Marmellata ai Frutti di Bosco: Un Viaggio nel Gusto e nella Tradizione

La marmellata ai frutti di bosco è una prelibatezza che evoca ricordi d'infanzia e sapori autentici. Preparata con cura e passione, questa confettura racchiude in sé la delicatezza e l'intensità dei frutti di bosco, offrendo un'esperienza sensoriale unica.

In un angolo del nostro negozio sono esposte ricercatezze alimentari sia dolci che salate, tra cui spicca la delicata marmellata ai frutti di bosco.

La Magia dei Frutti di Bosco

I frutti di bosco sono un tesoro della natura, ricchi di vitamine, antiossidanti e proprietà benefiche per la salute. Ogni frutto contribuisce con il suo sapore unico, creando un'armonia di gusti e profumi che rendono la marmellata un'esperienza indimenticabile. Ogni frutto è caratterizzato dal nome comune italiano (in alcuni casi sono indicati anche i sinonimi di uso comune), dal nome botanico in latino e dalla traduzione in inglese.

Frutti di bosco - Berries (pl.)/berry (sing.) - Fruits rouges (m. pl. Inv.) - Frutos del bosque (m. pl.); frutos silvestres (m. pl.)

Varietà di Frutti di Bosco

  • Açaí: L'açaí è una pianta della famiglia delle palme diffusa in Amazzonia. L'açaí viene usata dagli Indios per produrre il palmito. La bacca, a cui sono attribuite proprietà terapeutiche, contiene fibra alimentare, vitamine A, B, C, E, sali minerali, metalli, fitosteroli, antiossidanti, grassi monoinsaturi.
  • Amla: L'amla è un frutto commestibile molto utilizzato in India sia fresco che in preparazioni alimentari dolci o salate.
  • Aronia: I frutti dell'aronia, della dimensione di un pisello e spesso ricoperti da cera, possono ricordare i mirtilli nell'aspetto, ma non nel gusto che è molto più aspro. La maturazione avviene in autunno e un periodo di gelo addolcisce il loro gusto; tuttavia risultano più che altro adatti a fare marmellate. Le bacche vengono sia trasformate in succhi, sia consumate come l'uva passa, parzialmente essiccate. Per via dell'elevato contenuto di flavonoidi, vitamina K e vitamina C, l'aronia era considerata sia in Polonia che in Russia una pianta medicinale.
  • Boysenberry: Il boysenberry è un incrocio tra il lampone europeo (Rubus idaeus), la mora europea (Rubus fruticosus), la mora americana (Rubus aboriginum) e il loganberry (Rubus × loganobaccus). A partire dai primi anni 2000, i boyenberries freschi sono stati generalmente coltivati solo per il mercato da piccoli agricoltori californiani e venduti da stand e mercati agricoli locali. La maggior parte dei boyenberries coltivati commercialmente, principalmente dall'Oregon, vengono trasformati in altri prodotti come marmellata, torta, succo, sciroppo e gelato.
  • Camemoro: I frutti del camemoro si consumano freschi o trasformati in confettura, succo, gelatina. Contengono acido benzoico - un conservante naturale che gli permette di conservarsi bene nel proprio succo oppure nell'acqua zuccherata se tenuti al fresco. Il camemoro conservato serve anche come contorno per le carni. Nell'industria alimentare il frutto viene utilizzato per la produzione di gelati, yogurt e liquori, dei quali il più noto è il lakkalikööri, prodotto in Finlandia.
  • Corbezzolo: Il frutto del corbezzolo è una bacca sferica di circa 2 centimetri, carnosa e rossa a maturità, ricoperta di tubercoli abbastanza rigidi spessi qualche millimetro; i frutti maturi hanno un buon sapore, che non tutti, però, apprezzano. È possibile utilizzare i frutti, che sono commestibili anche freschi, per marmellate casalinghe (confetture) e altre preparazioni. I frutti maturano in ottobre-dicembre, nell'anno successivo rispetto alla fioritura che dà loro origine, hanno una maturazione scalare e possono essere presenti sullo stesso arbusto bacche rosse mature e più chiare ancora acerbe.
  • Corniolo: I piccoli frutti rossi del corniolo vengono lavorati, oltre che per la produzione di succhi di frutta e marmellate (ottime come accompagnamento al bollito di carne), anche per aromatizzare alcuni tipi di alcolici, come, ad esempio, la grappa. Si possono mangiare i frutti anche freschi, ma è preferibile gustare quelli appena caduti o quelli che si staccano dallo stelo con un leggero tocco di mano, cioè quando sono a piena maturazione.
  • Crespino: Il frutto del crespino è una bacca lunga 1 cm commestibile, rossa e persistente sulla pianta, che contiene da due a tre semi dal guscio corneo. La fioritura si ha ad aprile-maggio e la maturazione avviene ad luglio. Inoltre è un'erba officinale ed un'erba medicinale.
  • Fragola: Comunemente con questo termine si intende la parte edibile della pianta: anche se le fragole sono considerate dei frutti dal punto di vista nutrizionale, non lo sono dal punto di vista botanico, in quanto i frutti veri e propri sono i cosiddetti acheni, ossia i semini gialli che si notano sulla superficie della fragola. La fragola viene considerata come un frutto aggregato perché non è altro che il ricettacolo ingrossato di un'infiorescenza, posizionata di norma su un apposito stelo.
  • Fragola di Bosco: La fragola di bosco è una pianta erbacea della famiglia delle rosacee. Spontanea nei sottoboschi italiani, è coltivata per i suoi frutti: piccole fragole dal profumo molto intenso. Si distingue dalle varietà ibride coltivate di Fragaria per il fatto che il frutto è piccolo e morbido (da cui il nome vesca che in latino significa molle). Secondo alcune fonti, il nome fragaria è indoeuropeo ed è connesso al sanscrito ghra, il cui significato è “fragranza”.
  • Goji: Il goji è una bacca rossa leggermente allungata e contenente diversi semini appiattiti. Si può consumare fresca, appena raccolta. Oggi le bacche di goji sono presenti nel mercato essiccate o in concentrato miscelato con altri prodotti quali succhi di frutta, yogurt, tè, merendine, barrette, marmellate. Il loro sapore è paragonabile a quello del mirtillo, uva passa, lampone e fragola.
  • Jostaberry: Lo jostaberry è un complesso incrocio tra ribes nero, uva spina nera costiera nordamericana e uva spina europea. Questa bacca quasi nera, più piccola di un'uva spina e un po' più grande di un ribes nero, è commestibile sia cruda che cotta. Ha un sapore intermedio tra un'uva spina e un ribes nero, con il sapore di uva spina più dominante nel frutto acerbo, e le note di ribes nero che si sviluppano man mano che il frutto matura. La frutta un po' acerba può essere utilizzato in cucina come l'uva spina. Come il ribes nero, il frutto si congela bene, e come molti altri frutti del genere Ribes è ricco di vitamina C.
  • Arguta: L'arguta fruttifica a metà autunno, a inizio-fine ottobre, in piccoli grappoli di 4-5 frutti ogni 10 centimetri di ramo, dando quindi un raccolto molto abbondante. I frutti sono simili ai Kiwi, ma sono grandi come una noce, verdi e senza la peluria esterna tipica di quella specie. In base alla maturazione raggiunta possono diventare rossastri o violacei e particolarmente morbidi. Si distinguono dal Kiwi anche per il sapore più dolce e per la buccia che non deve essere tolta per mangiare il frutto.
  • Lampone: Il lampone rosso o lampone europeo è un arbusto da frutto appartenente alla famiglia delle Rosaceae e al genere Rubus il cui omonimo frutto, di colore rosso e sapore dolce-acidulo, è molto apprezzato nelle preparazioni alimentari. I lamponi neri hanno di solito frutti di colore violaceo-nero molto scuro, ricchi di pigmenti antociani. Tuttavia, a causa di mutazioni occasionali nei geni che controllano la produzione di antociani, talvolta si verificano varianti a frutto giallo (“lamponi gialli”), che sono state occasionalmente propagate, soprattutto negli Stati Uniti centro-occidentali (ad esempio, Ohio). Le varianti a frutto giallo del lampone nero conservano il sapore caratteristico di questa specie, diverso dalle simili varianti a frutto chiaro dei lamponi rossi coltivati.
  • Loganberry: Il loganberry è un ibrido di mora e lampone. La pianta e il frutto assomigliano più alla mora che al lampone, ma il colore del frutto è rosso scuro, piuttosto che nero come nelle more. I loganberry possono essere consumati freschi senza preparazione, o utilizzati per succhi o in marmellate, torte, sciroppi di frutta, e vini. Come altri ibridi di more e lamponi, i loganberries possono essere usati in modo intercambiabile con i lamponi o le more nella maggior parte delle ricette.
  • Mirtillo Gigante Americano: Il mirtillo gigante americano è una pianta da frutto appartenente alla famiglia delle Ericaceae e al genere Vaccinium, originaria del Nord America. Grazie alla sua fruttificazione abbondante è diventata una specie molto coltivata, e di elevata rilevanza industriale, diffusa oltre che negli Stati Uniti e Canada, in Europa, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e Sud America.
  • Mirtillo Rosso: Il mirtillo rosso non va confuso, come spesso accade, con due specie diverse appartenenti al medesimo genere, l'ossicocco americano (Vaccinium macrocarpon, detto cranberry in inglese) o con la mortella di palude o ossicocco (Vaccinium oxycoccos). I frutti sono bacche tonde ed eduli, di circa 0,5-1 cm di diametro; la loro buccia è lucida e dura, di un colore rosso brillante che volge al rosso scuro col procedere della maturazione. La polpa è densa e ricca di semi, di gusto acidulo e astringente per l'elevato contenuto di tannini, che conferiscono al mirtillo rosso proprietà antiossidanti. Si consuma fresca o per la preparazione di una confettura che si abbina a piatti di carne. Non va confuso con il mirtillo gigante americano, specie ampiamente coltivata e venduta, alta fino a 2-3 m e con frutti più grandi.
  • Mirtillo Selvatico: Il mirtillo selvatico cresce spontaneo in Eurasia e in America del Nord. In Italia è presente sulle Alpi e sugli Appennini. Il mirtillo selvatico contiene quantità di acidi organici (citrico, malico), zuccheri, pectine, tannini, mirtillina (glucoside colorante), antocianine, vitamina A, C e, in quantità minore, vitamina B. I frutti si consumano freschi o trasformati in succo o confettura, o anche in pasticceria.
  • Haskap: Haskap o caprifoglio turchino - Lonicera caerulea var. E' un frutto originario di tutto l'emisfero settentrionale temperato fresco e temperato in paesi come il Canada, Giappone, Russia e Polonia. La pianta o il suo frutto è anche chiamato haskap, derivato dal suo nome nella lingua del popolo Ainu nativo di Hokkaido, Giappone. Haskap è un arbusto deciduo che cresce fino a 1,5-2 m di altezza. Il frutto è una bacca blu, commestibile, di forma piuttosto cilindrica, del peso da 1,3 a 2,2 grammi e diametro di circa 1 cm.
  • Mora: Il frutto commestibile del rovo, la mora, è composto da numerose piccole drupe, verdi al principio, poi rosse e infine nerastre a maturità, derivanti ognuna da carpelli separati ma facenti parte di uno stesso gineceo. In Italia il frutto è maturo in agosto e settembre; il gusto è variabile da dolce ad acidulo.
  • Gelso: Il colore dell'infruttescenza di Morus alba è bianco-giallognolo o rosa-violetto (può esserci confusione con quelle di Morus nigra), e sono portati da un breve picciolo. Sono commestibili, la polpa è dolciastra con punte acidule già prima della maturazione, sebbene siano meno gustosi di quelli del gelso nero. Contengono il 22% di zuccheri, e hanno potere edulcorante, sia freschi che ridotti in farina. Una volta fermentati ci si può ottenere un liquore alcolico. In Italia, specialmente in Sicilia, il frutto di tale albero è utilizzato sia come frutta da tavola sia come componente di dolci, confetture e guarnizioni. Famosa è la granita di gelsi. Anche le foglie tenere possono essere usate per il consumo umano, essendo un po' dolci. Il gelso rosso è un albero caducifoglie. Le bacche sono di colore rosso vivo tendente al nero a maturazione completa. I frutti maturano in giugno-luglio, la fioritura si ha ad aprile.
  • Olivello Spinoso: Le bacche dell'olivello spinoso non si utilizzano fresche perché molto acide ma si usano in confetture e gelatine, liquori o per realizzare del tè.
  • Ossicocco: L'ossicocco è una piccola pianta da frutto che produce bacche rosse, di origine americana. Questa pianta viene detta anche “mirtillo rosso americano”, da non confondersi con quello detto semplicemente “mirtillo rosso” (Vaccinium vitis-idaea), arbusto producente un frutto analogo di origine europea ed asiatica. Il consumo come alimento è molto radicato negli Stati Uniti ed in Canada, dove è tradizionalmente il cibo nelle ricorrenze festive invernali, come composta acida per la festa del ringraziamento. I frutti e le composte, succhi e gelatine derivate, oltre che a scopo alimentare, sono anche considerate tradizionalmente con attività farmacologiche, disinfettanti e antinfiammatorie. Il frutto ha una forte componente acida che permane nei prodotti derivati, e che contrasta gradevolmente col dolce che pure è contenuto nella polpa dei frutti.
  • Nespola: I frutti sono commestibili e hanno un sapore dolce simile alla pera, ma non sono molto appetibili per la scarsità di polpa e la quantità di semi. Possono essere consumati freschi o usati per fare confetture, conserve e per aromatizzare la grappa. Una volta se ne ricavava anche una bevanda alcolica.
  • Pineberry: Le Pineberry provengono da selezioni varietali effettuate in Cile e Virginia. La prima coltivazione commerciale è avvenuta nel 2010 nei Paesi Bassi e in Belgio. Una pineberry è più piccola di una comune fragola, che misura da 15 a 23 mm (0,6 a 0,9 in). A maturità è quasi completamente bianca, ma con “semi” rossi (acheni). Sono disponibili in primavera ed estate. Hanno un gusto molto aromatico che ricorda l'ananas. Le fragola-ananas sono originarie del Sud America. A causa dello scarso interesse alla coltivazione, la Pineberry ha rischiato di scomparire ma il costante impegno di coltivatori olandesi e belgi, ha permesso di recuperare il frutto esotico e scongiurarne l'estinzione.
  • Ribes: Il ribes bianco, rispetto al ribes rosso e al ribes nero, ha un sapore più dolce e ha pochi nutrienti, ma è comunque una fonte eccellente di vitamina C e di Vitamina B6. I frutti sono bacche nere globose ricche di semi con all'apice le vestigia del fiore che compaiono in agosto-settembre. Si differenzia molto dal ribes rosso per il colore, l'aroma e sapore e destinazione dei frutti. Il ribes nero viene coltivato prevalentemente a scopo alimentare, ma negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede la finalità terapeutica. Il ribes rosso è un piccolo arbusto perenne, caducifoglie e latifoglie, alto massimo 1-2 metri, molto ramificato. Le foglie sono verdi con tre lobi. I fiori sono di colore che variano dal giallo al verde. Fiorisce in marzo-aprile e fruttifica in luglio-agosto. I frutti sono piccole bacche di colore rosso, eduli.
  • Salmonella: I frutti della salmonella sono commestibili e condividono la struttura del frutto del lampone, con il frutto che si stacca dal suo ricettacolo. Il frutto è stato definito “insipido”, ma, a seconda della maturazione e del luogo di produzione, si mangia bene crudo e se trasformato in confettura, caramelle, gelatina e vino.
  • Sambuco Nero: Le bacche del sambuco nero sono commestibili solo dopo cottura e vengono impiegate per gelatine e marmellate, delle quali non si deve abusare a causa delle proprietà lassative. Le bacche vengono utilizzate anche per minestre dolci, come la Fliederbeersuppe del nord della Germania.
  • Tayberry: Il Tayberry è un incrocio tra mora e lampone. Può essere consumato fresco o utilizzato per fare marmellate, torte o vino. Le bacche di tayberry sono molto morbide quando sono completamente mature, per cui non possono essere raccolte a macchina. Sono coltivati principalmente per uso privato.
  • Uva Spina: L'uva spina è un piccolo arbusto perenne, latifoglia e caducifoglia, spinoso a rami intricati, alto circa 50-200 cm. Il frutto è una bacca edule di dimensione e pelosità variabile con alcuni semini all'interno; ne esistono diverse varietà di colore rosso o giallo. Il frutto è commestibile; aromatico, succoso e dolce a piena maturazione. Può essere usato fresco, per fare confetture, sciroppi.

Bacche Nordiche: Un Tesoro Sconosciuto

Le bacche nordiche offrono un'esperienza gustativa unica, spesso sconosciuta al di fuori delle regioni scandinave. Tra queste, spiccano la mora di rovo camemoro (cloudberry), il mirtillo rosso (lingonberry) e il mirtillo (blueberry).

  • Mora di rovo camemoro (Cloudberry, Lakka): Questa bacca non ha molto successo all’esportazione. Ti sfido a trovarla in Italia. È di colore arancio e ha davvero la forma di una piccola nuvola. Nei paesi nordici ne fanno succhi di frutta, salse e marmellate.
  • Mirtillo rosso (Lingonberry, Puolukka): Conosciutissimi come decorazioni per gelato, i mirtilli rossi sono l’abbinamento ideale per stufati di carne o purè di patate. Nei paesi nordici ci si fa la marmellata. In Italia in maniera approssimativa chiamiamo anche i cranberries mirtilli rossi. Però sono diversi, più grossi, e molto comuni negli Stati Uniti ma meno nei paesi nordici. Ci si fa la famosa cranberry sauce e non la marmellata.
  • Mirtillo (Blueberry, Mustikka): Il mirtillo, blueberry, mustikka, è americano.

Marmellata con i frutti di bosco

Come Gustare al Meglio la Marmellata ai Frutti di Bosco

La marmellata ai frutti di bosco è un vero e proprio jolly in cucina. Può essere gustata a colazione spalmata su pane tostato o fette biscottate, oppure utilizzata per farcire torte, crostate e biscotti. Si abbina perfettamente a formaggi freschi e stagionati, yogurt e gelati, offrendo un contrasto di sapori irresistibile.

La marmellata ai frutti di bosco si presta anche a preparazioni più elaborate, come salse per accompagnare carni e selvaggina, o come ingrediente per arricchire risotti e piatti a base di verdure.

Ricetta della Blueberry Buckle: Torta Soffice ai Mirtilli con Crumble Croccante

Se volete sperimentare un modo originale per gustare i mirtilli, provate a preparare la blueberry buckle, una torta soffice e golosa con crumble croccante. Ecco la ricetta:

Ingredienti:

Per la torta:

  • 240 gr. farina + quella per lo stampo
  • 7-8 gr. di baking powder
  • 1 cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 1 pizzico di sale
  • 125 gr. burro a temperatura ambiente + quello per lo stampo
  • 145 gr. di fruttosio (o 165 gr. di zucchero)
  • 180 ml di latte
  • 500 gr. di mirtilli freschi

Per il crumble:

  • 120 gr. di farina
  • 80 gr. di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 pizzico di sale
  • 65 gr. di burro freddo

Preparazione:

  1. In una ciotola setacciate la farina con il lievito, la vaniglia ed il sale, quindi tenete da parte.
  2. Utilizzando le fruste elettriche, montate il burro con il fruttosio (o con lo zucchero) per circa 3 minuti, fino ad ottenere una crema soffice.
  3. A questo punto versate un terzo della farina setacciata con vaniglia e sale ed amalgamate sempre con le fruste; unite metà del latte, quindi ancora un terzo di farina, il restante latte e l’ultima parte di farina; ogni volta che aggiungete una parte di impasto, montate il tutto con le fruste.
  4. Quando il composto sarà liscio ed omogeneo unite i mirtilli lavati ed asciugati e mescolateli all’impasto utilizzando una spatola.
  5. Trasferite il composto nello stampo precedentemente imburrato ed infarinato, livellate la superficie con una spatola e ponetelo in frigo.
  6. Adesso preriscaldate il forno a 180° C e preparate il crumble: utilizzando il mixer, amalgamate la farina con lo zucchero, la cannella ed il sale; unite il burro a tocchetti e frullate ancora a velocità ridotta fino ad ottenere un composto bricioloso, come sabbia bagnata; fate attenzione che non vi siano pezzi di burro visibili.
  7. Distribuite il crumble sulla superficie della torta sbriciolandolo grossolanamente con le dita ed infornate per circa un’ora, coprendo la superficie con della carta da forno dopo circa 20 minuti per evitare che si colori troppo, quindi sfornate e fate raffreddare a temperatura ambiente prima di sformare, affettare e servire la vostra blueberry buckle.

Questa torta speciale è quindi tutta dedicata a voi ed alla vostra estate ancora in corso!

Aspetti Legali e Qualità

È importante notare che la Direttiva 2001/113/CE del 20 dicembre 2001 relativa alle confetture, alle gelatine e alle marmellate di frutta e alla purea di castagne zuccherata destinate all'alimentazione umana stabilisce i requisiti per la denominazione dei prodotti. In particolare, si discute se la denominazione "confettura extra" possa essere autorizzata anche per le confetture con un tenore di sostanza secca solubile inferiore al 60%, a condizione che siano imposti requisiti non meno rigorosi rispetto alla denominazione "confettura".

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