Il cioccolato è un alimento amato in tutto il mondo, ricavato dai semi della pianta del cacao. Il suo nome scientifico è "Theobroma cacao", che significa proprio "nutrimento degli dei". La storia del cioccolato è lunga e affascinante, snodandosi attraverso epoche e culture diverse. Da dove viene il cioccolato? Il viaggio affascinante del cioccolato inizia nei caldi territori tropicali dell’America Centrale e Meridionale, dove il cacao, il suo ingrediente principe, trova le condizioni ideali per prosperare.

Le Origini Antiche del Cacao
I Maya furono i primi a coltivare la pianta del cacao, ma le sue origini hanno una storia ancora più antica. Da recenti studi è emerso che esistesse già 6000 anni fa in Sud America, nella zona del Rio delle Amazzoni e dell’Orinoco. I primi a coltivare la pianta del cacao nell’America centrale furono i Maya, intorno al 1000 a.C.
A quei tempi, i semi del cacao erano molti preziosi, infatti venivano usati anche come moneta di scambio e unità di misura. Per le antiche popolazione dei Maya e degli Aztechi, il cacao era un dono divino e per questo motivo lo chiamavano Cibo Degli Dei.
Allora il cioccolato non era la tavoletta che tutti conosciamo oggi, era una bevanda calda, fatta con polvere di cacao e spezie ed era destinata a pochi eletti: guerrieri, nobili e sovrani. Questa bevanda calda era spesso accompagnata da alcune spezie e sorseggiata dalle civiltà precolombiane durante festività e rituali. I semi di cacao dovevano valere molto e non è difficile credere che fossero usati addirittura come moneta.
Questa bevanda antica, chiamata "xocolatl", era un infuso amaro e speziato, molto diverso dal cioccolato dolce che conosciamo oggi. Xocoatl edustaa myös sanan "suklaa" juurta; se koostuu sanoista "xoco", joka tarkoittaa "karvas", ja "atl", joka tarkoittaa "vettä", xocoatl tarkoittaa kirjaimellisesti "karvasta vettä".
Il cacao era considerato un dono degli dei, utilizzato in cerimonie religiose e come simbolo di prestigio. Proprio la funzione di mezzo di scambio dei semi di cacao ha stimolato le relazioni e gli scambi commerciali in tutta l’America Centrale, originando un grande sviluppo e una straordinaria diffusione della aritmetica.
Dal cacao al cioccolato - The Fair Trade Cocoa Journey
L'Arrivo del Cioccolato in Europa
Come arrivò in Europa? Nei primi del ‘500 il cacao giunse al cospetto dei reali di Spagna grazie ai viaggi di Cristoforo Colombo e del condottiero Hernàn Cortéz. Nel 1502 il cacao sbarca in Europa grazie a Cristoforo Colombo. Nel 1519 Hernan Cortes, giunto dalla Spagna per conquistare la Nuova Terra, venne scambiato per il dio azteco e gli fu offerta una piantagione di cacao e i profitti tratti da essa. Cortes portò il cacao in Spagna.
Diciassette anni più tardi, nel 1519, Hernàn Cortèz, giunto dalla Spagna per conquistare la Nuova Terra, fu accolto pacificamente dagli indigeni e dall’imperatore Montezuma. Questi, credendo nel ritorno del dio Quetzalcoàtl prevista secondo la leggenda proprio in quell’anno, pensò che lo spagnolo fosse la reincarnazione del “Serpente piumato”. Montezuma versò in coppe d’oro il cosiddetto “cibo degli dèi” e offrì ai nuovi arrivati il tesoro di Quetzalcoàtl, una bevanda a base di cacao, farina di mais e spezie come il peperoncino.
Nel vecchio continente la bevanda non fu apprezzata subito perché risultava troppo amara al palato, il suo successo iniziò soltanto quando gli alcuni monaci spagnoli pensarono di aggiungerci vaniglia e zucchero. Qui furono i frati, grandi esperti di miscele e infusi, a sostituire il pepe e il peperoncino con lo zucchero e la vaniglia creando una bevanda dolce e gustosa.
Per quasi tutto il ‘500, la scoperta di Cortèz rimase un grande “affare” della corte spagnola, che riuscì a mantenere il segreto della produzione della cioccolata, ma a diffonderne la bontà in diversi Paesi.
La Diffusione in Europa
Nel 1600 il cioccolato era il lusso dei nobili spagnoli e, grazie ai loro rapporti con i Savoia, il rito della cioccolata calda si diffuse in Piemonte, soprattutto a Torino, ancora oggi punto di riferimento per la produzione di cioccolato. Dalla Francia, i semi di cacao furono introdotti in Piemonte, terra che diede i natali a molti artigiani i quali fecero diventare Torino,a partire da fine ‘600, la capitale italiana della cioccolata.
Grazie ai commerci fiorenti dell’epoca, il cibo degli dei arrivò anche a Firenze e a Venezia, dove si poteva degustare la golosa bevanda nelle botteghe del caffè. Gli Spagnoli portarono il cioccolato anche nel Sud Italia e fu proprio a Modica, in Sicilia, che vide la luce la prima tavoletta di cioccolato, creata con la particolare lavorazione a freddo che viene usata ancora oggi e che rende unico il celebre cioccolato di Modica.

Gli spagnoli, al ritorno dal Nuovo Mondo, introdussero in Europa l’uso del cacao e l’Italia fu il secondo paese europeo dopo la Spagna a scoprire l’esotica bevanda. Il cioccolato si diffuse prima in Spagna ma in Italia, e precisamente in Toscana si cominciarono ad aggiungere alcuni particolari ingredienti: le scorze fresche di cedrata e limoncello, aromi di gelsomino, cannella, vaniglia, ambra e muschio.
Nel 1615, grazie al matrimonio celebrato tra la principessa di Spagna, Anna d’Austria (figlia di Filippo III), e Luigi XIII di Francia, il cioccolato giunse in terra francese. In Germania, il cioccolato arriva probabilmente verso il 1646, grazie ad uno studioso di Norimberga, che ne era rimasto deliziato durante il suo soggiorno napoletano.
L'Evoluzione del Cioccolato: Dalla Bevanda alla Tavoletta
Fino al 1700 la cioccolata era conosciuta solamente come bevanda, le si attribuivano le più straordinarie qualità benefiche. Dopo la rivoluzione industriale del 1760, il cioccolato non era più un piacere per pochi, ma diventò un alimento prodotto e commercializzato in tutto il mondo.
Gli esperimenti non mancarono: l’accostamento con le nocciole del Piemonte fece nascere il famoso gianduiotto mentre l’unione con il latte in polvere in Svizzera diede vita al cioccolato al latte. Alla fine del 1800 lo Svizzero Daniel Peter aggiunge al cioccolato del latte condensato, ottenendo un cioccolato al latte di consistenza solida. Nel 1867 si comincia a includere il latte tra gli ingredienti fino alla commercializzazione del cioccolato al latte come oggi lo conosciamo.
La prima licenza italiana per aprire una bottega di cioccolateria risale al 1678, quando Giò Battista Ari ottenne l’autorizzazione e il brevetto di Casa Savoia ad esercitare l’arte del cioccolatiere. In questo secolo comparvero le prime fabbriche di cioccolato, che subentrano ai monasteri e ai conventi.
Ma la prima tavoletta di cioccolato moderna è attribuita a Joseph Fry, che nel 1847 scoprì che bastava aggiungere un po’ di burro di cacao fuso al cacao in polvere per ottenere un cioccolato morbido e modellabile. Aluksi suklaata kaupattiin muodottomana massana, koska sen pääasiallinen käyttö oli juomana. Mutta milloin ensimmäinen suklaapatukka todella syntyi? Olemme valinneet kertoa sinulle siitä, joka on kaikkein uskottavin ja lähellä arkeamme. Tarinan mukaan historiassa ensimmäinen suklaapatukka keksittiin vuonna 1875 sveitsiläisen Daniel Peterin toimesta, joka työskenteli suklaatehtaassa Veveyssä, Sveitsissä. Tämä sveitsiläinen suklaantekijä sai idean lisätä kondensoitu maito kaakaotahnaan luodakseen pehmeämpää ja kermaisempaa suklaata. Tämä innovaatio mahdollisti helposti jaettavan ja syötävän suklaapatukan luomisen, joka levisi nopeasti ympäri maailmaa. Aluksi nimeltään "Gala Peter", sen patukka sai myöhemmin nimekseen "Milka", kunnianosoituksena tyttärelleen.
Tipi di Cioccolato e le Loro Caratteristiche
Ai nostri giorni abbiamo davvero l’imbarazzo della scelta: il cioccolato viene mescolato con altri ingredienti come frutta secca, spezie, aromi e creme per creare prodotti che soddisfano tutti i palati.
Oggi il processo di produzione inizia con la raccolta dei preziosi semi di cacao. Questi vengono successivamente sottoposti a fermentazione, essiccazione e tostatura, rivelando gli aromi distintivi che caratterizzeranno il cioccolato. La magia avviene quando il burro di cacao si unisce agli altri ingredienti. Il cioccolato al latte incorpora il latte, mentre il cioccolato fondente mantiene una percentuale più elevata di pasta di cacao. L’arte dell’artigiano cioccolatiere emerge quando questi ingredienti vengono abilmente uniti e raffinati.
- Cioccolato fondente: l’eleganza dell’amarezza. Il cioccolato fondente, con il suo alto contenuto di cacao e il gusto robusto, traccia le sue origini nei tempi antichi. Il cioccolato fondente è il meno calorico, ma anche il più pregiato, il suo sapore amaro è un’esperienza solo per veri intenditori. Il cioccolato fondente deve contenere almeno il 43% della pasta di cacao. A questa vanno poi aggiunti burro di cacao e zucchero in base al prodotto finale che si vuole ottenere.
- Cioccolato al latte: dolcezza avvolgente. Il cioccolato al latte, arricchito con il cremoso contributo lattiero, ha fatto la sua comparsa nel XIX secolo, introducendo una dolcezza avvolgente e una consistenza vellutata. Per quanto riguarda il cioccolato al latte, si ottiene aggiungendo il latte in polvere nella pasta di cacao.
- Cioccolato bianco: la delicatezza senza cacao. Il cioccolato bianco, nonostante la sua assenza di massa di cacao, affonda le sue radici nella stessa tradizione. Il cosiddetto cioccolato bianco è formato in realtà da zucchero, derivati del latte e burro di cacao.
- Cioccolato Ruby: la nuova frontiera sensoriale. La più recente aggiunta alla famiglia, il cioccolato Ruby, offre una sperimentazione sensoriale unica.
- Cioccolato alla gianduia: infine, abbiamo il cioccolato alla gianduia che proviene da una ricetta realizzata per la prima volta nel 1865.
Ogni tipo di cioccolato racconta una storia unica, portando con sé secoli di tradizione e innovazione. Nel vasto mondo del cioccolato, un nome risplende come emblema di eccellenza: Valrhona. Non a caso, il cioccolato Valrhona trova ampio utilizzo in molte creazioni pasticcere.
Da giugno una direttiva dell’Unione Europea autorizzerà l’aggiunta al cioccolato di sostanze grasse vegetali fino ad un max del 5%, a discapito del burro di cacao.
Benefici del Cioccolato Fondente

Il cioccolato fondente è una fonte importante di flavonoidi, potenti antiossidanti presenti anche nel vino rosso, nei frutti di bosco, nel tè e negli agrumi. Più è alta la percentuale di cacao, maggiore sarà la concentrazione di queste preziose sostanze. I flavonoidi prevengono le malattie cardiovascolari e migliorano lo stato di salute della pelle e di tutto il nostro organismo.
In questo secolo comparvero le prime fabbriche di cioccolato, che subentrano ai monasteri e ai conventi. Il burro di cacao viene estratto con tecnologie fisiche e non chimiche ed è ricco di tutte le sostanze naturali (vitamine e polifenoli), contiene prevalentemente un’alta percentuale di grassi ad azione ipocolesterolemizzante.
Il cioccolato contiene una sostanza antidepressiva, una sua grande virtù è anche il fattore psicologico-gratificante che aiuta a superare i momenti brutti della giornata. Inoltre è ricco di polifenoli, i più importanti antiossidanti per l’organismo.
Molti studi e meta-analisi hanno valutato che il cacao possa avere proprietà salutistiche e benefiche, sia in grado di tirare su il morale e, entro certi livelli, donare benessere psico-fisico. Purtroppo, non vale lo stesso per il cioccolato (e no, nemmeno quello fondente).
Per finire, si crede fin dall'antichità che il cacao possa avere proprietà afrodisiache. Che sia vero oppure no, nulla vi vieta di provare…
La Produzione Mondiale di Cioccolato
Negli ultimi decenni la produzione mondiale di cioccolato è relativamente aumentata del +343%, passando da 1,19 milioni di tonnellate nel 1961 fino ai 5,25 milioni di tonnellate nel 2018 (OWID su dati FAO, 2020). Nel 2018 tra i primi Paesi in classifica per produzione troviamo Africa, Sud America e Sud-est asiatico.
| Anno | Produzione (milioni di tonnellate) |
|---|---|
| 1961 | 1.19 |
| 2018 | 5.25 |
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