Flavanoli del Cacao: Un Tesoro di Benefici per la Salute

Il cacao (Theobroma cacao L.) è un albero sempreverde appartenente alla famiglia delle Malvacee originaria dell’America. Tra le sostanze positive presenti nel cacao, quella più preziosa per l'organismo, in grado di incidere davvero in termini di benessere, è il flavanolo, che si trova anche in altri alimenti vegetali, come frutta, verdura, tè e vino rosso. Ma a renderlo un alimento davvero unico e speciale sono anche il suo profilo nutritivo e il suo contenuto di sostanze protettive.

Anni fa un importante lavoro di ricerca a livello europeo, chiamato Epic e nato per comprendere il legame tra alimentazione e cancro, ha confermato che della famiglia degli antiossidanti flavonoidi, i flavanoli, contenuti in tè, frutta e cioccolato, sono tra i più protettivi. Perciò sono proliferati studi che, anno dopo anno, hanno cercato di analizzare più precisamente l’effetto di questi composti.

Il cacao è un alimento ricco di composti fenolici, con la maggiore concentrazione presente nel cacao puro in polvere, seguito dal cioccolato fondente. I benefici per la salute derivati dal consumo di cacao e cioccolato fondente sono stati da tempo associati alla potente attività antiossidante dei polifenoli del cacao, in particolare dei flavanoli, presenti in concentrazioni di 460-610 mg/kg di monomeri flavanolici e 4-5 g/kg di polimeri flavanolici. Inoltre, il cacao contiene una varietà di flavonoidi come epicatechina, quercetina e isoquercetina, flavoni come luteolina e apigenina, flavanoni come naringenina, oltre ad antocianine e acidi fenolici, tutti composti strettamente associati all'attività antiossidante.

Va soprattutto riferita a questa componente del cacao l’azione antiossidante di cui beneficiano diversi sistemi, apparati e meccanismi di azione. I flavonoli, ad esempio, sembrerebbero in grado di contribuire a neutralizzare i radicali liberi, in particolare riducendo i livelli di specie reattive dell’ossigeno (Ros) e inibendo gli enzimi pro-ossidanti.

«La risposta normale del corpo sottoposto a questo tipo di sollecitazione sarebbe di aumentare il flusso sanguigno al cervello, portando più ossigeno e consentendo quindi di eliminare l'anidride carbonica», ha spiegato il coautore della ricerca, Gabriele Gratton. «L'aver assunto la bevanda ricca di flavanoli si è rivelato chiaramente un vantaggio solo quando il test è diventato più complicato. Sulla base di questi risultati, si può quindi affermare che il cacao possa supportare la salute del cervello e il funzionamento cognitivo nella maggior parte delle persone.

Similmente, studi nell’uomo hanno mostrato una relazione inversa tra l’assunzione di cibi e bevande ricchi in flavonoidi e lo sviluppo di malattie cardiovascolari. In accordo con questo dato, è stato osservato come i flavonoidi possano migliorare la “disfunzione endoteliale”, cioè la prima e fondamentale alterazione arteriosa che precede lo sviluppo del processo aterosclerotico (l’endotelio è la “lamina” cellulare di superficie, che copre come una vernice sottilissima l’interno delle arterie).

Gli alimenti ricchi di polifenoli (come il cioccolato, il tè, il caffè) sono da tempo all’attenzione degli esperti, per i loro possibili effetti favorevoli sul rischio delle malattie degenerative tipiche della nostra società (specie le malattie cardiovascolari). Si tratta di composti presenti in questi vegetali, da tempo testati anche per migliorare la salute di cuore e arterie.

Una nuova ricerca dell’Università di Birmingham rileva che il consumo di tali alimenti può proteggere la salute cardiovascolare (negli uomini) dall’effetto prolungato di uno stile di vita sedentario. Tra i modi per mitigare questo effetto, la ricerca inglese suggerisce di consumare bevande o cibi che contengano alte concentrazioni dei flavanoli del cacao. “La nostra ricerca dimostra che consumare alimenti ad alta concentrazione di flavanoli nei periodi in cui restiamo immobili è un buon modo per ridurre alcuni degli impatti dell’inattività sul sistema vascolare” spiega Catarina Rendeiro, Assistant Professor in Scienze nutrizionali dell’ Università di Birmingham, tra le autrici dello studio.

Un altro studio, sempre di Birmingham, annunciava che una bevanda ricca di flavanoli del cacao può proteggere il sistema vascolare dai danni dovuti al consumo di cibi ad alto contenuto di grassi nei momenti in cui siamo sottoposti a stress. Sempre la dottoressa Catarina Rendeiro spiega che quando le persone sono sottoposte a stress mentale tendono ad assumere più cibi grassi: “Abbiamo precedentemente dimostrato che questi alimenti riducono la funzione del sistema vascolare dovuta allo stress. Abbiamo cercato di vedere se l’aggiunta di cibi a elevato contenuto di flavanoli a un pasto ricco di grassi può alleviare l’impatto negativo dello stress nel corpo”.

In definitiva, l’Università di Birmingham consiglia di acquistare polveri di cacao minimamente processate e, se il cacao non è di nostro gusto, possiamo spostarci sul tè nero o verde e sui frutti di bosco. Tra l’altro, recenti linee-guida americane suggeriscono di incrementare il consumo di flavanoli a basso contenuto di zuccheri aggiunti. Alimenti, non supplementi perché questi ultimi potrebbero causare irritazioni gastrointestinali e danni epatici, particolarmente se assunti in eccesso o a stomaco vuoto.

“Theobroma” cioè “cibo degli Dei”, è così che gli Aztechi chiamavano il cacao, a sottolineare la sua bontà. Certo, non lo si può definire un cibo ipocalorico (100 g di cacao amaro danno 355 kcal), ma quelle che il cacao ci dà sono tutt’altro che calorie “vuote”: provengono per lo più da grassi “buoni” -di tipo insaturo- e anche dalle proteine, che il cacao contiene in dose elevata (circa il 23%).

Benefici Cardiovascolari e Metabolici

Diversi studi hanno dimostrato, ormai con assoluta certezza, come il rispetto di una dieta ricca in frutta e verdura sia da considerare elemento determinante per prevenire le malattie cardiovascolari e in generale per promuovere la propria salute. In tale ambito, una particolare attenzione è stata recentemente dedicata al cacao. Infatti, studi epidemiologici (quali lo “Zutphen Elderly Study”) hanno dimostrato come un modesto consumo di cacao sia combinato a una minore mortalità per patologia cardiovascolare e totale, in una popolazione anziana seguita per 15 anni.

Studi eseguiti su animali affetti da aterosclerosi hanno indicato che il consumo di flavonoidi può ritardare lo sviluppo della placca aterosclerotica a livello arterioso. Studi clinici, inoltre, hannodescritto come la somministrazione di cioccolato ricco in flavonoidi sia in grado di ridurre i livelli di pressione arteriosa e la resistenza all’azione dell’insulina, tanto in soggetti sani, quanto in pazienti ipertesi con e senza disturbi del metabolismo glucidico.

Va notato che questi benefici risultano più evidenti nei soggetti anziani, mentre non si riscontrano differenze significative legate all'età per quanto riguarda gli effetti sulla salute cardiovascolare.

In accordo con la suggestione relativa alle virtù benefiche del cacao, è noto come la popolazione degli “Amerindi Kuna”, viventi nelle isole prossime alla costa Panamense, da sempre assumano quotidianamente elevate quantità di pesce, frutta, sale marino e cacao, manifestando una ridottissima incidenza di diabete mellito, obesità, ipertensione arteriosa e malattia aterosclerotica. Detta protezione, in particolare, non è da considerare genetica, bensì legata all’ambiente: una volta assunto uno stile di vita e una dieta di tipo occidentale, infatti, mortalità e morbilità dei Kuna diventano purtroppo simili a quelle degli altri paesi.

Responsabili degli apparenti benefici del cacao sembrano essere i flavonoidi in esso riccamente contenuti; in assoluto, è il cibo che ne contiene maggiori quantità. In particolare, la classe di flavonoidi presente in forma più rilevante nel cacao è rappresentata dai flavanoli (catechine, epicatechine e la loro specifica forma oligomerica rappresentata dalle procianidine).

Ciò stante, anche la fisiopatologia sembra confermare pienamente le potenzialità benefiche del cacao. Tuttavia i meccanismi responsabili degli effetti biologici protettivi mediati dai flavanoli non sono ancora chiariti definitivamente.

Pur riconoscendo tutti questi limiti, va però anche detto come diversi meccanismi siano in grado di spiegare gli effetti cardiovascolari vantaggiosi conseguenti all’assunzione del cacao ricco in flavonoidi. Di primaria importanza sembrano essere, in dettaglio, quelli legati all’attivazione di un enzima che conduce ad un’aumentata produzione di monossido d’azoto a livello endoteliale, nonché all’azione antiossidante e antiinfiammatoria dei flavanoli.

Nell’insieme i flavanoli incrementano la biodisponibilità di monossido d’azoto sia per diretto aumento della sua produzione che indirettamente. In questo contesto, la capacità da parte dei flavonoidi di aumentare la biodisponibilità di monossido d’azoto rappresenta verosimilmente uno dei meccanismi più importanti alla base dei benefici sulla pressione arteriosa e sui disturbi metabolici osservati dopo assunzione di cacao.

Allo stesso modo, tuttavia, un ulteriore meccanismo di rilievo nell’azione protettiva esercitata dai flavonoidi sembrerebbe essere correlato alla loro capacità di modulare il sistema renina-angiotensina aldosterone. Infatti, è stato dimostrato che i flavanoli sono in grado di inibire l’attività dell’enzima di conversione (ACE) dell’angiotensina I nel potente vasocostrittore angiotensina II.

Alla luce di quanto esposto, tanto i dati degli studi sperimentali, quanto quelli derivanti dagli studi clinici suggeriscono che i flavonoidi presentano tutte le potenzialità biologiche per proteggere dalla malattia cardiovascolare e, soprattutto, interferire positivamente con i diversi fattori di rischio ad essa connessi.

Dopo un follow-up della durata media di 3,6 anni si è osservato che tra i soggetti che assumevano l’estratto di cacao la mortalità cardiovascolare si era ridotta del 27% rispetto al gruppo di controllo; escludendo dall’analisi i soggetti con un’aderenza terapeutica inferiore al 75% (come previsto dal protocollo), emergevano anche una riduzione del 15% degli eventi cardiovascolari totali (fatali e non fatali), e del 18%, al limite dalla significatività statistica, della mortalità per tutte le cause.

Am J Clin Nutr. 2022 Mar 16:nqac055. adults (12,666 women aged ≥ 65 years and 8,776 men aged ≥ 60 years) free of major CVD and recently diagnosed cancer. Intervention phase was June 2015 through December 2020. This article reports on the cocoa extract intervention. Participants were randomly assigned to a cocoa extract supplement (500 mg/d flavanols, including 80 mg (-)-epicatechins) or placebo.

Results: During a median follow-up of 3.6 years, 410 participants taking cocoa extract and 456 taking placebo had confirmed total cardiovascular events (hazard ratio [HR], 0.90; 95% confidence interval [CI], 0.78, 1.02; P = 0.11). For secondary endpoints, HRs were 0.73 (95% CI, 0.54, 0.98) for CVD death, 0.87 (95% CI, 0.66, 1.16) for MI, 0.91 (95% CI, 0.70, 1.17) for stroke, 0.95 (95% CI, 0.77, 1.17) for coronary revascularization, neutral for other individual cardiovascular endpoints, and 0.89 (95% CI, 0.77, 1.03) for all-cause mortality. Per-protocol analyses censoring follow-up at nonadherence supported a lower risk of total cardiovascular events (HR, 0.85; 95% CI, 0.72, 0.99). Conclusion: Cocoa extract supplementation did not significantly reduce total cardiovascular events among older adults but reduced CVD death by 27%. Potential reductions in total cardiovascular events were supported in per-protocol analyses. Copyright 2021 - 2026 • Nutrition Foundation of Italy.

Flavanoli del Cacao e Funzione Cognitiva

Durante l'esperimento, infatti, solo 4 partecipanti non hanno visto miglioramenti, ma si tratta di soggetti che avevano già risposte di ossigenazione molto elevate prima dello studio.

Inoltre, mostrano proprietà antinfiammatorie e riducono l'insulino-resistenza, contribuendo alla diminuzione dei livelli di glucosio circolante e promuovendo la crescita di microbioti intestinali benefici. È degno di nota il ruolo sinergico del NO e del fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF) nel mantenimento delle funzioni cognitive.

Il NO, rilasciato a livello del talamo, si ricorda che è importante anche per il mantenimento delle funzioni cognitive grazie ad esempio al supporto del buon funzionamento dell’unità neurovascolare, quindi all’aumento del flusso sanguigno cerebrale. Anch’essi avvantaggiano la funzione cognitiva. Vi è evidenza che diete ricche di composti bioattivi, come i polifenoli, favoriscono la neurogenesi nell’ippocampo dell’adulto. Ciò si traduce in maggiore plasticità sinaptica, potenziamento a lungo termine dell’ippocampo, migliori capacità di apprendimento e memoria.

Inoltre, il consumo di cacao sembra ridurre la regolazione di fattori pro-infiammatori come NF-κB e MAPK, suggerendo un'influenza inibitoria sul rilascio di citochine infiammatorie. Nel contesto del sistema nervoso centrale, questi composti combattono sia i processi infiammatori cronici che quelli acuti, manifestando un'apprezzabile attività neuroprotettiva.

Come Ottenere il Massimo dai Flavanoli del Cacao

Tuttavia, i benefici potrebbero essere solo “sulla carta” o di laboratorio. I processi di lavorazione dei semi di cacao, e tra questi le alte temperature e i tempi di tostatura, impattano sulla qualità e quantità dei flavonoli presenti nel prodotto finito. Sono pertanto allo studio processi che possono limitare questo danno, tra questi la “progettazione” di una versione di cioccolato fondente arricchita con il 15% di polvere di cacao.

La fortificazione con flavanoli può rivelarsi un metodo efficace per potenziare gli effetti benefici del cacao, consentendone al contempo un consumo di quantità inferiori: un bene considerati anche i contenuti elevati di zuccheri e grassi presenti in alcuni derivati del cacao. Infatti, va notato che alcuni prodotti derivati dal cacao includono zuccheri aggiunti e grassi in eccesso, che potrebbero avere effetti nocivi sulla salute. Questa è una delle ragioni per cui la fortificazione di tali prodotti con flavanoli del cacao potrebbe rivelarsi un approccio efficace per amplificare i benefici, consentendo al contempo un consumo complessivo più moderato.

Molto altro, tuttavia, deve essere conosciuto e ulteriori ricerche devono essere indirizzate per caratterizzare più specificamente i meccanismi di azione dei diversi cibi ricchi in flavonoidi. A tale scopo, sarà senz’altro necessaria l’esecuzione di studi clinici di intervento, anche nel lungo termine, volti a chiarire gli effetti dell’assunzione di cacao ricco in flavonoidi e a verificare la corretta dose di flavonoidi in grado di bilanciare il contestuale contenuto calorico del cacao stesso.

La cautela relativa al messaggio erroneo che un eccesso di entusiasmo in merito potrebbe generare, infatti, deve essere massima: l’elevato apporto calorico che deriverebbe da un introito inappropriato di cacao, non bilanciato cioè da un’opportuna modulazione della dieta, potrebbe sopravanzarne i benefici. Inoltre, si deve sempre precisare che per cacao si intende quello confezionato in modo da non alterarne le apparenti qualità cardioprotettive, come purtroppo avviene per diversi tra i prodotti attualmente in commercio.

Va notato che questi benefici risultano più evidenti nei soggetti anziani, mentre non si riscontrano differenze significative legate all'età per quanto riguarda gli effetti sulla salute cardiovascolare.

Nel prossimo futuro è auspicabile la definizione della giusta collocazione del cacao e dei suoi derivati nell’ambito della dieta mediterranea, in termini sia qualitativi che quantitativi.

Per sfruttare al meglio le sue proprietà è però essenziale conservare bene il cacao dopo l’acquisto.

Si trattava di bevande in cui venivano dissolti 12 grammi di polvere di cacao in 250 millilitri di latte intero: la polvere non era alcalinizzata come quella comunemente usata per produrre il cioccolato per esaltarne il sapore. Si tratta di un dato importante perché, sfortunatamente, questo processo riduce il contenuto di flavanoli.

Sulla base di questi risultati, si può quindi affermare che il cacao possa supportare la salute del cervello e il funzionamento cognitivo nella maggior parte delle persone.

Il Cacao e l'Umore

Non solo, si è osservato che il cacao agisce anche sull’umore, migliorandone il tono, al punto da meritarsi l’appellativo di “cibo del buonumore”. Contiene, infatti, tracce di feniletilamina, una sostanza che il nostro cervello produce naturalmente quando ci troviamo in particolari condizioni di benessere (per esempio quando siamo innamorati) e che viene utilizzata anche in alcuni farmaci antidepressivi. Inoltre, il cacao è discretamente ricco di triptofano, un amminoacido utile per costruire la serotonina, l’ormone del buonumore.

Scorrendo tutte le proprietà positive del cacao viene da chiedersi come sia possibile che si concentrino in un solo alimento. In effetti sono legate a sostanze in parte già presenti all’origine, nei semi del cacao, e in parte prodotte dalle operazioni di tostatura a cui i semi vengono sottoposti per essere poi ridotti in polvere.

Tabella dei Benefici dei Flavanoli del Cacao

La seguente tabella riassume i principali benefici dei flavanoli del cacao:

Beneficio Meccanismo d'Azione Evidenze
Miglioramento della salute cardiovascolare Vasodilatazione mediata dal monossido di azoto (NO), riduzione della pressione arteriosa Studi clinici e epidemiologici
Supporto alla funzione cognitiva Aumento del flusso sanguigno cerebrale, neurogenesi nell'ippocampo Ricerche sull'uomo e studi in vitro
Azione antiossidante Neutralizzazione dei radicali liberi, inibizione degli enzimi pro-ossidanti Analisi di laboratorio e studi clinici
Effetti antinfiammatori Riduzione dei fattori pro-infiammatori Studi in vitro e sull'uomo

Infine, non dimentichiamo che… Il cacao è da sempre il più classico aromatizzante del latte al mattino, ma mantiene tutte le sue proprietà anche usandolo come ingrediente di biscotti, torte e ciambelle, senza dimenticare che è la base per realizzare la regina indiscussa di tutte le golosità: il cioccolato.

Am J Clin Nutr. 2022 Mar 16:nqac055. adults (12,666 women aged ≥ 65 years and 8,776 men aged ≥ 60 years) free of major CVD and recently diagnosed cancer. Intervention phase was June 2015 through December 2020. This article reports on the cocoa extract intervention. Participants were randomly assigned to a cocoa extract supplement (500 mg/d flavanols, including 80 mg (-)-epicatechins) or placebo.

Results: During a median follow-up of 3.6 years, 410 participants taking cocoa extract and 456 taking placebo had confirmed total cardiovascular events (hazard ratio [HR], 0.90; 95% confidence interval [CI], 0.78, 1.02; P = 0.11). For secondary endpoints, HRs were 0.73 (95% CI, 0.54, 0.98) for CVD death, 0.87 (95% CI, 0.66, 1.16) for MI, 0.91 (95% CI, 0.70, 1.17) for stroke, 0.95 (95% CI, 0.77, 1.17) for coronary revascularization, neutral for other individual cardiovascular endpoints, and 0.89 (95% CI, 0.77, 1.03) for all-cause mortality. Per-protocol analyses censoring follow-up at nonadherence supported a lower risk of total cardiovascular events (HR, 0.85; 95% CI, 0.72, 0.99). Conclusion: Cocoa extract supplementation did not significantly reduce total cardiovascular events among older adults but reduced CVD death by 27%. Potential reductions in total cardiovascular events were supported in per-protocol analyses. Copyright 2021 - 2026 • Nutrition Foundation of Italy.

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