Come Conservare lo Gnocco Fritto: Consigli e Trucchi per Mantenere la Freschezza

Lo gnocco fritto è un piatto tipico dell’Emilia Romagna ed in particolare di Modena. Si tratta di una preparazione molto semplice e veloce, ma che risulta perfetta per accompagnare dei salumi o dei formaggi. Il risultato è molto goloso e si addice a tantissime occasioni diverse.

A seconda delle zone dell’Emilia può assumere dei nomi diversi, ma in generale lo gnocco fritto è una vera specialità di queste zone, ormai molto consumato e proposto anche nelle altre regioni d’Italia.

Questo tipico street food della cucina emiliana assume diversi nomi a seconda della zona in cui viene preparata: torta fritta, crescentina, pinzino, chisulèn… sono tutti modi per riferirsi alla stessa ricetta, i famosi straccetti di pasta fritta che vengono serviti come antipasto per accompagnare formaggi e salumi.

Ma quindi, nel concreto, quanto durano le chiacchiere fritte? Partiamo dal presupposto che i prodotti fritti sono SEMPRE più appetibili nei primi momenti dopo la cottura: il fritto appena fatto non ha eguali.

Le informazioni riportate di seguito si riferiscono solo alla frittura di impasti. Un prodotto appena fritto, se sono state seguite le corrette tecniche, è una gioia per il palato, ma molte volte non vi è la possibilità di consumare immediatamente le preparazioni: le squisitezze esposte in un banco di pasticceria possono essere state realizzate diverse ore prima oppure si pensi ai prodotti fritti che troviamo sugli scaffali dei supermercati.

La Ricetta Tradizionale dello Gnocco Fritto

Per iniziare la preparazione dello gnocco fritto dovete partire proprio dalla realizzazione dell’impasto, che andrà poi fritto in un secondo momento. Come prima cosa aggiungete all’interno di una ciotola ben capiente qualche cucchiaio di farina, il lievito di birra, lo zucchero ed un po’ d’acqua, quanto basta per ottenere una pastella liscia. Dopo questo tempo potete aggiungere anche la restante parte della farina, lo strutto e la restante parte dell’acqua. Per ultimo aggiungete il sale.

Formate una palla, fate una croce sulla sua sommità e mettete a lievitare l’impasto per lo gnocco fritto all’interno di una ciotola coprendo il tutto con della pellicola trasparente. Quando l’impasto avrà lievitato per bene non resta che stenderlo sul piano di lavoro e ottenere una pasta di all’incirca 2-3 mm.

Fatto questo non resta che passare alla frittura dello gnocco fritto. Mettete in una pentola a scaldare lo strutto, o in alternativa dell’olio extravergine d’oliva, e portate a temperatura. Immergete, quindi, lo gnocco fritto e fate cuocere per un paio di minuti. Girate a metà cottura così da avere un risultato perfetto su entrambi i lati. Togliete, quindi, lo gnocco fritto quando avrà un aspetto ben dorato e mettetelo su un piatto coperto con della carta assorbente in maniera tale che perda tutto lo strutto in eccesso.

Lo gnocco fritto può essere anche servito in versione dolce, farcendolo prima della cottura con della nutella, della crema al cioccolato, della crema pasticcera o semplicemente con della marmellata. Sbizzarritevi, quindi, a seconda dei vostri gusti.

GNOCCO FRITTO FATTO IN CASA: Ricetta originale modenese

Consigli per la Conservazione Ottimale

Dopo aver fritto lo gnocco, lasciatelo raffreddare completamente su un vassoio o una griglia per evitare che diventi umido. Una volta freddo, potete conservarlo in un contenitore ermetico o in una busta per alimenti.

Se volete prepararli in anticipo e conservarli per periodi più lunghi, potete congelare gli gnocchi prima di friggerli. Per farlo, adagiate gli gnocchi non fritti su una teglia e congelateli in un unico strato. Una volta congelati, trasferiteli in un sacchetto o contenitore per congelatore.

Lo gnocco fritto ( come del resto tutte le fritture) danno il meglio di loro nel breve tempo, quindi entro 5 - 6 h massimo entro 24 h . Il mio consiglio, se già immaginate che non riuscirete a consumarli, di dividere impasto a metà e congelare impasto in questo modo potete conservarlo per 6 mesi.

Fattori che Influenzano la Conservazione

  • Umidità: un prodotto fritto secco e croccante tenderà naturalmente ad assorbire l’umidità dell’ambiente, perdendo rapidamente friabilità e fragranza.
  • Irrancidimento: esposti all’aria, al calore e alla luce, i grassi tendono ad ossidare e sviluppare spiacevoli sentori di rancido. I grassi assorbiti durante la frittura sono anche più fragili sotto questo punto di vista, perché sono già stati parzialmente danneggiati in cottura e irrancidiscono più facilmente in conservazione.

Come Congelare l'Impasto

Il dough (l’impasto crudo) invece si può conservare? Sì. Potete preparare l’impasto, avvolgerlo stretto nella pellicola e tenerlo in frigo per un giorno. Oppure potete stenderlo, tagliarlo, mettere i rombi su un vassoio infarinato, congelarli e poi trasferirli in un sacchetto. Si friggono direttamente da congelati.

Consigli Aggiuntivi

  • Olio di Frittura: La scelta dell’olio: un elevato punto di fumo è sicuramente la caratteristica più conosciuta e ricercata, ma non è da sottovalutare anche la stabilità ossidativa. In questo senso, prodotti tecnici come gli oli di semi di girasole alto-oleico con antiossidanti aggiunti.
  • Materiali per il Confezionamento: La scelta dei materiali per il confezionamento: l’aspetto più importante è sicuramente la barriera all’ossigeno e ai raggi UV, i principali acceleratori dell’irrancidimento dei grassi.

Come Rigenerare lo Gnocco Fritto

Lo gnocco fritto va mangiato caldo. Punto. Se avanza, il giorno dopo è gommoso, triste. Non mettetelo nel microonde: diventerà una spugna molliccia. L’unico modo per recuperarlo è passarlo in forno caldissimo (200°C) per 2-3 minuti, per fargli riprendere un po’ di croccantezza.

Abbinamenti Consigliati

Il gnocco fritto è l’accompagnamento. È il veicolo. L’Emilia è la “Food Valley” e i salumi sono i suoi re. Il gnocco, con la sua dolcezza e la sua parte grassa, è fatto per sgrassare la bocca e accompagnare la sapidità dei salumi.

  • Culatello di Zibello: L’eccellenza. Il gnocco caldo scioglie leggermente il suo grasso.
  • Salame Felino: Il classico.
  • Mortadella: Ovviamente.

I formaggi molli e freschi sono l’altro abbinamento divino. Lo Squacquerone di Romagna (sì, ci spostiamo di poco) è perfetto. Ma anche un ottimo Stracchino o una Crescenza.

Il Lambrusco (un Sorbara secco o un Grasparossa più corposo) è il suo compagno di vita. È frizzante, è acido, è saporito. Pulisce la bocca dal grasso del fritto e del salume e ti prepara al morso successivo. È un matrimonio d’amore.

Tabella Riepilogativa dei Consigli di Conservazione

Metodo di Conservazione Durata Consigli
Frigorifero 1 giorno Conservare in contenitore ermetico
Congelatore (impasto crudo) 6 mesi Dividere l'impasto in porzioni, congelare su teglia e poi trasferire in sacchetto
Forno (per rigenerare) Pochi minuti Riscaldare a 200°C per 2-3 minuti

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