Trovare l’utensile giusto per gustare un buon piatto di spaghetti non è, almeno per gli italiani, oggetto di discussione. La classica forchetta mette tutti d’accordo: materiali, sottigliezza o ampiezza del manico sono, tutt’al più alcune variabili su cui si potrebbe aprire un dibattito, almeno nel nostro Paese. Altra cosa, invece, è il saperli arrotolare sapientemente.
La forchetta, un utensile che ci appare così scontato e familiare sulle nostre tavole, ha una storia sorprendentemente ricca e complessa. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la sua diffusione è un fenomeno relativamente recente, segnato da resistenze culturali, pregiudizi religiosi e innovazioni pratiche. Questo articolo esplora l'evoluzione della forchetta, dalle sue origini nell'antichità al suo ruolo centrale nella gastronomia moderna, con un focus particolare sul suo legame con la cucina italiana.

Origini Antiche: Precursori della Forchetta
Le prime forme di utensili simili alla forchetta risalgono all'epoca romana e greca. Sebbene l'uso delle mani fosse predominante per consumare il cibo, esistevano strumenti, spesso realizzati in osso o metallo, utilizzati per infilzare la carne durante la cottura. Nell'antica Roma, si utilizzava la "ligula" o "lingula", una sorta di stiletto appuntito o incavato, per porzionare gli alimenti, portare il cibo alla bocca e consumare zuppe. Le famiglie più ricche si servivano di questo strumento, mentre gli schiavi trinciavano la carne per i loro padroni.
La Forchetta a Bisanzio: Un Simbolo di Raffinatezza
La forchetta come la intendiamo oggi sembra essere nata nell'Impero Bizantino. A Bisanzio, nei palazzi più eleganti, l'uso della forchetta era diffuso già nel IV secolo d.C. e divenne un simbolo di raffinatezza e distinzione. Gli esempi più antichi ritrovati sono a due o tre rebbi. Teodora, moglie dell'imperatore Giustiniano, utilizzava una forchetta d'oro a due rebbi per consumare i pasti senza toccare il cibo con le mani.
Il Ritorno in Italia: Venezia e l'Influenza Bizantina
Grazie ai fiorenti scambi commerciali tra Venezia e l'Oriente, la forchetta fece il suo ritorno in Italia. A Padova e Torcello, importanti centri della cultura bizantina, sono stati ritrovati diversi esemplari di forchette a due o tre rebbi risalenti a quell'epoca. Una notizia inequivocabile dell'uso della forchetta personale da tavola la dobbiamo a San Pier Damiani (1007-1072), il quale narra di una principessa bizantina, venuta a Venezia per sposare un doge, che non toccava il cibo con le mani preferendo usare una forchettina bidente. L'utilizzo della forchetta si diffuse inizialmente tra i mercanti veneziani, mentre nelle corti si continuava a seguire l'etichetta tradizionale che prevedeva l'uso delle tre dita per portare il cibo alla bocca.
Nel 1003, durante il banchetto nuziale del figlio del Doge Orseolo II, la principessa bizantina Maria Argyropoulaina scandalizzò gli ospiti utilizzando una forchetta d'oro a due rebbi.
Ostacoli e Pregiudizi: La Forchetta Contestata
Nonostante la sua praticità, la forchetta incontrò diverse resistenze. La Chiesa, in particolare, la bollò come uno strumento diabolico, associandola alla forca e al tridente del diavolo. Anche in questo caso, come per il caffè, la chiesa bollò l’attrezzo come demoniaco! Questa avversione religiosa contribuì a rallentare la sua adozione, tanto che l'uso della forchetta fu vietato nei conventi fino al XVIII secolo.

La Forchetta nelle Corti Rinascimentali: Un Simbolo di Status
Nel corso del Rinascimento, la forchetta iniziò a diffondersi nelle corti italiane come simbolo di lusso e distinzione sociale. A Firenze, la famiglia Pucci utilizzava la forchetta, come testimoniato dal dipinto di Sandro Botticelli "Nastagio degli Onesti". Caterina de' Medici, quando sposò re Enrico II di Francia nel 1533, portò con sé una collezione di forchette, destando scalpore alla corte francese. Nonostante ciò, l'uso della forchetta rimase limitato e considerato un po' stravagante.
La Diffusione in Europa: L'Influenza Francese
Bisogna aspettare il 1684, quando il Re Sole Luigi XIV ne intuì la funzionalità ed eleganza e ne promosse la diffusione alla corte di Versailles, per vederne una larga diffusione tra l’aristocrazia francese prima ed europea poi. Fu solo nel XVIII secolo che la forchetta si diffuse ampiamente in Europa, grazie all'influenza della corte francese. L'etichetta a tavola divenne sempre più rigorosa, e mangiare con le mani fu considerato un gesto maleducato.
L'Evoluzione della Forchetta: Dai Due ai Quattro Rebbi
Nel corso dei secoli, la forma della forchetta si è evoluta. Inizialmente a due rebbi, poi a tre nel Cinquecento, la forchetta raggiunse la sua forma definitiva a quattro rebbi tra il Settecento e l'Ottocento. La leggenda narra che fu un napoletano, Gennaro Spadaccini, ciambellano alla corte di Ferdinando IV di Borbone, a introdurre il quarto rebbo per facilitare l'arrotolamento degli spaghetti. Questa innovazione contribuì notevolmente alla diffusione della forchetta nel Sud Italia, dove il consumo di pasta lunga era molto diffuso.
Il Legame con la Pasta: Un'Invenzione Provvidenziale
Il successo della forchetta in Italia è strettamente legato alla popolarità della pasta, in particolare degli spaghetti. La forchetta a quattro rebbi si rivelò ideale per arrotolare gli spaghetti e portarli alla bocca in modo elegante e pratico.
La Forchetta Oggi: Un Utensile Indispensabile
Oggi, la forchetta è un utensile indispensabile sulle nostre tavole. Ne esistono diverse tipologie, con forme e dimensioni specifiche per ogni tipo di portata. Le forchette da tavola hanno generalmente quattro rebbi, mentre quelle da dolce ne hanno spesso tre. Le forchette da frutta possono avere solo due rebbi.
L'uso della forchetta è diventato un gesto automatico e naturale, tanto che una tavola apparecchiata senza di essa ci sembrerebbe incompleta. La sua nascita risale all’epoca romana, quando il pugnale per infilzare venne ingentilito e reso più comodo con l’inserimento di più denti, o meglio rebbi, e il suo uso si consolida presso l’elegante corte di Bisanzio nel corso dell’alto Medioevo.
Mano destra o sinistra? Rebbi in su o in giù? E per una piccola pausa, magari per bere, dove posizionare la forchetta? Nel piatto? Accanto? La risposta è semplice: i manici delle posate non poggiano mai sul tavolo.
Spaghetti: Forchetta Sì, Cucchiaio No?
In tanti ne sono convinti: gli spaghetti si mangiano con forchetta e cucchiaio. Ma altrettanti pensano che questa sia solo una vecchia e poco elegante abitudine. Chi ha ragione?
Sicuramente se c'è un piatto riconosciuto in tutto il mondo come simbolo della cultura gastronomica italiana è lo spaghetto al pomodoro. Semplice, rassicurante, un punto fermo della nostra tradizione, ma anche fra le ricette più replicate in ogni ristorante italiano all'estero. E se inorridiamo alla visione di spaghetti mal conditi, consumati come contorno o - ancor peggio - tagliuzzati con forchetta e coltello, rimane in sospeso la questione dell'utilizzo del cucchiaio per mangiare la pasta lunga.
COME MANGIARE GLI SPAGHETTI COME UN ITALIANO - Guida di 60 secondi su come infilzare gli spaghetti
Si può usare il cucchiaio per mangiare gli spaghetti?
In quanto italiani dovremmo nascere automaticamente dotati dell'abilità di arrotolare perfettamente gli spaghetti intorno alla forchetta. Purtroppo non è così e quindi ai bambini è permesso tagliare gli spaghetti a pezzettini o mangiarli con il cucchiaio, per favorire la masticazione ed evitare il più possibile di macchiarsi con schizzi di pomodoro. Ma una volta adulti? Che cosa dice il galateo? È ammissibile usare il cucchiaio come superficie d'appoggio per creare dei bocconi perfetti e raccogliere comodamente il sugo?
Soprattutto fuori dall'Italia, questa tecnica viene spacciata come trucchetto per mangiare gli spaghetti senza sporcarsi (lo si vede anche nel film del 2015 Brooklyn, di John Crowley). Si tratta di un'usanza che fino a qualche generazione fa era diffusa a Napoli addirittura come segno di eleganza e signorilità, ma che oggi viene considerata non solo un errore da dilettanti, ma un vero e proprio sacrilegio. Il galateo è chiaro: la risposta alla domanda “gli spaghetti si mangiano con forchetta e cucchiaio?” è “assolutamente no”.

Come mangiare gli spaghetti: le 5 regole
Magari è sempre stato uno dei vostri sogni mangiare gli spaghetti come l'indimenticabile Totò in Miseria e Nobilità, prendendoli con le mani direttamente da una zuppiera e portandoli alla bocca avidamente, ma le norme del bon ton sono decisamente molto più restrittive.
Innanzitutto, gli spaghetti si dovrebbero mangiare esclusivamente con la forchetta, senza aiutarsi né con il coltello né con il cucchiaio (che va usato solo per zuppe e minestre). Ma non solo: l'Accademia Italiana Galateo è molto chiara circa le regole da rispettare quando si gusta un buon piatto di spaghetti. Ecco come andrebbero mangiati secondo l'Accademia.
- Vietato l'utilizzo delle mani
Ciò costringerebbe a pulirsi di frequente le mani, alla meglio nel tovagliolo, insudiciandolo, o alla peggio leccandosi le dita.
- Schiena dritta
Il timore di sporcarsi spinge spesso a mangiare ricurvi sul piatto. Meglio evitare.
- Il cucchiaio… è per le zuppe
Eccoci arrivati alla risposta alla fatidica domanda “gli spaghetti si mangiano con forchetta e cucchiaio oppure no?”. La risposta è: assolutamente vietato utilizzare il cucchiaio nel tentativo di formare bocconi perfetti. La buona norma vorrebbe che la forchetta, inclinata e mai verticale al piatto, fermasse 2 o 3 spaghetti per poi arrotolarli in senso orario per formare una matassa perfetta da portare alla bocca. Importante è stare attenti a non fare matasse con fili penzolanti o informi.
- Tagliare gli spaghetti? Solo ai bambini
Esiste una sola circostanza in cui è ammesso tagliare gli spaghetti: se a mangiarli è un bambino o una bambina che ancora non padroneggia perfettamente la masticazione.
- Piatto piano: no
Visto l’imbarazzo che possono creare gli spaghetti sarebbe meglio evitare di offrirli a una cena, così da non creare imbarazzo nei commensali. Se proprio bisogna proporre spaghetti, che siano in un piatto fondo
Seguire queste regole potrebbe salvarvi dall'imbarazzo durante una cena formale.
Forchette Speciali per Spaghetti: Innovazioni e Curiosità
Ma ancora più ricco di alternative è il panorama dei prodotti destinati al mercato per adulti. In Giappone, ad esempio, un modello originale si chiama Calamete ed è stato prodotto con una linea che ricorda la mano: infatti i rebbi, o le punte, sono cinque, non tre o quattro come siamo abituati a trovare in una comune forchetta, e il primo di questi è meno lungo degli altri… proprio come un pollice.
E sempre sulla forma dei rebbi si concentrano altri prodotti disponibili presso rivenditori inglesi e americani: qui le punte in alcuni casi sono ondulate o dotate di piccole “pinne” sui lati esterni per favorire la presa della pasta alla forchetta stessa. In un’altra curiosa proposta made in USA l’attenzione si è invece spostata sul manico: stiamo parlando di “The Original Pasta Fork”, la forchetta che, come cita lo slogan, “arrotola la pasta per te”.
Questa soluzione sembra sia stata molto apprezzata dal famoso cuoco inglese Jamie Oliver che, per un certo periodo, pare l’abbia addirittura introdotta in alcuni suoi ristoranti “per dare la possibilità ai suoi clienti di arrotolare la pasta senza fare un pasticcio” (dalla pagina internet del prodotto). Dicevamo “per un certo periodo” in quanto ora di questa forchetta non c’è più traccia sul sito ufficiale di Oliver come non sono più disponibili in vendita alcuni dei prodotti citati.
Le forchette disegnate per lo più per i bambini vanno dalla versione “manuale”, con manico colorato sormontato da una piccola manovella, a quella “elettrica”, dove basta pigiare un pulsante per iniziare l’arrotolamento degli spaghetti.
| Tipo di Forchetta | Caratteristiche | Utilizzo |
|---|---|---|
| Classica | Quattro rebbi lisci | Ideale per arrotolare gli spaghetti |
| Calamete (Giappone) | Cinque rebbi, uno più corto | Design ergonomico per facilitare la presa |
| Con rebbi ondulati/pinne | Rebbi con forme particolari | Maggiore aderenza della pasta |
| "The Original Pasta Fork" | Manico con meccanismo rotante | Arrotola automaticamente la pasta |