Panino Giusto, marchio storico della ristorazione italiana fondato a Milano nel 1979, ha saputo coniugare l'attenzione per le materie prime eccellenti con un'idea moderna di gastronomia. Nato dall'idea innovativa di reinterpretare la tradizione del panino italiano, si è posto immediatamente all'attenzione del mercato come brand della ristorazione casual dining, con la sua proposta di altissima qualità, informale e veloce, alternativa alla pausa pranzo tradizionale.
Nel 2010 Antonio Civita ne diventa CEO che, con la socia e moglie Elena Riva, dopo aver gestito in affiliazione cinque locali ne acquisisce la proprietà, con un progetto di riposizionamento e di sviluppo. In occasione dell'anniversario dei 40 anni, Panino Giusto inizia il percorso che lo porta a diventare nel 2019 Società Benefit e nel 2020 a entrare a far parte del movimento globale B Corp che si impegna in favore di un paradigma economico inclusivo, equo e rigenerativo, inserendo la sostenibilità umana e ambientale in ogni singolo processo aziendale.
La qualità dei prodotti costituisce il pilastro della filosofia aziendale: ogni panino nasce da una selezione accurata degli ingredienti, lavorati con cura e creatività per garantire il massimo del gusto e dell'equilibrio.
Il menu proposto rispecchia l’identità del marchio, con panini iconici costruiti attorno a ingredienti selezionati, DOP e IGP, e una cura sartoriale nella composizione.
A completare l’offerta, l’Aperitivo Giusto, un format che celebra la tradizione dell’aperitivo italiano con cocktail esclusivi e combinazioni originali. Tra questi, il Veneziano, preparato con Bitter Fusetti, liquore di genziana e una punta di rabarbaro, e variazioni sull'Americano con l'Americarlo e l'Aggiustato, lo sbagliato ripensato con Vermouth Carlo Alberto e Prosecco di Valdobbiadene.
Tra le proposte iconiche del brand spiccano il Tartufo con Prosciutto di Parma DOP, brie, pomodoro, rucola, olio EVO al tartufo bianco; e il Garibaldino con Bresaola della Valtellina IGP, mozzarella, pomodoro, rucola, olio EVO. Non mancano le proposte vegetariane e vegane con il Siciliano con pane ai cereali, zucchine grigliate, Cacio Ragusano, robiolina aromatizzata e il Veg 1 con pesto di canapa, basilico, olio EVO, mandorle a lamella, semi tostati.

Il Garibaldino, un classico intramontabile di Panino Giusto.
Il Garibaldino: Un Panino con una Missione
Per tutto il mese di novembre tutti i locali Panino Giusto devolveranno alla ricerca che il Diabetes Research Institute dell’Ospedale San Raffaele di Milano conduce contro il diabete di tipo 1 (infantile), 1 euro per ciascun panino GARIBALDINO venduto.
E in collaborazione con il BANCO ALIMENTARE, da novembre fino a gennaio, Panino Giusto devolverà 1 euro del Panino ROBIOLINA (praga, pomodoro e formaggio fresco) venduto presso il locale sito nella Stazione Centrale di Milano. È questo il locale infatti dove si concentra il più alto passaggio della città e dove l’Associazione Banco Alimentare della Lombardia ha deciso di concentrare la sua raccolta fondi per persone in difficoltà, coinvolgendo anche altre marche della ristorazione lì situate.
Nuove aperture e crescita del marchio
“Questa apertura rientra nel nostro progetto di crescita sostenibile e qualitativa - ha dichiarato Antonio Civita, Ceo di Panino Giusto -.
«Questa nuova apertura rappresenta un passo importante nel nostro progetto di crescita sostenibile e qualitativa», afferma Antonio Civita, CEO di Panino Giusto. «Milano è la nostra casa e vogliamo rafforzare ulteriormente il nostro legame con la città. Allo stesso tempo, al di fuori di Milano vogliamo proporre l'eccellenza delle nostre ricette e dei nostri prodotti, in linea con la mission che ci guida da oltre 40 anni: offrire un'esperienza gastronomica memorabile, capace di raccontare l'identità italiana in modo contemporaneo».
Panino Giusto, storica insegna milanese che dal 1979 rappresenta il panino gourmet italiano, ha inaugurato un nuovo locale a Bolzano, all'interno del Centro Commerciale WaltherPark, progettato da Sir David Chipperfield, uno degli architetti più rinomati e vincitore del Premio Pritzker 2023. L'apertura segna il debutto del brand in Trentino-Alto Adige e rappresenta un ulteriore traguardo nell'espansione dell'insegna, offrendo agli amanti della buona cucina un'esperienza culinaria unica in un contesto sostenibile e dinamico nel cuore della città.
Verona - Panino Giusto, marchio storico della ristorazione italiana fondato a Milano nel 1979, debutta a Verona con un nuovo locale all’interno del centro commerciale Adigeo, portando con sé la filosofia del panino gourmet che lo ha reso celebre in Italia e all’estero.
Il nuovo store, situato al piano terra del centro commerciale, dispone di venti posti a sedere e osserva un orario continuato dalle 8:30 alle 19:30. La proposta gastronomica copre l'intera giornata: dalla colazione del mattino al pranzo con i panini iconici e i piatti freddi, fino all'Aperitivo Giusto.
Panino garibaldino di Eugenio Boer *PER FARLA INNAMORARLA*
Oltre il Panino: Un Viaggio nella Ristorazione Milanese
Milano, città dinamica e ricca di proposte culinarie, offre una vasta gamma di ristoranti che celebrano la tradizione italiana e l'innovazione gastronomica. Oltre a Panino Giusto, ecco alcune insegne che meritano una visita:
- Garibaldino: Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa.
- CreDa: Nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare.
- Trattoria All’Antica: Riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto.
- Al Vecchio Porco: Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente.
- St. Ambroeus: Tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese.
- Autem: Lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti.
- Il Luogo di Aimo e Nadia: Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione.

Il nuovo locale Panino Giusto a Bolzano.
Antico Arco: Un'Esperienza Gastronomica Romana con Vista
Sulla sommità del Colle del Gianicolo, Antico Arco chiama a sé il pubblico romano. Una piattaforma naturale che si affaccia sulla Capitale, unica nel suo genere, inossidabile nella qualità che riesce a trasmettere al cliente una volta attraversata la soglia.
La storia di questa insegna inizia nel 1996 e 17 anni fa si arricchisce della figura di Fundim Gjepali, Executive Chef libero di esprimere conoscenza tecnica, familiarità con la materia e di apportare la propria impronta ad una tavola antica solo in termini di nascita. Grazie a lui, l'attività dal 2008 subisce una trasformazione lenta ma costante che la va a definire un “ristorante di cucina contemporanea, ma dai sapori autentici e veri”.
Fundim, di origini albanesi, arriva all’Antico Arco dopo aver lavorato all’interno di prestigiose cucine internazionali. Senza affezionarsi troppo alle ricette locali, complici le origini, lo studio e l’occhio curioso, si lascia contaminare e ammorbidire da esotiche incursioni. I fuochi sono per lui carta bianca, un veicolo per esprimere ciò che desidera senza la necessità di catalogarsi in un preciso filone: lo chef gioca con gli ingredienti donando a ciascun piatto una sua dimensione. Alla base di tutto? Materia prima di altissima qualità, maturità e consapevolezza nel lavorarla al meglio.
Il ristorante si compone di 5 sale dislocate su due piani, conta ben 120 coperti nelle sale interne e altri 85 nel suggestivo spazio esterno. A donare un fascino senza tempo all'ambiente è senza dubbio la cantina, che si sviluppa nelle catacombe di San Pancrazio, dove sono accuratamente sistemate ben 20.000 bottiglie proveniente da oltre 1.000 aziende selezionate tra Italia, Francia e il resto del mondo.
Il menu di Antico Arco offre la possibilità ai clienti di seguire due percorsi degustazione, di cui uno vegetariano. A loro si aggiunge il menu alla carta con una serie di piatti, alcuni storici e altri appena nati, sempre caratterizzati da eleganza e stagionalità.
Il crudo di ricciola con lime e zenzero, timo limonato così come il piccione con riduzione di vino rosso e ancora carbonara con tartufo, tartare di Fassona piemontese con foie gras affumicato, polvere di cappero e riduzione di aceto balsamico invecchiato 36 mesi sono tra i grandi classici firma della cucina di Fundim.
“Alla globalizzazione va sicuramente dato il merito di aver trasformato le diverse cucine etniche in un’unica grande cucina internazionale; c’è da dire, però, che molto spesso ricette autentiche e genuine sono state stravolte, facendole diventare una sorta di junk food. Un esempio tra tutti è il kebab. Qui all’Antico Arco - continua lo chef - ho voluto rendergli giustizia proponendolo in una versione gourmet e realizzandolo con carne d’anatra e d’agnello, cotte entrambe a bassa temperatura per 24 ore. Viene servito al piatto con misticanza, cumino, cetriolo, pomodoro e due salse pensate da me”. Così lo chef racconta un altro dei piatti a cui è più legato: il “Kebab leggermente aperto e piccante”, dove si avvertono chiare e nitide le influenze balcaniche preannunciate.
In ultimo, un dettaglio affatto secondario che sottolinea la capacità di essere al passo con i tempi de l’Antico Arco: la cucina è operativa ininterrottamente dalle 12:00 alle 24:00, un servizio No Stop che permette a tutti, romani e turisti, di concedersi una pausa di gran gusto in ogni momento della giornata.
Di semplicità disarmante è Il benvenuto dalla cucina, un assaggio di spigola cotta a bassa temperatura, salsa verde, pomodorini gialli e pomodorini rossi confit. Un piatto ragionato, concreto, non affrettato, manifesto della cucina di Antico Arco.
Il primo antipasto è pulito, balsamico: il crudo di ricciola si abbina al lime e allo zenzero, dosati in maniera più che eccellente. La nota ruvida e vegetale è data dai fagiolini verde brillante, lasciati giustamente croccanti. Più corposo, e sempre ottimo, è il salmone Loch Fyne con salsa tzatziki e briciole di pappa al pomodoro. Abbinamenti classici, eseguiti in modo esemplare, fanno di questo antipasto il preferito della cena. Si viaggia alto anche con quello a base di seppie e piselli. Il mollusco appena scottato è croccante al morso, saporito e fresco. I piselli in più consistenze conferiscono colore e dolcezza all'insieme. Tutto è perfetto: giusto il punto di sale e di piccante.
Sulle corde della classicità affronto la celebre Carbonara con spaghetti “Mancini” e tartufo nero di Antico Arco, probabilmente il piatto più ordinato al ristorante. Alte sono le aspettative, rispettate alla prima forchettata, di pasta al dente, legata ad una crema equilibrata, non troppo aggressiva. Il punto in più? La consistenza e la cottura del guanciale, croccante e fine come pochi in circolazione. L’agnello in crosta di nocciole e mandorle con cremoso di patate al lime e cruditè di ravanelli è goloso e carico di sapore.
E mentre aspetto il primo antipasto della degustazione, ecco arrivare il cestino del pane con l’ottima focaccia ed i grissini al rosmarino realizzati in casa, il panino alle cipolle e il pane casereccio, “Perfetto per la scarpetta, che qui all’Antico Arco è d’obbligo”, mi dice lo chef.
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