La focaccia veneta, conosciuta in dialetto anche come fugassa o fugassin, è un dolce tipico della tradizione pasquale. Ottima da portare in tavola per la colazione di Pasqua o al termine del pranzo di festa, insieme a una corposa crema al mascarpone, come in Veneto è usanza fare, o a un uovo di cioccolato fondente.
La fugassa si prepara con un impasto soffice e fragrante, simile a quello della colomba ma senza canditi, cotto tipicamente in uno stampo di carta, proprio come quello utilizzato per il panettone o altri dolci pasquali. Per farla in casa, dovrai prevedere la preparazione del lievitino, un pre-impasto che garantirà un risultato finale alto, morbido e ben alveolato, e un bel po' di pazienza per i lunghi tempi di attesa dovuti alle 5 lievitazioni complessive.
Qui, per conferire alla focaccia l'inconfondibile profumo, l’abbiamo arricchita con una miscela molto aromatica a base di scorze di agrumi grattugiate, marsala ed estratto di vaniglia, da aggiungere al composto solo prima del terzo riposo. Dopo l’ultima lievitazione, che avverrà direttamente nello stampo, non ti resterà che effettuare in superficie il caratteristico taglio a croce, ricoprire il dolce con una glassa densa a base di albumi, zucchero e farina di mandorle, e cospargerlo infine con mandorle intere e granella di zucchero croccante: otterrai così un prodotto da forno incredibilmente goloso, che conquisterà tutta la famiglia.
Scopri come preparare la focaccia veneta seguendo passo passo procedimento e consigli. Se ti è piaciuta questa ricetta, prova anche la pinza triestina.
Focaccia Veneta Pasquale | Ricetta Tradizionale Soffice
Ingredienti e Preparazione
Per prima cosa, prepara la miscela aromatica: mescola in una ciotolina il marsala, l'estratto di vaniglia e la scorza grattugiata degli agrumi, quindi copri con pellicola trasparente e tieni da parte. Procedi con la preparazione del lievitino: sciogli il lievito di birra nel latte tiepido, aggiungi lo zucchero e la farina, amalgama brevemente e fai riposare a temperatura ambiente per circa 1 ora.
Prepara il primo impasto: aggiungi nel boccale con il lievitino la farina setacciata. Unisci l'uovo e lo zucchero semolato e lavora con il gancio per qualche minuto. Quando il composto inizierà a formarsi, aggiungi gradatamente il burro morbido a pezzetti e prosegui a lavorare fino a ottenere una massa ben incordata.
Trascorso il tempo, procedi con il secondo impasto: aggiungi alla massa lievitata la farina setacciata. Versa l'uovo e lo zucchero, quindi incorpora in due riprese il burro morbido e incorda bene l'impasto. Fai lievitare nuovamente per 2 ore o fino al raddoppio del volume.
Aggiungi anche lo zucchero, l'uovo e la miscela aromatica e prosegui a lavorare con il gancio. Quando l'impasto si staccherà dalle pareti della planetaria, incorpora gradatamente il burro morbido a cubetti e prosegui a lavorare fino a ottenere un composto liscio, lucido e non appiccicoso.
Forma una palla copri con pellicola trasparente e fai lievitare per altre 2 ore nel forno spento con la lucina accesa, o fino al raddoppio del volume. Con l'aiuto di un coltello incidi a croce la superficie. Lascia lievitare per circa 2 ore o fino a quando l'impasto non avrà superato di circa un paio di cm il bordo dello stampo.
Distribuisci delicatamente con un pennello la glassa ottenuta sulla superficie della fugassa. Cospargi con la granella di zucchero e decora con le mandorle intere, quindi metti il dolce in forno statico a 150 °C e lascia cuocere per circa 50 minuti.
La focaccia veneta si conserva a temperatura ambiente, sotto a una campana di vetro, per 2-3 giorni massimo.

La Fogassa de Cavaion: Un Simbolo Locale
Solo Cavaion Veronese, però, ha valorizzato al massimo questa antichissima ricetta tradizionale, rendendola un simbolo (e una sagra) del paese, dove ormai si trova in ogni bar tutte le mattine. Infatti, ahimè, oggi viene preparata sempre meno a casa; a maggior ragione, riveste un’importanza tutta speciale l’attività del gruppo “Danzando sotto le stelle”: un gruppo di donne, chiamate in giro qua e là, tra una festa e l’altra, per cucinare la Fogassa de Cavaion all’antica, come una volta, sù la gradela, cioè sulla graticola, infatti il suo nome completo è Fogassa sulla gradela, ovvero focaccia alla griglia.
Il ricavato di questa associazione va tutto in missione nelle Filippine; ma attenzione, non ci va da solo: quando le donne del gruppo hanno cucinato abbastanza fogasse, partono tutte insieme e volano a seguire i lavori di costruzione finanziati direttamente nella Repubblica del sud-est asiatico. Quest’anno è stata nominata anche la Regina della Fogassa: Gianfranca Merigo, nata e cresciuta a Cavaion, pensionata e casalinga, oggi anche nonna.
La Fogassa dè Cavaion è arrivata anche all’Expo con il suo marchio DeCo, Denominazione Comunale di Origine, in quanto parte integrante della promozione del territorio di Verona, che passa prima di tutto attraverso i suoi prodotti. Dalla scorso marzo la Fogassa ha anche i suoi primi rivenditori certificati secondo il Disciplinare DeCo, che la propongono insieme al suo ingrediente principale: l’Olio del Garda DOP.
Esiste anche un’ode dedicata alla Fogassa:
“Dolce rustico locale gradevole e speciale,
La Fogassa è una miscela che vien cotta sù la gradela,
antichissima ricetta, dal buon vino benedetta,
è un dolcetto Cavaionese senza neanche tante spese!
Squisitezza popolare sulle “brose” del focolare
brustolà finchè la scotta, su due lati là vien cotta.
Nelle sere al caminetto mentre il cappo conta schietto
el “saor” dè la cottura col profumo fa giuntura.
Ecco qui è presto detta semplicissima ricetta,
della mitica “fogassa” che di certo non ingrassa.
Del buon latte una tazzina, qualche etto di farina
d’olio extra un mestolino e del sale un pizzichino,
mezzo lievito in bustina, e del zucchero in terrina.
Finchè è liscio quanto basta tutto quanto poi si impasta,
quasi tondo che par un mantello lo distende il mattarello.
Una scodella di latte e un pezzo di fogassa. Questa era la colazione con cui le famiglie più povere del Garda un tempo iniziavano la loro giornata, per finirla con un altro pezzo di fogassa ma intinto nel vino.
