L’home cooking è una pratica ormai piuttosto diffusa anche in Italia. Da non confondersi con l’home restaurant, il cosiddetto cuoco a domicilio si reca direttamente a casa dei clienti per offrire loro gustosi pranzi e cene. Sempre più professionisti della ristorazione scelgono di avviare un’attività come chef a domicilio, attratti non solo dalla crescente domanda, ma anche dai costi contenuti per iniziare. Per iniziare è sufficiente un investimento iniziale di circa 2.500 euro, utile a coprire le spese essenziali.
Ami cucinare da sempre e la cucina è la tua unica, vera passione? Oggi siamo tutti appassionati cuochi, un po’ per tradizione, un po’ per ciò che la tv trasmette… però non sempre siamo in grado, vuoi per tempo, vuoi per effettive capacità, di stare al passo con le aspettative, soprattutto se si tratta di cene con più persone, feste o ricevimenti a casa.Ecco quindi che ci si affida al take away o ai catering, ma perché non pensare invece a qualcosa di ancora più particolare, come un cuoco a casa, che cucini per noi? Parliamo di un professionista che, previo un menù concordato col cliente, farà la spesa e cucinerà a casa tua (a differenza di un catering). Si occuperà di tutto: organizzazione, scelta dei vini, cibo e pulizia della cucina. In alcuni casi, si potrà richiedere anche l’allestimento e il servizio ai tavoli.
La moda della cena a domicilio è diffusa in USA e in Canada già da circa quindici anni; si è poi diffusa in Inghilterra e in Francia, per poi arrivare anche in Italia negli ultimi anni. E allora, vista la concorrenza quasi nulla, perché non valutare l’idea di avviare un’attività di questo genere?
Ma come diventare cuoco a domicilio? Per diventare cuoco a domicilio occorre avere le giuste competenze, gli attestati per trattare alimenti e bevande e aprire la Partita Iva.
I miei PRIMI MESI da CHEF PRIVATO
Cosa Significa Fare Home Cooking?
L’attività di home cooking prevede la presenza di un cuoco a domicilio che offre i suoi servizi direttamente a casa dei clienti. Può trattarsi di un singolo individuo o di un piccolo team di persone, oppure potrebbe essere un servizio messo su da aziende specializzate in preparazione dei pasti (catering).
Lo chef a domicilio è un professionista della ristorazione che prepara piatti direttamente nella cucina del cliente, offrendo un servizio altamente personalizzato, diverso dal catering tradizionale. A differenza della ristorazione convenzionale, lo chef a domicilio collabora strettamente con il cliente per definire ogni dettaglio del pasto: dal menù alla presentazione, tenendo conto di gusti personali, intolleranze e preferenze alimentari. Grazie alla sua creatività e competenza, è in grado di realizzare piatti originali che sorprendono e conquistano gli ospiti.
In alcuni casi, ove pattuito, lo chef si occupa della preparazione del menu in una cucina professionale, o nella propria casa, per portarlo poi nel luogo stabilito, già pronto e senza cucinare sul posto. Il cuoco, quindi, verifica gli spazi e le attrezzature che ha a disposizione, anche facendo un sopralluogo. Una volta concordato con il cliente il menu da preparare e il numero di persone a tavola, lo stesso cuoco a domicilio si occupa della spesa.

Requisiti per Diventare un Cuoco a Domicilio
Come chiarito dal Ministero dello Sviluppo economico nella risoluzione n. 50481 del 10 aprile 2015, chiunque voglia diventare cuoco a domicilio deve perseguire dei requisiti professionali a tutela del consumatore finale. Fra questi è necessario che il cuoco svolga della formazione seguendo un corso HACCP, così da avere piena padronanza delle norme igienico-sanitarie da attuare in cucina. Questa tipologia di corsi, affinché possa considerarsi idonea ai criteri di legge, deve essere riconosciuta dalla ASL e dalla Regione di competenza. Non basta avere la passione per la cucina per diventare un cuoco a domicilio professionista. Inoltre, sono anche disponibili numerosi corsi online.
Un aspetto non meno rilevante è quella che riguarda la gestione degli allergeni. In base alle attuali norme (Regolamento Europeo 1169/2011 e ss.mm.ii. recante disposizioni in merito) sono considerate “allergeni” i seguenti alimenti e/o sostanze suddivisi in 14 categorie:
- Cereali contenenti glutine, ovvero grano, segale e orzo, avena, farro e kamut o i loro ceppi ibridati e prodotti derivati tranne: sciroppi di glucosio a base di grano, incluso destrosio; malto destrine a base di grano; sciroppi di glucosio a base di orzo; cereali utilizzati per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola.
- Crostacei e prodotti a base di crostacei;
- Uova e derivati;
- Pesce e prodotti a base di pesce;
- Arachidi e derivati;
- Soia e prodotti a base di soia;
- Latte e prodotti derivati del latte, compreso il lattosio;
- Frutta a guscio e derivati (mandorle, nocciole e noci, anacardi, pistacchi), nello specifico mandorle (Amygdalus communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci (Juglans regia), noci acagiù (Anacardium occidentale), noci pecan (Carya illinoinensis (Wangenh.) K. Koch), noci del Brasile (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia vera), noci di macadamia o noci del Queensland, e i loro prodotti, tranne per la frutta a guscio utilizzata per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola.
- Sedano e prodotti a base di sedano;
- Senape e prodotti a base di senape;
- Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo;
- Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/l espressi come SO2;
- Lupino e prodotti a base di lupino;
- Molluschi e prodotti a base di molluschi.
Infine, l’aspirante cuoco a domicilio dovrà procedere all’apertura della Partita IVA per poter esercitare l’attività. Abbiamo già detto che per lavorare come cuoco a domicilio è necessario aprire la Partita Iva.
L’Obbligo di Presentare la SCIA
Proprio come ogni attività di somministrazione alimenti e bevande disciplinata dal Reg. Ce 852/04 e dalla legge 287/1991, anche l’home cooking è tenuto a presentare la SCIA e la notifica sanitaria al Comune di residenza. Anche se i prodotti sono preparati e serviti in locali privati o nel domicilio del cuoco a domicilio, essi comunque rappresentano locali attrezzati aperti alla clientela. Inoltre, la prestazione comporta il pagamento di un corrispettivo quindi è un’attività economica.
Aprire un ristorante può comportare numerose difficoltà, in particolare per quanto riguarda le procedure burocratiche da seguire e le spese da sostenere.
L’Iscrizione all’INAIL
Il datore di lavoro che avvia un’attività, contestualmente al suo inizio, deve presentare l’iscrizione all’INAIL tramite una procedura telematica. Essa deve contenere tutti gli elementi, le notizie e le indicazioni richiesti e in particolare:
- l’attività esercitata
- le lavorazioni svolte
- l’ammontare annuo presunto delle retribuzioni dei lavoratori in relazione alle lavorazioni stesse.
Partita IVA e Regime Fiscale
Per avere successo come professionista in questo settore, è essenziale sfruttare al meglio ogni mezzo disponibile per promuovere l’attività, come la creazione di un sito web o l’investimento in campagne pubblicitarie mirate. La procedura richiesta per aprire la Partita IVA è molto semplice e non prevede nessun costo da sostenere. Si tratta di un codice che non solo permette di identificare in modo univoco l’attività svolta, ma anche di determinare il coefficiente di redditività, necessario per calcolare la base imponibile su cui poi verranno applicate le imposte e i contributi. Inoltre, è possibile aggiungere ulteriori codici in un secondo momento, senza alcun costo aggiuntivo; questa opzione può rivelarsi particolarmente utile per i professionisti che offrono servizi diversi o complementari a quello di chef.
Un altro passo fondamentale è la scelta del regime fiscale che si intende adottare, ossia l’insieme degli adempimenti fiscali e contabili richiesti per la corretta gestione dell’attività.
Vediamo insieme alcuni aspetti fondamentali:
- Il codice Ateco: serve sia a identificare in modo univoco l’attività economica, ma anche a stabilire il coefficiente di redditività. Anche in un secondo momento il professionista potrà aggiungere altri codici Ateco alla stessa Partita Iva gratuitamente.
- Il regime contabile: rappresenta l’insieme degli obblighi previsti nella gestione dell’attività. Il più conveniente è il regime forfettario. Questo regime ha il vantaggio di liberare i professionisti da diversi obblighi, come gli studi di settore e l’invio dell’esterometro, oltre alla tenuta della contabilità. Il regime forfettario è conveniente ed economico perché prevede un’imposta sostitutiva, o flat tax, pari al 15% della base imponibile. Questa è calcolata in base al coefficiente di redditività sul totale dei guadagni. Un altro importante vantaggio di questo regime è che non prevede l’applicazione dell’Iva in fattura. Con il regime ordinario, invece, non è prevista l’imposta sostitutiva, ma è previsto il pagamento dell’IRPEF e delle addizionali.
- Gli chef a domicilio: figurano come liberi professionisti senza cassa. Di conseguenza, sono tenuti a versare annualmente alla cassa previdenziale i contributi, pari al 33% del reddito imponibile. Poiché la figura dello chef a domicilio non ha nessuna cassa a cui fare riferimento, è necessario che si iscriva alla Gestione Separata INPS per risultare in regola dal punto di vista fiscale.
Adempimenti Facoltativi
Oltre a questi passaggi obbligatori, chiunque voglia intraprendere l’attività di home cooking può prendere in considerazione anche i seguenti aspetti:
- L’apertura di un sito web personale, tramite il quale sponsorizzare i propri servizi e farsi conoscere da più persone possibile;
- La stipula di una polizza RC professionale: si tratta di un’assicurazione che protegge il patrimonio del professionista dai rischi professionali connessi al normale svolgimento della propria attività, ed è obbligatoria per legge dal 13 agosto 2013 per tutte le professioni ordinistiche;
- Sottoscrivere un contratto di collaborazione, in particolare con tutti quei clienti cosiddetti “fissi”, in modo tale da tutelare - anche a livello economico - i servizi offerti.
Come Promuovere la Tua Attività di Cuoco a Domicilio
Il marketing è l’anima di ogni impresa di successo, e questo vale anche per gli chef a domicilio. Riuscire a raggiungere un pubblico ampio è fondamentale non solo per acquisire nuovi clienti, ma anche per costruire un’identità riconoscibile e fidelizzare il pubblico che ha già sperimentato il servizio. Una promozione ben studiata, inoltre, permette di creare un legame emotivo con il cliente, particolarmente importante in un’esperienza culinaria che coinvolge i sensi e le emozioni.
Le piattaforme social sono uno strumento indispensabile per gli chef a domicilio. Il video marketing è particolarmente efficace per raccontare storie e connettersi con il pubblico. I video, infatti, coinvolgono, emozionano e creano connessioni.
Il passaparola ancora oggi continua a essere una delle leve promozionali più efficaci. Il referral marketing sfrutta questa dinamica naturale, trasformandola in una strategia strutturata attraverso programmi dedicati. Offrire vantaggi concreti, come sconti o bonus, sia a chi consiglia il servizio sia a chi lo prova per la prima volta, può contribuire in modo significativo all’ampliamento della clientela.
Avere un’identità chiara è fondamentale per distinguersi. Dalla scelta della nicchia culinaria al tono della comunicazione, ogni dettaglio deve riflettere la personalità e i valori dello chef. Il Content marketing è una strategia efficace per aumentare la visibilità e costruire autorevolezza nel settore culinario. Attraverso blog, articoli di settore o rubriche tematiche, è possibile condividere conoscenze su nuove tendenze, tecniche di cucina e suggerimenti pratici. Organizzare showcooking, cene tematiche o corsi di cucina offre un’occasione concreta per farsi conoscere.
Quanto Guadagna un Cuoco a Domicilio?
Lo chef a domicilio può guadagnare tra i 30 e i 50 euro l’ora, ma per gli eventi più elaborati il prezzo può andare dai 30 ai 150 euro a persona.
E’ molto semplice: il cliente contatta lo chef, comunica la data della ricorrenza, l’orario, il tipo di menù che vorrebbe realizzato e, a fronte di ciò viene preparato, un preventivo personalizzato. Arrivati gli ospiti, lo chef si prende cura anche del servizio al tavolo e a fine pasti riordina la cucina o chi per lui. I prezzi variano in base al tipo di menu da realizzare e soprattutto in base alla fama dello chef, il listino prezzi è molto vario.
In media un menù per una cena preparata da un personal chef ha il costo di 100 € per persona. A questo prezzo base vanno aggiunte le bevande. Il guadagno medio di uno chef privato in Italia si aggira tra i 2.500 e i 3.000 euro netti al mese. Va considerato però che alcuni clienti possono offrire vitto e alloggio allo chef che può seguirli nei loro viaggi. Spostamenti continui, viaggi all’estero, o in seconde case, faranno lievitare i costi di ingaggio.
Le tariffe di un cuoco a domicilio possono variare moltissimo, dai 30/40€ alle centinaia di euro a persona, in base alla qualità del servizio. Chi si avvicina al mondo degli chef a domicilio da cliente, deve essere consapevole che maggiori sono le richieste, più alto sarà il conto. Per chi sceglie di intraprendere questa attività, vanno considerate più variabili: il costo della spesa fatta per cucinare; il numero di invitati (più persone, implicano maggior tempo per cucinare i piatti); le spese di trasferta (restate nella vostra città? Dovete macinare km per arrivare a casa del cliente? E il traffico?); la manodopera vera e propria (sarete soli o serviranno collaboratori?).
Cuoco a Domicilio: Cose Fondamentali da Capire
Ti piace cucinare e hai tanta fantasia? Vuoi far vivere un’esperienza culinaria diversa dal solito al padrone di casa e ai suoi ospiti cucinando direttamente nella loro casa? Allora quello che fa per te è l’attività di cuoco a domicilio! In base a come vorrai organizzarti, la tua attività potrà essere considerata professionale oppure di impresa e dovremo anche capire se si tratta di somministrazione di alimenti e bevande oppure no (ebbene sì, potresti anche non averne bisogno!).
Vediamo insieme alcuni esempi per capire meglio:
- ESEMPIO 1: Ti rechi a casa del cliente con i tuoi attrezzi e con gli alimenti acquistati da te. In questo caso la tua è un’attività di impresa e devi avere i requisiti morali e professionali per la somministrazione di alimenti e bevande. Dovrai anche effettuare una notifica sanitaria alla USL competente.
- ESEMPIO 2: Ti rechi a casa del cliente con i tuoi attrezzi ma gli alimenti sono stati acquistati dal padrone di casa. In questo caso la tua NON è un’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Se però l’organizzazione dei mezzi prevale sul lavoro manuale allora può essere attività impresa (altrimenti è lavoro autonomo).
- ESEMPIO 3: Ti rechi in una casa in cui il cliente ti mette a disposizione l’attrezzatura e la spesaIn questo caso non c’è organizzazione di impresa.
