La Romagna è una terra generosa, ricca di tradizioni gastronomiche secolari. La cucina romagnola è un viaggio tra piatti buoni e semplici, un vero e proprio tesoro di sapori autentici. Quasi ogni paese romagnolo ha il suo prodotto tipico: non a caso la Romagna fa parte della regione italiana con più prodotti Dop e Igp in assoluto!
Un prodotto tipico originale della norcineria romagnola è la coppa di testa, una specialità tradizionale che nasce per recuperare i pezzi inutilizzati del maiale. Eppure, se c’è un ambito in cui la Romagna ha qualcosa da insegnare, quello è la norcineria, massima espressione dell’artigianalità gastronomica locale.
Altra squisitezza è la salsiccia passita. Parliamo nientemeno che della Salsiccia Passita CLAI, vera e propria eccellenza della tradizione rurale e gastronomica romagnola. Già, parliamo nientemeno che della Salsiccia Passita CLAI, vera e propria eccellenza della tradizione rurale e gastronomica romagnola. Pensate che, un tempo, era il primo salume, tra quelli dell’invitante riserva appesa in cucina, a venire consumato subito dopo le carni fresche.

La Tradizione e la Produzione della Salsiccia Passita CLAI
La tradizione dei salumi e dei formaggi è profondamente radicata nella cultura gastronomica romagnola. Il salame romagnolo ha grande tradizione ed è preparato con carne di maiale, sale, pepe, aglio e vino.
Prodotta fin dagli anni ’60 con le migliori carni magre di suini italiani, nati e allevati in Italia, e insaccata in budello naturale, la Passita è facilmente pelabile, tenera, dolce e si scioglie letteralmente in bocca. Oggi, la Passita è sempre la stessa, e se da un lato rimane fedele alla tradizione e al suo gusto inconfondibile, dall’altro si è però messa al passo coi tempi, diventando addirittura testimonial del rebranding di un’intera cooperativa agricola romagnola, il Gruppo CLAI (Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi).
CLAI ha deciso di ripartire proprio da qui, dalla tradizione, dal Made in Italy, dalla terra e dalle persone che vi lavorano quotidianamente, per attivare un processo di aumento del valore della cooperativa in ottica di un miglior posizionamento sul mercato. È proprio il nuovo logo, infatti, che collega storia e valori del passato e del presente, con il futuro e con ciò che CLAI sa far meglio: coltivare, allevare, produrre, vendere e distribuire nel mondo prodotti alimentari Made in Italy di eccellenza, attraverso la valorizzazione di una filiera integrata e certificata.
Per questo CLAI investe in sicurezza e innovazione di prodotto, così da garantire, in ogni momento e in ogni fase della filiera, precisi standard di qualità, benessere dei lavoratori e la soddisfazione delle esigenze del consumatore.
Ma torniamo alla vera protagonista: la Passita. È un prodotto semplice, buono, adatto ad ogni occasione (antipasto, aperitivo, panino, picnic, nel classico tagliere italiano, nelle ricette gourmet…), per chi sta cercando un salame dal gusto e dall’aspetto unico. Ora non vi rimane che assaggiare la Passita e lasciare che la scioglievolezza al palato faccia il resto.
Ricette e Abbinamenti con la Salsiccia Passita
La salsiccia passita si presta a molteplici utilizzi in cucina, esaltando i sapori di piatti semplici e raffinati. Ecco alcune idee:
- Antipasto: Tagliata a fettine sottili e servita con crostini di pane e formaggi freschi.
- Aperitivo: Accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso locale.
- Panino: In un panino con rucola e scaglie di parmigiano.
- Ricette Gourmet: Utilizzata come ingrediente per farcire involtini di carne o per arricchire sughi e condimenti.
Pasta con salsiccia e peperoni, come la faceva nonna Carmela
Involtini di Carne e Salsiccia Passita CLAI
Gli Involtini di carne con radicchio e salsiccia Passita CLAI sono deliziosi, morbidi e molto facili da fare.
- Preparare delle fettine sottili di carne (vitello, manzo o pollo).
- Farcire ogni fettina con radicchio tagliato a listarelle e pezzetti di salsiccia passita CLAI.
- Arrotolare gli involtini e fissarli con uno stuzzicadenti.
- Cuocere in padella con un filo d'olio fino a doratura.
- Servire caldi.
La salsiccia è sicuramente uno dei prodotti più tipici della tradizione culinaria italiana. Così come avviene per altri prodotti a base suina, la salsiccia può essere venduta fresca o secca a seconda di come la si lavora. Di base, la salsiccia stagionata si otterrà partendo da una salsiccia fresca alla quale verrà aggiunto più sale, e che sarà lasciata a riposare (o stagionare, per l’appunto) in un luogo idoneo a tale processo. Il risultato è una specie di salame che può contare sul doppio vantaggio di poter essere consumato sia crudo che cotto.
Partiamo dal consumo a crudo. Innanzitutto, la salsiccia stagionata, con il suo sapore deciso e inconfondibile, fa la sua splendida figura anche in solitaria, e non sono pochi i consumatori che preferiscono mangiarla al naturale, mordendola direttamente dopo averla spellata. In mezzo a due fette di pane, poi, la salsiccia tagliata a fettine dà il meglio di sé: il pane ne smorza le note più aggressive e ne esalta quelle più delicate, rendendolo un prodotto apprezzabile per tutti i palati.
Cruda e tagliata a fette, infine, può essere inserita del classico tagliere di salumi e formaggi, magari insieme a diverse varianti di salsiccia stagionata regionali, salami, coppa e prosciutto.
| Piatto | Ingredienti Principali | Abbinamenti Consigliati |
|---|---|---|
| Antipasto | Salsiccia Passita, crostini, formaggi freschi | Vino bianco frizzante |
| Aperitivo | Salsiccia Passita a cubetti | Vino rosso locale |
| Panino Gourmet | Salsiccia Passita, rucola, parmigiano | Birra artigianale |
| Involtini di Carne | Salsiccia Passita, fettine di vitello, radicchio | Vino rosso corposo |
È un prodotto che si presta bene anche ad essere cotto. Con della salsiccia stagionata e fiori di zucca si può preparare ad esempio un ottimo ciambellone salato. Dopo aver preparato l’impasto per il ciambellone, arricchiamolo con cubetti della nostra salsiccia e i fiori di zucca, facciamo riposare e inforniamo per 40 minuti a 180°. Il risultato sarà un dolce/salato atipico, che richiama ai sapori rustici di un tempo e che sorprenderà piacevolmente anche i palati più fini.
Ed è proprio con i sapori più tradizionali che la salsiccia stagionata si fa apprezzare al meglio, ad esempio come coprotagonista in un piatto di patate stufate. Possiamo preparare le patate come meglio preferiamo, allungandole magari con del brodo e della passata di pomodoro per enfatizzarne i sapori; quando sono quasi pronte (5-10 minuti prima della fine della cottura, in linea di massima), aggiungiamo dei tocchetti di salsiccia stagionata grandi più o meno come i nostri tocchi di patate (2 cm circa). Avremo così realizzato un piatto che rispecchia a pieno la nostra italianità, sostituendo però alla solita salsiccia fresca la sua versione secca.
È un secondo ricco ma semplice, che non sfigura su nessuna tavole e in nessun contesto, e che si apprezza particolarmente se accompagnato da del buon vino rosso, magari a Km0.
Altri Miti e Tradizioni Romagnole
Oltre alla salsiccia passita, la Romagna è ricca di altri miti e tradizioni gastronomiche. Altro mito della terra di Romagna è il formaggio di fossa, re della nostra tavola, dal gusto e profumo particolare, con venature amarognole e fragranze di sottobosco. In Romagna si dice che “la tevla en s’elza mai se la boca la n’ha de furmaj”, ovvero che non ci si alza mai da tavola se la bocca non sa di formaggio. Lo squacquerone ha un nome che descrive benissimo la sua consistenza cremosa che si scioglie delicatamente in bocca.
Tra i piatti tipici romagnoli ci sono quelli a base di pesce, grazie alle coste bagnate dal mare Adriatico. Il pescato dell’Adriatico è ricchissimo e permette di portare in tavola tantissimi piatti di pesce: canocchie, calamari, sogliole, rombi, vongole, triglie e e’pés turchin, come qui chiamano il pesce azzurro.
Per quanto riguarda la verdura, la Romagna (e più precisamente Brisighella) è la patria del Carciofo Moretto, un frutto autoctono dal corpo più piccolo, allungato e saporito rispetto ad altre varietà di carciofo. Potremmo continuare all’infinito enumerando tutti i sorprendenti prodotti tipici romagnoli, ma scegliamo di chiudere in bellezza condendo la nostra lista con un filo d’olio extra vergine di oliva romagnolo.
Chi dice Romagna dice vino, o meglio, e’ be’. Un altro rosso locale è il Rubicone, dalle note floreali e fruttate e il gusto leggermente sapido, meno famoso ma ugualmente irresistibile.