Roccabianca, un borgo incastonato nella Bassa Parmigiana, racchiude una storia ricca di contese, amori e tradizioni gastronomiche. Questo articolo esplora le vicende storiche che hanno plasmato il territorio, i suoi monumenti più significativi e le eccellenze culinarie che lo rendono un punto di riferimento per gli amanti del gusto.

Storia di Roccabianca: Tra Pallavicino e Rossi
Il territorio di Roccabianca fu a lungo conteso tra la famiglia dei Pallavicino e la famiglia dei Rossi. Nel 1449, Francesco Sforza ne confermò il possesso a Pier Maria Rossi.
Il Castello di Roccabianca: Simbolo d'Amore e Architettura
Pier Maria Rossi costruì una delle principali architetture di Roccabianca, simbolo del borgo stesso e dell'amore: il Castello di Roccabianca, noto anche come "la Rocca". Tipico castello della pianura della Bassa Parmigiana, fu realizzato verso la metà del Quattrocento da Pier Maria Rossi per l'amante Bianca Pellegrini.
L'edificio venne costruito con una duplice funzionalità: uno scopo militare e uno scopo residenziale per la sua amata. Per questo motivo, l'uomo volle far ridipingere la rocca di bianco, proprio per rievocare il nome della donna.
Al suo interno si trovano meravigliosi affreschi e decori, come quelli situati nel porticato del cortile, in cui le dediche d'amore si mescolano con gli stemmi araldici della casata. Una delle sale più importanti è la Sala di Griselda, ispirata alla centesima novella del Decamerone di Boccaccio, in cui si narra la storia di Griselda.

La Chiesa dei Santi Bartolomeo e Michele: Un Gioiello Barocco
Tra gli edifici di culto, merita una visita la barocca Chiesa dei Santi Bartolomeo e Michele, con un impianto di tipo tardo-romanico ascrivibile tra il 1576 e il 1577. La chiesa venne edificata per volontà del marchese di Roccabianca Giulio Rangoni e presenta una struttura interna a navata unica, coperta da una serie di volte a crociera su cui spiccano importanti affreschi.
Di grande impatto è la tela del Settecento posta in una sontuosa cornice sull'altare maggiore, raffigurante il martirio di San Bartolomeo e opera del maestro Ignazio Marchetti, l'intagliatore di corte del Ducato di Parma e Piacenza.
November Porc: Roccabianca Capitale del Maiale Parmense
Roccabianca è l'ultima tappa del November Porc, una manifestazione gastronomica accompagnata da musica e intrattenimento, in cui il protagonista principale è il maiale parmense. La staffetta prende avvio a Sissa, con una sfilata per le strade del paese, e continua a Polesine e Zibello, per concludersi a Roccabianca con l'evento "Armonie di Spezie e Infusi".
Le Statue di Ettore Ximenes: Un Tesoro Ritrovato
All'interno dell'ex cinema-teatro vi sono nove statue dello scultore palermitano Ettore Ximenes, che in passato si trovavano nell'imponente monumento dedicato a Giuseppe Verdi che sorgeva nel borgo, e che con i bombardamenti del Secondo Conflitto Mondiale erano state abbandonate nel torrente Parma.
La Bassa Parmigiana: Un Territorio da Scoprire
La Bassa è un luogo nel quale bisogna sapersi perdere prima di riuscire a scoprirlo nella pienezza più genuina dei suoi significati.
Eventi e Manifestazioni: Un Calendario Ricco di Appuntamenti
Oltre al November Porc, Roccabianca e i suoi dintorni offrono un calendario ricco di eventi e manifestazioni durante tutto l'anno. Tra questi, spiccano:
- Che Salame!: Il borgo medievale di Varzi celebra il suo prodotto più illustre, il Salame di Varzi DOP.
- TUTTO FOOD: Il Consorzio Salumi DOP Piacentini partecipa a TUTTO FOOD con un proprio stand istituzionale.
- Giornata dello Speck Alto Adige IGP: A Naturno si rende omaggio a una delle eccellenze gastronomiche simbolo dell’Alto Adige.
- Vinitaly: Lo chef stellato Massimo Bottura ha partecipato per la prima volta al Vinitaly, dove ha gestito il ristorante emiliano-romagnolo che si chiama “Al Massimo”.
- Ego Pizza Festival: La prima partecipazione del Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna all’Ego Pizza Festival di Taranto si è rivelata un successo straordinario.
Il Culatello di Zibello: Re dei Salumi della Bassa Parmigiana
Il Culatello di Zibello è uno dei prodotti enogastronomici più noti della Bassa Padana, dove questo salume viene prodotto (e stagionato) oramai da molti secoli, tanto da vantare una Festa del Culatello di Zibello.
Origini e Tradizione
Il Culatello di Zibello deve il suo nome alla parte del maiale che viene utilizzata per produrlo, la culatta, ossia una parte della zampa posteriore da cui sono rimossi cotenna ed osso. A distinguerlo sono una serie di caratteristiche organolettiche davvero uniche nel suo genere, e strettamente dipendenti dalla zona in cui viene prodotto. Lo chiamano “aroma della nebbia” e sembra sia davvero l’ingrediente segreto del Culatello, che oramai da secoli viene prodotto nei piccoli comuni della provincia di Parma - Busseto, Colorno, Polesine Parmense, Roccabianca, San Secondo, Sissa, Soragna e Zibello - da oramai moltissimi secoli.
Si trova qui, infatti, l’Antica Corte Pallavicina, un castello nobiliare dove il culatello si produce già dal 1300. Anzi, tuttora, nella cantina di questo meraviglioso edificio si lasciano stagionare ogni anno fino a 6000 “esemplari” di Culatello di Zibello Corte Pallavicina.
D’altronde, anche se il tempo è passato, il sistema di produzione e stagionatura di questo salume è rimasto all’incirca lo stesso del Medioevo.

Il Consorzio del Culatello di Zibello
Per preservarne il processo di produzione e garantire l’autenticità del prodotto, è nato nel 2009 il Consorzio del Culatello di Zibello, di cui ora fanno parte tutte le aziende produttrici di questo pregiato salume, oramai apprezzato non soltanto in Italia ma anche all’estero. Dalla fondazione del Consorzio, i produttori Culatello di Zibello seguono un disciplinare ben preciso che assicura l’autenticità del salume stesso.
Il Processo di Produzione
Tutto ha inizio dalla materia prima, ossia una carne di suini adulti delle razze Large White Landrance e Duroc, cresciuti esclusivamente nei territori dell’Emilia-Romagna e della Lombardia, e macellati dopo il compimento del nono mese di età e al raggiungimento della soglia dei 160 chili. Dopo la macellazione, si lavora la parte pregiata del suino da cui viene prodotto il culatello, la parte muscolare della coscia, privata totalmente di cotenna, fiocchetto, grasso ed osso.
Il processo di produzione è lo stesso utilizzato a partire dal Medioevo: subito dopo il taglio, la massa muscolare del suino viene salata utilizzando una miscela a base di aglio, sale marino e pepe nero, con l’aggiunta di spumante locale - possibilmente, il Fortana del Taro -. A tal proposito, il disciplinare del Consorzio Culatello di Zibello prevede l’utilizzo, nella miscela di salagione, di una quantità di nitrato di sodio o potassio fino alla dose massima di 195 milligrammi per ogni chilogrammo di carne.
Qualunque siano gli ingredienti, il processo di salagione va da uno a sei giorni, dopo i quali il culatello viene accuratamente pulito, insaccato in vescica di maiale (pulita con aceto, in precedenza) e poi messo appeso a stagionare nelle cantine dei culatello di Zibello produttori. Il periodo minimo per la stagionatura è di 10 mesi, ma questi salumi possono rimanere nelle cantine della zona per un tempo variabile tra 1 e 3 anni.
Al termine del primo anno, un ispettore visiona le condizioni del prodotto verificando che la consistenza della carne sia giusta e che non vi siano problemi di fermentazione: un passaggio assolutamente fondamentale per un Culatello di Zibello Dop (certificazione che richiede l’impiego di carni di maiali bianchi nella produzione).
Il processo di produzione del Culatello di Zibello è un’arte antica che richiede grande maestria e dedizione. La sua particolarità risiede proprio della manualità: è uno dei pochi salumi che ancora ha un processo completamente artigianale, viene fatto tutto rigorosamente a mano, dalla salatura all’insaccatura fino alla legatura.
Il Prezzo e Come Gustarlo
Il nomignolo “Re dei Salumi” non è affatto casuale. Stiamo parlando, infatti, di un prodotto che non solo vanta un sapore unico nel suo genere, ma che è anche particolarmente costoso. Il Culatello di Zibello prezzo al kg oscilla attorno ai 100 € al kg, a garanzia del fatto che ci si trova di fronte ad un salume accuratamente prodotto e stagionato.
Chiaramente mangiandolo “in purezza”, servito a fette e magari accompagnato da un bicchiere di vino bianco locale come il Fortara. Per gustarne a pieno il sapore, potete pensare di abbinarlo ad una fetta di pane morbido, dolce e non troppo acido, così che possa aiutare la salivazione.
Dal punto di vista nutrizionale, il Culatello di Zibello è una buona fonte di proteine di alta qualità, che sono essenziali per la salute muscolare e per il mantenimento dei tessuti.
Tabella Nutrizionale (per 100g di Culatello di Zibello):
| Nutriente | Valore |
|---|---|
| Proteine | Circa 30g |
| Grassi | Circa 25g |
| Carboidrati | Tracce |
| Calorie | Circa 350 kcal |
Abbinamenti Gastronomici
Il Culatello di Zibello si presta magnificamente a una serie di abbinamenti gastronomici che ne esaltano il suo gusto raffinato ed aromatico. Abbinamenti classici includono vini rossi robusti e strutturati come il Lambrusco, il Sangiovese o il Barolo.
Ricette con il Culatello di Zibello
Un piatto delizioso e sofisticato direttamente dalla tradizione dello street food italiano: la piadina con culatello e insalata di carciofi.
Piadina con Culatello e Insalata di Carciofi
Questa prelibatezza combina il gusto raffinato del culatello con l’aroma fresco e acidulo dell’insalata di carciofi e le irresistibili scaglie di Parmigiano Reggiano.
Per preparare la piadina culatello e carciofi, pulite i carciofi eliminando le foglie esterne e pelando il gambo. Tagliate le punte e dividete i carciofi a metà. Rimuovete la barbetta centrale e affettate i cuori, condendoli con aceto di mele, olio d’oliva, sale, pepe nero e Parmigiano Reggiano. Scaldate le piadine in una padella calda per circa 1 minuto per lato, poi farcite ciascuna con l’insalata di carciofi, culatello e scaglie di Parmigiano Reggiano.

Tagliatelle al Culatello di Zibello
La pasta fresca, arricchita con fette di Culatello di Zibello, offre sapori delicati e intensi. La semplicità degli ingredienti esalta la qualità del Culatello, mentre il pepe nero aggiunge vivacità al piatto.
In una pentola, portate a ebollizione acqua salata a fuoco medio. Nel frattempo, tagliate il Culatello di Zibello a pezzetti e tritate la salvia. In una padella, fate cuocere a fuoco lento il Culatello e la salvia con metà del burro finché il Culatello diventa croccante. Rimuovete il Culatello e aggiungete il burro rimanente e il brodo di carne nella stessa padella, facendo sciogliere il burro. Lessate le Tagliatelle fresche FINI in acqua salata per 2 minuti e, poi, uniteli alla salsa preparata precedentemente. Aggiungete il Parmigiano Reggiano e mescolate fino a ottenere una consistenza cremosa, aggiungendo brodo se necessario. Impiattate la pasta, aggiungete il Culatello, Parmigiano Reggiano e pepe nero.
Antica Corte Pallavicina: Un'Esperienza Gastronomica Unica
Un ambiente esclusivo, una vetrata sul Po a pochi metri, il calore dei camini e della gente del posto: questa è l’atmosfera che si respira nel ristorante antica Corte Pallavicina che rappresenta il meglio della cucina parmense, raffinata e ricercata, come si pretende da un ristorante di elite. Una cucina “gastrofluviale”, sorprendente e piena di colori, dove predominano le materie prime, i prodotti locali e le antiche tradizioni delle terre bagnate dal grande fiume.
Come preparare il risotto perfetto *TUTTORIAL*
A pochi passi dal ristorante, è possibile visitare il rinomato museo del Culatello e del Masalén. Il Culatello Tour è un’esperienza straordinaria che vi accompagna alla scoperta di uno dei gioielli culinari dell’Emilia Romagna: il culatello. Inoltre, potrete assaggiare il culatello direttamente dalle mani degli esperti, scoprendo i suoi sapori unici e la sua consistenza morbida e delicata.
Altri Eventi e Attrazioni nei Dintorni di Roccabianca
La zona circostante Roccabianca offre una varietà di eventi e attrazioni per tutti i gusti:
- Aperitivo al Tramonto al Castello di Contignaco: Un aperitivo dal gusto antico tra la poesia della Natura.
- In Golena al Chiaro di Luna all'Antica Corte Pallavicina: Una facile passeggiata al chiaro di luna che porta fino al Grande Fiume, con una tavola imbandita con le eccellenze dall’Antica Corte Pallavicina.
- Escape - La Fortezza degli Arcani al Castello di Varano De' Melegari: Un vero e proprio evento "escape" ambientato all'interno di un autentico castello.
- Tramonto DiVino alla Rocca Sanvitale di Fontanellato: Esperienza enogastronomica unica con assaggi di vini e cibi tipici.
- "Avvistamenti" - Allestimento Artistico al Castello di Montechiarugolo: Opere d’arte contemporanea dentro e fuori le mura del castello.
- Telaio e Fiber Art: Cosa mi metto in testa? alla Rocca Sanvitale di Sala Baganza: Concorso Internazionale di opere a telaio e Fiber Art.
- Trekking del Vino alla Rocca Viscontea di Castell'Arquato: Passeggiata tra il borgo e i vigneti con degustazione di vino.
- Ortocolto® a Busseto: Manifestazione che propone fiori, piante e prodotti del settore floro-vivaistico, prodotti della bio-diversità agroalimentare ed eno-gastronomica, artigiani e artisti.
- Festa dell'Uva al Castello di Gropparello: Avventure e pigiatura dell'uva per bambini e degustazione vini per adulti.
La Pizza: Storia, Evoluzione e Passione
La pizza, uno dei piatti più amati al mondo, racchiude in sé una storia ricca e affascinante, un viaggio attraverso secoli di tradizioni e cambiamenti. Questo articolo esplora le origini della pizza, la sua evoluzione nel tempo, e come la passione e l'amore per questo piatto si manifestino in realtà come "Maury Punto Pizza" al Lido di Venezia, un esempio di eccellenza e dedizione.
Le Antiche Origini della Pizza
La storia della pizza affonda le radici in tempi antichi, partendo dalle civiltà napoletane del '700. Già allora esistevano preparazioni simili alla pizza, come schiacciate di pane condite con erbe, olio e formaggio, cotte su pietra. Simili creazioni si ritrovano anche nella cucina greca. La pizza, come la conosciamo oggi, è strettamente legata alla città di Napoli, che nel corso dei secoli ne ha affinato la ricetta.
L'Evoluzione della Pizza a Napoli
Nel XVII secolo, la pizza cominciò a prendere forma a Napoli, con l'aggiunta del pomodoro, ingrediente divenuto popolare in Europa a partire dal XVI secolo. Una leggenda narra che nel 1889 il pizzaiolo Raffaele Esposito, in onore della regina Margherita di Savoia, preparò una pizza con pomodoro, mozzarella e basilico, riproducendo i colori della bandiera italiana. Questa pizza fu battezzata "Margherita" in onore della regina. Un'altra leggenda narra la creazione della "Marinara", una pizza semplice condita con salsa di pomodoro, aglio, origano e olio d'oliva, preparata dai pescatori napoletani durante i lunghi periodi trascorsi in mare.
La Diffusione Mondiale della Pizza
Nel corso del XX secolo, la pizza si diffuse in tutto il mondo, soprattutto grazie all'emigrazione degli italiani in America. New York divenne uno dei principali centri di diffusione della pizza, con l'apertura della prima pizzeria, Lombardi's, nel 1905. Tuttavia, la pizza in America subì trasformazioni rispetto alla ricetta originale, dando vita alla pizza americana. La pizza napoletana rimase un modello di riferimento, tanto che nel 2017 l'UNESCO l'ha riconosciuta come patrimonio immateriale dell'umanità.
La Pizza Oggi: Tra Tradizione e Innovazione
Oggi, la pizza è uno dei piatti più consumati al mondo, con innumerevoli varianti che riflettono i gusti e le tradizioni locali. Dalla pizza all'ananas in America alla pizza alla diavola in Italia, fino alle varianti più esotiche come la pizza con pesce crudo e alghe in Giappone, la pizza si è adattata a diverse culture e palati.
Maury Punto Pizza: Un Esempio di Passione e Dedizione al Lido di Venezia
Al Lido di Venezia, in via Sandro Gallo 135/G, si trova "Maury Punto Pizza", una pizzeria da asporto che incarna la passione e l'amore per la pizza. Maurizio Toffoli, per tutti Maury, è l'anima di questo luogo, un pizzaiolo straordinario che considera la pizza non solo un lavoro, ma un modo per far star bene le persone. La preparazione degli impasti è un rituale, l'infornare la pizza è una danza arcaica, un gesto d'amore verso il prossimo.

Un Pizzaiolo Fuori dal Comune
Maury è una persona umile e discreta, proiettata al fare meglio ciò che sa fare, sempre pronta ad aiutare chi ne ha bisogno. Le sue abilità con la pizza gli hanno valso premi e riconoscimenti, citazioni in guide rinomate e recensioni positive da ospiti locali e internazionali. Nonostante i trofei e gli articoli appesi alle pareti, Maury rimane una persona semplice e generosa.
"Share the Love": Il Segreto di Maury
Sulle vetrate della pizzeria, tra i distintivi di associazioni del buon mangiare e avalli di qualità, spicca una scritta: "Share the love". In questo messaggio è racchiuso il segreto di Maury, un pizzaiolo che mette amore in tutto ciò che fa. Il suo donare è fatto di poche parole e molte azioni, come le attività per la Fondazione la Città della Speranza e gli interventi a preparare pizze per le popolazioni colpite da terremoti.
Uno Spirito Condiviso
Lo spirito di Maury è condiviso con Tatiana Penzo, sua compagna di vita e di lavoro, e con l'intero staff di Maury Punto Pizza, ragazzi che stanno imparando un mestiere con passione e dedizione.
L'Esperienza di Gusto da Maury Punto Pizza
Maury Punto Pizza offre un'esperienza culinaria unica, con un'ampia varietà di pizze preparate con ingredienti freschi e di qualità. La cottura nel forno a legna dona alla pizza un sapore unico e una croccantezza irresistibile.
Il Locale: Accoglienza e Armonia
Il locale è concepito per accogliere i clienti in un ambiente curato e armonioso, con arredamento, colori e luci studiati per creare un'atmosfera piacevole e rilassante. La pizzeria offre anche connessione Wi-Fi gratuita per i clienti.
La Missione: Fidelizzare e Migliorare
L'obiettivo di Maury Punto Pizza è quello di fidelizzare la clientela e far conoscere la propria attività, raccogliendo recensioni utili per migliorare ulteriormente il servizio. Il cliente deve percepire che nulla è lasciato al caso, dalla qualità degli ingredienti all'attenzione per i dettagli nell'arredamento.
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