Nel cuore della Campania, precisamente a Caserta e nelle zone circostanti, si celano gemme gastronomiche che incarnano l'eccellenza del territorio.
Scuola di cucina, i segreti della vera pizza napoletana
Questo articolo esplora le recensioni e le caratteristiche di ristoranti come quello legato alla memoria di "Spaghetto", luoghi dove la tradizione culinaria campana si fonde con l'innovazione, offrendo un'esperienza gastronomica indimenticabile.

Un Viaggio Attraverso i Sapori Autentici della Campania
La regione Campania è rinomata per la sua ricca cultura gastronomica, dove ogni piatto racconta una storia di tradizione e territorio. In quest'ottica, alcuni ristoranti si distinguono per la loro dedizione alla valorizzazione dei prodotti locali e alla reinterpretazione delle ricette tradizionali. Un esempio emblematico è l'impegno verso l'utilizzo di ingredienti provenienti da terreni confiscati alla criminalità o a basso impatto ambientale, come il pomodoro, la mozzarella di Bufala Dop, l'olio evo e gli ortaggi, fino ai vini per il pairing.
Pizzerie Innovative: Un Inno al Territorio
A Casal di Principe, ad esempio, si trova un luogo speciale dove la pizza è protagonista, diventando simbolo di impegno sociale e riscatto per il territorio. Quest'avventura è iniziata nel 2021 con un chiaro obiettivo: dare al territorio e a Casal di Principe una rinascita attraverso la cultura del cibo e dell'agroalimentare. Ci sono tanti piccoli produttori che operano in zona, artigiani, allevatori, vignaioli, che con il loro lavoro stanno riplasmando un luogo che non ha mai goduto di grande fama.
Il pizzaiolo executive de La Vita è Bella ha voluto dare spazio a prodotti che arrivano da terreni confiscati alla criminalità o a basso impatto ambientale, dal pomodoro alla mozzarella di Bufala Dop, dall'olio evo a tutti gli ortaggi fino ai vini per il pairing. L'impasto è realizzato con un pre-fermento e una maturazione di circa 24 ore, con almeno 12 ore di lievitazione e farina da grani tutti italiani di tipo 0, per una pizza leggera, idratata e digeribile. Il cornicione alto e perfettamente asciutto all'interno denota una buona gestione della cottura; al morso è delicata e scioglievole con un gioco equilibrato sulla croccantezza a seconda degli stili proposti.
Nel menu troviamo diversi formati e stili, ciò che li accomuna oltre al gusto è la ricerca nella semplicità. I topping non si discostano troppo dalla tradizione campana e dal territorio, su cui si impernia l'intera filosofia del locale e gli ingredienti oltre a essere buoni sono virtuosi. Rinascita è un percorso di scoperta, il gusto è il filo conduttore per il commensale, la fiducia nel territorio è quello del pizzaiolo.

Le Pizze Degustazione: Un Omaggio ai Produttori Locali
Questo secondo capitolo, che rappresenta l'upgrade di quello presentato nella primavera dello scorso anno, accoglie sei spicchi a degustazione, sei pizze pensate per omaggiare tutti i produttori coraggiosi e il loro lavoro. Fanno parte la zucca della Fattoria sociale Fuori di Zucca di Lusciano (un'azienda agricola biologica che coinvolge in modo attivo persone con svantaggio psico-sociale), i funghi cardoncelli della Cooperativa sociale Terra Felix di Succivo e la confettura di mela annurca e cannella de Le Ghiottonerie di Casa Lorena di Casal di Principe (Cooperativa sociale E.V.A.
Non manca la già consolidata Margherita Rinascita e Salsiccia e friarielli Rinascita, due assaggi classici, ma di chiaro impatto emotivo, in particolare la seconda che mette in campo l'intensità dei sapori del suino nero e dei vegetali e della mozzarella di bufala affumicata. Non delude la Montanara in doppia cottura, (prima fritta e poi ripassata al forno, con ragù di datterino liternese, stracotto di suino nero casertano, crema di latte di bufala e riduzione di basilico) gustosa, divertente e con una risultante leggera seppur ricca nella sua farcitura.
Momento che abbiamo trovato topico è il Padellino con un impasto al finocchietto e ripieno di ragù alla genovese dove si trova la mano felice e la tecnica sia di un padellino croccante, cotto a bocca di forno, che di un ragù dalla lunga cottura, che rimanda mentalmente al pranzo domenicale. Si chiude il viaggio con una delle tappe più interessanti e possiamo anche dire di rilievo, la Pizza polacca con confettura di mela annurca e cannella (in doppia cottura con crema pasticciera al profumo di lime e confettura di mela annurca e cannella). Si tratta di un rifacimento in versione pizza del dolce tipico di Aversa che diventa un esempio di pizza dolce ben realizzata ma soprattutto ben concepita.
Varietà e Tradizione nel Menu
Il menu prevede tre tipologie di pizza: contemporanea, doppia cottura e padellino. Tra le pizze più originali c'è la pizza che si ispira alla Cotoletta alla milanese, con un impasto che viene prima impanato con pane panko e poi fritto. Tra le tonde in carta rimangono un must la Cosacca Cilentana (pomodoro San Marzano Dop, pomodoro datterino, cacioricotta del Cilento presidio Slow Food e olio extravergine di oliva) e la Sogni di latte (mozzarella di bufala campana Dop, cacioricotta del Cilento presidio Slow Food, pecorino di Bagnoli Irpino, caciotta stracchianata, blu di bufala campana e polvere di caffè) e poi la Marinara e la Margherita, anche in versione doppia cottura.
La carta si apre con i fritti, tra cui il suo imprescindibile Arancino di Sorrento realizzato con riso Acquerello, grattugiata di limone, riduzione di basilico e pomodorino confit ed è servito su una fonduta di parmigiano reggiano e si chiude con la sezione dolce. Il menu prevede anche delle proposte senza glutine.
Oltre la Pizza: Alla Scoperta di Altre Eccellenze Gastronomiche Irpine
La regione Campania non è solo pizza. Anche Avellino ci sta regalando davvero spunti interessanti e indirizzi degni di nota. Il capoluogo irpino offre una proposta gastronomica varia e capace di accontentare i food lovers e in generale quelli che amano la buona tavola.
La Sirena: Un Angolo di Mare nel Cuore di Avellino
Ad Avellino ci sono anche alcuni indirizzi dove poter gustare un’ottima cucina di mare, uno di questi è senza dubbio La Sirena. La location è semplice e raffinata, il locale si trova sotto un elegante porticato, si sviluppa in lunghezza e si presenta come un riuscitissimo mix di semplicità e modernità in chiave “marinara”, predominano i colori chiari, due su tutti: il blu ed il grigio. Ci sono anche dei tavoli all’esterno sotto il porticato. La mise en place è semplice, essenziale ma al contempo curata.
La particolarità della Sirena è che le proposte vedono come protagonista il pesce proveniente dalle pescherie della stessa proprietà. Altra garanzia qui alla Sirena è la titolare: la signora Carmen, cordiale, attenta, e sempre pronta a venire incontro alle esigenze degli ospiti.
Le proposte si muovono nel solco della tradizione: pochi fronzoli e tanta sostanza. Qui la cosa che conta è la materia prima. Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di Neromora rosè di Vinosia. Un vino sorprendente, un rosato ottenuto da uve di aglianico. Colpisce il colore, un rosa acceso e vivace, con note di frutti rossi e un piacevole finale.
La scelta ricade su mozzarella di bufala e salmone affumicato, un abbinamento incredibilmente riuscito, la mozzarella si sposa a meraviglia con il salmone e la sua suadente e sapida nota. Gli scialatielli ai frutti di mare sono memorabili, perfetta la cottura della pasta, meraviglioso il sughetto (che mi ha costretto alla scarpetta lo ammetto). Da notare la presenza generosa dei frutti di mare, dettaglio questo tutt’altro che trascurabile. La scelta ricade su una fritturina di calamari e totani.
La Sirena ad Avellino non delude mai le nostre attese. E’ un fantastico indirizzo se vuoi gustare una buona cucina di mare nel cuore del capoluogo irpino. Consiglio sempre di prenotare per riuscire a trovare posto. Le proposte di cucina si muovono nel solco della tradizione, pochi fronzoli e tanta sostanza. Qui quello che conta è la materia prima di assoluta qualità. Il pesce proviene dalle pescherie della stessa proprietà. Sorprendente l’abbinamento della mozzarella di bufala con il salmone affumicato, agli scialatielli ai frutti di mare che ho gustato qui, mancava solo la parola.
Il servizio è veloce e informale, fornita la carta dei vini con molte etichette italiane, ovviamente irpine e anche qualche azienda estera. Buono il rapporto qualità - prezzo. L’altra garanzia è la presenza della titolare Carmen, perfetta padrona di casa e sempre pronta a venire incontro alle richieste degli ospiti. La Sirena ad Avellino è certamente un indirizzo da segnare in agenda se vuoi gustare una buona cucina di mare nel capoluogo irpino e si conferma nella nostra guida sul web tra gli indirizzi da non perdere.
Sa’ di cucina & co: Un Bistrot nel Cuore di Avellino
Siamo tornati da Sa’ di cucina & co. Memori della nostra esperienza precedente, ci siamo fermati a cena. Il locale è come lo ricordavamo, l’atmosfera è intima, bella e curata l'illuminazione con particolari lampade a sospensione, l’arredo è sobrio e c’è grande attenzione ai dettagli.
Noi ci accomodiamo e come al solito diamo uno sguardo al menù che cambia in base alla stagione e alla reperibilità di prodotti e materie prime. C’è un grande legame con il territorio, infatti in carta troneggiano diversi prodotti ed eccellenze irpine. Da bere ordiniamo una minerale e un vino che spesso e volentieri prendiamo perché ci piace. Una bottiglia di Rasott dell’Azienda Agricola Boccella di Castelfranci. Fantastico rosso, ottenuto da uve aglianico, di un bel colore rosso rubino intenso, con note di frutti rossi, quasi speziato, con buoni tannini e una personalità prorompente.
Cominciamo con un antipasto denominato “Lo chef racconta”, fiocco di culatello irpino di “Ciarcia”, polenta con funghi porcini e nocciole avellane, montanarina con broccoli e lardo e pecorino di Moliterno, ricottina con noci e miele e una polpettina al ragù. Davvero un ottimo incipit, nota di merito per i salumi (meraviglioso in particolare il fiocco di culatello) e la montanarina, soffice, morbida, profumata con i broccoli che amoreggiavano con il meraviglioso lardo, e che dire di quella polpettina al ragù? L’altro antipasto che ordiniamo è una vera carezza: l’uovo all’occhio di bue su purea di patate, pane croccante e tartufo nero di Bagnoli Irpino. Semplicemente divino.
Si comincia con un risotto “acquerello” mantecato al topinambur con polvere di funghi porcini e tartufo nero di Bagnoli Irpino. Si continua con uno dei must della casa. Un piatto che gli ospiti di Sa’ di cucina & co apprezzano da sempre, la pasta e patate con crema di carote, polvere di olive nere, funghi porcini e provola. Chiudiamo il giro dei primi piatti con una pasta lunga, in questo caso spaghettoni quadrati con crema di friarielli, salsiccia e scaglie di pecorino. Anche qui, l’abbinamento è perfetto e il piatto non delude le nostre aspettative.
E poi ecco la guancia di vitello brasata all’aglianico su purea di patate. Siamo satolli e nostro malgrado saltiamo il dolce. Facciamo un generoso giro di amari (per me il Jefferson) e chiediamo il conto.
Sa’ di cucina & co è stata una meravigliosa conferma. Situato nel cuore del centro storico di Avellino questo locale ha l’aria di un bistrot, bella l’atmosfera che c’è, grazie ad un arredo curaro e ad un perfetto gioco di illuminazione. In un primo tempo questo locale era una vineria che nel tempo si è trasformata in quello che è oggi: un meraviglioso ristorante che fa della qualità il suo mantra. Materie prime scelte e selezionate, stagionalità dei prodotti e un forte legame con il territorio. Le proposte di cucina sono un “mash up” di tradizione e creatività. Tra i primi, la pasta e patate con crema di carote, polvere di olive nere, funghi porcini e provola, da sola merita la visita, a dir poco spaziale. Anche la carne è eccellente, in particolare la guancia brasata all’aglianico che ho gustato era paradisiaca. Di livello la selezione dei vini e delle birre artigianali.
Trattoria Braceria Due Nani: Un Viaggio nei Sapori Autentici di Ariano Irpino
Siamo stati a pranzo alla Trattoria Braceria Due Nani ed è stata una piacevole scoperta. All’interno la Trattoria Braceria Due Nani, regala una sensazione di calore, il locale è rustico e accogliente con un arredo semplice, predomina il legno.
A fare gli onori di casa c’è Flavio Rubino, instancabile e appassionato. Flavio ha ripreso la storica attività di suo nonno (oste anche lui) che inizialmente era nella parte alta di Ariano. Sin da piccolo Flavio ha coltivato la passione per la cucina e l’ospitalità e dopo un po’ di studio e tanta esperienza ha deciso insieme alla moglie Mariagrazia di prendere in mano l’attività di famiglia, riprendendo anche il nome che deriva dalle statuette di due Nani che erano nel locale del nonno (le statue dei due Nani sono ancora ben visibili nella sala interna).
L’Oste Flavio ci illustra le proposte del giorno. Da notare che non c’è un menù scritto, ma i piatti e le proposte cambiano settimanalmente in base alla stagionalità, alla disponibilità di prodotti e materie prime sempre fresche e di qualità. Inizialmente il punto forte dei Due Nani era la carne, e la carne resta il perno di questo locale, selezionata con cura e scelta presso le migliori macellerie del territorio. Da un po’ però, c’è in carta anche la possibilità di mangiare pesce, con piatti e proposte che vedono come protagonista un ottimo pescato sempre fresco, proveniente dai migliori mercati ittici campani e della Puglia.
Il pancotto con colatura di alici, stracciatella e peperone crusco ha un sapore rustico, nobilitato dalla colatura di alici che regala carattere e una certa sapidità, stemperata dalla morbida e delicata stracciatella. A dir poco sorprendente le cicoriette fritte su stracciatella e vellutata di ceci.
I fusilloni all’amatriciana irpina sono una chicca. Dal sapore contadino e intenso i cicatielli con broccoli e peperoni cruschi. Chiudiamo la carrellata dei primi che abbiamo gustato con una sublime carbonara agli asparagi selvatici. Fatta con gli spaghettoni quadrati, questa carbonara è avvolgente, gustosa e resa ancora più particolare grazie alla presenza degli asparagi selvatici per cui ho un debole.
Uno dei must della Trattoria Braceria Due Nani è la carne, e allora optiamo per una bella tagliata di Rib Eye con caciocavallo e peperone crusco. Come contorno scegliamo delle buonissime chips di patate fresche. E degli squisiti lampascioni in agrodolce.
La Trattoria Braceria Due Nani ad Ariano Irpino è stata una piacevole scoperta. Qui trovi una cucina del territorio ben eseguita, con piatti in prevalenza di carne ma anche di pesce. Ottimi i primi anche con la pasta fresca fatta a mano. La millefoglie di maialino con carciofi fritti, erborinato di bufala e pane al grano arso, mi ha sorpreso per il suo eccezionale equilibrio e per la presenza dell’erborinato di bufala, il pancotto con colatura di alici e peperone crusco crea dipendenza. La carbonara di asparagi selvatici da sola merita il viaggio. I cicatielli con broccoli e peperoni cruschi piaceranno a chi ama i sapori contadini e le tradizioni. La carne poi è eccellente, torneremo a breve per gustare altre proposte. L’oste Flavio Rubino è appassionato, preparato e sempre attento alle esigente degli ospiti.
Osteria VinCanto: Un'Esperienza Autentica nel Borgo di Montemarano
Visitare Montemarano è sicuramente una bella idea in ogni periodo dell’anno. Noi qui torniamo spesso e volentieri anche per andare a gustare i piatti dell’Osteria VinCanto. Siamo proprio nel centro storico del paese. L’Osteria VinCanto all’interno è più o meno come la ricordavamo: si sviluppa in lunghezza con in fondo l’antico camino, poi c’è una seconda sala. L’arredo è sobrio e semplice, rustico diremmo. Ci sono varie credenze con tante bottiglie di vino in bella mostra e pareti con gradevoli inserti in pietra. Ci accoglie l’oste Claudio sempre gentile e garbato, il tempo di sistemarci e diamo uno sguardo al menù dove la troneggiano i prodotti locali e i piatti della tradizione. Intanto ordiniamo una minerale e una bottiglia di Aglianico Irpinia DOC Rosso, Ischa Piana di Salvatore Molettieri, un rosso poderoso di un bel colore rubino intenso con profumi di frutti rossi, di spezie e liquirizia.

Guida Ristoranti Identità Golose 2023: Un Riconoscimento all'Eccellenza
L'edizione 2023 della guida ristoranti di Identità Golose vanta 1196 indirizzi, un risultato lodevole per Identità, che non aveva mai recensito così tanti ristoranti. La novità più interessante riguarda l’entrata delle gelaterie, 12 in totale suddivise tra Italia, Francia e Inghilterra. La guida Identità Golose tiene particolarmente ai giovani, infatti sono 512 le schede riguardanti gli chef al di sotto dei 40 anni.
La sorpresa dell’anno va a Guido Paternollo, del Pellico 3 all’interno del Park Hyatt Hotel di Milano. Ad aggiudicarsi tale premio, divisi in 3 categorie, è Imago all’Hassler di Roma per il best pairing Food and Wine. Infine, Iyo Omakase di Milano come miglior Chef’s Table per un’esperienza intima e coinvolgente.
Quello che fanno gli chef, i ristoratori, i giornalisti, le tante persone che lavorano nel mondo dell’enogastronomia, è occuparsi della cultura del nostro paese.
La perdita di Michele Martino, "Spaghetto", rappresenta la scomparsa di un personaggio che ha saputo incarnare l'anima popolare di Caserta. La sua memoria vive attraverso i sapori autentici e l'impegno dei ristoratori che, come lui, amano e valorizzano il territorio campano.
