Storia e Origini della Musica Salsa

La salsa è un genere musicale e un ballo di coppia con radici profonde e affascinanti, risultato di una fusione di culture e stili musicali diversi. La sua storia è un viaggio attraverso l'Africa, l'Europa e l'America Latina, un intreccio di influenze che hanno dato vita a un'espressione artistica unica e vibrante.

Le Radici della Salsa

Le radici della salsa affondano in Africa, Europa e America Latina. Nel corso del XIX secolo, Cuba divenne un crocevia culturale grazie all'influenza degli schiavi africani e dei migranti europei. Questa miscela culturale ha dato origine a generi musicali come il son cubano, che ha contribuito alla formazione della salsa.

Anche la maggior parte dei balli latini, affonda le radici in epoca di schiavitù. Proprio a causa della condizione in cui si trovavano gli schiavi africani nelle colonie, i passi sono semplici e quasi sempre “sul posto”: gli spostamenti sono molto ridotti e vi sono aperture e chiusure a stretto raggio (una gamba ferma e l’altra in avanti o indietro e cambio gamba). Il ballo nasce intanto come una ginnastica per non permettere alle articolazioni di atrofizzarsi, per evitare i crampi e per sciogliere i muscoli sotto tensione a causa di posizioni scomode. Man mano il movimento è divenuto uno sfogo, poi una speranza, infine, accompagnato da note musicali, un vero e proprio respiro, come se danzando potessero assaporare la libertà e la vita. Con l’indipendenza dalle colonie spagnole, la libertà conquistata aveva portato gli ex schiavi a spostarsi soprattutto nei grandi centri alla ricerca di una vita, finalmente, dignitosa. Qui il ritmo e i passi si trasformano, si abbelliscono e diventano vero e proprio “ballo”. Man mano che avveniva l’integrazione dei più svariati popoli e culture, si mescolava anche il ballo ad altri balli e tendenze. La sua natura muta, pertanto, divenendo poliglotta.

Da sempre Cuba è considerata culla di molti tipi di musiche diverse. Il primo ritmo usato nelle sale da ballo dalla borghesia cubana fu il Danzon nato nel 1879, sostituito poi dal più vivace Danzonette e successivamente dal Son. E’ proprio dalla Rumba che prenderà ritmi e percussioni.

Il Caribe fu lo scenario naturale dove trovarono terra fertile le culture provenienti da due continenti così ricchi di storia come l'Africa e l'Europa che si mescolarono a loro volta, in maniera spesso drammatica, con quella indigena. Per capire meglio la sua evoluzione è però doveroso precisare che quando ci riferiamo alla radice europea non intendiamo solo la Spagna. Oggi, infatti, quando parliamo di Spagna noi pensiamo a quella nazione che fa parte della penisola iberica. Dobbiamo inoltre sottolineare l’influenza che nell’Europa del settecento godeva la cultura francese. La Francia, a differenza della bigotta Spagna, era la nazione più libertina, più amante delle belle arti e di conseguenza quella che dettava le mode nelle corti europee. Altrettanto imprescindibile, nello sviluppo musicale e culturale del Nuovo Mondo, fu il ruolo della cultura africana.

L'Europa dei colonizzatori portò con sé una variegata strumentazione di corde e di fiati: il laúd (di origine araba), la vihuela, la chitarra, il violino, il piano, la fisarmonica, le trombe, i tromboni, i flauti. Impose gli elementi fondamentali del lessico musicale, i tempi di 3/4 e di 6/8, tracciando inoltre le linee fondamentali nel campo della melodia e dell'armonia. Dal vecchio continente arrivarono anche la letteratura classica, la poesia popolare e in seguito le danze aristocratiche: la contradanza francese, i minuetti, le quadriglie, i walzer che animavano le feste della nobiltà e della ricca borghesia. Senza dimenticare il contributo fondamentale sia della religione cattolica che della lingua spagnola.

La radice europea, quella africana e quella autoctona generarono a loro volta tre rami con delle caratteristiche precise: il ramo “aristocratica-borghese”, quello “popolare-contadino” e quella più propriamente legato “al proletariato urbano o alla piantagione schiavista”.

La Contradanza e il Danzón

Un evento fondamentale che cambiò i destini della musica afro-latino-caraibica fu la Rivoluzione Francese. Le spinte di uguaglianza e libertà suscitate dalla rivoluzione, una volta arrivate all’isola di Haiti, provocarono infatti la rivolta degli schiavi africani. Con il passare degli anni la cultura europea e quella africana si trasformarono al contatto col nuovo mondo. Il laúd e la chitarra originarono nuovi strumenti quali il tres; i tamburi africani generarono le odierne percussioni; la contradanza francese si trasformo nel danzón cubano ed i balli aristocratici finirono con l'incrociarsi con quelli popolari.

Si trattava di un ballo di origine contadina (il suo nome originale era country dance) proveniente dalla Normandia e dalla Bretagna. La contradanza veniva generalmente suonata in tempo di 2/4 o di 6/8. Diffusissima tra il settecento e l’ottocento, entrò persino nella musica seria grazie alle composizioni di due celebri compositori come Mozart e Beethoven. Nell’ isola di Cuba la contradanza finì con l’assumere delle caratteristiche proprie, al punto da generare la contradanza criolla.

La successiva nascita del walzer rivoluzionò profondamente i costumi dell’epoca al punto da introdurre anche nelle corti cubane la cosiddetta posizione chiusa di ballo sociale, che favorì, a sua volta, la nascita della danza cubana. La danza a sua volta generò il danzón.

Il danzón si può considerare il primo prodotto musicale non più europeo, né africano ma sintesi elaborata dei due continenti. Mentre la contradanza e la danza avevano una forma binaria ripetitiva (ABAB) il danzón aveva una forma rondò (ABACAD) ed era più lento e cadenzato. Il danzón provocò anche il nascere di una nuova formazione musicale denominata Charanga Francesa, formata da un flauto, due violini, contrabbasso, pianoforte, guiro e timbales.

Il Son Cubano

Sempre dall’Oriente cubano viene una delle espressioni più importanti del patrimonio musicale cubano: il son, che è considerato il padre putativo della salsa. Il son era la risposta popolare al danzón dell’aristocrazia. Secondo la tradizione il primo son nacque nella Sierra Maestra e si conobbe inizialmente con altri nomi come changuì e capetillo. Molti storici però non condividono questa versione e fanno invece risalire la sua nascita al XVII secolo. Sicuramente il son divenne popolare verso la fine dell’ottocento, grazie soprattutto alle interpretazioni di Nené Mafungas, un cantante che già all’epoca si esibiva con il tres, la tipica chitarra cubana. La sua diffusione in tutta l’isola fu favorita da un evento storico. Nel 1910 il generale José Miguel Gomez stabilì con un decreto la rotazione delle truppe militari all’interno dell’isola. Così, grazie ai soldati dell' Ejercito Permanente, il son arrivò all’Habana e la rumba a Santiago.

Fu però a partire dal 1929 che il son acquisisce prestigio internazionale. In quello stesso anno il Sexteto Nacional di Ignacio Piñeiro si esibisce con successo durante l’esposizione ibero-americana di Siviglia. Successo replicato nel 1933, in occasione della fiera mondiale di Chicago.

Tra le formazioni che contribuirono ad affermare il son nel gusto musicale dell’epoca ricordiamo anche El Sexteto Habanero, il Trio Matamoros, la Sonora Matancera e l’orchestra di Don Azpiazu. La popolarità del son provocò la nascita di una quantità incredibile di varianti (se ne calcolano almeno 22 in tutta l’isola). Tra le più celebri ricordiamo il son montuno (la cui struttura diverrà la base ritmica della salsa), il sucu sucu (originario della Isla de la Juventud), il son-pregón, la guaracha-son, l’afro-son ed il son-guaguancó.

Musicalmente parlando il son è un canto di origine popolare che combina una parte lirica nella quale si espone il tema (il son) con una parte più movimentata (il montuno) caratterizzata dalla forma domanda e risposta (tra un coro ed una solista) di diretta discendenza africana. Possiamo considerarlo un felice sincretismo musicale tra gli strumenti percussivi africani e gli strumenti a corda spagnoli, tra la decima spagnola e il canto antifonale tipicamente africano.

Nel 1927, il maestro Ignacio Piñeiro aggiunse al suo glorioso Sexteto Nacional una tromba, dando vita così al Septeto. Allo stesso Piñeiro si deve la creazione di due grandi classici del son: “Suavesito“ e “Echale salsita”, composta nel 1929 e passata alla storia per essere il primo tema musicale in cui apparirà la parola salsa.

La Guaracha

Un altro piccante e contagioso ritmo che a partire dagli anni ‘30 ha avuto una straordinaria diffusione in tutta l'isola è la guaracha. Questo componimento scherzoso nasce dalla tonadilla, la canzonetta di scena dei teatri popolari spagnoli e introduce nella musica la satira, il doppio senso, la caricatura e persino la critica politica. Si trattava di canzoni allegre, picaresche che si cantavano tra un atto teatrale e l’altro per intrattenere il pubblico. Le strofe musicali sono composte da quattro o otto battute e sono caratterizzate da frasi corte e brevi.

Con gli anni la guaracha si è fusa sempre di più con il son, dando così vita ad una nuova forma musicale, “la guaracha-son”, che rende spesso difficile l’esatta classificazione di un brano. Attualmente la guaracha si può considerare un son con un testo picaresco o gioioso che si suona con un ritmo più rapido. Sono molti, infatti, i critici musicali che considerano le composizioni salsere delle moderne guarachas.

L'Ascesa della Salsa a New York

Negli anni '40 e '50, il mambo e il cha-cha-cha divennero popolari in tutto il mondo, contribuendo a diffondere la cultura musicale e ballerina latina. Negli anni '60 e '70, il movimento della salsa guadagnò slancio negli Stati Uniti, specialmente a New York. Le comunità latine e afroamericane si sono unite per ballare e celebrare la cultura.

La capitale della salsa, per anni, è stata New York City. Qui si riversarono la maggior parte degli africani deportati che danzavano al ritmo di quella conosciamo oggi come salsa per sentire vicino il loro Paese. Molti strumenti utilizzati nella salsa, come per esempio la conga, appartenevano infatti solo alla cultura musicale africana fino ad allora. Danzavano per le strade e a loro, spesso, si univano portoricani, colombiani, cubani e indigeni. Ovviamente via via che il raggio di pratica si allargava, molte erano le novità che venivano apportate al ballo e alla musica.

Agli inizi del ‘900 avvenne un vero e proprio esodo verso gli Stati Uniti grazie al quale i ritmi cubani come il Son vennero in contatto con Jazz, Swing, Rock & Roll, ecc. All’inizio degli anni 60 furono le prime novità della ” Forma Sonera” post rivoluzionaria che si caratterizzarono per la loro enfasi a base ritmica. Si può notare dal premio Grammy al disco Afrocuban All Star realizzato da vari musicisti tradizionali Cubani, effettuando un legittimo riconoscimento all’origine del Son o Salsa o Timba.

Musicalmente la Salsa nasce tra i Carabi e New york, e come ballo mescola le sue radici afro-cubane con alcune caratteristiche prettamente europee. Subendo importanti influenze di altri balli (modern jazz, tip tap, pachanga …) nell’ambiente portoricano di New York ha trovato una sua ulteriore evoluzione.

Il movimento che ha portato alla nascita di questo genere musicale è cominciato a NewYork dove i caraibici cresciuti nel BARRIO detto “Spanish Harem” insieme ad altri giovani musicisti cercarono un nuovo ‘sound’ e crearono questa speciale ricetta musicale che miscelava basi prettamente caraibiche con influenze Jazz e manteneva il “sapore” (sabor) degli altri ritmi caraibici.

Vivace e fantasiosa, meno aristocratica e più vicina alla dura realtà del Barrio, il Quartiere Latino di New York. Questa città diventa terreno fertile per la sua trasformazione, punto di riferimento per artisti latino-americani di diverse provenienze. Il Barrio è popolato da portoghesi, venezuelani, cubani, uruguaiani, colombiani e portoricani, una miriade di culture diverse, ricche di storia e tradizioni musicali. Il Son Cubano trova terreno fertile nella sua metamorfosi e s'incontra con altrettanti ibridi quali il Jazz, il Rhythm'n'blues, la cumbia e la sorella Rumba.

La Fania All Stars

“La Fania All Stars non era soltanto un’orchestra formata dai più famosi artisti latino-americani. L’incanto, l’attrazione che rappresentava, oltrepassava il semplice fatto musicale. La sua voce era l’espressione più genuina di quei luoghi pieni di miseria e di povertà infinita, dove si viveva al ritmo sfrenato della grande città; dove lo scarso tempo che si poteva trovare per il riposo era destinato all’unica cosa che manteneva viva ed unita questa gigantesca comunità: la musica delle Antille.

Contattarono artisti emergenti: Larry Harlow , Bobby Valentín. L’etichetta Fania, approfittando del crescente interesse verso la musica che produceva, scritturò, da lì a poco, la quasi totalità delle orchestre latine che operavano nella città. Inevitabile sembrò a quel punto creare all’interno dell’etichetta un gruppo formato dai migliori artisti sotto contratto. La prima riunione della Fania All Stars avvenne in un piccolo locale del Bronx, il Red Garter. Fu soltanto una anteprima di quello che sarà il debutto ufficiale dell’orchestra:Lo storico concerto avvenne al Cheetah (Broadway) il 26 agosto 1971. Il 24 agosto del 1973 la presentazione della Fania AlI Stars nello Yankee Stadium di New York.

Affinché la salsa potesse farsi realmente milionaria, doveva superare il solo mercato latino, doveva conquistare il pubblico americano per poi spiegare il volo verso il mondo intero. Per ottenere questo scopo, gli impresari dovevano necessariamente cambiare l’immagine della salsa. Nel 1971 entrò ufficialmente a far parte del gruppo entra Celia Cruz. la Fania sottoscrisse un contratto con la potentissima etichetta CBS per la distribuzione dei suoi prodotti a livello internazionale. Le stelle del gruppo si erano nel frattempo ridotte a: Papo Lucca, piano; Ray Barreto, congas; Roberto Roena, bongo; Nicky Marrero, timbales; Bobby Valentín, basso; Johnny Pacheco, flauto e direzione d’orchestra. Ad essi, nel tentativo di conquistare anche un pubblico diverso, si aggiunse Stevie Winwood un prestigioso polistrumentista inglese della vecchia epopea del rock.

Nel 1978 l’orchestra pubblicò un altro disco battezzato “Spanish fever”, sull’onda del travolgente successo del film di John Travolta: “Saturday’s night fever”. La Fania All Stars di fatto si trasformerà in un simbolo: l’orchestra di salsa per antonomasia, un autentico punto di riferimento, capace di imprimere una svolta decisiva nella evoluzione di tutta la musica afro-latino-caraibica.

La Definizione di "Salsa"

Il termine "salsa" è stato coniato negli anni '70 per descrivere questo genere musicale e ballerino che fonde elementi di diversi stili. La salsa incorpora movimenti fluidi, passi intricati e una forte connessione tra i ballerini.

La prima volta che compare questa parola è nel brano Son Echale salsita di Ignacio Pineiro, nel 1929, con il significato di cucina saporita, con aggiunta di salsa. Ma il termine raggiunge maggiore successo negli Anni Sessanta, con il disco di Cal Tjader Soul souce, un classico del latin jazz, che aveva in copertina una bottiglia di tabasco. Negli Anni Settanta, i dirigenti della Fania All Stars cominciarono ad utilizzare il termine Salsa per definire la musica latina.

I latini americani, nel frattempo, avevano iniziato ad usare la parola Salsa per distinguere la loro musica da quella dei bianchi, il Rock, e da quella dei neri americani, il Soul.

Indubbiamente la Fania vendette bene quello che ormai era un nuovo genere musicale, ma il movimento salsero si diffuse anche grazie alla comunità portoricana di New York, che contribuì a mantenere viva la musica cubana anche dopo la chiusura delle frontiere con l’isola.

Paquito D’Rivera, bassista, e Cachao Lopez, sassofonista, tra i massimi esponenti del jazz e della musica cubana di tutti i tempi, hanno dichiarato in un’intervista che un grande merito della diffusione e dell’evoluzione della musica latina e cubana va riconosciuto agli artisti portoricani di New York, i quali la modificarono introducendo elementi musicali dei propri paesi d’origine e le sonorità presenti nella metropoli americana, dando valore alla peculiarità della musica latina.

La popolazione latina si unì parlando una lingua comune, lo spagnolo, e suonando una sola musica (Cubana, Portoricana, Domenicana, Colombiana, Venezuelana, comunque di origine latina). Così recuperarono la loro identità, mischiando tutti i ritmi dell’America Latina, reinterpretando le vecchie sonorità con nuovi arrangiamenti e testi e riutilizzando la lingua spagnola. Alcuni testi, all’insegna della protesta sociale, furono vietati negli USA e frequentemente si verificavano scontri tra la comunità portoricana e la polizia.

Espressioni come “la salsa è una sola“, “la vera salsa è cubana” oppure “la salsa si chiama così perché include svariati generi musicali” sono diventati ormai dei luoghi comuni. Come vedremo, in realtà e paradossalmente, la Salsa non esiste, in quanto nasce e si diffonde come operazione commerciale, pur essendo ormai entrata nel linguaggio comune e quindi accettata universalmente, persino dai cubani, per indicare un genere di musica e una danza. Per capire bisogna necessariamente partire dal presupposto che la musica, quindi i generi musicali, e la danza sono, come tutte le forme artistiche, in continua evoluzione, dove evolvere non vuol dire snaturare.

Stili di Salsa

Nel corso degli anni, la salsa ha continuato a evolversi e ad adattarsi alle tendenze musicali e culturali. Oggi esistono molti stili diversi di salsa, tra cui:

  • Salsa Cubana: influenzata dal Son e dalla Rumba
  • Salsa Portoricana
  • Salsa Colombiana
  • Salsa New York Style

Altri stili includono:

  • Salsa Brava: con radici caraibiche e natura urbana
  • Salsa Gorda: prodotta principalmente a Puerto Rico, Venezuela e Colombia, con un suono rotondo e testi spesso ironici
  • Salsa Conciencia: nata a New York, con testi ricchi di contenuti sociali
  • Salsa Romantica: fusione tra salsa e balada latino-americana
  • Salsa Erotica: con riferimenti espliciti al sesso
  • Timba: musica contemporanea cubana
  • Salsaton: miscela di salsa e reggaeton

La Salsa Oggi

Oggi, la salsa è un fenomeno musicale mondiale che persone, con distinte radici etnico culturali ed economiche, godono e credano tanto nella forma musicale come nel ballo. L’accettazione della Salsa dai musicisti cubani di questa generazione ci fanno aspettare nuove rotte creative per una nuova e costante evoluzione di questo genere definibile con una sola parola.

In breve, la storia della salsa è una storia di fusioni culturali, influenze musicali e passione per il ballo. La sua evoluzione continua a testimoniare la vitalità e la ricchezza della cultura latina.

Tabella Riassuntiva degli Stili di Salsa

Stile Origini Caratteristiche
Salsa Cubana Cuba Influenzata dal Son e dalla Rumba, spesso ballata in cerchio (Rueda de Casino)
Salsa Portoricana Puerto Rico Conosciuta anche come "Salsa en línea", ballata su una linea immaginaria
Salsa Colombiana Colombia Ritmo veloce e passi complessi, con particolare attenzione ai movimenti dei piedi
Salsa New York Style New York Elegante e sofisticata, con influenze del jazz e del modern jazz

Storia della salsa by Majozzo

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