Zeus, Pizza, Storia e Leggenda: Un Viaggio tra Sapori e Tradizioni

La pizza, simbolo della gastronomia italiana, si intreccia con storie di territori e leggende antiche. Allo stesso modo, la cucina greca, ricca di sapori e tradizioni, offre un'esperienza culinaria unica. Questo articolo esplora questi temi, partendo da un fatto di cronaca per poi immergersi nella storia e nelle tradizioni di Lauro e della Grecia.

Un Fatto di Cronaca: Rissa in una Pizzeria Zeus

Nel dicembre 2018, a Quinto di Treviso, una disputa accesa ha coinvolto il titolare e un dipendente della pizzeria da asporto Zeus di via Ciardi, e due fratelli di nazionalità kosovara. Da denunce incrociate si è passati a un procedimento penale per rissa. Alla sbarra sono finiti Imer Berisha, 49 anni, titolare della pizzeria all’epoca dei fatti, il pizzaiolo Adem Morina, 25 anni, e i fratelli Salih e Albert Buzhala, di 31 e 30 anni. Il giorno precedente i due fratelli si erano recati nel locale per avere informazioni su un ex dipendente della pizzeria, sostenendo che avesse picchiato un loro zio. Ma il titolare aveva detto di non sapere dove abitava e dove lavorasse. Il giorno successivo i due fratelli tornarono allo Zeus, e ben presto gli animi si scaldarono. Berisha e Morina hanno raccontato di essere stati presi a sprangate dai fratelli Buzhala e di aver reagito colpendo a loro volta utilizzando le pale per tirare fuori le pizze dal forno.

Al loro arrivo i militari hanno trovato soltanto il pizzaiolo e il suo dipendente. Portati in ospedale, il primo ha riportato un trauma cranico, ferite multiple al cuoio capelluto e una contusione alla mano sinistra giudicate guaribili in 10 giorni di prognosi, mentre il secondo un trauma cranico con ferite al volto giudicate guaribili in 7 giorni. Salih Buzhala, invece, aveva raggiunto da solo il Ca’ Foncello per una ferita alla testa giudicata guaribile in 7 giorni di prognosi. Da lì scattarono le indagini, con i quattro protagonisti che a coppie hanno sporto denuncia. La Procura, analizzati i fatti, ha infine deciso di spedire tutti quanti davanti al giudice per rispondere del reato di rissa.

Lauro: Tra Storia e Leggenda

La storia di Lauro, in Campania, è avvolta in un'aura di leggenda. Una narrazione antica racconta che Ercole, dopo aver fondato Ercolano, giunse in località Frecogna (o Friconia o Fregonia) dove fu accolto con giubilo dagli abitanti. Impressionato dalla devozione dimostrata con rami di lauro, l'eroe decise di proteggere il territorio, cambiando il nome Frecogna in Lauro.

La fondazione di Lauro da parte del figlio di Zeus è una leggenda, non ne conosciamo quindi le radici ma possiamo supporre che essa sia stata tramandata oralmente e poi trascritta giungendo così fino a noi autorizzandoci ad ipotizzare, seppur sprovvisti di riscontri storici, la gloriosa alba di questo territorio … e comunque, leggenda o non leggenda, che Lauro e il circondario sorgano in un luogo la cui aria appare intrisa di antichità e di gloria è un dato di fatto: tombe sannitiche rinvenute in zona e reperti ceramici risalenti addirittura all’età preistorica raccontano un lunghissimo viaggio lungo i sentieri del tempo e della conoscenza consentendoci di ricostruire, con l’ausilio anche dell’immaginazione, epoche e civiltà misteriose e inaccessibili. La romanità di Lauro e del Vallo è impressa nelle pietre, nei reperti che il presente ci ha consegnato grazie al lavoro di instancabili studiosi che ha permesso di ricostruire quel passato che da qualche decennio non ci appare più così confuso e vago.

Per amare un luogo è necessario scrutarlo, penetrarlo, conoscerlo … non serve percorrere distrattamente un tratto di strada, è importante attraversarlo con la volontà di comprenderlo solo così si potranno percepire i suoni, i rumori, gli odori, le voci, quegli elementi che identificano un posto e che niente e nessuno potrà sradicare. La sensazione di perderci nei meandri del tempo immaginandoci proiettati in una dimensione sì remota ma familiare, non è inconsueta se ci inoltriamo tra le vie di Fellino: varcata la soglia della porta medievale su cui solo nel 1789 fu collocato l’orologio che ancora oggi si può ammirare, si giunge in un ameno e caratteristico rione che come pochi riesce a farsi ascoltare … e che sussurra all’anima parole arcaiche, sprigionando poi penetranti fragranze e svelando infine i suoi segreti.

Parlando di “segreti” ecco che mi sovviene la graziosa chiesetta della Pietà, situata in tale quartiere ma al riparo da occhi indiscreti. Essa, di impostazione barocca e arricchita da preziosi dipinti ha custodito per secoli un tesoro nascosto emerso solo negli anni ’80 : l’ipogeo, che prima di diventare un sito medievale era stato probabilmente un tempio e conserva sia amorini provenienti da are pagane che affreschi raffiguranti la vita di Gesù, il più prezioso dei quali, il Battesimo, ritrae il Figlio di Dio nella sua totale nudità.

La Pinsa di Zeus a Foggia

A Foggia, Federico Carrozzino e Maria Sepe hanno scelto la pinsa come prodotto di punta di Zeus, pinseria, hamburgeria e vineria inaugurata lo scorso dicembre. La pinsa, una via di mezzo tra la pizza romana e quella napoletana, si distingue per la sua forma ovale, lo spessore di circa due centimetri e la sua leggerezza e croccantezza esterna, unita a una morbidezza interna.

La carta di Zeus annovera non solo pinse - se ne contano ben venti, ognuna con il nome di una divinità greca - ma anche hamburger, rigorosamente di Fassona, e taglieri accompagnati da un’accurata selezione di birre artigianali e vini prevalentemente locali, con una finestra sul Friuli per le bollicine.

Il Tiramisù Trevigiano Premiato

I titolari Laura Pozzebon e Lucio Callegaro si sono aggiudicati il “Cucchiaio di cristallo” per il loro tiramisù, realizzato seguendo la ricetta originale. Confcommercio Treviso, con la collaborazione di Fipe, ha voluto dar vita a questo particolare premio ritenendo il tiramisù non solo un prodotto tipico trevigiano ma una forte identità che si adatta in maniera trasversale a tutte le tipologie di locali, siano essi, bar, pizzerie o ristoranti, con l’obiettivo di arrivare ad un percorso di eccellenza che contraddistingua tutti i locali capaci di produrre il “vero tiramisù” con la ricetta tradizionale infallibile a base dei 6 famosi ingredienti: uova, zucchero, savoiardi, mascarpone, cacao, caffè.

La Carcioffolella: Un Omaggio a Zeus e alla Terra Campana

A Capua, il carciofo della varietà capuanella, quasi scomparso, è ritornato in auge grazie all'impegno di Gaetano Bellofatto. Il pizzaiolo Daniele Lepore ha creato la "carcioffolella", una pizza dedicata a questo fiore, con crema di carciofo Capuanella, spicchi di carciofo fritti e aromatizzati all’alloro, fiordilatte misto bufala, ciuffi di ricotta di bufala campana DOP, croccante di noci, pepe, olio extravergine di oliva “Oro di Caiazzo”.

Il giovane Lepore è un attento studioso di prodotti locali, quelli realizzati con metodi e la sapienza di un tempo oramai lontano. Il pizzaiuolo Daniele è altresì sostenitore dell’importanza di tutelare i beni della propria terra, come la capuanella ma anche l’olio, la mozzarella, il pomodoro e l’origano. Ha più volte affermato che “l’enogastronomia e l’artigianato di qualità costituiscono una leva fondamentale per la valorizzazione turistica e commerciale dei centri storici in quanto c’è una domanda sempre più interessata al consumo di prodotti tipici collegati alla storia e alle tradizioni locali”.

Secondo una credenza mitologica, il carciofo era una ninfa di nome Cynara, trasformata da Zeus in una pianta spinosa per il suo rifiuto. Il nome capuanella deriva da un vezzeggiativo che rimanda alla città di Capua, l’altera Roma, come la definì Cicerone, dove un tempo era assai diffusa la produzione di questo carciofo e la cui coltivazione va da marzo a metà maggio.

Grazie a Daniele Lepore la bontà della capuanella rivive declinata come ingrediente per caratterizzare la pizza, uno dei cibi più conosciuti in tutto il mondo. Una di queste sere potreste decidere di imbattervi in un incontro con il gusto e far visita alla pizzeria di Lepore.

Un Viaggio Culinario ad Atene

🍲 5 PIATTI che DEVI ASSAGGIARE IN GRECIA

Un viaggio ad Atene si rivela un'esperienza indimenticabile, soprattutto attraverso il cibo. Ogni ristorante è stato a suo modo emozionante: c’era chi impastava la pita a mano, come si fa da generazioni, e chi serviva piatti scolpiti nell’estetica contemporanea, ma con il cuore immerso nel mare dell’Egeo.

Ecco alcuni dei ristoranti scoperti:

  • Koutsou & Co.: Un ristorante minuscolo con un menu che cambia costantemente, ispirato ai prodotti del mercato.
  • Kapsa: Una perla dello street food ateniese, con un souvlaki indimenticabile.
  • Linou Soumpasis: Un ristorante in cui la cucina greca moderna si muove con grazia tra memoria e innovazione.
  • Taverna Oikonomou: Un luogo che ha il profumo di casa, con piatti semplici e onesti.
  • Pharaoh: Un ristorante che celebra la cucina greca tradizionale attraverso metodi di cottura ancestrali.
  • Akra: Un ristorante che fonde la tradizione greca con un approccio molto più moderno e creativo.

Nel cuore di Atene, a pochi passi da Monastiraki, c’è questo gioiello di cucina levantina. Gestito a conduzione familiare dove il menu propone street food ispirato alle tradizioni culinarie di Antiochia, Istanbul, Libano e Grecia, abbiamo avuto la possibilità di mangiare specialità del Levante a partire dal Lahmajoun, una sorta di pizza sottile con della carne speziata, il Peinirli, una piccola baguette o pane a barchetta ripieno di verdure e uovo, Zuppa di lenticchie e spezie.

Atene, con i suoi marciapiedi caldi, le colonne spezzate e le voci che si rincorrono tra le strade, ci ha regalato un viaggio che non dimenticheremo. Ma è soprattutto attraverso il cibo che ho iniziato davvero a conoscerla. Perché in ogni boccone c’è un pezzo di Grecia.

tags: #zeus #pizza #paese