Il gelato, con la sua freschezza e infinita dolcezza, non è solo un piacere per il palato: nel tempo, infatti, si è insinuato nell’immaginario collettivo italiano, diventando un simbolo di spensieratezza, amore estivo e piccoli piaceri quotidiani. Non sorprende, quindi, che nel corso degli anni diversi cantautori abbiano trovato ispirazione in questo “cremoso” protagonista, dedicandogli versi indimenticabili o utilizzandolo come metafora dei sentimenti umani.
Un gesto semplice ma, al tempo stesso, carico di promesse è al centro di “Se mi compri un gelato” (1964) di Mina. La genuinità di un gusto classico viene celebrata da “Gelato al limon” (1979) di Paolo Conte. Il gelato diventa parte integrante di una vivace scena estiva in “Sotto il sole di Riccione” (2017) dei Thegiornalisti. Anche “Estate” (1991) di Jovanotti include il gelato nel suo ritratto vivido dell’estate italiana: “Prendi un gelato, vuoi un gelato?”. Un’immagine più nostalgica e poetica del gelato la troviamo in “I Giardini di Marzo” (1972) di Lucio Battisti. L’intensità di un sentimento amoroso viene, invece, paragonata alla fragilità di un “Gelato all’equatore” (1999) da Pino Daniele. Le canzoni appena elencate, ognuna con la propria melodia e il proprio stile, ci mostrano come il gelato non sia solo un alimento amato, ma anche un elemento culturale radicato nel nostro immaginario.
Ma il viaggio musicale alla scoperta del gelato non può che iniziare con “Gelato al Cioccolato” (1979) di Pupo. Quella che parlava di un gelato “dolce un po’ salato”, per intenderci. Ebbene, oggi è lo stesso interprete con una buona dose di coraggio a raccontarci la verità. Se per anni avete riso sotto i baffi malignando messaggi subliminali più o meno evidenti, ebbene: avete sempre avuto ragione.
Pupo canta le lodi al contrario dello strumento del dimonio

La Confessione di Pupo: Un'Ispirazione Tunisina
Pupo, che a Gelato Cioccolato deve gran parte della sua fama, racconta a TMNews che l’autore di quel testo, Cristiano Malgioglio, lo scrisse di ritorno da una vacanza in Tunisia che sarebbe stata a dir poco di ispirazione per l’autore. Solo che l’ex ciuffo più bianco della tivvù si sarebbe dimenticato di precisare questa circostanza all’interprete che avrebbe quindi intonato le parole “incriminate” nella sua più totale innocenza.
Ecco le dichiarazioni del buon Enrico Ghinazzi, passato alla storia come Pupo: "Il testo lo ha scritto Cristiano Malgioglio ma io non mi ero mai interessato da dove avesse tratto l’ispirazione. Quando poi qualche anno fa, quindi a distanza di anni, quando la canzone era già un grande successo mondiale, Malgioglio mi raccontò tutto… Ecco da qual momento io quando canto ‘Gelato al cioccolato’ non sono più lo stesso…".
Più volte, infatti, Pupo ha spiegato che rimase un po' di stucco quando Malgioglio gli spiegò il significato reale della canzone e di quel gelato al cioccolato, dedicato a un ragazzo tunisino, e scritto proprio mentre tornava da un viaggio in quel Paese. Ai microfoni di Fanpage.it, infatti, il cantante fiorentino spiegò: "Il testo lo ha scritto Cristiano Malgioglio ma io non mi ero mai interessato da dove avesse tratto l'ispirazione. Quando poi qualche anno fa, quindi a distanza di anni, quando la canzone era già un grande successo mondiale, Malgioglio mi raccontò tutto… Ecco da qual momento io quando canto ‘Gelato al cioccolato', non sono più lo stesso. Dopo una vacanza in Tunisia di una settimana, ha dedicato questo brano ad un ragazzo. Io ogni volta che canto ‘Gelato al cioccolato', mi vedo il tunisino con il gelato al cioccolato".
Da un lato c’è una persona invaghita della bellezza della persona che ha incontrato e manifesta questo suo interesse telefonando e aspettando impaziente una risposta, dall’altro lato una persona scostante, che evidentemente si allontana nonostante le dichiarazioni d’amore e si mostra annoiata. È una persona affascinante che nel movimento rivela tutta la propria bellezza, sottolineata dai capelli che muovendosi un po’ rivelano e un po’ nascondono i tratti del viso. Quando una persona simile ti strega con il suo fascino non conta più nulla e tutto quello che si desidera è che la magia di quel momento non termini mai (“Rimani così che dolce sei tu non chiedo di più”).
La Versione di Malgioglio: Un Budino "Dolce un po' Salato"
Eppure Cristiano Malgioglio non ha mai confermato le voci "africane", anzi, ha più volte smentito che si trattasse di questo, attribuendo l'ispirazione a un budino che preparò sbagliando a mettere lo zucchero, sostituito col sale. In un'intervista a Radio Deejay, spiegò: "Mi avevano chiamato per scrivere una canzone e mi dissero ‘Fai una cosa sul gelato', ma sai io sto lavorando con Mina, non me la sento, poi sono tornato a casa e quel giorno mi preparo un budino, solo che al posto dello zucchero ho messo il sale e così è venuto ‘dolce e un po' salato', voi pensate sempre al doppio senso, ma dico la verità".
Il cantautore ricorda di essere stato chiamato dal discografico Freddy Naggiar, che gli aveva chiesto di scrivere un brano per un giovane artista destinato a chiamarsi Pupo. Da quell’occasione nacque il testo che, sorprendentemente, fu ispirato da un semplice budino al cioccolato. Malgioglio racconta: “Mi chiamò il suo discografico Freddy Naggiar: ‘Ho qui un ragazzo, vorrei chiamarlo Pupo’. ‘Bupo?’. ‘Sì. Scrivigli una canzone fresca’. Torno a casa, mi viene voglia di budino al cioccolato, lo preparo. La governante aveva scambiato i barattoli di sale e zucchero. Ed è venuto ’dolce un po’ salato’”.

Malgioglio: Autore di Successi e Aneddoti Indimenticabili
Cristiano Malgioglio è uno dei personaggi più noti dello spettacolo italiano, non solo per le canzoni che ha cantato in prima persona o per la tv, ma anche e soprattutto per il suo lavoro autorale. Il cantante di Ramacca, infatti, ha scritto anche tantissimi successi per artisti del calibro di Mina, Adriano Celentano, Ornella Vanoni, nonché quella che probabilmente è la canzone più famosa - e discussa, senza dubbio - di Pupo, ovvero "Gelato al cioccolato".
Il paroliere ricorda anche altre sue opere finite al centro di polemiche. È il caso di L’importante è finire, che quest’anno compie 50 anni. All’epoca fu censurata alla radio per presunti riferimenti ambigui. La stessa madre di Malgioglio inizialmente lo rimproverò: “Che schifezza hai scritto?”. Solo leggendo davvero il testo ne riconobbe la bellezza. “Ci vedevano chissà cosa, mi vergogno pure a dirlo. Non mancano altri titoli che fecero discutere, come Ancora, ancora, ancora o Forte forte forte. Per Amanda Lear scrisse Ho fatto l’amore con me, mentre su A far l’amore comincia tu di Raffaella Carrà composta da Boncompagni dichiarò: “Questo pezzo è orrendo”.
Malgioglio ricorda con affetto Franco Califano, che avrebbe voluto collaborare con lui perché “aveva grande ammirazione”, e l’esperienza con Adriano Celentano, capace di trasformare un suo pezzo in qualcosa di completamente nuovo. “Arrivò in studio, si sedette e cantò le parole, ma con una melodia completamente diversa, era un’altra canzone, non la mia.
Il Doppio Senso e il Successo Mondiale
"Gelato al cioccolato" è il secondo album della carriera di Pupo e trae il titolo proprio dalla canzone omonima che porta la firma di Malgioglio e Clara Miozzi. Ma è stato il significato della canzone, anzi il mistero attorno a questo, a contribuire un po' anche al successo del brano. Senza peli sulla lingua, infatti, pare che Malgioglio avesse nascosto un po' di malizia in un testo che oggi cantano anche i bambini.
In definitiva, che si tratti di un amore esotico o di un budino mal riuscito, "Gelato al Cioccolato" rimane una canzone iconica, capace di suscitare emozioni e curiosità a distanza di decenni. Un piccolo capolavoro della musica italiana, intriso di ambiguità e dolcezza.
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