli anni '80, la Panini ha raggiunto un fatturato di 165 miliardi di lire, con il 70% proveniente dall'estero. Questo successo è stato possibile grazie a una capacità produttiva superiore e all'esclusiva dei diritti editoriali sui soggetti riprodotti.

Diversificazione e Nuove Iniziative Editoriali

Intanto, nel 1966 Giuseppe aveva fondato il Gruppo Sportivo Panini, divenuto in seguito una delle più importanti società al mondo nella pallavolo maschile, ceduta nel 1993 all’industriale Giovanni Vandelli, titolare delle Ceramiche Daytona. Nel corso dei 27 anni di gestione Panini, il club vinse otto campionati italiani, sei coppe Italia, una coppa dei campioni, due coppe delle coppe e tre coppe confederali. Nel 1973 Giuseppe fu tra i fondatori della Lega Italiana Pallavolo, della quale fu presidente per otto anni. Dal 1985 al 1992 fu presidente della Camera di Commercio di Modena. Inoltre creò una scuola per dirigenti d’azienda e un liceo linguistico.

Franco Cosimo nacque a Maranello (MO) l’8 ottobre 1931. Dopo la seconda guerra mondiale iniziò a lavorare all’edicola della famiglia e a frequentare un corso serale all’Enal (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori) che gli consentì, nel 1953, di diplomarsi in ragioneria. In quell’anno fu assunto al Banco San Geminiano e San Prospero, impiego abbandonato nel 1963 per unirsi ai fratelli nella gestione del business delle figurine (tornò alla stessa banca, nelle vesti di consigliere di amministrazione, nel 1983 e ne divenne vicepresidente nel 1990).

Nel 1989 fondò una propria casa editrice dallo scorporo della Divisione Libri delle Edizioni Panini dopo la vendita alla Marvel Comics. Sin dal 1978 era stata infatti costituita nella Panini una divisione che aveva sviluppato una produzione di libri di buon livello nel campo dell’archeologia, dell’architettura, delle arti figurative e della cultura umanistico-rinascimentale e che, con la nuova proprietà, sarebbe stata chiusa. L’attività fu presto diversificata includendo l’editoria per ragazzi e quella di evasione.

Nel 1990 fu acquisita la Malipiero di Ozzano Emilia (BO), specializzata nella produzione di articoli cartotecnici (in particolare diari e agende scolastiche), divenuta in seguito la Franco Panini Scuola. Nel 2000 Franco Cosimo ricevette la laurea honoris causa in geologia dall’Università di Modena e Reggio Emilia.

I fratelli Panini vendono la celebre azienda di figurine e Franco Cosimo ne rileva il ramo editoriale: nasce la Franco Cosimo Panini Editore. Sono anni cruciali nella storia dell’azienda. Nel 1994 Franco Cosimo Panini pubblica il primo volume della collana Mirabilia Italiae diretta da Salvatore Settis. Nel 1995 presenta l’edizione in facsimile della Bibbia di Borso d’Este, primo volume della prestigiosa Biblioteca Impossibile.

È un periodo di grande crescita per Franco Cosimo Panini: le tre divisioni dell’azienda (editoria d’arte, editoria per l’infanzia e scuola) ampliano e differenziano la propria produzione. La divisione scuola acquisisce le licenze di celebri marchi e Comix conquista la leadership di mercato. La Biblioteca Impossibile e la collana Mirabilia Italiae si arricchiscono di nuovi titoli, contemporaneamente esce “La vera storia di Ravenna”, primo volume della collana di lezioni d’arte del Premio Nobel Dario Fo.

Il Passaggio Generazionale e le Nuove Sfide

Nel 2007 dopo la scomparsa di Franco Cosimo Panini, il timone della casa editrice passa ai cinque figli: Laura, Silvia, Teresa, Lucia e Luca. Sotto la loro guida nasce nel 2014 la nuova divisione museale che offre a musei e istituzioni, oltre all’attività editoriale, un’ampia gamma di servizi. Con l’obiettivo di diversificare la propria produzione e i propri servizi, nel 2017 la casa editrice acquisisce Haltadefinizione, la tech company specializzata nella fotografia in Gigapixel, nella riproduzione di opere d’arte e nella digitalizzazione di beni culturali.

Franco Cosimo Panini entra nel mondo della digitalizzazione 3D e multispettrale: nel 2022 investe in Memooria, Hyperborea e Mida Digit e si apre al mercato internazionale con il lancio della nuova società tedesca Haltadefinizione GmbH. Nel 2024 nasce il Gruppo Panini Cultura.

Omaggio a Giuseppe Panini: Collezionista di Passioni

Poco prima della morte aveva donato alla città di Modena le sue collezioni fotografiche e di figurine.

Da mercoledì 18 febbraio a Modena un omaggio al collezionista tra volley, fotografia, enigmistica e fisarmoniche. Il Museo della Figurina di Modena apre le celebrazioni dei vent’anni (è stato inaugurato nel dicembre del 2006) con un omaggio a Giuseppe Panini “Collezionista di passioni” di cui ricorrono anche i trent’anni dalla scomparsa. L’allestimento, che si può visitare da mercoledì 18 febbraio fino a domenica 6 settembre accanto alla collezione permanente, si snoda tra i tanti suoi hobby: dalla fotografia alle fisarmoniche, dall’enigmistica allo sport, fino alle figurine, ovviamente.

Dopo aver fondato, insieme ai fratelli, la casa editrice Panini nel 1961, facendo diventare Modena capitale mondiale della figurina, infatti, negli anni Novanta Giuseppe donò al Comune la sua collezione personale che rappresentò la base per la nascita del Museo dove si ripercorre la storia e l’evoluzione della figurina a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, tra tutela del patrimonio, ricerca e sperimentazione contemporanea.

L’omaggio a Giuseppe Panini è stato presentato dalla presidente di Fondazione Ago Donatella Pieri e dall’assessore comunale alla Cultura Andrea Bortolamasi ricordando come questi vent’anni siano stati caratterizzati da mostre che hanno valorizzato il patrimonio, attività educative e progetti che hanno trasformato la collezione originaria in uno spazio vivo di confronto, memoria e immaginazione condivisa.

Nel 2026 il Museo della Figurina propone due mostre allestite a Palazzo Santa Margherita. Dal 15 maggio al 30 agosto, in collaborazione con Tapirulan, le illustrazioni di luoghi, storia e personaggi della città sono protagoniste di “Figurati Modena” che diventa anche un album di figurine da raccogliere. Dal 18 settembre, nell’ambito del Festivalfilosofia sul Caos, e fino al 10 gennaio, il protagonista è Pinocchio, con illustrazioni e figurine delle collezioni storiche del Museo. La mostra si svolge in occasione dei 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi.

Il racconto di Giuseppe Panini “Collezionista di Passioni” propone immagini, oggetti e testimonianze video di alcuni dei protagonisti. Non si può che partire dall’edicola di corso Duomo acquisita da mamma Olga il 6 gennaio 1945, nei mesi finali della guerra, per avviare un’attività che ben presto diventò un modo per riunire tutta la numerosa famiglia (quattro figli e quattro figlie) in un’eccezionale impresa dalla quale nacque nel 1961 l’azienda di figurine.

Il racconto prosegue ricordando la passione per l’enigmistica, nata durante la convalescenza di un’impegnativa operazione. Giuseppe firmava rebus e cruciverba che ideava con il nome di Paladino, il primo simbolo anche dell’azienda di figurine.

Il logo dell’azienda Panini divenne poi nel 1965 l’immagine della celebre rovesciata di Carlo Parola rivisita da Wainer Vaccari: in un video l’artista racconta come nacque.

Tra le numerose passioni collezionistiche di Giuseppe, di cui si diceva avesse “l’hobby degli hobby”, ci sono anche le fotografie storiche di Modena e non solo, le cartoline, le immagini dedicate all’aviazione. E poi lo sport, con la squadra di volley fondata nel 1966, in una città dove la pallavolo è davvero sport di massa. È l’allenatore Julio Velasco che racconta in un video il suo rapporto con il presidente della squadra che guidò a tanti successi negli anni Ottanta.

Dalle collezioni di Giuseppe Panini, che custodiva all’interno di un archivio soprannominato la “Tana del Paladino”, oltre al Museo della Figurina sono nati diversi istituti, come il Fotomuseo e la Biblioteca Enigmistica Italiana (BEI); per merito di una sua donazione è stato ampliato, inoltre, il patrimonio del Museo della Fisarmonica di Castelfidardo.

Nel percorso si possono ascoltare anche le testimonianze dei figli Antonio e Annamaria e di Giuseppe Riva della BEI.

Il Museo della Figurina si può visitare dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19; al sabato, alla domenica e nei festivi dalle 11 alle 19. Ingresso 10 euro (ridotto 5 euro), con agevolazione per i residenti in provincia di Modena (7 euro). Ingresso libero per tutti ogni prima domenica del mese; per i residenti anche ogni mercoledì.

Evoluzione Digitale delle Figurine Panini

Ma solo figurine di carta? In realtà no, perché l'azienda Panini vanta anche una serie di collezioni virtuali di figurine. Con il progresso tecnologico anche la collezione di figurine ha raggiunto il suo formato online e così nel 2006 Panini ha lanciato insieme a The Coca-Cola Company la prima raccolta di figurine virtuale in occasione dei mondiali di calcio.

Dal 1988 la proprietà dell'azienda Panini cambiò dal Gruppo Maxwell a Bain Gallo Cuneo, dalla De Agostini fino alla Marvel Entertainment Group, ossia il gruppo di fumetti più importante al mondo, ma il ritorno al made in Italy avvenne l'8 Ottobre 1999 quando fu ceduta ad una cordata guidata dalla Fineldo S.p.A di Vittorio Merloni.


Cronologia dei Cambi di Proprietà dell'Azienda Panini
Anno Proprietario
1961 Fratelli Panini
1988 Gruppo Maxwell
Successivamente Bain Gallo Cuneo, De Agostini, Marvel Entertainment Group
1999 Fineldo S.p.A di Vittorio Merloni

In consiglio da nostalgico boomer, se vi trovate dalle parti di Modena, andate a visitare il “Museo della Figurina” a Palazzo Santa Margherita in Corso Canalgrande, 103.

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