La Tragica Storia degli Spaghetti Killer: Morte di Maria Basso e Accuse di Circonvenzione

La vicenda di Maria Basso, un'ex funzionaria della Farnesina, ha scosso l'opinione pubblica, intrecciando pietà, avidità e un tragico piatto di spaghetti. La 59enne catanese, Paola Pepe, parente da parte di madre di Basso, sarebbe spuntata fuori da un giorno all’altro nella vita dell’anziana, prelevandola dalla residenza per anziani di Asiago dove si trovava per portarla a Catania. Paola Pepe è accusata di circonvenzione di incapace e omicidio aggravato ai danni della prozia Maria Basso, deceduta in una casa di cura locale il 16 dicembre del 2022.

Le Indagini e l'Arresto

I carabinieri della stazione di Aci Castello hanno posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico Paola Pepe. Le indagini, condotte dai carabinieri di Aci Castello con il supporto del nucleo operativo della compagnia di Acireale e della stazione di Asiago, hanno come punto cardine gli accertamenti medico-legali eseguiti sul corpo della signora per fare luce sul presunto piano criminale al centro delle indagini. Dai quali sarebbe emerso che l’intera vicenda era iniziata in autunno, precisamente il 4 settembre 2022.

Il Compleanno e l'Avvicinamento Sospetto

Per il suo ottantesimo, la pensionata aveva organizzato una festicciola grazie alla collaborazione di un'amica di vecchia data, nominata anni prima sua procuratrice per il compimento di atti di ordinaria amministrazione. Sebbene non fosse stata invitata al compleanno e nonostante, a loro dire, non avesse mai avuto rapporti frequenti con la prozia, la 59enne avrebbe mostrato nei suoi confronti un attaccamento quasi morboso. Ed all'evento, svoltosi ad Asiago, sarebbe stata invitata la madre dell’indagata P.P., che si sarebbe presentata nella casa di cura con il compagno.

La Revoca della Procura e il Trasferimento a Catania

L’indagata sarebbe infatti riuscita a convincere l’anziana a revocare la procura generale anni prima rilasciata in favore dell’amica di vecchia data. Il successivo 2 dicembre 2022, dopo averle fatto trascorrere la notte presso una struttura ricettiva di Asiago, avrebbe costretto la vittima ad affrontare senza soste il lungo viaggio in auto dalla provincia di Vicenza sino ad Aci Castello, trasferendola durante la notte in una residenza per anziani. Per la lunga trasferta, inoltre, l’indagata non avrebbe neanche recuperato i farmaci che giornalmente assumeva, nonostante l’invito dei responsabili della struttura per anziani in cui era ricoverata di recarsi sul posto per consentirne la relativa assunzione.

Il Testamento e il "Pranzo delle Beffe"

Il progetto criminale della pronipote sarebbe stato portato avanti facendo prima sottoscrivere alla vittima una procura generale anche per il compimento di atti di straordinaria amministrazione in proprio favore. E, poi, il 9 dicembre del 2022, facendo sottoscrivere un testamento pubblico con cui si revocava ogni precedente disposizione: P.P. diventava quindi unica erede universale. Due giorni dopo, la nipote avrebbe portato fuori a pranzo l’anziana, facendole mangiare il cibo solido che avrebbe poi causato la sua morte dopo giorni di sofferenze.

Gli Spaghetti Incriminati

Ma che cosa c’entrano gli spaghetti? In base alla ricostruzione degli inquirenti, la nipote avrebbe fatto mangiare alla prozia quel piatto nonostante all’anziana fosse stato proibito dai medici di ingerire solidi. Da anni, infatti, l’ottantenne si cibava solo di liquidi e omogeneizzati, questa l’alimentazione che seguiva nella casa di cura dove era seguita ad Asiago. Il decesso è stato quindi catalogato come morte sospetta e sono stati avviati gli accertamenti del caso.

L'Eredità e i Sospetti

Tutta la storia è permeata dalla presenza di un ricco patrimonio. Maria Basso aveva lavorato tutta la vita, aveva messo da parte un bel gruzzolo, stimato in circa 500mila euro, e non aveva messo su famiglia. Quei soldi, secondo gli inquirenti, facevano gola. Perfino il direttore ed i funzionari dell'istituto bancario avevano intuito che c'era qualcosa di strano, tanto da presentare un esposto.

Le Testimonianze e le Accuse

Si è aperta nel tribunale di Catania la fase dibattimentale del processo nei confronti di Paola Pepe, accusata di circonvenzione di incapace e dell’omicidio aggravato della zia Maria Basso. Nella sua deposizione Thiella ha spiegato come Maria Basso fosse stata portata per due volte nell’istituto bancario. Una volta all’interno, la donna avrebbe fatto fatica ad esprimersi, non parlando e tenendo costantemente la testa bassa. Successivamente, Thiella avrebbe saputo da una terza persona che all’interno della sala d’aspetto la nipote avrebbe continuato a istruire l’anziana sulle cose che avrebbe dovuto dire una volta davanti al direttore.

La Difesa e le Prossime Udienze

Secondo la difesa, la nipote da tempo aveva rapporti con la zia, non solo dal 2022, e ha portato dei messaggi sul cellulare come prova del contatto. L'avvocato che la difende precisa: «Abbiamo prove documentali e fotografiche che i rapporti fra la zia e Paola erano antichissimi. Per la zia, Paola era la figlia che non aveva mai avuto». Si torna in aula a gennaio, con altre testimonianze.

Cronologia degli Eventi Chiave

Data Evento
4 Settembre 2022 Paola Pepe si presenta alla festa per gli 80 anni di Maria Basso ad Asiago, nonostante non fosse invitata.
2 Dicembre 2022 Maria Basso viene trasferita da Asiago a Catania, senza avvisare la RSA.
9 Dicembre 2022 Maria Basso firma un testamento che nomina Paola Pepe come unica erede universale.
11 Dicembre 2022 Paola Pepe porta Maria Basso a pranzo, dove le fa mangiare spaghetti, cibo proibito.
16 Dicembre 2022 Maria Basso muore a Catania a causa di una polmonite ab ingestis.

Le Dichiarazioni dei Familiari

«Paola Pepe ha letteralmente rapito Maria, l'ha sottratta alla casa di riposo. Quando è arrivata al compleanno di Maria, alla festa per gli 80 anni, noi non sapevamo nemmeno chi fosse. Ma da subito le è stata attaccata come un koala all'albero». Morte causata da un piatto di spaghetti mangiato in un ristorante, dove era stata portata dalla stessa Pepe. Cibo vietato all'anziana, che per una patologia poteva assumere solo cibo omogeneizzato. Questo Paola Pepe, 58 anni, lo sapeva: la tesi dell'accusa è che abbia provocato la morte della prozia per impossessarsi dell'eredità da un milione di euro.

«Maria era in balìa di persone che le facevano fare ciò che volevano». Così Mario Basso, architetto di Trento, davanti alla Corte d'assise di Catania. «Le hanno fatto firmare due testamenti a distanza di pochi giorni: il primo che indicava come erede universale la mamma di Paola Pepe, il secondo che indicava come erede universale la stessa Pepe. È automatico dedurre che Maria era confusa».

Nel corso dell'udienza è stata sentita anche una cugina di Maria, Roberta, residente a Roma, che non ha esitato a definire la Pepe «una piovra» per come stava addosso all'anziana. «Le diceva "zietta mia, amore mio, quando sei bella". Noi non sapevamo neppure chi fosse quella donna».

La morte di Maria Basso e il giallo dell'eredità - La vita in diretta - 03/01/2023

Rigoni è il cugino di Maria Basso e, insieme agli altri due cugini paterni Mario e Roberta Basso, ha deciso di costituirsi parte civile al processo, rappresentati dagli avvocati Roberto Rigoni Stern e Umberto Terranova. «Il mio avvocato mi ha raccontato che la deposizione è stata molto simile alla mia - spiega Rigoni -, e io Dal Prà nemmeno lo conosco. Quello che a noi preoccupa un po’ è la qualità delle persone che la difesa di Pepe sta chiamando a testimoniare. Barreca è l’avvocato che ha intimato cose non corrette sia alla banca che al notaio di Asiago. La prossima volta sarà invece il turno del magistrato Francesca Cercone, che lavora a Catania ed è amica di Pepe. Tutte persone altolocate e che Maria non l’avevano mai vista. Questa vicenda puzza e io sono convinto che l’unico obiettivo di Pepe fosse quello di avere i soldi di mia cugina».

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