Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Firenze, Giuseppina Dolci ha conseguito una tesi in Letteratura latina medievale dal titolo: Il Salterio glossato di San Romualdo. Edizione critica (Ps.
Successivamente, ha proseguito il suo percorso accademico con un PhD Program in Roman Languages and Literatures presso l'University of California, Berkeley, Department of Italian Studies, focalizzandosi su “Le fonti storiche e letterarie della Chanson de Jérusalem”. La sua relatrice era la prof.ssa Maria Luisa Meneghetti, con il supporto del prof.
Nel corso della sua carriera, Giuseppina Dolci ha collaborato al progetto di ricerca T.R.A.P.E.M. “Il Salterio glossato di San Romualdo”, come documentato in Benedictina, 49 (2002), pp.
Ha contribuito significativamente alla filologia con pubblicazioni quali “Un frammento delle ‘Enarrationes in Psalmos’ di Agostino alla Biblioteca Marucelliana di Firenze”, in Scriptorium, 56 (2002), pp., e “Frammenti di un codice del Canzoniere di Petrarca alla Biblioteca degli Intronati di Siena”, in Filologia e critica, 31 (2006), pp.
Parallelamente al suo impegno accademico, Giuseppina Dolci ha conseguito una seconda laurea in Lettere classiche presso l’Università degli Studî di Parma, con una tesi in Filologia Romanza dal titolo: Un commento inedito al Valerio Massimo volgare.
Ha ricoperto la posizione di “Attaché temporaire d’enseignement et de recherche” presso il Collège de France, cattedra di “Littératures de la France médiévale” (prof.
Successivamente, ha assunto il ruolo di “Ingénieur de recherche” presso lo stesso Collège de France, sempre nella cattedra di “Littératures de la France médiévale” (prof.
Le sue ricerche si sono estese al “Roman de la Rose”, con studi su Gui de Mori e il rimaneggiamento del Roman de la Rose. Edizione critica della parte di Jean de Meun (ABSTRACT), sotto la supervisione della prof.ssa Anne Schoysman (Università degli Studî di Siena), della prof.ssa Jacqueline Cerquiglini-Toulet e del prof.
Tra le sue pubblicazioni si annoverano “Orosio volgarizzato da Bono Giamboni e il commento A al Valerio Massimo toscano”, in Medioevo romanzo, XXV (2001), pp., e “Per l’edizione critica del commento C-D al Valerio Massimo volgare: la classificazione dei testimoni”, in Studî sui volgarizzamenti italiani due-trecenteschi, a cura di Paolo Rinoldi e Gabriella Ronchi, Roma, Viella, 2005, pp.
Ha inoltre esplorato “Le remaniement de Gui de Mori et sa tradition manuscrite”, in De la Rose. Texte, images, fortune, a cura di Catherine Bel e Herman Braet, Leuven, Peeters, 2006 (Synthema, 3), pp., e “Sur la datation et l’auteur du remaniement du Roman de la Rose par Gui de Mori”, in Romania, CXXIV (2006), pp. 361-77; ristampa in Cahiers de l’Association internationale des études françaises, LIX, (2007), pp.
Giuseppina Dolci ha contribuito con “Notice sur un manuscrit du Roman de la Rose acheté par la Bibliothèque nationale de France (n.a.f.
Ha approfondito il tema di “Le remaniement du Roman de la Rose par Gui de Mori. Entre traduction et commentaire érudit: Simon de Hesdin “translateur” de Valère Maxime”, in La traduction vers le moyen français, Atti del II convegno dell’Association internationale pour l’étude du moyen français (AIEMF), Université de Poitiers - Centre d’études supérieures de civilisation médiévale (CESCM), 27 - 29 aprile 2006.
Un ulteriore titolo accademico è la Laurea in Lettere presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” con una tesi in Storia della letteratura latina medievale dal titolo: Le liriche d’amore di Gualtiero di Châtillon nel manoscritto 351 di St.
Ha ricoperto il ruolo di Cultore della materia presso la cattedra di Filologia e Linguistica Romanza (dott. F. dall'a. a.
Tra i suoi lavori si segnalano “La lirica romanza del medioevo. Il paradosso d’amore: tecnica de oppositis e concezione erotica nelle liriche di Gualtiero di Châtillon” in «La parola del testo», VI (2002), pp. 7-26, e “Lirica e non-lirica nella poesia dei trovatori: intersezioni generiche e metrico-formali tra salut e canso”, in La lirica romanza del medioevo. Storia, tradizioni, interpretazioni. Atti del VI Convegno triennale della Società italiana di Filologia Romanza, Padova - Stra, 27 settembre - 1 ottobre 2006, Padova, Unipress, pp.
Inoltre, ha curato “Salutz d’amor. Edizione critica del corpus occitanico, a cura di F. Gambino, introduzione e nota ai testi di S.
Ha recensito A. Sobczyk, L’Érotisme des adolescents dans la littérature française du Moyen Âge, Louvain-Paris-Dudley, Ma, Peeters, 2008, in «Revue Critique de Philologie Romane» X (2009), pp.
Ha contribuito con diverse schede bibliografiche di volumi e articoli in rivista in Medioevo Latino. Bollettino bibliografico della cultura europea da Boezio a Erasmo (secoli VI-XV), voll.
Ha presentato l'ABSTRACT di “Eledus et Serene. Edizione interpretativa con analisi linguistica e commento tematico”, sotto la supervisione del prof. Cesare Segre(Università degli Studî di Pavia), della prof.ssa Pilar Lorenzo Gradín (Universitade de Santiago de Compostela) e del prof.
Parallelamente, Giuseppina Dolci ha conseguito una laurea in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in Filologia romanza dal titolo: Il romanzo di Apollonio re di Tiro. Studio ed edizione dei volgarizzamenti italiani in prosa; relatore il prof. Alfonso D’Agostino, correlatore il prof.
Dal 2005 al 2006, ha usufruito di una borsa di postdottorato dell’Istituto Italiano di Scienze Umane (Firenze - Napoli) orientata ai Processi di configurazione delle tradizioni scritte in Europa tra Medioevo ed età moderna. Il suo progetto di ricerca era intitolato: Il principe curioso. Studio del Lucidario di Sancho IV di Castiglia (ABSTRACT), sotto la supervisione del prof. Alfonso D’Agostino (Università degli Studi di Milano), della prof.ssa Pilar Lorenzo Gradín (Universidade de Santiago de Compostela) e del prof.
Ha ricoperto il ruolo di Cultore della materia presso la cattedra di Filologia romanza dell’Università degli Studi di Milano (proff.
Ha svolto attività di ricerca presso il Département de Langues et Littératures romanes dell’Università di Fribourg (CH), con un progetto di ricerca riguardante le fonti del Lucidario di Sancho IV di Castiglia, sotto la direzione del prof.
Ha effettuato un soggiorno di ricerca con borsa presso il Centro Ramón Piñeiro para a Investigación en Humanidades di Santiago de Compostela (ES).
Tra le sue pubblicazioni si annoverano “Tornando al codice Saibante: status quaestionis e prospettive d’indagine. I volgarizzamenti italiani della Historia Apollonii regis Tyri”, «La parola del testo», vii (2003), pp., e “MedDB: il database della lirica profana galego-portoghese”, in Vitalino Valcárcel Martínez, Carlos Pérez González (eds.), Poesía Medieval, Burgos, Fundación Instituto Castellano y Leonés de la Lengua, 2005, pp.
Ha contribuito con “Lucidario (RAH Cortes 101),«Memorabilia. L’edizione di testi modulari: il caso del Lucidario di Sancho IV di Castiglia”, in Prassi ecdotiche. Esperienze editoriali su testi manoscritti e testi a stampa (Milano, 7 giugno - 31 ottobre 2007), a c. di Alberto Cadioli e Paolo Chiesa, Milano, Cisalpino, 2008, pp. 155-170, e “Historia Apollonii Regis Tyri. Volgarizzamenti italiani, a c.
Ha esplorato “Le domande del principe. Variazioni enigmatiche per Apollonio di Tiro”, in «L’immagine riflessa. Testi, società, culture», n.s. XIX (2010), pp., e “Inerzialità ecdotiche e interpretative: lavorando al ‘Lucidario’ di Sancho IV”, in El texto medieval. De la edición a la interpretación, al cuidado de Pilar Lorenzo Gradín y Simone Marcenaro, Santiago de Compostela, Universidade de Santiago de Compostela, 2012, pp.
Ha analizzato “¿Antibestiario? Discurso enciclopédico y mundo animal en la Edad Media castellana”, in Estudios de Literatura Medieval. 25 años de la AHLM, Murcia, EDITUM, 2012, pp., e “L’omotopia instabile delle città di Apollonio”, in Storie d'incesto : tempi e spazi nell'Apollonio di Tiro, a cura di Antonio Pioletti, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2012, pp.
Ha studiato ““Sapienter interrogare, docere est”. El camino dialógico sapiencial entre curiosidad y doctrina”, «Revista de Poética Medieval» 23 (2009), pp. 109-133.
Ha presentato l'ABSTRACT di “Le poesie del trovatore Perdigo. Saggio di edizione critica”, sotto la supervisione del prof. Alfonso D’Agostino (Università degli Studi di Milano) e del prof.
Giuseppina Dolci ha conseguito una laurea in Lettere presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Brescia, con una tesi in Storia della lingua italiana dal titolo: Per un’edizione del Registro di Pandolfo Nassino: sondaggi filologici e linguistici; relatrice la prof.ssa Piera Tomasoni, correlatore il prof.
Ha ottenuto una Borsa di Perfezionamento post lauream in Storia della lingua italiana presso la Fondazione Ferrero di Alba (CN), con la realizzazione di uno studio dal titolo: La “Gazzetta d’Alba” e l’italiano dell’uso medio nell’albese, negli anni della formazione scolastica di Beppe Fenoglio (1932-1940). Spunti per uno studio linguistico e culturale, coordinatori della ricerca i proff.
È stata titolare di un assegno di collaborazione alla ricerca presso il Dipartimento di Filologia moderna dell’Università degli Studî di Milano, all’interno di un progetto di ricerca dal titolo Forme e sviluppi della narrativa romanza medievale, diretto dal prof. Alfonso D’Agostino, con un progetto dal titolo: La ricezione della materia romanzesca arturiana nel Veneto medievale.
Si è iscritta al Doctorat en Italien dell’Université de Lausanne (CH); projet de thèse: Gli esordi del filone misogino nella letteratura italiana delle origini: i Proverbia quae dicuntur super natura feminarume i rapporti con le fonti romanze, relatore il prof.
Ha ricoperto il ruolo di Professore a contratto di Filologia romanza presso l’Università degli Studi di Milano (corsi tenuti: a.a. 2010-2011: Tristano e Isotta, la parabola di un mito romanzo; a.a.
Ha presentato l'ABSTRACT di “Il Tristano Corsiniano: edizione, studio codicologico, iconografico e linguistico”, sotto la supervisione della prof.ssa Maria Luisa Meneghetti (Università degli Studî di Milano), del prof. dr. Martin-Dietrich Glessgen (Universität Zürich) e del prof.
È stata Cultore della materia presso le cattedre di Letteratura italiana e Storia della lingua italiana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Brescia (prof.ssa P.
Ha collaborato a vario titolo e come cultore della materia presso le cattedre di Teoriche del teatro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Brescia (proff. C. Bernardi e C.
Ha collaborato al progetto di Edizione nazionale delle Laude di Iacopone da Todi, avviato presso la Fondazione “Ezio Franceschini” di Firenze per conto del Comitato Nazionale per il VII centenario della morte di Iacopone da Todi, coordinato dal prof. L.
È stata Cultore della materia presso la cattedra di Storia del teatro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia (prof. C.
È stata membro dell’équipe di ricerca per il ‘progetto Hamilton 390’S (edizione complessiva e unitaria dei testi conservati dal ms.
È stata membro dell’équipe di ricerca LAI. Prime indagini sul volgarizzamento veneziano della Navigatio Sancti Brendani, ms. BNF, It.
Ha presentato “Il ‘Cato’ e il ‘Panfilo’: tradizioni interpretative e materialità testuale”, relazione al seminario di studi Il ms., e “4 maggio - Antichi testi bresciani: nuovi affioramenti”, relazione alle giornate di studi Libri, lettori, immagini.
Ha supervisionato numerose tesi di laurea, tra cui:
- a.a. P. Bianchi, Il campo semantico di ‘ragione’ e ‘ragionamento’ nel ‘Filocolo’ di G. Boccaccio (con premesse trobadoriche), rel. M.L. Meneghetti, correl. R. Tagliani, Università degli studi di Milano, c.l.
- D. Garrisi, Il campo semantico di ‘rimedio’, ‘medicina’, ‘guarigione’ nella poesia italiana del Duecento, rel. M.L. Meneghetti, correl. R. Tagliani, Università degli studi di Milano, c.l.
- F. Guitti, ‘Delle historie bresciane’ di Ottavio Rossi: quadro dei tempi, biografia dell’autore, edizione del testo, rel. C. Annoni, correl. R. Tagliani, Università Cattolica del Sacro Cuore.
- a.a. C. Cavalleri, Testi inediti della confraternita della Maddalena di Bergamo, rel. A. D’Agostino, correl. R. Tagliani, Università degli studi di Milano, c.l.
- E. Mentasti, La vita di santa Maria Maddalena di Davino Castellani da Lucca: sondaggi filologici ed edizione dei testi, rel. R. Tagliani, Università degli studi di Milano, c.l.
- S. Santino, Il filtro d’amore nei romanzi di Thomas e Béroul, rel. R. Tagliani, Università degli studi di Milano, c.l.
- a.a. S. Acquistapace, Il ‘Blasme des fames’: analisi della tradizione e confronto tra le edizioni, rel. R. Tagliani, Università degli studi di Milano, c.l.
- S. Centurelli, La costellazione dei protagonisti nel ‘Tristano’ di Béroul, rel. R. Tagliani, Università degli studi di Milano, c.l.
- E. Di Felice, La tigre e la balena nei bestiari antico-francesi e italiani (con un’appendice tristaniana). Analisi e confronti, rel. R. Tagliani, Università degli studi di Milano, c.l.
- F.I. Gatti, Animali amorosi: unicorno, pantera e uccelli rapaci tra la lirica dei Siciliani e il ‘Bestiaire d’Amours’ di Richard de Fournival, rel. R. Tagliani, Università degli studi di Milano, c.l.
- E. Ramaiola, Il ‘Lai du Chevrefoil’ di Marie de France: nuova ricognizione dei testimoni e analisi del testo, rel. R. Tagliani, Università degli studi di Milano, c.l.
- L. Taietti, Chrétien de Troyes, ‘Lancelot’: i dialoghi tra gli amanti. Analisi stilistica, retorica, psicanalitica, rel. R. Tagliani, Università degli studi di Milano, c.l.
È stata co-curatrice di Tra ecdotica e comparatistica: le riviste e la fondazione della Filologia Romanza. Atti del convegno annuale della Scuola di dottorato europea in Filologia Romanza, Siena, 3-4 ottobre 2006, a cura di M.L. Meneghetti e R.
È autrice di Il Tristano Corsiniano, edizione critica a cura di R. Tagliani, con riproduzione anastatica del manoscritto originale in CD-ROM, Roma, Scienze e Lettere Editore, 2011 [Atti della Accademia Nazionale dei Lincei, anno CDVII (2010), Classe di scienze morali, storiche e filologiche, Memorie, serie IX, vol. XXVIII, fasc.
Ha pubblicato C. Bino, R. Tagliani, ‘Con le braccia in croce’. La Regola e l’Officio della Quaresima dei disciplini di Breno, seconda edizione riveduta e ampliata, Milano, Ledizioni, 2012 (I ed.
Tra i suoi articoli si segnalano R. Tagliani, “Un nuovo testimone dell’ ‘Epigramma di Argo’, già attribuito a Niccolò Machiavelli (codice queriniano C.I.15)”, in Annali Queriniani, IV (2003), pp., e M. Caraci Vela e R. Tagliani, ‘Deducto sei’: alcune osservazioni e una nuova proposta di edizione, in ‘…Et facciam dolçi canti’. Studî in onore di Agostino Ziino in occasione del suo 65° compleanno, a cura di Bianca Maria Antolini, Teresa Maria Gialdroni, Annunziata Pugliese, LIM - Libreria Musicale Italiana, Lucca, 2003, pp.
Ha inoltre pubblicato R. Tagliani, “Una prospettiva veneziana per il Tristano Corsiniano”, in Medioevo Romanzo, XXXII, 2 (2008), pp., e R. Tagliani, “La lingua del Tristano Corsiniano”, in Rendiconti. Classe di lettere e scienze morali e storiche dell’Istituto Lombardo - Accademia di Scienze e Lettere, CXLII (2008), pp.
Ha recensito M. White-Le Goff, Changer le monde. Réécritures d’une légende. Le Purgatoire de saint Patrick, Paris, Champion, 2006”, in Revue critique de Philologie Romane, IX (2008), pp.
Ha pubblicato R. Tagliani, “Il personaggio di Dinadan nella tradizione del Tristan en prose”, in Critica del testo, XIII/2 (2010), pp., e G. Mascherpa e R. Tagliani, “Quattro note venete per il TLIO”, in Studi di lessicografia italiana, XXVII (2010), pp.
Infine, ha contribuito con R. Tagliani, “Il Roman de Tristan in prosa e l’Italia: questioni aperte”, in F. Cigni, R. Tagliani, L. Leonardi, C. Lagomarsini, “Il romanzo in prosa tra Francia e Italia: stato della questione e nuovi percorsi di lavoro”, Atti delle Giornate di Studio della Sezione italiana della Societé Internationale Arthurienne, Pisa, 21-22 ottobre 2010, in Studi mediolatini e volgari, LVII (2011), pp., e R. Tagliani, C. Bino, “Testi confraternali e ‘memoria’ della Passione a Brescia tra Tre e Quattrocento. Il Planctus Virginis Mariae e la Sententia finalis iudicii dei Disciplini di San Cristoforo”, in Filo...
Oltre al suo contributo accademico, è importante menzionare l'impegno di Giuseppina Dolci nell'Accademia Italiana della Cucina. Sebbene non siano disponibili dettagli specifici sulle sue attività all'interno dell'Accademia, è evidente che la sua passione per la cultura italiana si estende anche alla gastronomia.

L'Accademia Italiana della Cucina è un'istituzione culturale che si dedica alla tutela e alla promozione della cucina tradizionale italiana.
A "Kaya" alla scoperta dell'Accademia Italiana della Cucina
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