Tricesimo, una splendida località alle porte di Udine, situata in una posizione strategica ai piedi delle colline moreniche, offre un panorama culinario ricco e variegato, con un occhio di riguardo alla tradizione friulana e un'attenzione crescente verso le nuove tendenze gastronomiche. In questo contesto, la pizza assume un ruolo di primo piano, declinata in molteplici varianti per soddisfare tutti i palati.

Panorama di Tricesimo, una località ricca di storia e tradizioni culinarie.
Ristoranti Storici e Nuove Tendenze
Il Ristorante Pizzeria L’Autogrill, situato in Via Nazionale, la principale arteria e cuore pulsante di Tricesimo, è un punto di riferimento storico che sta vivendo una nuova ed entusiasmante evoluzione. Questo locale, come altri nella zona, testimonia la capacità di coniugare tradizione e innovazione nel mondo della ristorazione.
L'Autogrill: Un Classico in Evoluzione
Situato in posizione centrale, L'Autogrill offre una pizza che si distingue per la sua versatilità. Consapevoli delle crescenti esigenze legate alle intolleranze alimentari, tutte le pizze sono disponibili, su richiesta, anche in versione senza lattosio e senza glutine, per non rinunciare mai al piacere di una buona cena in compagnia. Il cuore pulsante del ristorante è il pesce, ma la pizza rimane un punto forte dell'offerta.
Un altro esempio di eccellenza nel panorama locale è il ristorante e pizzeria Al Cjâriesar. Grazie all’atmosfera accogliente e calda, ma allo stesso tempo raffinata e di classe, questo locale è in grado di ospitare i propri clienti per un momento di pausa e relax all’insegna della buona pizza e della cucina tipica friulana.
Al Cjâriesar: Tra Tradizione e Innovazione
Al Cjâriesar è rinomato anche dagli amanti della pizza in teglia: il menu propone sia le classiche margherita, bufalina, quattro stagioni e quattro formaggi, sia pizze con farciture più estrose, inventate dal mastro pizzaiolo per esaltare gli ingredienti del territorio. Il menu varia le proprie proposte seguendo la rotazione stagionale e la disponibilità delle materie prime più fresche, selezionando con grande attenzione gli ingredienti impiegati nelle preparazioni e proponendo sempre prodotti del territorio da fornitori di fiducia della provincia di Udine.
Oltre alla pizza, il menu propone una vasta scelta di piatti della tradizione, come nel caso della pasta fatta in casa, della polenta e delle ricche grigliate di carne; tutti le specialità proposte dal locale vengono preparate con cura dalle mani esperte dello chef. La proposta dei dolci è ricca e variegata, perfetta per chiudere ogni pasto in bellezza. Il personale di sala vanta una lunga esperienza nel mondo della ristorazione ed è sempre pronto a fornirvi maggiori informazioni sulla cucina friulana e sulla preparazione di ogni piatto. Oltre a una vasta selezione di piatti della tradizione friulana e pizze in teglia, il ristorante pizzeria propone una vasta selezione di vini pregiati e birre artigianali. Il personale di sala è sempre pronto a guidarvi nella scelta del miglior abbinamento tra pietanza e vino, per assicurarvi un’esperienza culinaria unica e indimenticabile.

La classica pizza margherita, un must in ogni pizzeria.
Dusci Gangi: Sapori Siciliani a Tricesimo
Non si ferma l'espansione dei locali di Dusci Gangi. Dal 30 maggio apre un nuovo punto vendita in via Tricesimo 46. A più di 20 anni di distanza dall'esordio a Udine per il bar caffetteria di via Grazzano che propone specialità siciliane, ora la seconda generazione apre il quarto locale in città. Cucina a vista, la possibilità di pranzare in loco, i profumi e le delizie della gastronomia siciliana: ecco le principali novità del locale che aprirà a fine mese, il 30 maggio, in via Tricesimo, 46.
"Si potrà venire da noi per un pranzo veloce, abbiamo previsto circa 50 posti a sedere - ci racconta Gaetano Gangi, seconda generazione della famiglia titolare dei vari Dusci -. Ma anche si potrà passare a prendere qualche pietanza per asporto. Dalla colazione all'aperitivo all'insegna della cucina tradizionale siciliana. Arancini, pizze, cannoli, brioche con il tuppo, l'immancabile pistacchio ci sarà ampia scelta per soddisfare il palato dei nostri clienti".
Un locale che è forte della tradizione di famiglia: "Ci saranno circa una ventina di persone che lavoreranno in questo nuovo locale. E aggiunge: "Anzi siamo sempre alla ricerca di nuove figure, ad esempio, stiamo cercando un autista perché nel locale di via Tricesimo abbiamo realizzato il laboratorio principale dove verranno realizzate le prelibatezze anche per gli altri punti vendita e dobbiamo organizzare la distribuzione. Unica cosa che chiediamo davvero è avere voglia di lavorare". Ma il progetto non si ferma qui. "Abbiamo intenzione di organizzare delle feste, con cadenza regolare, tipo una volta a l mese. Ci sarà un dj set e tanta voglia di stare insieme. Magari più avanti possiamo pensare anche di fare della musica da vivo. Era il 2001 quando i due fratelli Gangi, Giuseppe e Salvatore, hanno aperto la prima pasticceria in via Grazzano 98. "Mio padre e suo fratello sono emigrati dalla Sicilia in cerca di fortuna. Hanno scelto Udine e ormai ci sentiamo udinesi a tutti gli effetti. Dobbiamo tanto a questa città che si ha accolto e questa traguardo è dedicato anche a loro, ai nostri clienti. Quando hai dei valori nella vita poi si rispecchiano anche nel lavoro.
La vera storia della pizza margherita al TG1
La Birra Moretti e il "Baffone" di Tricesimo
Un aneddoto curioso lega Tricesimo alla storia della birra Moretti. Tutti, o quasi, conoscono il racconto secondo la quale Lao Menazzi Moretti avrebbe immortalato la figura del “Baffone”, simbolo della casa produttrice udinese, all’esterno della trattoria Boschetti di Tricesimo. Stefano Buiatti, docente di Tecnologia della Birra all’Università di Udine non è stato sensibile all’adagio che recita “perché rovinare una bella storia con la verità?” e ha fatto luce sulla vicenda.
La birra Moretti è associata all’immagine del noto “Baffone” intento a bere un boccale di birra, immagine nota ormai a livello non soltanto nazionale ma icona pubblicitaria riconoscibile a livello internazionale. Ma chi era questo signore dai grandi baffi? È realmente esistito o è solo il frutto della fantasia della cartellonista Segala che lo raffigurò nella famosa pubblicità? E se è realmente esistito, chi era? Ma partiamo da lontano e quindi da quanto narrato dal commendatore Lao Menazzi Moretti. È il 1940 e la birra Moretti viene già bevuta in tutto il Friuli da oltre 80 anni, quando il commendatore vede il suo “baffone” seduto ad un tavolino nel cortile del Boschetti di Tricesimo. Era il bevitore di birra che cercava, un personaggio genuino, autentico. Il comm. Moretti gli chiede il permesso di fotografarlo e cosa voleva in cambio. Racconta che l’uomo rispose “Ch’al mi dedi di bevi, mi baste” (“Mi dia da bere, mi basta”). Vennero scattate le foto che, dopo la guerra, furono consegnate alla cartellonista Segala che ne ricavò il cartellone pubblicitario divenuto sinonimo di birra Moretti.
Per quanto affascinante, curiosa e singolare questa narrazione, divenuta leggenda, come tutte le leggende, non ha fondamento di verità. La storia, si sa, è fatta di documenti originali, di testimonianze autentiche scritte, di documenti fotografici e/o video. Ed è proprio di questa ultima fonte storica che dobbiamo parlare. Nella locanda Stangl a Thurau in Tirolo, non molto distante da Innsbruck, il 2 aprile del 1939, domenica delle Palme, Erika fotografò il signore Romed Schreiner mentre beveva la sua birra. C’è anche un’altra foto che lo ritrae mentre sonnecchia su una panca della medesima locanda probabilmente dopo una abbondante libagione o bevuta, presumibilmente di birra.
Ma come è stato possibile arrivare, sia pure faticosamente, alla verità dei fatti? Per spiegarlo dobbiamo introdurre una nuova figura che nulla ha a che vedere direttamente con il mondo della birra, parliamo infatti di un architetto appassionato di fotografia: Ennio Puntin Gognan (1926-2014). L’architetto Gognan era amico della Erika Groth e quindi fin dall’inizio di questa vicenda, che assunse i contorni di una disputa legale, era a conoscenza della verità. E’ il 1956 quando la Groth scende in Italia con il marito per trascorrere le ferie nel nostro paese e passato a Tarvisio il valico di Coccau si imbatte nei cartelloni stradali pubblicitari della Birra Moretti che ritraggono l’immagine disegnata del Sig. Riconosce subito naturalmente la sua foto anche perché il disegno ne riproduce quasi fedelmente i particolari, compreso quanto si vede sullo sfondo. Sorpresa per questo uso improprio in quanto non autorizzato di una sua opera ne chiede ragione con una lettera alla Birra Moretti. Nell’archivio Puntin Gognan sono presenti copie della corrispondenza intercorsa tra la Groth e la Birreria Moretti dal novembre del 1956 al gennaio del 1957. Sicuramente la più significativa è quella inviata e firmata da Lao Menazzi Moretti il 17/12/1956 nella quale si legge “…(omissis)…Riconosciamo quindi senz’altro fondate le Vs. osservazioni e Vi preghiamo indicarci se siete d’accordo di cedere tutti i Vs. diritti sulla fotografia in discussione, dopodiché ci faremo premura di inviarVi all’indirizzo segnalatoci, la somma da Voi richiesta e cioè L. La questione è risolta, la Birreria Moretti riconosce che la Erika Groth Schmachtenberger è l’autrice della fotografia.
Ma in realtà è risolta solo tra le parti, non per il grande pubblico al quale per decenni verrà ancora raccontata la leggenda del Baffone. Ovviamente questa era una verità scomoda per la Moretti; nel pubblicizzare e proporre sul mercato italiano e locale una birra friulana è evidente che il baffone doveva essere friulano esattamente come la birra nel boccale che è intento a bere. Non sorprende pertanto la posizione dell’azienda udinese che per molti anni ha continuato a sostenere la leggenda del baffone incontrato e fotografato da Lao Menazzi Moretti al Boschetti di Tricesimo. In quanto all’Arch. La Groth scomparve nel 1992 e raccontò che con la somma ricevuta dalla Moretti (corrispondenti a meno di 600 euro di oggi!) si comprò una stufa. Dopo la scomparsa della Groth, l’architetto Puntin donò al sindaco di Thaur tutta la documentazione raccolta sulla vicenda. Nel volume “Ennio Puntin Gognan, Architetto e fotografo” dedicato all’architetto Puntin, uscito in occasione della mostra, è presente un’appendice dal titolo “La vera storia del Baffone della Moretti” che con dovizia di particolari svela la verità inconfutabile su questo signore divenuto inconsapevolmente testimonial di una birra.

Il famoso "Baffone" della Birra Moretti.