Lo sciroppo di rose è una specialità che affonda le sue radici nella tradizione genovese, un autentico simbolo gastronomico legato al territorio e alla sua storia. Preparato con petali di rose antiche, questo sciroppo incarna un'arte confettiera secolare, tramandata di generazione in generazione.

Rosa Centifolia Muscosa, una delle varietà utilizzate per lo sciroppo.
Storia e Tradizione
I prodotti a base di rose hanno una storia talmente profonda da perdersi nel tempo. In generale l’impiego di questi prodotti si divideva fra la farmacopea e l’alimentazione con prevalenza della prima. Nel Seicento Genova vanta una sorta di primato nella preparazione di prodotti a base di rose soprattutto all’interno dei monasteri: le confetture e le conferve in zuccaro sono le più eccellenti che s’acconcino in alcun’altra parte del Mondo; ed eccellentissime n’escono quelle di molti Monasteri di Monache, così li zuccari rosati, l’agro di Cedro, e altri medicinali.
Dalla fine del Settecento, la famiglia Romanengo rappresenta la confetteria genovese, ed i suoi prodotti a base di rosa rimangono oggi il simbolo assoluto dell’arte confettiera di casa nostra. Lo sciroppo di rose sta a Genova come il tè sta all’Inghilterra: tonico per tutti i mali, toccasana per il palato e per il cuore, bevanda raffinata e preziosa che tutti ricordano nelle credenze delle nonne, preparata con le rose dei vari giardini.
Il Ruolo di Vedova Romanengo
Tutto nasce a Genova nel 1805 e grazie al coraggio e all'intraprendenza di una donna, Adele, che nel secolo scorso ha guidato la sua impresa con passione e dedizione, la Confetteria si è affermata tra le più rinomate fabbriche di frutta candita, cioccolato, confetti, dolci e conserve, diventando a Genova il punto di riferimento dei grandi personaggi dell'Ottocento, tra cui Elisabetta d'Austria. Presente nelle maggiori esposizioni internazionali a cavallo del Novecento, Marchi Storici Riuniti ha saputo reinterpretare la tradizione dolciaria genovese e italiana di Vedova Romanengo con l'innovazione e la passione dell'imprenditoria di oggi.
Vedova Romanengo è un marchio di Marchi Storici Riuniti, iniziativa di un gruppo di imprenditori e professionisti genovesi per sviluppare, riscoprire e rilanciare i marchi legati alla tradizione e al patrimonio condiviso di Genova.

Lo Sciroppo di Rose come Presidio Slow Food
Da qualche anno lo sciroppo di rose è entrato a far parte dei cosiddetti Presidi Slow Food, cioè di quei prodotti alimentari che la nota associazione gastronomica promuove, tutela e protegge dal rischio di estinzione. Partendo da alcuni produttori di petali dell’Alta Valle Scrivia e dalle poche piante di rose che ciascuno di essi conservava, anche con l’aiuto del Parco dell’Antola, si riuscì a riprodurre nuove piantine di rose e rilanciare così la produzione di petali allargando anche la ripresa allo sciroppo di rose.
Oggi queste piccole aziende agricole hanno ampliato la produzione di petali fornendoli ai trasformatori e producendo in proprio lo sciroppo di rose e molti altri prodotti derivati. Queste piante appartengono a varietà definite genericamente “antiche”, dotate di un profumo intenso e persistente che conferisce ai propri derivati un aroma inimitabile.
Ricetta Tradizionale dello Sciroppo di Rose
La ricetta dell’infuso è semplicissima: si immergono i petali con un poco di limone in acqua precedentemente portata a ebollizione. Si spegne il fuoco e si lascia macerare il tutto per circa 24 ore, quindi si filtra il liquido di macerazione, si torchia la massa dei petali residua e si aggiunge lo zucchero.
Ecco i passaggi dettagliati:
- Portare a ebollizione l’acqua.
- Toglierla dal fuoco e versarla sui petali di rosa.
- Mescolare l’infuso energicamente finché tutti i petali saranno ben incorporati nel liquido.
- Aggiungere il succo di limone.
- Filtrare l’infuso con una garza o con un setaccio.
- Mettere nuovamente l’infuso sul fuoco.
- Aggiungere lo zucchero, cercando di farlo sciogliere completamente.
- Imbottigliare lo sciroppo ancora caldo (per evitare la formazione di muffe) in contenitori asciutti e a chiusura ermetica.
Lo sciroppo di rose non contiene alcun tipo di colorante né conservante.
Utilizzo dello Sciroppo di Rose
Lo sciroppo e lo zucchero rosato si usano anche per certi dolci come i canestrelli, lo strudel, gli amaretti e per molti altri dessert al cucchiaio. La dolcezza unica di questo sciroppo esalta le sue caratteristiche: dissetante, astringente, purificante.
Rosa Brillante: Un Nuovo Modo di Gustare lo Sciroppo di Rose
Il tradizionale sciroppo di rose genovese viene proposto in una veste attuale e innovativa, partendo dalla rosa canina e dalla rosa bulgara, appartenenti alle cosiddette "rose antiche", per creare una bevanda dissetante, leggera e frizzante. Ideata da Alessandro Cavo e sviluppata da Fabio Re, drink designer italiano e uno dei maggiori esperti di bevande premium best seller, Rosa Brillante è un soft drink dissetante e analcolico, ideale come ingrediente per miscelati e cocktail.
Gin & roses fizz:
- Prendere un bicchiere di tipo highball e riempirlo di cubetti di ghiaccio.
- Prendere uno shaker e riempirlo a sua volta di cubetti di ghiaccio.
- Aggiungere in un bicchiere 4,5 cl (1,5 oz) di London Dry Gin e 3 cl (1 oz) di succo di limone fresco.
- Rimuovere l'acqua in eccesso dallo shaker, versarvi gli ingredienti e agitare.
- Rimuovere il ghiaccio dall'highball e versarvi la soluzione ottenuta.
- Completare aggiungendo 8 cl di Vedova Romanengo Rosa Brillante.
- Guarnire con un petalo di rosa cristallizzato Vedova Romanengo da riporre all'interno dell'highball.
Durante la presentazione di Rosa Brillante è intervenuto anche lo chef stellato Ivano Ricchebono del ristorante The Cook al Cavo.