Come Servire gli Spaghetti: Regole di Galateo e Consigli degli Chef

La pasta è un'icona culturale italiana, un piatto versatile e famoso in tutto il mondo. Tuttavia, a volte può creare difficoltà a livello di etichetta, soprattutto in contesti formali. Fortunatamente, il galateo offre una serie di accortezze per mangiare e servire la pasta in modo corretto.

Come Mangiare gli Spaghetti Secondo il Galateo

Gli spaghetti sono amati per la loro versatilità, ma possono essere difficili da gestire senza fare pasticci. Ecco alcune regole da seguire:

  • Non usare cucchiaio e forchetta: Contrariamente a quanto si crede, questa tecnica non è considerata elegante. Gli spaghetti si mangiano solo con la forchetta.
  • Non tagliare gli spaghetti: Tagliare gli spaghetti è una vera e propria infrazione dell'etichetta, ammessa solo per i bambini piccoli.

Fino a qualche tempo fa questa abitudine era considerata perfino segno di eleganza ed educazione (in particolare a Napoli) eppure, secondo il galateo, gli spaghetti si mangiano solo con la forchetta.

Assolutamente vietato tagliare gli spaghetti: non è una tecnica accettata per evitare di sporcarsi ma una vera e propria infrazione dell’etichetta. L’unico caso in cui è ammesso tagliarli è se a mangiarli è un bambino piccolo, al di sotto dei 5 anni.

Le Regole del Galateo per la Pasta Corta

Anche la pasta corta richiede alcune accortezze:

  • Infilzare con la forchetta: La pasta corta va infilzata con la forchetta, senza inserire i rebbi dentro l'incavo della pasta.
  • Pastina in brodo: Per la pastina in brodo, usare solo il cucchiaio, riempiendolo il giusto e inclinandolo verso il centro della tavola. Non succhiare mai pasta e brodo.

Potresti pensare che la pasta corta non richieda nessuna accortezza, e indubbiamente è più semplice da gestire rispetto agli spaghetti, ma questo non vuol dire che non esista un modo corretto per mangiarla.

Secondo il galateo se ti viene servita della pasta corta devi mangiarla infilzandola con la forchetta, non inserendo i rebbi dentro l’incavo della pasta, abitudine che invece è comune a molti nella vita quotidiana.

Se invece ti trovi a consumare la pastina per minestra, zuppa o brodo devi usare solo il cucchiaio e devi riempirlo il giusto, in modo che pasta e liquido non strabordino quando porti la posata fino alla bocca.

Ricorda che non devi riempirlo inclinando il piatto verso di te ma verso il centro della tavola e che il cucchiaio dovrebbe andare perpendicolare alla bocca e non orizzontale.

Scontato, ma sempre meglio ricordarlo: non succhiare mai pasta e brodo, ma falli scivolare dentro la bocca.

La Scarpetta e gli Gnocchi

La scarpetta: Il galateo permette la scarpetta solo in occasioni informali, infilzando il pane con la forchetta.

Gli gnocchi: Gli gnocchi si mangiano esclusivamente con la forchetta, mai con il cucchiaio.

Ma che sia pasta corta o pasta lunga, cosa devi fare se sul fondo del piatto rimane del delizioso sughetto? Il galateo non proibisce del tutto la scarpetta, ma precisa che puoi farla sono nelle occasioni meno formali e mai con le mani, ma infilzando il bocconcino di pane con una forchetta e raccogliere così il gustoso sugo rimasto.

E gli gnocchi? Tecnicamente non sono pasta, ma sono comunque un primo piatto molto amato, anche se a volte possono risultare un po' scomodi da mangiare. Ma come si mangiano gli gnocchi, con il cucchiaio o con la forchetta? Secondo il galateo, gli gnocchi si consumano esclusivamente con la forchetta, mai con il cucchiaio.

Pur essendo morbidi e conditi spesso con sughi abbondanti, rientrano infatti nella categoria dei primi piatti “asciutti” e non di quelli in brodo. La forchetta consente di gustarli in modo elegante e ordinato, senza il rischio di apparire impacciati o poco raffinati. È buona norma portarne alla bocca pochi per volta, mantenendo sempre un’attenzione al garbo e alla compostezza del gesto.

Come Servire la Pasta Secondo il Galateo

Se sei tu ad organizzare il pranzo o la cena, ecco alcune accortezze:

  • Piatti fondi: Servire la pasta nei piatti fondi, che aiutano a formare la forchettata perfetta.
  • Quantità: Non esagerare con la quantità; è meglio offrire il bis.
  • Impiattamento: Curare l'impiattamento, lasciando il bordo del piatto pulito.

Ora le regole per consumare correttamente la pasta, ma il galateo ti suggerisce anche una serie di accortezze che devi avere se sei tu ad organizzare il pranzo o la cena: il bon ton della pasta, infatti, regola anche come deve essere servita.

Per prima cosa la pasta, come tutti i primi, va servita nei piatti fondi. Non è un caso, perché il fondo incavato e i bordi alti aiutano a formare la forchettata perfetta.

Per quanto riguarda la quantità non esagerare, il piatto non deve essere mai troppo pieno e, se l’invitato vuole ancora pasta, può sempre fare il bis.

Infine il piatto di pasta deve essere accattivante per lo sguardo. Nel caso degli spaghetti, per esempio, puoi impiattarli al centro (magari aiutandoti con un coppapasta come fanno gli chef) e cospargerli poi del sughetto, lasciando invece l’esterno del piatto perfettamente pulito.

Il gusto è fondamentale, ma l'impiattamento è importante.

Ma da dove cominciare? La scelta del piatto - Il galateo consiglia sempre il piatto piano, in vetro o ceramica, per il servizio della pasta, possibilmente in coordinato con lo stile della tavola; i piatti fondi sono invece riservati a zuppe e minestre.

Non esagerate con le quantità - Porzioni troppo abbonanti sono difficili da gestire nell’impiattamento oltre a essere nutrizionalmente non sostenibili (specie durante le feste quando le portate sono tante e gli appuntamenti food molto frequenti.

No alla monocromia - Giocare con colori e consistenze è un passaggio obbligatorio per ottenere un buon risultato finale. Che siano linguine, spaghetti o pasta al forno la portata farà venire all’acquolina in bocca agli ospiti anche grazie al contrasto di colori vivaci e contrastanti.

Gli chef lo sanno bene: presentare nel modo migliore un piatto non è una semplice questione estetica ma un elemento centrale del servizio che valorizza il gusto, amplifica le percezioni sensoriali, facendo del momento del pasto una vera e propria esperienza. Ma un piatto ben presentato, anche nel corso di una spaghettata fra amici o un pranzo in famiglia, significa soprattutto cura per gli ospiti che si sentiranno coccolati e al centro delle vostre attenzioni a tavola.

Ecco allora come impiattare gli spaghetti come un vero chef.Le basi dell’impiattamentoA prescindere dalla pietanza (che ovviamente deve essere buona, perché uno splendido impiattamento aiuta il gusto, certo, ma non fa miracoli), è fondamentale scegliere il piatto giusto. Il galateo consiglia il piatto piano per la pasta, quelli fondi sono indicati solo per zuppe e minestre.

Fate sempre attenzione alla composizione, che deve essere equilibrata e, quindi, mai troppo piena. E poi occorre giocare con i colori e valorizzare l’alimento principale della portata: nel caso degli spaghetti, per esempio, metteteli al centro e disponete il condimento intorno.

Ricordatevi, infine, che è più semplice impiattare porzioni piccole, tanto poi a casa c’è sempre la possibilità di fare il bis.

Ciò che emerge è la sempre più diffusa tendenza dei consumatori verso scelte alimentari più sane e sostenibili per l’ambiente. Pur mantenendo integra la sua connotazione di piatto legato alla tradizione, la pasta assume, dunque, via via nuovi volti. Di fronte a questa innovazione, quanto è importante l’impiattamento? Lo ispezionano con attenzione e cercano di interpretare gli ingredienti prima ancora di assaggiarli.

Ciò che potrebbe aiutare, è servire gli spaghetti, come tutti i primi piatti, nei piatti fondi; questi possono essere molto utili e aiutarci a formare matassine perfette ma, purtroppo, l’atroce moda di servire tutto nei piatti piani ci ha complicato la vita, come accade con molti Chef stellati che pensano più a stupirci che ad accoglierci.

Da perfetti padroni di casa, se proprio vogliamo proporre un piatto di spaghetti, che almeno sia fondo.

Vacillava davanti a un piatto di spaghetti in un’occasione di Stato anche la Regina Elisabetta. Almeno questo raccontano i gossip. Il formato lungo e affusolato è tanto amato nelle case italiane, quanto poco apprezzato nei contesti formali. Non è, infatti, semplicissimo mangiarlo con eleganza e il rischio di macchiarsi è altissimo. «Per questo motivo in situazioni mondane solitamente si preferisce servire una pasta fresca facile da mangiare. Gli spaghetti restano un cibo informale» spiega Samuele Briatore, presidente e fondatore dell’Accademia Italiana Galateo e Buone Maniere e autore di Le Regole delle Buone Maniere (2019, Newton Compton), che ci racconta come padroneggiare un piatto di pasta lunga.

L’occhio reclama sempre la sua parte, soprattutto in cucina. L’aspetto di un piatto conta molto ed è altrettanto importante l’impiattamento. Secondo alcuni studi arriva a influire sulla percezione del gusto e sul gradimento. E può fare la differenza anche a casa, soprattutto quando abbiamo ospiti: una presentazione impeccabile conquista subito e valorizza le nostre capacità culinarie.

Gli spaghetti vanno collocati al centro del piatto: intorno possiamo distribuire un po’ di condimento o qualche decorazione commestibile. Il colore del piatto non deve coprire quello della pietanza, bensì esaltarlo. Bianco, nero e tutte le tonalità neutre sono l’ideale.

Tecniche di Impiattamento degli Spaghetti

Esistono diverse tecniche per impiattare gli spaghetti in modo elegante:

  • Con cucchiaio e forchetta: Arrotolare gli spaghetti sul cucchiaio con la forchetta e disporre mucchietti di pasta sul piatto.
  • Mestolo e forchettone: Arrotolare gli spaghetti nel mestolo con il forchettone e disporre un nido al centro del piatto.
  • Coppapasta: Utilizzare un coppapasta per creare una forma ordinata.
  • A spirale: Arrotolare gli spaghetti a spirale nel piatto, partendo dal centro e allargandosi verso l'esterno.

Come impiattare gli spaghetti con cucchiaio e forchettaQuesta tecnica è forse la più semplice e casalinga, non c’è bisogno di nessun gadget culinario. Aiutatevi con una forchetta e arrotolate gli spaghetti sul cucchiaio, posizionatevi sul piatto e sfilate delicatamente il cucchiaio, facendo cadere un piccolo mucchietto di pasta sul piatto. Procedete in questo modo fino a esaurire la pasta prevista per ogni porzione, disponendo tanti mucchietti sul piatto. Potreste anche pensare di disporli a forma di fiore oppure affiancarli, intervallando con una quenelle di condimento.

Mestolo e forchettone: versione pro della tecnica baseIl principio è lo stesso: arrotolate gli spaghetti con il forchettone (o la pinza da cucina) nel classico mestolo da minestra e poi disponete il nido al centro del piatto. L’unica differenza è che, in questo caso, impiatterete la porzione in un unico nido. Il vantaggio di questa tecnica è che la pasta si fredderà meno velocemente: è l’ideale se avete tanti commensali da servire.

Il coppapasta: il migliore amico di ogni chef casalingoIl coppapasta - un disco di alluminio rigido - posto al centro del piatto può aiutare a impiattare gli spaghetti in maniera ordinata. Potete usare sia la tecnica del mestolo e del forchettone, che semplicemente disporre gli spaghetti nel coppapasta con una pinza da cucina.

Adesso vediamo come fare il nido di spaghetti, ossia l’impiattamento più classico. Ancora una volta ci serve la pinza, insieme a un mestolo. Cominciamo come prima: prendiamo la pasta con la pinza e la tiriamo su. Poi appoggiamo la punta della pinza al centro del mestolo e arrotoliamo fino a raccogliere tutti gli spaghetti. A questo punto, non resta che spostare il mestolo sul piatto e sfilarlo con delicatezza, tenendo la pasta ferma con la pinza.

Se siamo già in possesso di una buona manualità, possiamo anche utilizzare un cucchiaio e una forchetta. Ovviamente, i nidi saranno un po’ più piccoli. Se invece siamo alle prime armi, arriva in nostro aiuto il coppapasta.

L’impiattamento a spirale è l’opzione più elegante: per certi versi somiglia all’impiattamento a cannolo, ma in realtà la spirale è più larga (cioè estesa) e meno verticale. Preleviamo una porzione di spaghetti, li solleviamo brevemente e li trasferiamo subito nel piatto, per poi iniziare ad arrotolarli. Il movimento è fondamentale: partiamo dal centro e man mano ci allarghiamo verso l’esterno, stando attenti a non schiacciare la pasta. Guardando dall’alto, la spirale deve risultare ben visibile. Sfiliamo piano la pinza, sistemiamo eventuali fili rimasti fuori e abbiamo finito.

Ma niente paura, partiamo dalle basi. Qual è il piatto più amato in assoluto dagli italiani? Gli spaghetti, ovvio, e se biologici e di grano duro ancora meglio. A tutti è capitata una spaghettata con gli amici e a tutti è venuto il panico dell'impiattamento perfetto. Bastano poche semplici regole e il gioco è fatto.

Partiamo dal presupposto che non è necessario essere degli chef stellati per avere un piatto eccellente. Basta sfruttare al meglio tutti gli utensili che abbiamo tutti in cucina. Parliamo del piatto più amato e temuto da tutti. Parliamo di un formato di pasta particolarissimo ma gustoso e adatto ad ogni ricetta. Impiattare non è sicuramente semplice, ma nemmeno impossibile se si parla di spaghetti biologici!

Sono poche le regole da seguire se si vuole portare in tavola un piatto bello e buono, che si lascia mangiare prima con gli occhi e poi con la bocca. Basta utilizzare semplicemente tutti gli utensili che abbiamo in cucina.

Primo tra tutti: la pinza. La tecnica della pinza è forse una delle più classiche. Ci servirà solo un cucchiaio. Arrotolando gli spaghetti sul cucchiaio con l'aiuto della pinza, avremo un effetto finale ordinato e professionale. La pinza infatti ci permette di lavorare nel dettaglio e intervenire lì dove si presentano delle sbavature. L'effetto finale sarà impeccabile.

La pinza ci aiuta a decorare nel migliore dei modi il nostro piatto. Impiattare con l’aiuto di questo utensile vuol dire lavorare nei dettagli permettendo al piatto di essere presentato al meglio.

Parte della bellezza dei nostri piatti, deriva anche dal modo in cui scegliamo di aggiungere colore e profumo ad essi. Nel nostro caso, impiattare spaghetti con l’aiuto della pinza, ci permetterà di aggiungere tutti gli elementi decorativi che preferiamo. Gli spaghetti ci piacciono in tutte le salse, in tutte le varianti e declinazioni possibili ma se siamo alla ricerca della presentazione perfetta allora, si sà, il dettaglio farà la differenza. Lo sappiamo tutti, in cucina ci vuole fantasia e tanto tanto gusto ecco perché il profumo gioca un ruolo perfetto.

Chiaramente stiamo parlando di profumi e colori che permettono al nostro piatto di arricchire l’arte dell’impiattamento. E allora sì, rendiamo raffinati gli spaghetti con l’aggiunta di un filo di olio aromatico, ideale per il colore che regala alla pasta e il profumo che dona alle nostre papille gustative. E ancora: inseriamo ciuffetti di pesto all’interno degli spaghetti o per i più golosi patè biologici.

Le soluzioni sono davvero tante. La regola da seguire è sempre la stessa: utilizzare gli utensili che abbiamo in cucina.Chiaramente anche in questo caso, il risultato finale sarà eccellente. Questa volta ci lasceremo aiutare da una forchetta e dall'immancabile coppapasta. Una volta posizionati gli spaghetti all’interno del coppapasta, con l’aiuto di una forchetta, arrotoleremo gli spaghetti in modo da creare un vero e proprio nido.

Una volta ottenuta la forma desiderata, sposteremo la pasta all’interno del piatto. Se vi stavate chiedendo come impiattare gli spaghetti a nido, ecco, la soluzione l’avete appena letta. Il risultato ottenuto infatti sarà quello di spaghetti ben arrotolati. Gran parte delle volte questo specifico modo di servire questa pasta, è il preferito di chi ha molti ospiti. Impiattare a nido, permette agli spaghetti di restare sempre caldi e di lasciare tempo ai padroni di casa di servire gli altri commensali con tranquillità senza avere il terrore che il piatto si freddi.

Naturalmente il tocco finale, oltre alla decorazione e ai dettagli, è dato anche dal piatto che scegliamo di portare in tavola. Ricordate sempre che i piatti piani sono quelli preferiti dal galateo e, quelli colorati, che riprendono i toni degli ingredienti utilizzati e i dettagli della tavola, sono i preferiti per un pranzo che si rispetti.

Ah, quasi dimenticavo, per far in modo che il risultato finale sia impeccabile, è necessario fornire sempre le giuste porzioni di cibo in modo da poter giocare con la decorazione della pasta.

Tutti i consigli su come impiattare la pasta corta, gli spaghetti o in generale su come impiattare la pasta, valgono solo se i piatti sono giusti.

Le cose da mangiare è importante che siano buone ma, si sa, anche l’occhio vuole la sua parte. Come impiattare da vero chef? 1. Un semplice piatto di spaghetti al pomodoro diventa gourmet se lo servi arrotolando gli spaghetti su se stessi e aggiungendo una fogliolina di basilico per guarnire. Ci sono due modi per arrotolare gli spaghetti. Puoi arrotolarli in verticale o in orizzontale. 2. E se la pasta è corta? Allora ti serve un piccolo contenitore in cui raccoglierla, così prenderà forma. Oppure, disponila per lungo su un piatto piano. 3. Le zuppe, invece, una forma non ce l’hanno. Vanno servite nel giusto piatto, possibilmente fondo con un bordo largo, che enfatizzi la rotondità della composizione. Il tocco in più? Un filo di olio che disegni cerchi concentrici, dei semini che richiamino l’ingrediente principale sparsi elegantemente sulla superficie. 4. I risotti, come le zuppe, prendono la forma del piatto, che dovrà essere simile a quello della zuppa, a meno che tu non sia capace di servire un mestolo morigerato e porlo esattamente al centro di un piatto piano e lasciare che il riso si appiattisca e si allarghi senza però farlo diventare una frittata. Quello che non si può fare su una zuppa, può esser fatto su un risotto. 5. Anche una piadina può essere impiattata elegantemente e servita a tavola come se fosse una vera portata. Ci sono due modi per impiattare una piadina. Il primo è lasciarla tonda sul piatto, stesa, e disporre gli ingredienti in modo ordinato così da creare tanti piccoli bocconi. 6. Sei a dieta e l’idea della prossima insalatona ti fa venir da piangere. Vedrai che con questo metodo sorriderai. Il segreto per rendere bella anche la più triste delle insalatine è disporre gli ingredienti nel seguente modo: prendi una ciotola, possibilmente di vetro, bella grande. Riempila di lattuga, rucola e radicchio mescolati tra loro. Dopodiché, disponi tutti gli ingredienti aggiuntivi in piccoli mucchietti disposti sul bordo della ciotola. Un cucchiaio di mais, un uovo sodo tagliato a metà, un cucchiaio di tonno sott’olio, qualche mozzarellina, un cucchiaio di fagioli e una patata lessa piccola tagliata a pezzetti. Tutti gli ingredienti devono restare separati fino al momento di condire e mangiare. 7. 8. Le salse si fanno in casa (o si comprano e si fa credere agli invitati di averle fatte in casa) e si servono in piccoli barattoli. 9. Verdure grandi, come patate e barbabietole, non possono essere lasciate intere o semplicemente tagliate a pezzettoni. Fa troppo osteria numero sette. Tagliale a cubetti da disporre in modo sparso su un piatto grande e bianco. 10. Un osso, una foglia, un tagliere, una pietra, addirittura lo scarto di un altro ingrediente, come la sua buccia. Tutto può diventare uno piatto che rende ogni ricetta un piacere per gli occhi.

Vi state domandando come impiattare gli spaghetti in maniera elegante?Una domanda che si pongono in molti. “Maccarone... m'hai provocato e io te distruggo adesso, maccarone! Io me te magno!” Chi non ha mai citato Alberto Sordi tuffando la forchetta in un piattone di spaghetti fumanti? Se nel film Un americano a Roma si puntava più alla sostanza, oggi ci si concentra anche sul piacere visivo di un caposaldo della nostra alimentazione. Sì, perché anche un semplicissimo piatto di pasta, magari preparata col sughetto di pomodorini freschi, è ancora più buono se è anche bello.

Se nel film Un americano a Roma si puntava più alla sostanza, oggi ci si concentra anche sul piacere visivo di un caposaldo della nostra alimentazione. Sì, perché anche un semplicissimo piatto di pasta, magari preparata col sughetto di pomodorini freschi, è ancora più buono se è anche bello.

Siamo onesti, vedere questa immagine ci fa sorridere e sinceramente ci fa venire anche un certo appetito, ma vogliamo veramente perdonare il nostro Albertone nazionale per come mangia i suoi spaghetti? Direi proprio di no. Possiamo solo perdonargli il fatto che chiunque veda degli Spaghetti nel menù di una cerimonia o, o di una cena elegante, si mette un pò in ansia per dover approcciare un piatto che presenta qualche difficoltà.

Innanzitutto, ricordiamo che galateo è prima di ogni cosa l’accoglienza e il benessere dei nostri ospiti, e quindi, se possiamo, evitiamo di servire spaghetti.

La forchetta dovrà essere inclinata e mai verticale al piatto.

Ecco allora come impiattare gli spaghetti per renderli ancora più invitanti? Lo strumento più diffuso, quando si tratta di impiattare gli spaghetti, è senza dubbio la pinza da cucina: pratica e funzionale, ci permette di creare le porzioni in un colpo solo. Diamo la preferenza alle pinze piuttosto strette, così il lavoro risulta ancora più semplice e preciso. Preleviamo la quantità di pasta giusta per una persona e solleviamola leggermente, in modo da “stenderla”. Quindi cominciamo ad arrotolarla, usando il bordo interno della padella o del tegame come punto di appoggio. Facciamo tre o quattro giri, fino a creare la porzione, poi trasferiamoci sul piatto e sfiliamo delicatamente la pinza.

Tabella Riassuntiva delle Regole del Galateo per la Pasta

Tipo di Pasta Come Mangiare Come Servire
Spaghetti Solo con la forchetta, non tagliare Piatti fondi, porzioni moderate, impiattamento curato
Pasta Corta Infilzare con la forchetta Piatti fondi o piani
Pastina in Brodo Solo con il cucchiaio, non succhiare Piatti fondi
Gnocchi Solo con la forchetta Piatti fondi o piani

Con queste regole e tecniche, potrai servire e gustare gli spaghetti con eleganza e raffinatezza, impressionando i tuoi ospiti e godendoti appieno l'esperienza culinaria italiana.

A lezione di impiattamento da chef Cannavacciuolo - Puntata 5 | Antonino Chef Academy

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