Il libro "Mangia Spaghetti" è un'esplorazione affascinante del mondo culinario, intrecciata con riflessioni sulla cultura, la società e l'esperienza umana. Attraverso aneddoti personali, recensioni di ristoranti e incontri con personaggi unici, l'autore ci guida in un viaggio che va oltre la semplice degustazione di piatti, offrendo una prospettiva critica e appassionata sul cibo e sul suo ruolo nelle nostre vite.

Un'Esperienza Ristorativa Inaspettata
L'autore descrive la sua riluttanza ad andare al ristorante, preferendo le trattorie dove si sente "uno di casa". In questi luoghi semplici, l'atmosfera è accogliente e il cibo è autentico. Tuttavia, in un ristorante più sofisticato, l'esperienza si trasforma in una critica acuta della pretenziosità e dell'eccessiva enfasi sull'esperienza gastronomica.
Nel delirio attoriale da strapazzo il nostro propose: un sussurro di basilico, una melanconia di asparagi, degli abbracci di branzino. Avevo la salivazione azzerata dalla rabbia e di conseguenza mi era passato l’appetito. Cerca di seguirmi, questo signore pretende di attirare clienti facendoli sentire capaci di percepire con lo stomaco segni che non sono in grado di percepire con l’intelletto, sciorina alimenti ermetici, simboli con pretese caloriche, lontani dall’essere volgare cibo.
L'autore critica l'idea di voler elevare il cibo a un'esperienza intellettuale complessa, lontana dalla semplicità e dall'autenticità della cucina tradizionale. Girando lo sguardo tra i tavoli vedevo persone capaci di guardare senza vedere, sentire senza ascoltare, mangiare senza gustare e, sopratutto, parlare senza pensare.
Bistrot per Letterati Stanchi: Un'Analisi Ironica
La visita a un "bistrot per letterati stanchi" si rivela un'esperienza altrettanto deludente. L'architettura in vetro e acciaio, che voleva ricordare i vecchi mercati, si trasforma in un frastuono assordante che impedisce la conversazione. Una follia, pagine di ingredienti sciorinati con un disprezzo talmente evidente per l’arte di mettere insieme le materie prime da apparire come la vendetta di chi compra rispetto a chi elabora.
L'autore critica la rimozione del valore del lavoro necessario per produrre il piatto, amplificato nel prezzo. Dal nostro menù era stata rimossa ogni traccia della quantità di lavoro necessaria a produrre il piatto in vendita, sparisce il valore di scambio che, ho controllato, era ben compreso e amplificato nel prezzo.
La Visione Etica dei Clienti: Un Disimpegno Preoccupante
La cosa preoccupante, parlando con gli avventori e i clienti, è la visione etica che oggi la maggioranza della gente mostra senza vergogna di avere. Credo sia figlia di una visione estetica insinuata sub limen dalle piattaforme social e dalle piattaforme televisive e diventata ormai la calma piatta neurale a cui accennavo prima. Un disimpegno da tutto e da tutti, sempre estremamente rassicurante.

L'autore esprime preoccupazione per il disimpegno etico che percepisce nei clienti dei ristoranti, attribuendolo all'influenza delle piattaforme social e televisive. Sembra che sia successo in via collettiva, che la malia passi ad ore stabilite in modo uguale per tutti, un farmaco anestetico che provoca una certa gioia inconsapevole perchè la consapevolezza della verità provocherebbe dolore.
Steve Campbell e Vinnie: Un'Inconsueta Amicizia
La storia di Steve Campbell e Vincenzo, detto Vinnie, offre un contrasto con le critiche precedenti. Steve è un ex-calciatore inglese con un cuore trapiantato, mentre Vinnie è un "mangiaspaghetti" italiano che cerca di sopravvivere a Londra. Comincia così una convivenza che fin da subito sembra impossibile e destinata a finire dopo la prima notte.
Pur di non lavorare nel negozio di Steve, anche Vinnie si unisce alla squadra. Con l’arrivo del padre di Steve, un ex marinaio catarroso e brontolone, unico capace di tenere sotto scacco il figlio, Vinnie comincerà a conoscere il lato buono del suo ingombrante padrone di casa, svelando un ragazzo che soffre e con delle vere emozioni. Ed è grazie a Vinnie e ad un incidente, che Steve imparerà ad ascoltare il suo lato buono, il suo cuore nuovo.
La loro amicizia improbabile, nata tra pregiudizi e difficoltà, si rivela un'opportunità per entrambi di crescere e di scoprire il lato buono dell'altro. Che non è più corpo estraneo, ma diventa la sua seconda possibilità, l’occasione di riparare agli errori del passato.
Villaggio Coppola: Un'Ambientazione Suggestiva
Il Villaggio Coppola, noto per essere un esempio di abusivismo edilizio, diventa l'ambientazione di tre capolavori cinematografici: L'imbalsamatore, Gomorra e Dogman. Solitamente i registi, affidano ai costumi, al trucco e alla fotografia oltre che alla recitazione, lo sviluppo narrativo degli stati d’animo dei personaggi. Garrone ne L’imbalsamatore, in Gomorra e in Dogman sembra affidare questa funzione alla location di Villaggio Coppola.
In Dogman, il film comincia con un pranzo all’aperto nella piazza di Villaggio Coppola, il cielo è sereno e Marcello mangia felicemente degli spaghetti al pomodoro in compagnia degli amici del quartiere.
Il contrasto con lo sfarzo della Reggia di Caserta sottolinea ulteriormente il degrado del Villaggio Coppola. Il contraltare al degrado di Villaggio Coppola è ben rappresentato a pochi chilometri di distanza dallo sfarzo reale della Reggia di Caserta.
Antonio Latini: Il Cuoco Superstar che ha Rivoluzionato la Cucina
Antonio Latini, cuoco del viceré di Napoli nel XVII secolo, è considerato il primo cuoco superstar della storia. Contemporaneo del francese Francois Vatel, cuoco di Versailles col quale condivise la fama e gli onori del suo tempo, fu, rispetto a Vatel, più innovatore, infatti sostituì nelle sue ricette, in larghissima parte, l’uso delle spezie con l’uso degli odori, una vera rivoluzione copernicana per le preparazioni dell’epoca e fondamenta necessarie per la nascita strutturale della cucina mediterranea.
Senza Antonio Latini, Marcello Fonte in Dogman e noi tutti nella quotidianità non avremmo potuto mangiare la pasta al pomodoro. Chi ne avrebbe sofferto di più probabilmente sarebbe proprio Matteo Garrone che della mozzarella di bufala e degli spaghetti al pomodoro ha fatto il suo piatto preferito.
Sartù di Riso: Un Piatto Nobile della Cucina Napoletana
Il sartù di riso, piatto principe della cucina napoletana, nasce in contemporanea alla Reggia di Caserta, precisamente nel 1700 per volontà di Ferdinando I di Borbone. Il riso arrivò a Napoli nel XIV secolo sulle navi degli Aragona. L’arroz non ebbe successo in terra napoletana e veniva chiamato “o’ sciacquapanza”, quindi venne portato al Nord Italia dove ebbe altre fortune.
La preparazione del sartù di riso prevede diverse fasi, dalla preparazione del ragù leggero con le braciole, alla frittura delle polpettine, fino alla cottura del riso nel ragù. Preparare quello che a Napoli si chiama ragù leggero con le braciole di pezza di vitellone farcite con uvetta, pinoli, rosmarino, aglio, prezzemolo, pangrattato, prosciutto. Chiudere con lo spago e rosolare prima nell’olio e aglio, poi aggiungere la passata di pomodoro, abbassare il fuoco e fare “pippiare” per 4 ore.
Infine, il riso viene farcito con polpette, ragù, mozzarella, prosciutto, piselli e uova sode, e cotto in forno. Sigillare con il riso e infornare a 160° per circa 35 minuti.
Mangia Viola: Alla Scoperta dei Benefici degli Alimenti Viola
Il libro "Mangia Viola" di Chef Luni esplora il mondo nascosto dei benefici degli alimenti viola per la nostra salute e il nostro benessere. Chef Luni non vuole solo celebrare il “colore” in sé, ma svelare il mondo nascosto dei benefici che gli alimenti viola possono portare alla nostra salute e al nostro benessere, spesso sottovalutati.
Gli alimenti viola offrono un'esperienza sensoriale sorprendente e variegata, grazie alla presenza degli antociani, noti per il loro potente effetto antiossidante. Una dieta che include alimenti viola può essere estremamente benefica per la salute, grazie alla presenza degli antociani, i composti responsabili del colore viola. Questi fitonutrienti sono noti per il loro potente effetto antiossidante, che aiuta a combattere i radicali liberi e a proteggere le cellule dall’invecchiamento e dai danni ossidativi.
Le ricette presenti nel libro sono semplici e pensate per essere facilmente replicabili a casa. Le ricette del libro, invece, sono state pensate apposta per essere alla portata di tutti. Non serve essere uno chef professionale per provarle: il libro contiene suggerimenti pratici, curiosità e idee facili da realizzare.

MANGIARE CON 1€ | Idee per piatti sani, facili ed ECONOMICI
La Flaca: Un Ristorante che Unisce Cucine del Mondo e Tradizione Italiana
Il ristorante La Flaca a Roma si presenta come un luogo in cui cucine del mondo e tradizione italiana dialogano con equilibrio. È proprio Alessandro, mentre mi versa il primo calice, a svelarmi l’origine del nome del locale. La Flaca non è solamente una canzone, ma anche un soprannome tipico spagnolo, un po’ come a Roma si incontrano i “vikinghi”, le “rosce”, i “patata”.
La Flaca è una figura magrolina, un po’ come dire “‘A Secca”. E questa “Secca” è stata una presenza essenziale, a tratti magica, incontrata a inizio secolo in un’isoletta dispersa nell’Oceano Atlantico: una donna capace di trasmettere ricette segrete e cotture raffinate, che uniscono il continente europeo, quello americano e alcuni tratti creoli.
La serata si conclude con un dessert costruito su contrasti precisi: morbido e croccante, dolce e salato, cremoso e intenso. Il cucchiaio affonda nel cremoso al cioccolato bianco, liscio e vellutato, con una dolcezza morbida e mai eccessiva. Il caramello salato entra in scena come elemento di carattere: denso, ambrato, con quel perfetto equilibrio tra dolcezza e sapidità che rende il boccone dinamico e irresistibile.
La Mia Cena al Tham: Un'Esperienza Sensoriale
Il libro descrive un'esperienza culinaria al Tham, un ristorante a Milano, dove i piatti sembrano raccontare una storia. Avevo passato settimane a studiare la scena gastronomica milanese, sfogliando Instagram come fosse un atlante segreto, e ogni volta tornavo lì: al profilo del Tham. nei colori, nei dettagli delle foto, nei piatti che sembravano raccontare una storia - che mi chiamava.
Quando arriviamo, il locale sembra respirare un calore proprio. La porta si apre e, come una promessa, appare Matteo.
Un'Esperienza di Crescita in Germania come "Straniero"
Il libro vuole descrivere come è cresciuto uno straniero tra gli anni '60 e '80. Mi chiamo Massimo Ferrini, sono nato nel novembre 1962 e sono arrivato in Germania con la mia famiglia nel 1965/66. Mio padre era un vero lavoratore ospite, poi ristoratore, e un dittatore assoluto della famiglia. Era un padre italiano originale.
Per quanto riguarda me, sono cresciuto molto protetto fino all'età di 8 anni e non avevo nulla di cui lamentarmi per quanto ri-guarda la mia famiglia. Sono andato all'asilo e poi a scuola come tutti gli altri bambini, con l'unica differenza che io ero uno "STRANIERO *".
Un Weekend Rocambolesco a Bologna
È un venerdì sera come tanti alla Vecchia Bologna: ci sono le coppie che chiacchierano bevendo Lambrusco, c’è la food blogger che mangia con la forchetta in una mano e il telefonino nell’altra e ci sono i soliti turisti che osano chiedere al padrone di casa eresie come gli “spaghetti alla bolognese”. A pochi isolati da lì, intanto, Mirko Gandusio detto il Grande Gandhi, abbattuto per aver mandato all’aria in un colpo solo il suo lavoro da buttafuori e la relazione più seria della sua vita - dopo quella con sua madre, s’intende -, si imbatte nel Duomo di Bologna e decide di entrare.
È l’inizio di un weekend rocambolesco per l’intera città, ma soprattutto per Zucchini, che presto scoprirà che lo strano teatrino andato in scena nel suo ristorante e il rapimento della Madonna di San Luca sono legati a doppio filo, e si ritroverà suo malgrado impantanato in entrambi.
Città in Rovine: Un Romanzo Epico e Crime
Città in rovine, con HarperCollins e la traduzione di Alfredo Colitto, è il terzo capitolo di una trilogia già tutta scritta prima del 2022 con la quale Don Winslow avrebbe deciso di congedarsi per sempre dai suoi lettori (uso il condizionale perché non credo nel ritiro definitivo di Winslow… “Il clamoroso ritorno del re del crime!” già vedo la fascetta del New York Times sul prossimo libro di seicento e passa pagine, e le file chilometriche per un selfie o una copia autografata), l’ultimo episodio di un solo grande romanzo - le avventure di Danny Ryan - ispirato all’Iliade e all’Eneide.
Dicevo della fuga di Danny da Providence al Nevada. A Las Vegas il nostro amico è diventato uno stimato uomo d’affari, un magnate dei casinò. Ora Danny potrebbe tirare i remi in barca e godersela, ma tutto quell’oro non gli basta. Insegue nuovi primati, fare altri investimenti per avere denaro pulito e resettare il marcio della sua vita precedente.
L’ultimo tratto della storia di Danny Ryan parte da qui. Tra scalate societarie, tangenti, amori impossibili, offese irreparabili e nuovi sospetti, si ricomincia a sparare.
Per tutto questo tempo è stata la sola regola di scrittura osservata da Winslow. Le ultime cinque pagine di Città in rovine sono dedicate ai ringraziamenti per una carriera lunga e irripetibile che lo pone nel ghota del romanzo crime di ogni tempo.