Donato De Caprio è tornato sui social network, che l'hanno reso uno dei food influencer più celebri della rete, dopo il tragico omicidio della madre, che ha sconvolto Napoli e le pagine di cronaca nera dei giornali. Fino a quel momento la storia di Donato De Caprio, era la storia di un uomo che ce l'ha fatta, solo grazie alle sue forze e la passione per il suo lavoro. Purtroppo la triste vicenda di cronaca che ha investito la sua famiglia nelle scorse settimane ha impedito a Donato di continuare a vivere a pieno il successo della sua attività di Via Pignasecca, nel pieno centro storico di Napoli.
Famoso per essere diventato, in brevissimo tempo, il salumiere più celebre di Napoli, nelle scorse settimane il suo volto è stato, purtroppo, avvicinando al triste epilogo della sua amatissima madre. Sono numeri da influencer per un rappresentate della Napoli più bella, quella basata sulla passione, sulla cultura del lavoro e sulla solarità.
Donato De Caprio è diventato famoso per la sua celebre frase "Con mollica o senza" e di recente ha aperto un nuovo negozio nel cuore di Milano. Da quel giorno non ha mai smesso di lavorare e condividere con i suoi fan, oggi da tutta Italia, la sua passione per i panini farciti con salumi e formaggi.
Ma come è iniziato tutto? Scopriamo insieme la sua storia e il suo percorso nel mondo della gastronomia e dei social media.
Gli Inizi e la Passione per il Lavoro
Donato, il re dei panini, ha cominciato a lavorare quando era solo un bambino ben lontano dalla maggiore età: “Ho iniziato a lavorare a 12 anni. Vengo da una famiglia in cui c’era bisogno che lavorassimo tutti. Uscito da scuola, passavo lo zaino a mia madre e andavo dal salumiere dove lavoravo. Ero il ragazzo che portava la spesa a casa. Guadagnavo 30 mila lire a settimana, 20 mila lire a papà e 10 mila lire a me. A quell’età vuoi giocare con Jeeg Robot, vuoi giocare con la pista ma non puoi giocare. Ti togli la cartella e corri per portare i soldi a casa”.
La passione per quello che fa oggi, attività di successo ormai nazionale, è sempre stata con lui? Questa passione gli è stata trasmessa dal suo titolare, il suo primo datore di lavoro, che ha iniziato ad insegnargli questa professione quando aveva 12 anni. A lui piace tanto capire, e si è appassionato a questo mestiere grazie alle sue "dritte" su come conoscere e valorizzare i prodotti. Ancora oggi quando trova un prodotto nuovo se lo va a studiare, per capire chi lo fa, dove viene fatto, come viene fatto e cerca sempre di scoprire cose nuove.
Questo modo di pensare, di vedere il lavoro con questa disciplina, gli è stato trasmesso dalla sua famiglia? Sì, assolutamente sì. Se sei per strada senza fare niente è più facile sbagliare. Se invece vai a lavorare è meno facile sbagliare. Lui a 12 anni è andato a lavorare, accompagnato da un adulto responsabile, ha potuto capire le cose giuste e quelle sbagliate, oltre che a imparare un lavoro, che è quello che fa ancora oggi. In questo la figura di sua madre, che purtroppo come sappiamo oggi non c'è più, è stata molto importante.
Donato è stato uno scugnizzo, un po' particolare, un ragazzino ribelle. Sua madre è stata molto tenace nel curare la sua crescita. Lei e suo padre lo hanno sostenuto, e lo hanno messo in riga, ed è a lei, ed a loro due, che deve la persona che è diventato oggi.
La Nascita del Fenomeno Sociale
“Con mollica o senza?”: basta una semplice frase per riconoscere immediatamente il “marchio di fabbrica” di Donato De Caprio. Il salumiere più famoso di tutta Italia, tanto che persino Bella Hadid lo conosce, ha costruito un vero e proprio impero sulla sua immagine genuina e autentica.
Quando comincia lavora “ai Monti Lattari”, una salumeria di Napoli (quartiere Pignasecca). Si apre sulla piattaforma e porta i suoi seguaci dietro le quinte del suo lavoro, con un format easy ma innovativo al tempo stesso. Il numero dei follower cresce, e anche il successo di Donato De Caprio. I suoi fan prendono familiarità con il contesto e il format riconoscibile, lo scenario sempre uguale ma anche il fattore dell’imprevedibilità a dare una spinta al tutto (cosa ci sarà sul menù oggi?). Bastano pochi mesi per trasformare Donato in una vera e propria celebrità.
Come è riuscito a fare questa cosa così bene? Ovviamente prima di ogni cosa grazie ad una buna dose di fortuna; non ha fatto il suo primo video per promuovere un personaggio, ma per far conoscere la sua passione. Quando ha fatto il primo video ha presentato "Donato, il salumiere" dicendo: "Questa è la mia passione, il mio mestiere, fatto di mille colori e di tanti odori”.
Come è proseguito, quindi, questo viaggio nel mondo dei social, per arrivare al successo che ha ora? Ha visto che andava benissimo, e quindi ha continuato, passando a presentare i prodotti tipici campani. Ti faccio degli esempi: prendeva il caciocavallo di Sorrento, lo andava a tagliare, e spiegava tutte le sue carattersitiche e come si poteva mangiare. Alle persone piaceva questo modo. Poi ha pensato di presentare quella che è la classica merenda napoletana, perché era arrivato il mese di giugno, e ha pensato di mostrare, soprattutto al popolo del nord Italia, come viviamo noi a Napoli quello che qui si chiama “l’orario di spacco”. Quindi i vari fabbri, meccanici, parrucchieri, che nella loro pausa vengono in salumeria per fare la merenda, e mangiarla in strada. E lui ha presentato quindi il panino, ovvero la merenda napoletana. Ogni giorno, vedendo che la cosa cominciava a piacere sempre di più, presentava quindi un tipo di panino diverso, con un abbinamento differente.
E come nasce la sua frase più popolare, "con mollica o senza"? A questo punto è arrivata “con mollica o senza” sui social, ma in realtà era una cosa che lui aveva cominciato a fare già da molto tempo per quanto riguarda il suo lavoro. Ti spiego perché: inizialmente lui faceva i panini senza togliere la mollica, quindi il cliente dopo aver pagato, veniva a ritirare il panino, che lui a quel punto aveva già preparato, chiuso e confezionato. Spesso solo quando tornavano a ritirare il panino dopo aver pagato, i clienti gli chiedevano di togliere la mollica. Questo voleva dire che doveva riaprire la confezione e “sgualcire” il panino. Perciò, sempre per il grande amore che mette nel suo lavoro, non solo per ottimizzare i tempi, ma per garantire che i prodotti fossero ben sistemati e abbinati nel panino, ha iniziato a chiedere fin da subito al cliente se desiderasse il panino “con mollica o senza”.

Il Periodo Buio e la Rinascita
Si sa, il successo nasconde sempre l’altra faccia della medaglia. L’azienda per cui lavora all’epoca dei fatti gli impedisce di realizzare altri contenuti all’interno del locale, per paura di perdere la sua clientela abituale, messa in secondo piano rispetto alle migliaia di follower che ogni giorno prendevano d’assalto il locale impedendo agli altri di compiere i quotidiani acquisti. Un successo veloce si trasforma quindi in un declino altrettanto celere, viste le conseguenze che la fama di Donato hanno avuto nella vita reale.
I fan ovviamente si scagliano contro l’azienda, tempestando di commenti negativi e odio le pagine ufficiali di “ai Monti Lattari”. Il poco più che quarantenne deve ricominciare da zero in ogni settore della sua vita. Di recente, Donato De Caprio ha dovuto affrontare un’altra grande sfida. Lo scorso aprile sua madre è stata uccisa in casa sua, nella periferia di Napoli. Donato si è stretto attorno alla sua famiglia per riuscire a superare questi momenti critici.
Nel momento peggiore della sua vita, De Caprio si è trovato solo contro tutti. Senza un lavoro, senza i suoi social e per giunta con tantissime persone contro (conosciamo tutti gli hater disposti solo a far sentire peggio chi già sta attraversando un periodo difficile, no?). Ma poi, il colpo di scena: entra in campo un altro personaggio, Steven Basalari.
Il 30enne originario del Nord Italia è un imprenditore, titolare di una delle discoteche più famose della Lombardia (Number One di Brescia) e un influencer, nonché proprietario di diverse attività nel settore ricreativo. Nasce così un accordo unico: Donato ci mette la sua immagine e la manodopera, Basalari i fondi e il capitale. Insieme aprono un locale, a poca distanza dal vecchio “Ai Monti Lattari”, che prenderà il nome del tormentone di Donato: “Con mollica o senza?”.
Vediamo di nuovo il salumiere nel suo ambiente naturale, a preparare panini da consumare subito o da asporto. Lo scorso 20 febbraio Donato pubblica un video per l’inaugurazione della nuova salumeria, attirando immediatamente migliaia di curiosi, di follower e di turisti affamati. “Non mi so spiegare il mio successo. Donato è uno dei nuovi fenomeni virali offerti dai nuovi social network, riconoscibile al punto che la sua salumeria, aperta di recente, registra da settimane una notevole mole di clienti. Decine i campani disposto a mettersi in fila per assaggiare uno dei suoi panini. Ma quel successo, precisa Donato, non sarebbe frutto di alcuno studio: “Mettevo il telefono tra i miei formaggi e facevo questi video di me che preparavo panini per i miei clienti.
L'Amore per Napoli e il Riconoscimento di Bella Hadid
Che rapporto hai con Napoli? Bellissimo! Napoli è una città che ti da tante emozioni, i napoletani li conosciamo tutti, sono un popolo passionale. Ama la sua città e non può che parlare bene di Napoli. Sei d'accordo? Assolutamente si!
Donato nel suo post dice di sapere che Bella Hadid viene spesso in vacanza a Capri per cui la aspetta a Napoli nel suo locale per offrirle i suoi panini. C’è da dire anche che De Caprio non ricambia il follow e non segue Bella Hadid, come si evince da uno screenshot che lui stesso condiviso. Bella Hadid, invece, ha risposto al video di Donato con “Grazie amore, bella, bella, bella” ricevendo più di 95 mila like dagli utenti e moltissimi commenti.
Bella Hadid, nota anche come Isabella Khair Hadid è una modella americana classe 1996 figlia dell’ex modella olandese Yolanda Hadid. La sua carriera nel mondo della moda è cominciata quando era giovanissima tanto che ha debuttato nel 2014 alla settimana della moda di New York sfilando per Desigual. Da lì la sua carriera prende il volo e comincia a sfilare per i più importanti marchi della moda come Tom Ford, Tommy Hilfiger, Moschino, e Marc Jacobs, sia in Italia che all’estero. Anche a Milano la top model ha sfilato in passerella per brand come Moschino, Missoni, e Bottega Veneta.
Il Panino nella Tradizione Romana
Non esiste tradizione culinaria che non abbia al suo interno almeno due o tre panini farciti particolari e Roma, ovviamente, non fa eccezione. Il panino a Roma è una cosa sacra, come il Vaticano ed il Colosseo, è la colonna portante su cui si fonda la civiltà. Col panino pranza la classe operaia, fanno merenda gli scolari. Il panino si porta alle scampagnate, nei viaggi per calmare l’appetito. Un mondo senza panini sarebbe un mondo vuoto, inutile, secco e odiosamente low-carb.
Il bello del panino è che puoi metterci dentro tutto quello che vuoi, che sia salato o dolce, carne, pesce o verdura, col pane ci sta sempre bene tutto, come diceva il compianto Aldo Fabrizi in un suo famoso sonetto, il pane è buono: “cor prosciutto, li fichi e la caciotta./ Co’ tonno e cipolletta, cor salame,/ co’ le castagne, co’ la cioccolata, /ma soprattutto e’ bono co’ la fame.”
Dalla classica ciriola farcita alla più elegante rosetta, passando per il must della pizza e mortadella e altre meraviglie. Il panino a Roma fa parte della tradizione da sempre, ecco dove addentare i migliori. Eccoli allora i 5 panini della grande tradizione romana ed i posti dove puoi addentare i migliori.
I 5 Panini Iconici della Tradizione Romana
- La Ciriola Imbottita: Un Must al Pigneto
La ciriola a Roma è il vero pane del popolo, quello che tutte le famiglie povere romane mettevano a tavola ogni giorno, era il pane con il quale gli operai pranzavano, riempiendolo di cicoria il più delle volte. La ciriola, quindi, è alla base “della catena alimentare” di Roma ed è giusto che oggi ci sia chi abbia saputo ridarle il giusto valore e significato simbolico e affettivo.
Dar Ciriola al Pigneto è oggi un must del cibo da strada romano. Qui non c’è che l’imbarazzo della scelta per gli amanti dei panini imbottiti, perché sono più di 100 le ciriole diverse disponibili in menu. Dalle più tradizionali con salumi e formaggi, a quelle “calde”, come la ciriola farcita con le polpette al sugo. E poi quelle vegetariane, quelle vegane, quelle dolci. Dar Ciriola, Via del Pigneto, Via Pausania, 2/A Roma - 0621702636
- La Rosetta Gourmet: Un'Esperienza a Monti
Ci sono miti che devono essere sfatati, come ad esempio la rosetta, che, seppure ormai sia considerata un must del pane tradizionale romano, con la sua vera origine e diffusione Roma, purtroppo, non c’entra nulla, perché la rosetta è nata a Milano ed è stata introdotta solo successivamente nella Capitale. Il suo successo è dovuto al fatto di essere “soffiata”, ossia vuota all’interno, senza mollica, cosa che le permette di essere facilmente farcita con ogni ben di dio.
E così fa ormai da anni Zia Rosetta a Monti, una paninoteca dove è lei la protagonista assoluta, disponibile in formato normale o mignon. La puoi trovare farcita con ricette tradizionali romani, ma ti consiglio di provare qualche abbinamento gourmet particolare, come ad esempio la Elizabeth con merluzzo al tegame, patate schiacciate e pomodori secchi. Una meraviglia. Zia Rosetta, Via Urbana, 54 Roma - 0631052516
- La Ciabatta Farcita: Un Tesoro al Mercato di Testaccio
Sergio Esposito non c’è più a condurre i suoi ragazzi al bancone del nuovo mercato rionale di Testaccio, ma nonostante la perdita dolorosa, la sua splendida creatura, Mordi & Vai, continua nella sua straordinaria impresa che consiste nel distribuire centinaia di ciabattine farcite con il meglio delle ricette romane di carne. Ciabatte ripiene con l’allesso e la cicoria, con le polpette al sugo, col picchiapò, con il quinto quarto (trippa, coratella etc), ma anche la vegetariana pecorino e carciofi alla romana. Grazie ancora Sergio per averci donato questo tesoro inestimabile. Mordi & Vai, box presso mercato rionale di Testaccio, Via Beniamino Franklin, 12/E Roma - 3476632731
- Pizza con la Mortazza: Un'Istituzione Dietro Campo de' Fiori
Non è un panino vero e proprio, ma a Roma la pizza bianca con la mortadella è la merenda per eccellenza, praticamente una ragione di vita. Non c’è scolaro romano che - specialmente durante il periodo invernale - non la prenda ogni giorno al fornaio di quartiere, lasciandola rigorosamente al caldo sui termosifoni una volta arrivati in classe.
La migliore pizza bianca con la mortazza per me è e rimane per distacco quella del forno Roscioli a via dei Chiavari, dietro Campo de’ Fiori, dove la croccantezza della pizza appena sfornata bollente si unisce in matrimonio con l’unto del grasso della mortadella che si scioglie con il calore.
- Il Panino con la Porchetta: Un Classico all’Esquilino
Simbolo di merende e scampagnate fuori porta da sempre, il panino con la porchetta di Ariccia non poteva mancare nell’elenco dei 5 migliori panini tradizionali a Roma. Il mio preferito, da sempre, lo puoi trovare in una piccolissima osteria all’Esquilino, a due passi dalla Stazione Termini.
Er Buchetto, inoltre, entra con merito nella storia di Roma, essendo ad oggi una delle attività commerciali più antiche ancora aperte in città, essendo in via de Viminale dal lontano 1890.

La passione di Donato De Caprio, unita alla tradizione del panino italiano, continua a conquistare il cuore e il palato di molti, rendendolo un'icona nel mondo della gastronomia e dei social media.