Durante la gravidanza, l'alimentazione diventa una priorità assoluta. Anche cibi comuni come il fritto misto, in particolare i calamari fritti, possono sollevare dubbi: fanno bene o è meglio evitarli? Cerchiamo di fare chiarezza.

FRITTO MISTO di PESCE e ANELLI di CIPOLLA ricetta fritto misto
Calamari in Gravidanza: Si Possono Mangiare?
Sì, in linea generale i calamari possono essere consumati in gravidanza. Come tutti i frutti di mare, anche i calamari vanno consumati solo previa cottura completa, soprattutto in gravidanza. È sempre importante prestare attenzione alla provenienza e alla cottura. I calamari possono essere inclusi nella dieta 1/2 volte a settimana, preferibilmente in alternanza con altre fonti proteiche di origine animale o vegetale.
Attenzione alla Frittura
Una delle domande più frequenti riguarda i calamari fritti: si possono mangiare in gravidanza? La frittura, di per sé, non è vietata durante la gestazione, ma andrebbe consumata con moderazione. In altre parole, una porzione occasionale non è un problema, ma farne un’abitudine non è consigliabile, né per la digestione né per l’equilibrio nutrizionale generale.
Il Fritto Fa Male?
Nell’immaginario comune, una dieta sana ed equilibrata non fa quasi mai rima con frittura. Il fritto fa male, si pensa. Patatine fritte, cotolette, verdure pastellate o un goloso fritto di pesce vengono vissuti come trasgressioni. L’idea è che facciano pagare un conto parecchio salato al nostro organismo: calorie, difficoltà digestive, extra lavoro epatico e cardiaco. In realtà, non tutto sembra da condannare.
Studi scientifici dimostrano che, se consumati con giudizio, i cibi fritti sono meno dannosi di quel che si pensi. Una ricerca dell’università di Granada¹ dimostra, per esempio, come la cottura in frittura non faccia poi così male al nostro organismo. I ricercatori hanno indagato l’effetto dei vari metodi di cottura sulla salubrità di alcune verdure consumate nella dieta mediterranea. Scoprendo che patate, pomodori e melanzane mantengono le loro proprietà nutritive di più se fritte nell’olio d’oliva rispetto alla cottura in acqua. In più, le verdure fritte in olio extravergine aumentano le loro capacità antiossidanti, che aiutano a prevenire diverse malattie.

L'Olio Giusto per Friggere
Molti sono ormai abituati al sapore dei cibi alterati dalle fritture da fast food, caratterizzate da un’altissima presenza di sostanze tossiche quali acrilammide e acroleina. Anche gli oli di semi proposti nei supermercati come leggeri “per la frittura” sono, in realtà, spesso molto poco salubri. I grassi idrogenati presenti negli oli di girasole, arachide e mais sono, per gli esperti, da evitare a crudo e, tanto più, in frittura. In questo caso, sì, il fritto fa male.
L’olio d’oliva e quello extra vergine d’oliva sono tra i migliori per friggere. L’olio di oliva è l’unico che si ottiene unicamente attraverso un processo di estrazione meccanica e dalla spremitura di un frutto: l’oliva. Dal canto suo, l’extravergine è una miniera di antiossidanti tra cui vitamina E, il tocoferolo e diversi composti fenolici. Tutte molecole in grado di difendere il nostro corpo dall'invecchiamento precoce attraverso la lotta ai radicali liberi. Per la sua alta percentuale di acido oleico, l’olio d'oliva ha un elevato punto di fumo (circa 180°) ed è stabile alle alte temperature.
Anche l’olio di arachide ha un’alta resistenza che lo rende adatto a una buona frittura. Il suo punto di fumo è a 230 gradi. Una valida alternativa, insomma, all'olio d'oliva, anche dal punto di vista economico, visto che il suo prezzo è decisamente più basso.
Come Ottenere una Frittura Perfetta
La frittura perfetta, per gli esperti, è quella definita “non unta”. Per ottenere un fritto croccante e “leggero” è importante seguire alcune fondamentali regole. In particolare:
- Prediligere, come abbiamo visto, olio d’oliva.
- Munirsi di padella antiaderente: le più consigliate sono quelle con rivestimento ceramico.
- Friggere a una temperatura compresa tra i 160 e i 180°C.
- Gli alimenti devono essere perfettamente asciutti.
- Friggere in abbondante olio.
- Friggere pezzi piccoli senza ammassarli.
- Aggiungere solo alla fine sale (con moderazione) e spezie.
- Scolare gli alimenti e asciugarli su carta assorbente.
- Mai e poi mai riutilizzare l’olio.
Meglio Fritto che Bollito?
Uno studio² pubblicato sul Journal of Medicinal Food dimostra che la cottura in olio riduce il carico glicemico degli alimenti, cioè la capacità di rilasciare zuccheri nel sangue. I tempi di cottura del fritto sono assai rapidi. L’olio caldo attiva il fegato che va a incrementare la produzione di bile con effetti di velocizzazione del transito intestinale. In più, l’olio crea intorno al cibo una sorta di pellicina protettiva che mantiene intatto il contenuto vitaminico. Così, anche se può apparire strano, un alimento fritto è più nutriente di uno bollito.
Quali Verdure Friggere?
Fritto, ammettiamolo, è buono tutto. Soprattutto le verdure che, avvolte da una croccante frittura, diventano davvero speciali. Quasi tutte le verdure sono adatte alla frittura. Tendenzialmente, però, meno acqua contengono in partenza più la frittura finale sarà migliore. Tra le verdure migliori per essere fritte ci sono certamente carote, carciofi, cipolle e zucchine. Come anche fiori di zucchina e zucca, peperoni, melanzane, broccoli e cavolfiori.

Smaltimento dell'Olio Usato
Una volta preparata la frittura, si apre la questione dello smaltimento dell'olio esausto. L’olio di frittura, infatti, è considerato un rifiuto urbano pericoloso. Va, insomma, gestito con attenzione. Infatti, non è né organico né biodegradabile. Unendosi con l’acqua, forma una pellicola che, una volta dispersa nell’ambiente, gettata magari nel lavandino della cucina, può produrre numerosi e seri danni. Un corretto smaltimento ci permette non solo di tutelare l’ambiente, ma anche di dare una nuova vita all’olio raccolto.
Fritto Misto di Pesce in Gravidanza
Sei in dolce attesa e ti stai chiedendo se puoi concederti una gustosa frittura di pesce? La frittura di pesce si può mangiare anche in gravidanza, a patto di rispettare alcune regole di sicurezza alimentare. La cottura ad alte temperature elimina i batteri nocivi, ma il fritto resta comunque un alimento pesante da digerire e calorico. Se ami il pesce ma vuoi limitare il consumo di fritti durante la gravidanza, puoi optare per metodi di cottura più leggeri che preservano i nutrienti senza appesantire la digestione.
La frittura di pesce in gravidanza non è vietata: può essere gustata senza problemi, purché sia consumata con moderazione, con pesce sicuro e ben cotto. In questo piatto di solito troviamo merluzzetti, gamberetti, cepole, triglie, acciughe, calamaretti e seppioline.
Valori Nutrizionali del Fritto Misto di Pesce
Definire le calorie di un piatto di fritto misto non è semplice perché il tipo di pesce utilizzato, l’impanatura e la quantità di olio rimasta nell’alimento una volta asciugato condizionano il conteggio finale. Si potrebbe ipotizzare che 100 g di fritto misto di pesce contengano 13 g di proteine, 9 di carboidrati e 22 g di grassi, per un totale di 286 Kcal.
| Nutriente | Valore per 100g |
|---|---|
| Proteine | 13 g |
| Carboidrati | 9 g |
| Grassi | 22 g |
| Calorie | 286 Kcal |
Pesce e Gravidanza: Cosa Sapere
Gli acidi grassi sono fondamentali per lo sviluppo in salute del feto, mentre lo iodio è un prezioso alleato per la crescita cognitiva del bambino. Quindi, se ami il pesce non avere paura a mangiarlo con gusto! Quando si è incinta il pesce migliore da mangiare è quello azzurro: è ricco di benefici ed è forse la famiglia di animali marittimi che contiene più Omega-3. Tutte queste specie sono poco caloriche, facili da digerire e molto leggere!
Quali Pesci e Molluschi Evitare
I pesci da escludere durante i mesi della gestazione sono le specie di grandi dimensioni. Come altri prodotti del mare, anche il calamaro è un alimento che viene abbattuto subito dopo essere stato pescato. Il problema del calamaro è che spesso viene pescato in aree inquinate e che quindi, proprio come i pesci di grandi dimensioni, rischia di assorbire grandi quantità di mercurio. Per fortuna se il calamaro viene cucinato a dovere e se il suo consumo non è eccessivo, questi rischi si abbassano drasticamente ed è pertanto un alimento che anche le mamme in dolce attesa possono mangiare!
In dolce attesa i calamari si mangiano ben cotti. I calamari, ma anche tutti gli altri pesci e molluschi possono essere consumati in gravidanza un paio di volte a settimana, e solo se ben cotti. La listeriosi invece è una malattia causata da un batterio presente nella carne, nel pesce, nei frutti di mare e nei formaggi. Il suo batterio viene ucciso solo se il cibo viene cotto ad almeno 70°C. Ogni tipo di mollusco crudo o poco cotto dovrebbe quindi essere evitato: i rischi sono davvero tanti.
Cotture Consigliate e Sconsigliate
Mangiare calamaro cotto in gravidanza fornisce vitamine e oligoelementi. Tuttavia, non tutte le cotture sono consigliate per le future mamme. Sappiamo che la frittura di calamari è un piatto veramente irresistibile, ma questo metodo di cottura è davvero troppo ricco di grassi per chi aspetta un bambino. Altra tipologia di cottura sconsigliata in gravidanza è l'affumicatura, che viene impiegata quando si cucina il salmone.

Ricette Sfiziose
Ecco qualche ricetta facile e sfiziosa di calamari o di pesce azzurro:
- Alici al forno accompagnate da verdure saltate: Pulire i carciofi, le carote e tagliarle a pezzi piccoli. Stufare l'aglio con olio d'oliva e aggiungere le verdure con il prezzemolo tritato. Massaggiare i filetti di alici o di sgombro con olio, passarli nella panatura e adagiali in teglia. Sfornare e servire con le verdure.
- Spiedini di pesce con calamari: Versare il pangrattato in una ciotola e aggiungere la scorza di limone grattugiata, il prezzemolo tritato, sale e pepe bianco. Cuocere il pesce su una fiamma medio-bassa con un filo di olio d'oliva per 4-5 minuti. Preparare una citronette con succo di limone e olio extravergine in ciotola, emulsionandolo con una forchetta. Trasferire gli spiedini sul piatto da portata sopra un letto di lattuga e cospargere con la citronette.
tags: #fritto #misto #in #gravidanza