Ex Caserma Tommaso Salsa a Treviso: Storia, Riqualificazione e Futuro

L'ex Caserma Tommaso Salsa di Treviso, situata a nord del centro storico tra i quartieri di Santa Maria del Rovere e Selvana, rappresenta un importante sito in trasformazione che si sta configurando come punto di riferimento per la comunità. Questo articolo esplora la storia della caserma, la sua riqualificazione in corso e il suo legame con figure storiche di Treviso.

IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DELL'EX CASERMA SALSA GRAZIE AI FONDI DEL PNRR | 20/03/2023

Tommaso Salsa: Un Eroe Trevigiano

Tommaso Salsa fu un generale che si distinse sul campo, ottenendo diversi riconoscimenti, tra cui la Medaglia d’oro al valor militare, per aver guidato con coraggio i suoi uomini nei combattimenti contro le truppe turco-arabe tra il 1912 e il 1913. Sua anche la Croce di Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia e dell’Ordine della Corona d’Italia. Figlio dell’avvocato Agostino Salsa e di Giuseppina Tiretta, contessa appartenente a una famiglia legata alla città di Treviso fin dal XIV secolo, proveniva da un ambiente molto in vista nel Trevigiano.

Dopo aver iniziato gli studi alla facoltà di Giurisprudenza all’Università di Padova, si iscrisse alla Regia Accademia militare di Modena, venendo nominato ufficiale a soli 23 anni e scalando rapidamente la gerarchia militare.

La Caserma Salsa e il 7° Reggimento Alpini

Dal 1890 al 1953, la caserma ospitò truppe delle più diverse specialità: Bersaglieri, Fanti, Genieri e Alpini. Così in città, dove si avvertiva l’esigenza di garantire un più consistente presidio militare a salvaguardia dei confini con l’Austria, agli albori del XX secolo, vennero iniziate le pratiche per la costruzione di altre due nuove caserme: una per gli Alpini ed una per gli Artiglieri da Montagna. Trattasi delle caserme ‘Salsa’ e ‘D’Angelo’, ubicate in via Col di Lana, dedicate a due eroi M.O.V.M. della Guerra di Libia, allora appena terminata. Esse furono destinate ad ospitare un Reggimento Alpino ed una Brigata di Artiglieria da Montagna.

Anche alla comune casa di Belluno - la caserma intitolata al trevigiano Tommaso Salsa rimasero solo i ricordi conservati nel museo-sacrario che era stato costituito dal col. Carlo Ghe nel 1937 in occasione del 50° anniversario del reggimento. Ed ecco finalmente ricostituito - alla data dell’1 luglio 1953 - anche il 7° Alpini, alle dipendenze della neo-costituita Brigata “Cadore”, alla caserma “Salsa” aveva funzionato, fino ad allora, un Ufficio Deposito comandato dal ten. col. Arpago Bazzali.

Il Reggimento rinasceva nettamente da zero, ed il comandante col. Edgardo Gandolfi ebbe a sostenere un oneroso lavoro organizzativo (costituzione del comando e della Compagnia reggimentale) prima che giungessero l’1 settembre i primi “bocia” della classe 1931. Appena ricostituito il 7° Alpini ebbe a partecipare - col trenta per cento dei propri effettivi, integrato con richiamo di ufficiali, sottufficiali e truppa - all’esigenza T connessa con la tensione verificatasi alla frontiera orientale; trasferitisi il 20 ottobre 1953 nella zona di Cividale del Friuli, i reparti del 7° (costituenti il Battaglione di formazione “Cadore”, comandato dal ten. col. Giuseppe Vinci e formato dalle compagnie comando dei battaglioni Cadore e Belluno, oltre che dalle 77a, 67a e 7a CMR) rientrarono il 29 dicembre.

Al col. Edgardo Gandolfi seguì al comando del reggimento il col. Alberto Briatore dal 12 agosto 1954, il col. Vincenzo Bellomo dal 16 marzo 1956, il col. Tito Corsino dal 21 marzo 1957 e la Mo. col.

Riqualificazione della Caserma

Nel contesto di un programma generale di rigenerazione urbana riguardante anche le caserme dismesse, l’Agenzia del Demanio ha avviato un processo di riqualificazione di una porzione della ex caserma Tommaso Salsa a Treviso, per permettere la riallocazione della sede della Guardia di Finanza di Treviso. Il compendio, descritto quale Architettura militare inizio Novecento, è stato dichiarato di interesse culturale ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 42/2004 con provvedimento prot. 293 del 12 gennaio 2009 del Direttore Regionale del Ministero per i Beni ed Attività Culturali - Direzione Veneto e risulta area a “rischio archeologico” come da comunicazione Soprintendenza Archeologica di Padova prot. n. 1931 del 18/02/2016.

La proposta di intervento si applica sia agli edifici che agli spazi aperti, ridisegnando il layout delle cospicue superfici di pavimento esistenti e dell’imponente piazza d’armi, per rispondere al complesso programma funzionale previsto dal Bando. Relativamente agli edifici, la struttura modulare degli edifici 10, 11 e 12 determina l’assetto distributivo ‘a corridoio’ centrale dei vari piani, interconnessi da corpi scala periferici, mentre l’edificio 6 ha un distributivo più libero. Le soluzioni proposte discendono da un dialogo con l’edilizia esistente, giustapponendo ad essa una ‘pelle’ interna, nella forma di un sistema per componenti leggeri da porre in opera secondo i principi della costruzione ‘a secco’.

Relativamente agli spazi aperti, pavimentati e verdi, la piazza d’armi è articolata nella sua disposizione attraverso una soluzione in grado di:

  • Determinare una relazione architettonica, una vera e propria ‘porta verde’ tra l’ingresso carrabile/pedonale previsto.
  • Qualificare la piazza d’armi come uno spazio permeabile e vivibile, senza barriere architettoniche, relazionato con i fronti architettonici su cui insiste.
  • Assumere soluzioni ad alto impatto architettonico e bassi costi di gestione e manutenzione.

Si propongono materiali e finiture che valorizzino le qualità ambientali dei luoghi, minimizzando le cesure tra verde/parco, piazza d’armi e quinte edificate. Si propone la piantumazione di alberi autoctoni ad alto fusto di due tipologie: Celtis australis in prossimità del perimetro della piazza e due Carpinus betulus a costituire la ‘porta verde’ della piazza per chi giunge dall’esterno.

Avanzamento dei Lavori di Restauro

Avviati nell’aprile 2023 dalla ditta EDIL CO. Srl, i lavori di restauro e risanamento conservativo dell’ex Caserma Salsa stanno procedendo nel pieno rispetto del cronoprogramma. Nonostante le dimensioni del cantiere, non si sono riscontrati disagi legati alla viabilità circostante, grazie a una buona pianificazione degli approvvigionamenti e dei transiti dei mezzi pesanti. Per abbattere le polveri, sono stati utilizzati polverizzatori d’acqua, mentre uno studio tecnico ha monitorato l’inquinamento acustico per evitare il superamento dei limiti consentiti.

Ad oggi, i tempi di consegna sono allineati con la scadenza. Vengono effettuate riunioni settimanali con la direzione dei lavori, DBA SpA, che si dichiara ampiamente soddisfatta dell’avanzamento e dell’organizzazione del cantiere. I lavori eseguiti includono massetti e pavimenti, rasature, impianti elettrici e meccanici, rivestimenti in marmo per le scale interne, rilievo e picchettamento plano altimetrico delle superfici per l’inizio delle sistemazioni esterne. Sono stati inoltre realizzati muri in cemento armato per perimetrare le due proprietà, destinate alla nuova sede della Guarda di Finanza e all’Agenzia delle Entrate. Infine, sono state effettuate le prove tecniche e i collaudi statici attestanti l’idoneità delle strutture recuperate.

Attualmente, nel cantiere sono impegnati circa 60 operai della ditta appaltatrice EDIL CO. Srl e 40 operai di vari subappaltatori, tutti preventivamente autorizzati.

Omaggio agli Alpini del Salsa Reginato

Gli alpini trevigiani del Salsa Reginato hanno reso omaggio alle tombe delle due personalità che danno il nome al loro gruppo, mantenendo viva la memoria di uomini che hanno scritto pagine di storia della città. La cerimonia si è svolta al cimitero monumentale di S. Lazzaro, ricordando il generale Tommaso Salsa e Enrico Reginato, ufficiale medico delle truppe da montagna.

Il Legame con Giovanni Comisso e il Tiramisù

Giovanni Comisso ebbe un ruolo nel far conoscere la ricetta del Tiramisù tramandata nella sua famiglia. La nonna di Comisso, Giuseppina Tiretta Salsa, era la madre del Generale Tommaso Salsa e di Claudia Loredana Salsa Comisso.

La Caserma Salsa, con la sua storia ricca e il suo futuro promettente, continua a essere un punto di riferimento per Treviso, unendo passato, presente e futuro in un unico luogo.

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