Sono davvero pochissimi coloro che hanno sentito parlare del battilocchio napoletano mentre tutti invece si sono imbattuti almeno una volta nella pizza fritta. Eppure le due preparazioni sono così simili… In entrambi i casi infatti si parla di impasto lievitato, steso e farcito con ingredienti vari. Ma quali sono le reali differenze tra queste due prelibatezze partenopee? Scopriamolo insieme!

Origini e Storia
L’origine del battilocchio è strettamente intrecciata con quella della pizza fritta. Nascono infatti entrambi dalla necessità di cuocere senza forno la pasta del pane, farcita con quanto si aveva a disposizione. La pizza fritta veniva cucinata in strada su banchetti improvvisati, ancora oggi fa parte dello street food della tradizione culinaria partenopea. Successivi al secondo dopoguerra è velocemente divenuta un’usanza storica. É proprio nelle vie del centro storico partenopeo che nasce l’attuale e tanto parlato “street Food”.
Già dal 1945, in tempi in cui i ristoranti erano assai diversi da come si presentano oggi e i protocolli molto più labili, Manfredi preparava le pizze fritte di fronte casa sua armata di un tavolo e di un bruciatore a gas. La tradizione della pizza fritta di strada in versione semi-casalinga era portata avanti anche da altre donne dello stesso quartiere, Case Nuove, che facevano a turno per preparare il loro cibo in modo che tutte avessero di che guadagnare nei duri anni del secondo Dopoguerra a poco prezzo.
La maestria imprenditoriale di Anna Manfredi è stata ereditata prima dalla nuora Carmela Pintauro e dal figlio Salvatore Piccirillo. Tra 1975 e il 1980 trasformarono infatti un deposito di loro proprietà nell'attuale sede storica in Via Capaccio. La terza generazione è quella del figlio di Salvatore, Enzo, attuale volto della Masardona, che fa crescere il nome della nonna portandolo ad apparire insieme a chef importanti nonché durante eventi anche al di fuori della città. Arriviamo dunque alla quarta generazione, che convive con la terza, rappresentata dai figli di Enzo, di nuovo Salvatore (come il nonno) e Cristiano. A marzo 2025 la Masardona ricorda i suoi 80 anni regalandosi una grande festa e celebrando anche la lunga storia della famiglia, che è una delle più famose per questo genere di proposta sia dentro che fuori da Napoli. Per l’occasione gli eredi hanno deciso di ristrutturare il marchio del locale con un’operazione di rebrandig guidata dall’agenzia partenopea Bread And Network che ha inserito il motto “La mamma della pizza fritta” all’interno dell’identità de La Masardona.
Differenze Principali
La differenza tra battilocchio napoletano e pizza fritta sta principalmente nella forma. Il primo infatti è più piccolo e più allungato per via della particolare tecnica con cui viene calato nell’olio bollente.
Secondo Enzo Piccirillo de La Masardona: “Solamente le proporzioni. Il secondo è un solo disco di pasta piegato su se stesso, la pizza fritta tradizionale invece è realizzata con due dischi sovrapposti”.
In alcuni quartieri e comuni napoletani il battilocchio si chiama “Piscitiello” ed è farcito solo al centro, come il battilocchio, differenziandosi per aspetto e foggia dalla pizza fritta, simbolo verace della città, nata da mani femminili nelle stradine del ventre cittadino, che con la creatività napoletana assume figure e grandezze variabili.
Anche i ripieni sono i più disparati. Sempre in riferimento al periodo storico in cui è nato, pomodoro e mozzarella erano appannaggio dei più ricchi. Ecco perché il battilocchio napoletano veniva farcito con ricotta, cicoli di maiale, provola e pepe.
La pizza fritta originale, non prevede la salsa e la mozzarella, ma molti aggiungono questi due ingredienti nel ripieno. Le farcite della pizza fritta risalgono a tempi ancor più remoti, quando nel 500 circa, si parlava di pasta lievitata, fritta e guarnita con una crema dolce. Per arrivare a quella salata non passò molto tempo, le prime farciture erano tipicamente marinaresche. Baccalà, alici, merluzzo si alternavano nelle farciture a seconda del pescato giornaliero. Senza dimenticare il classico condimento fatto con i cicoli e la ricotta per arrivare a quello più semplice ed attuale pomodoro san Marzano, basilico fresco e fior di latte.
Le proposte della pizza fritta più importanti del menu de La Masardona sono rimaste per lo più invariate nel tempo, dividendosi tra “pizza fritta”, un impasto tondo, ripieno o condito, che copre tutto il piatto, e battilocchio, la metà della pizza fritta richiusa a calzone e farcita con prodotti come cicoli, mozzarella, pomodoro, salame, scarole, olive, e altri ingredienti, fino ad arrivare a proposte più fantasiose. Tra quelle che hanno fatto la storia de La Masardona c’è sicuramente la Completa, con ricotta, cicoli, pomodoro e provola. Oppure la Marinara con pomodoro passato e datterino, aglio e origano del Cilento, o ancora la zia Tatina con scarole saltate in padella, uvetta, pinoli, peperoncino, olive nere di Gaeta e provola.
Il Nome Battilocchio
Per quanto riguarda il nome invece, battilocchio parrebbe derivare dal termine francese battant l’oeil, una cuffietta indossata dalle donne che spesso cadeva sugli occhi creando fastidio. In dialetto napoletano il termine ha un’accezione diversa e indica una persona confusa, non proprio sveglia.
Secondo Enzo Piccirillo: “Bisogna partire dal fatto che la pizza fritta ha sempre avuto un nome diverso in ogni quartiere, chi cazuncello, chi ripieno, chi piscitiello. Il suo successo nel dopoguerra fu dovuto alla povertà e all’uso di olio di semi. Mia nonna la chiamò Battilocchio: era un modo per prendere in giro i soldati americani che non capivano nulla quando si parlava in napoletano. Significa insomma un po’ tonto perché quella era l’aria che assumevano quando gli si chiedeva qualcosa. Non mi dire perché, ma suona bene, la nostra è una lingua musicale, forse perché battevano le palpebre per cercare di capire.”
Preparazione del Battilocchio Napoletano
Per preparare il battilocchio napoletano versate la farina e il lievito in una ciotola capiente, poi mescolate con la mano. Aggiungete una parte dell’acqua e amalgamate ancora per assorbirla completamente. Quando l'impasto sarà liscio, uniforme e compatto formate una palla, coprite con la ciotola e lasciate riposare a temperatura ambiente per 5 minuti. Trascorso questo tempo date ancora qualche piega, poi coprite nuovamente l’impasto con la ciotola e lasciate riposare per altri 30 minuti. Prendete una porzione di impasto per volta e tirate i lembi dall’esterno verso l’interno, poi pirlatelo sul piano di lavoro per formare delle palline e adagiatele man mano in una cassetta per la lievitazione. Trascorso il tempo di lievitazione, i panetti saranno raddoppiati di volume.
Procedete in questo modo per stendere tutti i panetti, poi passate alla farcitura: tagliate la provola a cubetti, poi stemperate la ricotta con poco latte e spalmatela sulla superficie, lasciando i bordi liberi. Aggiungete la salsa di pomodorini e il pesto. Ripiegate l’impasto a metà per formare una mezzaluna, poi schiacciate bene intorno al ripieno per eliminare tutta l’aria. Friggete fino a doratura, girando il battilocchio da entrambi i lati e aiutandovi con un mestolo per bagnarlo con l’olio bollente. Una volta dorato uniformemente, scolate e trasferite su carta per fritti.
Ecco la ricetta del Battilocchio Napoletano:
Ingredienti Battilocchio Napoletano
- 1 kg farina 00
- 550 g acqua
- 20 g sale
- 10 g lievito di birra fresco
- 20 g olio extravergine d’oliva
Per la farcia:
- 500 g ricotta
- q.b. pepe
- 150 g provola
- 300 g cicoli di maiale
Preparazione
- Disponete la farina a fontana e versarvi al centro il lievito disciolto in acqua tiepida, l’olio e cominciate a lavorare aggiungendo il sale.
- Lavorare fino ad ottenere un panetto elastico e morbido.
- Lasciate lievitare per 4-5 ore.
- L’impasto poi va diviso in tante palline da 100 gr. ciascuna, alle quali bisognerà dare forma con le mani.
- Fate lievitare per 2 ore.
- Preparate la crema di ricotta schiacciando, in una ciotola, con una forchetta, la ricotta e stemperando con un pò di acqua.
- Stendete con le mani (senza usare il mattarello) ogni pagnottella fino ad ottenere un disco di circa 20-25 cm.
Consigli Utili
Trattandosi di una ricetta fritta, il nostro consiglio è di preparare e gustare al momento il battilocchio.
L’immersione nell’olio caldo è un passaggio molto delicato, poiché bisogna prestare massima attenzione alla temperatura dell’olio stesso. Un olio troppo freddo non riuscirà a cuocerla all’interno non facendo sprigionare i sapori racchiusi all’interno a differenza di un olio troppo caldo che la brucerà all’esterno non riuscendo anch’esso a cuocere la farcia all’interno.
I cicoli, o ciccioli, sono un prodotto tipico napoletano. In sostanza è la parte grassa del maiale, i residui della preparazione dello strutto, che vengono salati e fritti. Fuori dalla regione sono difficili (ma non impossibili) da trovare ma se proprio non riuscite a metterci mano potete sostituirli con della pancetta a cubetti o altri salumi come il salame tipo Napoli o il prosciutto cotto.
La pasta deve essere molto sottile, questo è il vero segreto altrimenti rischi di fare pane fritto. Bisogna usare un olio di semi ad alto punto di fumo.
Dove Gustare il Miglior Battilocchio Napoletano
Abbiamo selezionato alcuni indirizzi a Napoli dove trovare il Battilocchio o il Piscitiello:
- Pizzeria Dé Figliole, Napoli (Via Giudecca Vecchia)
- Antica Pizza Fritta da Zia Esterina, Spaccanapoli (Via Nilo, 26 Angolo Piazzetta Nilo)
- La Masardona, Napoli (Via Giulio Cesare Capaccio, 27)
- La Notizia, Napoli (Via Michelangelo da Caravaggio, 53)
- Pizzeria Starita, Materdei, Napoli (Via Materdei, 27/28)
E molti altri ancora come:
- Pizzeria Pellone, Napoli
- Pizzeria Del Popolo, Napoli
- Femmena e Fritta - Teresa Iorio, Napoli
- La Figlia del Presidente, Napoli
- 1947 Pizza Fritta, Napoli
- Pizzeria Pizza Napoletana, Napoli
- Fiorenzano Pizzaiuoli 1897, Napoli
- Pizze Fritte Da Gennaro, Napoli
- Pizzeria Da Donna Sofia, Napoli
- Pizzeria Errico Porzio, Napoli
- Maturo Pizzeria, Napoli
- Isabella de Cham, Napoli
- Pizzeria Ciro Cascella 3.0, Napoli
- Pizzeria Vincenzo Fiore, Acerra (NA)
- Pizzeria I Vesuviani, Castello di Cisterna (NA)
- Tavolo Riservato Pizzeria, Napoli
- Addò Ciaccio, Piazza di Pandola (SA)
Ricetta Facile e Veloce PIZZA NAPOLETANA IN CASA # 1 | senza impastatrice

Il battilocchio napoletano, non è altro che la classica pizza fritta. Simile a un calzone ma fritto, il battilocchio è versione più piccola della classica pizza fritta, pensata appunto per essere gustata a passeggio. Non è una pizza fritta e neanche un panzerotto… è il battilocchio napoletano: una delle tante ricette dello street food partenopeo a cui è impossibile resistere!
“Quant’è bello ‘o battilocchio. Pruove gusto e te ce avvizze. Pe’ chi tene ‘a moglie pazza. Cchiù te sfrine e cchiù t’appizze”. Questi sono versi tratti dalla celebre “Rumba d’ ‘e scugnizze” di Raffaele Viviani che celebrano il gusto unico di questo street food napoletano.
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