Avete mai assaggiato gli spaghetti di gelato? Questa specialità, tanto classica quanto raffinata, è un vero must delle migliori gelaterie. Si tratta di una creazione spiritosa e rinfrescante, nata dall'ingegno di un italiano emigrato in Germania. La buona notizia è che possiamo prepararla anche a casa, senza bisogno della gelatiera e senza doverci recare in gelateria!
Certo, per semplificare il processo, potreste optare per l'acquisto di gelato alla vaniglia già pronto. Tuttavia, vi assicuro che preparare un buon gelato in casa richiede solo qualche piccolo accorgimento per ottenere un risultato omogeneo, privo di cristalli di ghiaccio, e la soddisfazione sarà immensa.
Le coppe gelato evocano sentimenti e ricordi lontani. In Italia le ritroviamo fin dagli anni ‘50 dove si rincorrevano nomi come Coppa del Nonno o Coppa dei Campioni. Alcune di queste, infatti, sono diventate non solo famose, ma anche iconiche.
Per molti i momenti trascorsi a gustare una coppa di gelato si uniscono a ricordi legati alla famiglia o all’infanzia e sono momenti spesso associati a esperienze di vacanze estive o feste. Sono spesso collegate al patrimonio di una determinata regione o comunità, contribuendo a creare una sorta di identità culturale.
Oltre alla parte più emotiva a cui sono collegate va sottolineato che le coppe gelato sono più facilmente personalizzabili sia dal cliente ma anche dalla gelateria stessa. Possono essere arricchite di decorazioni, topping sempre diversi e anche panna montata. La parte decorativa è infatti una dei loro tratti salienti che le rendono accattivanti, creative, visivamente attraenti e invitanti per i consumatori.
Le coppette di gelato hanno una storia lunga e variegata, ma ci sono alcuni nomi che emergono come icone nel mondo del gelato.
Ingredienti per gli Spaghetti di Gelato
- Per le scodelle di cialda:
- 70 g albumi
- 70 g zucchero a velo
- 70 g burro (fuso)
- 70 g farina 00
- 1 bustina vanillina
- Per il gelato alla vaniglia:
- 250 ml latte di vacca, pastorizzato, intero (fresco)
- 250 g panna acida
- 80 g zucchero (extrafine)
- 3 tuorli
- 1 bacca vaniglia (oppure un cucchiaino in polvere o estratto)
- Per la salsa di fragole:
- 250 g fragole (a giusto punto di maturazione)
- 1 cucchiaino succo di limone (filtrato)
- 60 g zucchero a velo
- Per guarnire gli spaghetti di gelato:
- 200 ml panna fresca liquida (montata e zuccherata)
- q.b. cioccolato bianco 35% (grattugiato)

Come Realizzare le Scodelle di Cialda
Iniziamo col preparare le scodelle di cialda, che fungeranno da piatto per i nostri spaghetti di gelato. Con una forchetta amalgamate per bene l’albume con lo zucchero e la vanillina. Poi, unite il burro fuso freddo e, per ultimo, la farina. Ottenete una pastella liscia che dovrete distribuire in un strato sottile e omogeneo su un foglio di carta forno, formando quattro cerchi distanziati di circa 20 cm di diametro. Fate cuocere in forno già caldo a 180°C per 7-8 minuti (saranno pronte quando i bordi inizieranno a colorarsi). Aiutandovi con una paletta trasferite subito ogni cialda dentro ogni tazza e modellatele. Prima di sformarle fatele raffreddare completamente.
Come Fare il Gelato alla Vaniglia
Incidete con un coltello la bacca di vaniglia e raschiatene i semi, che metterete nel pentolino insieme al latte, portandolo quasi a sfiorare il bollore. Nel frattempo, montate a bagnomaria i tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere una crema chiara e spumosa. Infine, aggiungete gradualmente il latte caldo e continuate a mescolare fino a quando il composto inizierà ad addensarsi. Togliete dal bagnomaria, incorporate la panna acida e poggiate il recipiente dentro un altro più grande colmo di acqua e ghiaccio, in pratica sarà una sorta di bagnomaria a freddo. Continuate a mescolare fino a quando il composto si sarà raffreddato completamente. Il composto è già pronto per essere trasferito in un recipiente adatto al freezer (meglio se d’acciaio inox). Coprite con pellicola e fate congelare per circa 4 ore, mescolando di tanto in tanto con una forchetta per rompere i cristalli di ghiaccio.
Durante il tempo di riposo del gelato lavate le fragole, asciugatele, mondatele e frullatele finemente con il succo di limone e lo zucchero (decidete voi se passarle al setaccio per eliminare i semini).
Assemblaggio degli Spaghetti di Gelato
In ogni cialda disponete un po’ di panna montata e, su di essa, versate una porzione di gelato facendoli scendere direttamente dallo schiacciapatate, così facendo otterrete il tipico formato degli spaghetti di gelato. Per finire, distribuite la salsa di fragole e servite dopo aver cosparso di cioccolato bianco grattugiato.
Vedrete che bontà!
Le Coppe Gelato Più Famose della Storia
Ecco alcune delle coppette di gelato più famose della storia!
- Coppa Amarena: Una delle coppe gelato più amate in Italia. Palline di gelato al cioccolato, vaniglia e nocciola, decorate con sciroppo di amarena, panna montata e ciliegine.
- Coppa stracciatella: Gelato alla crema con strisce di cioccolato fondente mescolate all’interno. La sua semplicità l’ha resa una delle coppe più richieste.
- Spaghetti Gelato: Una delizia che ha spopolato negli anni ’80. In realtà, però, il gelato alla crema estruso e “condito” con salsa di fragole e fiocchi di cocco è nato un po’ prima. E addirittura fuori dall’Italia.
- Coppa Sundae: Una o più palline di gelato, generalmente servite in una coppetta, con l’aggiunta di sciroppo, panna montata, frutta, e spesso una ciliegina come guarnizione.
- Banana Split: Questa coppa ha una storia che risale al 1904. Una banana tagliata a metà con tre diverse palline di gelato, spesso cioccolato, vaniglia e fragola, ricoperte con sciroppo di cioccolato, sciroppo di fragola e sciroppo di ananas.

Spaghetti Gelato: Una Storia di Emigrazione e Innovazione
Spaghetti gelato, o meglio Spaghettieis, ovvero spaghetti + eis, ghiaccio in tedesco. Ebbene sì, perché una delle specialità gelatiere più italiane nell’aspetto è nata in Germania, negli anni Sessanta. E quella degli spaghetti gelato non è una storia italiana, è una storia di italiani all’estero.
Secondo l’Aire, a inizio 2021 gli italiani residenti in Germania erano ben 801.082, un settimo (14,2%) di tutti i 5.652.080 connazionali sparsi nel mondo e oltre i due quinti di quelli residenti in UE (1.994.990). Alla fine dell’Ottocento i primi ad andarsene furono veneti, che emigravano stagionalmente prima verso l’Austria, poi si spostarono in Baviera, e cominciarono a risalire a Nord, seguendo il Reno, vendendo gelato con dei carrettini nelle principali città della Germania (Colonia, Darmstadt, Hannover) e dell’Impero austro-ungarico (Vienna, Brno, Belgrado). Ma il vero boom ci fu nel Dopoguerra: negli anni Cinquanta emigrarono in molti verso la Germania e alcuni di loro soprattutto dagli anni Settanta divennero piccoli imprenditori, in particolare nel settore della ristorazione. La prima Eisdiele, la prima gelateria aprì ad Amburgo nel 1799 - raccontava una mostra dedicata al gelato italiano “GELATO! Italienische Eismacher am Niederrhein” a Dusseldorf nel 2017.
All’epoca dell’esibizione in Germania le gelaterie erano circa quattromila, e tremila sono italiane, di queste i due terzi erano gestite da emigranti venuti dalla Val di Zoldo, Dolomiti in provincia di Belluno. Oggi sono ancora di più.
All’inizio del secolo scorso nonno Michelangelo Fontanella e i suoi fratelli si trasferirono a Conegliano dal piccolo paese di montagna di Astragal, proprio in Val di Zoldo. Tra le Colline del Prosecco, nel 1906 i fratelli posero la prima pietra dell'azienda di famiglia: la Gelateria Pasticceria Fontanella di fronte al Duomo dove Mario Fontanella completa il suo apprendistato sotto la stretta supervisione del padre Michelangelo. Nel 1931 parte per la Germania con il fratello maggiore Giovanni, con puro spirito pionieristico, nel 1933 apre la sua prima gelateria a Mannheim che cambia di sede più volte e viene distrutta dai bombardamenti nel 1943. Riapre nell’attuale sede nel 1954 e oggi è gestita dal figlio di Mario, Dario Fontanella: l’inventore degli spaghetti gelato.
Durante una gara di sci nel febbraio 1969 in Italia, Dario, 17 anni, mangia il dolce Mont Blanc in una pasticceria di Cortina D'Ampezzo. Come è fatta? La purea di castagne viene spremuta attraverso un torchio per spaetzle. Torna a casa, durante le vacanze scolastiche di Pasqua prova e ci riprova, capisce che la pressa deve essere ghiacciata, prova diversi gusti, e con il padre arriva alla configurazione finale: i colori della bandiera italiana resi grazie a del gelato alla vaniglia, una salsa di fragole e un uovo di Pasqua di cioccolato bianco grattugiato come fosse Parmigiano. Il risultato? Così realistico che il primo bambino a cui venne servito si mise a piangere perché non voleva la pasta, ma il gelato!
Effettivamente, era la prima volta che un gelato non veniva servito come una pallina o una spatola, ma in una forma completamente nuova, tanto che Dario avrebbe voluto brevettare l’idea, ma sia suo padre che l’avvocato non lo presero sul serio e glielo sconsigliarono. Lo racconta un articolo pubblicato sulle pagine del Financial Times Deutschland dal titolo Der Spaghetti-Eis-Mann, L’uomo del gelato agli spaghetti. Il successo della creazione è travolgente ed immediato: ai tedeschi piace perché “ha il sapore d’Italia”, e gli immigrati d’Italia lo consumano per motivi patriottici.
Il gelato spaghetti si diffonde, in Germania e all’estero, sino in Italia dove ancora si può trovare in qualche vecchia insegna un po’ sbiadita nei bar sul Lago di Garda, ad esempio. Senza un brevetto però la creazione dei Fontanella viene copiata senza leder alcun diritto, e senza riconoscere nulla (se non la gloria) al suo creatore i suoi spaghetti gelato hanno fatto storia.
Oggi gli spaghetti gelato si trovano ancora un po’ ovunque per tutta la Germania, vendono macchine apposite per spremere il gelato a forma di spaghetti ed esiste anche in versioni confezionate. Dario Fontanella gira il mondo alle fiere di settore, come al Sigep di Rimini, dove nello spazio Carpigiani lo aveva incontrato insieme allo chef Davide Oldani, che ne aveva realizzato una versione al piatto, con un gelato di base poco zuccherato,, arricchito con erbe, per una parte sapida, croccante e amara.
Gli spaghetti gelato infatti oltre che memoria collettiva per un’intera nazionale (quella tedesca) sono anche una forma di riflessione sul gelato artigianale. Fontanella nella sua gelateria, scenografici spaghetti a parte, fa gelato artigianale di alta qualità con una grande ricerca sul cioccolato, lo yogurt, gusti gastronomici salati come quelli al Parmigiano e pere, al Camembert, Gorgonzola e senape e così via. Ne fa una riflessione generale il mastro gelatiere Paolo Brunelli, alle forme del gelato dedica un capitolo intero del volume I’m not a gelato (Maretti editore). Il gelato è un prodotto che solitamente si arrampica su un cono e si mantiene in equilibrio con enorme difficoltà - scrive - mentre nel gelato al piatto torva un vestito elegante che consente una degustazione lenta. Costruire un’architettura attorno al gelato, farlo diventare palla, tramezzino - o spaghetti - è una cosa ancora nuova per il mondo del gelato artigianale. Dopo cinquant’anni gli spaghetti gelato sono ancora ispirazione.
Dario Fontanella ha la faccia simpatica, da uno che la sa lunga, e l’accento teutonico austero ma pulito delle seconde generazioni che sono diventate parte dell’arredo urbano e sociale del paese che hanno scelto come casa.
Vive a Mannheim, il principale porto fluviale della Germania, e se hai sentito da qualche parte il suo nome è perché - nonostante non esista alcun brevetto - ha messo la firma su una delle invenzioni che hanno contribuito a fare degli anni ottanta Gli Anni Ottanta: un potenziale abominio che si è salvato dal linciaggio solo per la presenza di due parole imprescindibili all’interno di una frase tranciante.
Fontanella è l’italiano che si è inventato gli spaghetti gelato.
Originari di Conegliano, i Fontanella si sono trasferiti in Germania nei ridenti anni Trenta. Ne hanno vissute di ogni, basta andarsi a guardare alcune foto storiche di come, nell’immediato dopoguerra, lavorassero in un prefabbricato in mezzo alle macerie di una Mannheim bombardata e rasa al suolo. Come spesso succede, ed è anche giusto, è un meccanismo endemico a tutti i processi di affermazione, i Fontanella hanno sempre svolto il lavoro di gelatai artigianali con passione indefessa, ma per vedergli il successo esplodere sotto le mani c’era bisogno soltanto di una cosa.
Fontanella, anche fuori di metafora, ha fatto il botto tornando a casa.
Durante una vacanza sulla neve, quando aveva diciassette anni, nel 1969, Dario è tornato sulle Dolomiti bellunesi. A Cortina d’Ampezzo, alla pasticceria “Embassy”, mentre sbocconcellava un Mont Blanc è stato folgorato dalla purea di castagne spaghettiforme: e lì è scattato il glitch.
Si è detto: Cosa c’è di più italiano-in-germania di uno sfoggio spaghettoide tricolore?
Ha dunque ricreato la magia spaghetticola in tre formati, vermicelli verdi, bianchi e rossi al sapore di pistacchio, limone e fragola.
Il risultato, però, non lo convinceva: chi mangia pasta colorata? Giusto i tedeschi che la comprano nelle bottegucce di San Gimignano.
Ha dunque optato per un colore più spaghettish ricreato con del gelato alla vaniglia. Sopra ci ha lasciato scivolare un coulis di fragole, qualche scaglia di cioccolato bianco et voilà: Ecco ricreata la magia del maccaroni-tu-me-provochi-e-io-me-te-magno.
In Germania, come era prevedibile, sarebbero esplosi svariati cervelli. Ad oggi è la forma di gelato artigianale italico più venduta nel paese: la stima si aggira sulle quaranta milioni di porzioni vendute ogni anno, numeri folli, ma anche un’attestazione di stima senza precedenti per il mélange tra tradizione pastaiola e gelataia, che i Fontanella hanno continuato a fomentare introducendo tra le loro produzioni anche il Paglia & Fieno, che rimanda alle tagliatelle fresche all’uovo bicolori cavallo di battaglia della cucina romana, ricreato con gelato alla vaniglia e al pistacchio e guarnito con una salsa di zabajone e granella di amaretti e pistacchi. E di secondo? Uovo al tegamino?
Fontanella, verrebbe da dire, non s’è inventato niente, eppure s’è inventato tutto. Perché in cucina, in fondo, come in ogni altro campo creativo, forse sottovalutiamo un po’ troppo spesso il valore della semplicità, delle idee-base, dell’infallibilità di meccanismi narrativi fiocco-di-neve-che-cade-sul-naso-di-un-cane. La trasversalità di un uovo al tegame.
Dell’uovo al tegame gelato non c’è un inventore attestato, è un’idea così base che potrebbe essere venuta pure a te; ma un contesto, quello sì. L’uovo al tegame gelato è spiaggia di notte, coppe mangia e bevi, canzoni di Giuni Russo.
A fare tutta la differenza del mondo, in questo caso, è dove e come lo servi: se lo metti in una cocotte di ceramica, per esempio, di quelle che usi per il peposo o le polpette al sugo, con la mezza pesca sciroppata-tuorlo ben al centro dell’albume di fiordilatte, magari con una spruzzata di cioccolato tritato-pepe, di colpo tornerai a stupirti come facevi da ragazzino, e questa stranezza di un uovo al tegamino però dolce proprio non te la spiegavi.
Gelati a forma di altre cose.
Perché, se ci pensate bene, a qualcosa che - come il gelato - si lecca o si succhia diamo sempre la forma, fuori dalla sua forma, di qualcosa che si lecca o si succhia? Lo spaghetto, per esempio, nel gesto primigenio delle prime volte, quando anziché farne turbante sulla forchetta ne prendiamo giusto uno e lo lanciamo in una rincorsa che termina con uno schiocco.
È un assioma metodologico che vale anche quando diamo al gelato una forma anatomica?
Una volta, dopo una cena da Dabiz Muñoz a StreetXo all’ultimo piano del Corte Inglés di Calle Serrano a Madrid, abbiamo deciso di finire la serata in bellezza prendendoci un gelato al chioschetto di Rocambolesc di Jordi Roca.
Jordi è un visionario, il Salvador Dalì dei dolci, e i suoi gelati ne sono il riflesso più cristallino.
Consigli per una Coppa Gelato Perfetta
In questo articolo ti sveliamo qualche trucchetto per rendere speciale e golosa la coppa gelato anche a casa. Non ti preoccupare, è davvero facile!
GELATO fatto in casa 3 GUSTI DIVERSI con la stessa base DI GELATO senza gelatiera
- …è il gelato! Sembra banale, eppure troppo spesso si vedono coppe gelato casalinghe realizzate con il gelato industriale. Non c’è nulla di male, ognuno sceglie il gelato che preferisce, ma noi consigliamo un gelato artigianale perché più buono e con ingredienti sani e non causa la tipica sete conseguenza dell’uso di additivi e ingredienti artificiali.
- Scegli i gusti di gelato che ami, ma pensa già alla coerenza della coppa. Preferisci gusti alle creme, cioccolatosi o alla frutta? Noi consigliamo di scegliere due gusti e non di più, altrimenti rischi di non fare una vera identità alla tua coppa. Inoltre, sarà molto più facile scegliere delle guarnizioni che esaltano e non coprono il gusto. Se invece scegli gusti alla frutta, potresti accompagnare con la frutta fresca del gusto.
- Per capire in che ordine mettere gli ingredienti della tua coppa gelato pensa a come viene mangiata! Di solito si parta dall’alto, per arrivare al fondo del contenitore. Le guarnizioni andranno quindi aggiunte per ultime, anche per evitare che guarnizioni come i biscotti perdano la loro consistenza. Ovviamente questo dipende dalla guarnizione e dall’idea di coppa.
- Per sorprendere tutti con la tua coppa gelato non mettere freno alla fantasia! Il gelato è una materia prima malleabile (anche se va lavorato in fretta e in ambienti freddi per non farlo sciogliere). Puoi dargli nuova forma, come per esempio con stampini o simili!
Nei nostri punti vendita proponiamo golose coppe con il nostro gelato artigianale, valorizzato da tantissime guarnizioni! Nocciole, arachidi, granelle, frutta fresca, smarties, Mikado, caramello e tanto altro regalano una nuova esperienza di gusto legata al gelato.