Il parrozzo è un dolce tradizionale abruzzese, in particolare della provincia di Pescara. Apprezzatissimo dallo scrittore e poeta pescarese Gabriele d’Annunzio, il parrozzo è diventato col tempo una vera icona della cucina abruzzese e uno dei dolci più rappresentativi del periodo natalizio. Trionfa in pasticcerie e forni, ma sono ancora in tantissimi a prepararlo in casa.
Questo dolce riscosse un tale successo, che oggi il Parrozzo è uno dei simboli indiscussi del Natale abruzzese, e come tutte le ricette della tradizione, ogni famiglia ha la sua versione.

La Storia del Parrozzo
L'Abruzzo secondo me è una regione bellissima che sa coniugare in maniera eccezionale mare, terra e ottima cucina! Io amo sempre andare, perchè ogni volta assaggio un piatto diverso. Questo è un dolce che si trova nelle pasticcerie locali ma è anche vero che si fa spesso in casa perché non è assolutamente difficile da realizzare.
Il Parrozzo (marchio registrato in esclusiva per LDA srl) è un dolce tipico abruzzese che si prepara durante le feste di Natale! Si tratta una Torta a forma semi sferica a base di mandorle e semolino, ricoperta di cioccolato fondente! Un dolce golosissimo e chic nato a Pescara nel 1920 da un’idea del pasticciere Luigi D’Amico, che per la sua realizzazione fu ispirato dal pane rustico abbruzzese, una pagnotta dal colore giallo intenso detta anche pane rozzo da cui è poi derivato il nome “Pan rozzo”. D’amico sostituì con le uova la farina di granturco per regalare il colore giallo e aggiunse infine una copertura di cioccolato che simulava la crosta abbrustolita del pane cotto a legna!
A ispirare D’Amico in questa creazione sarebbe stato un pane rustico, detto “pane rozzo”, che veniva preparato dai contadini abruzzesi con il granoturco. Da qui il nome “parrozzo”.
L'Apprezzamento di Gabriele D'Annunzio
Talmente buono che Gabriele D’annunzio all’assaggio scrisse un madrigale “La Canzone del parrozzo”.
Il parrozzo amato da Gabriele d'Annunzio«È finita la vigilia. Forse a quest’ora tutta la gente è in gozzoviglia. Io sono digiuno da 48 ore. Vado a cercare un parrozzetto. Lo apro, lo mangio. Assaporo in esso - sotto la specie dell’amarezza - sub specie amaritudinis - il Natale d’Infanzia». Scriveva così Gabriele d’Annunzio nelle pagine del libro Di me a me stesso.
Dolce di contrasti, il Parrozzo pescarese: scuro fuori, chiaro all’interno, coriaceo e morbido al tempo stesso. Un po’ come gli abruzzesi. Parafrasando una quartina di Dante Alighieri, il Vate lo ribattezzò usbergo, scudo: «Dice Dante che là da Tagliacozzo, ove senz’arme vinse il vecchio Alardo, Curradino avrìe vinto quel leccardo se abbuto avessi usbergo di Parrozzo».Era il 1927 e proprio in quell’anno fu inaugurato il Ritrovo del Parrozzo, in seguito distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale. Si trovava nella piazza Garibaldi di Pescara, non lontano dalla casa natale di D’Annunzio.
PARROZZO DOLCE ABRUZZESE RICETTA ORIGINALE
Ricetta Originale del Parrozzo Abruzzese
La ricetta che vi propongo oggi per me è un gioiellino di cui sono sempre stata molto gelosa. Il parrozzo è un dolce tipico abruzzese, ogni famiglia ha la sua ricetta. La ricetta originale non prevede farina ma semolino.
Per la sua cupola al cioccolato, la consistenza umida e compatta e il suo gusto inteso di mandorle! Si tratta di un dolce facilissimo, il Parrozzo, si prepara ad occhi chiusi montando tutti gli ingredienti in ciotola in 10 minuti.
Alla base della ricetta ci sono le mandorle , sia dolci che amare, il segreto è tutto lì! Questa torta risulta golosissima sia per la presenza di questa frutta secca ma anche per la copertura di glassa al cioccolato. All'interno non presenta creme, la consistenza è compatta ma umida al punto giusto.
Ingredienti e Preparazione
Prima di tutto montate separate i tuorli dagli albumi. Nella montata di uova aggiungete il burro fuso, le mandorle finemente polverizzate, il semolino e il liquore, il composto sarà un pochino duro è normale!
Quando volete fare il parrozzo abruzzese, tritare le mandorle e aggiungere il semolino e il limone grattugiato. Mescolare il tutto.
Montiamo i tuorli con lo zucchero e la buccia grattugiata di un'arancia, per 10 minuti alla massima velicità, finché non diventano chiari e spumosi. Con l'aiuto di una spatola, aggiungiamo la farina di mandorle, il Cointreau e la semola setacciata con la fecola, incorporando ogni ingrediente all'impasto con delicati movimenti dal basso verso l'alto, facendo attenzione a non sgonfiare il composto.A parte, montiamo gli albumi a neve ferma.
Incorporiamo, sempre con la spatola, 2 cucchiai al composto di tuorli per ammorbidirlo e poi man mano il resto, con delicatezza, con movimenti dal basso verso l'alto. Trasferiamo tutto nello stampo imburrato e infarinato.
Cuocia in forno statico a 170° per 1 ora, abbassiamo a 160° e cuocia per altri 10 minuti.
Glassatura e Conservazione
Dopo la cottura mettere il parrozzo abruzzese su un foglio di carta assorbente. Preferibilmente il giorno dopo, sciogliere il cioccolato a bagnomaria con la punta di burro, e spalmarlo prima sulla base del dolce e poi una volta solidificatosi il cioccolato alla base, sulla parte superiore.
A temperatura ambiente per 4 - 5 giorni. Non mettetelo in frigo.

I Panrozzini Abruzzesi: Mini Delizie
I panrozzini abruzzesi sono, come dice il nome stesso, dei dolcetti abruzzesi e non sono altro che la versione monoporzione del famoso PANROZZO. La ricetta panrozzini, proprio come il panrozzo abruzzese, è formata da un impasto soffice a base di semolino e mandorle che viene cotto all’interno degli stampi per semisfere. Una volta sfornati e raffreddati i panrozzini dolci vengono ricoperti di glassa al cioccolato fondente.
Vi assicuro che una volta provati questi dolci abruzzesi verrete conquistati al primo morso!
Consigli per la preparazione dei Panrozzini
Ungere con spray staccante 6-7 stampini semisferici con base del diametro di 7,5 cm e altezza 4 cm circa. Se non si possiede lo spray staccante, in alternativa, si possono imburrare e infarinare. Posizionare gli stampi sulla teglia da forno.
Cuocere in forno statico preriscaldato a 160°C per 35 minuti circa, nel primo ripiano in basso. Durante gli ultimi minuti di cottura iniziare a tenere controllati i dolci e fare la prova cottura. Infilare lo stuzzicadenti in un dolce e se uscirà asciutto già qualche minuto prima dello scadere del timer sarà possibile sfornare i dolci con un po’ di anticipo. Se invece allo scadere del timer lo stuzzicadenti uscirà ancora bagnato o umido di impasto prolungare la cottura di qualche altro minuto.
Una volta che sono cotti sfornarli, lasciarli intiepidire e poi sformarli. Preparare mezza dose di glassa al cioccolato della mia ricetta del PANROZZO, basterà dimezzare tutte le dosi e seguire lo stesso procedimento. Disporre i mini panrozzi su una gratella, mettendo alla base una teglia pulita per poter recuperare eventuali eccessi di glassa.
Quando il composto avrà raggiunto la temperatura indicata, versare la glassa sulla superficie di ogni semisfera in modo da glassare completamente la superficie.
Conservazione dei Mini Panrozzi
I mini panrozzi si conservano fino a 3-4 giorni in frigo, possibilmente coperti con una cupola per dolci. Nelle stagioni non troppo calde, se si consumano in giornata, è possibile conservare i mini panrozzi a temperatura ambiente, in questo modo resteranno anche più soffici rispetto alla conservazione in frigo.
Se dopo aver preparato i panrozzetti volete realizzare altri dolci tipici italiani vi consiglio i CANNOLI SICILIANI, i MARITOZZI, l’AMOR POLENTA e i BRUTTI MA BUONI. Come semisfere dolci non perdetevi le CAMILLE, le SEMISFERE AL CIOCCOLATO, la MOUSSE AL CIOCCOLATO BIANCO e la SEMISFERA DI MOUSSE AL CIOCCOLATO, tutti dolci monoporzione deliziosi.
Fasi di preparazione dei Panrozzini
FASE 1: Seguire la mia ricetta Il Parrozzo Abruzzese per il procedimento, una volta formato l’impasto, ungere ed infarinare gli stampini per i parrozzini da 7 cm di diametro, versare il composto al loro interno (circa 14 stampini).
FASE 2:Infornare in forno statico preriscaldato a 175/180°C per circa 25/30 minuti, fare la prova stecchino per assicurarsi che siano cotti internamente; attentenzione alla temperatura del forno, varia in base alla potenza di quest’ultimo, tenere d’occhio la cottura.
FASE 3:Una volta cotti, lasciare raffreddare i parrozzini sopra una gratella a temperatura ambiente, per circa 2 ore. Una volta freddi, sciogliere 112 g. di cioccolato a bagnomaria e procedere con il temperaggio per inseminazione. Se deciderete di temperare il cioccolato, non ci sarà bisogno del burro.
FASE 4:Con l’aiuto di un termometro da cucina, monitorare la temperatura del cioccolato, quando arriverà a 50°C, togliere dal fuoco, aggiungere i restanti 38gr. di cioccolato e mescolare energicamente, dovrà arrivare a 28°C, ci vorranno alcuni minuti.
FASE 5:Una volta che la temperatura sarà scesa a 28°C, rimettere il pentolino a bagnomaria fino a raggiungere 30/31°C, a quel punto versarlo direttamente supra i parrozzini e glassateli completamente. I dolcetti vanno glassati sopra la gratella e abbiate cura di mettere un vassoio al di sotto, per recuperare tutto il cioccolato in eccesso.
Consigli aggiuntivi
Questa è una di quelle ricette frutto di tradizione, ma anche di innovazione, di studio di sapori, di equilibri, di prove e perfezionamenti. E’ una ricetta che viaggia fin dai tempi della pasticceria di nonno, che mamma poi nel tempo a seguire è riuscita addirittura a migliorare. Ho provato a trovare le dosi esatte di ogni elemento, per fare in modo che il risultato finale fosse morbido, profumatissimo, equilibrato.
Unica cosa, La ricetta originale prevede una percentuale di mandorle amare, semi armellini che non è semplice reperire, ma che si possono tranquillamente sostituire con il liquore amaretto o estratto di mandorle amare. Perfetto da servire a Natale, o capodanno insieme ai classici dolci natalizi; per concludere pranzo o cena, da servire insieme ad un buon Liquore al cioccolato. Resteranno tutti deliziati!
Note sulla scelta dello stampo: la ricetta originale, vuole che si usa lo stampo da zuccotto.
In molti, me inclusa, preferiscono la semola al semolino. Dibattuta poi è la questione sull’aggiunta di grassi come olio o burro. Nella mia ricetta ci sono tre cucchiai di olio, ma sappiate che volendo, potete ometterli. Non ometterei invece, la fecola, malgrado per alcuni possa risultare una vera eresia.
Qualunque versione decidiate di fare del parrozzo, il consiglio che mi viene davvero dal cuore, è quello di non usare le fialette. E’ inutile preparare un dolce in casa, per poi rovinarlo con qualcosa di sintetico ed industriale. Se non trovate le mandorle amare (o armelline) che sono quelle che conferiscono al dolce il suo profumo e sapore caratteristici, allora aggiungete uno/due cucchiai di amaretto di Saronno.
Aggiungere l’olio, la farina e il lievito settacciati, i liquori e la cannella e mescolare con una frusta a mano. Una volta amalgamato il tutto aggiungere le mandorle e gli aromi. Una volta che i parrozzetti saranno tiepidi procedere con la glassatura.
Se amate i dolci di Natale, venite a scoprire tutti quelli che abbiamo creato per voi: Tarallucci, Calcionetti, Mostaccioli e chi più ne ha più ne metta!
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