Alla scoperta del Parco Agricolo Sud Milano e la ricetta dello Gnocco Fritto

Un'area verde ricca di campagne, riserve naturalistiche, cascine e abbazie: questo è il Parco Agricolo Sud Milano. Può sembrare inaspettato trovare tanta natura a ridosso di una grande città, ma questo rappresenta il legame dell'hinterland milanese con la sua vocazione rurale, che ne custodisce origini e tradizioni.

Parco Agricolo Sud Milano

Con i suoi circa 47mila ettari, che cingono Milano da nord-ovest a nord-est, attraversando 61 comuni, il Parco Agricolo Sud Milano è stato istituito nel 1990 per tutelare e valorizzare i suoi beni, a partire dalle abbazie storiche come quella di Chiaravalle, culla del Grana Padano. Ma il Parco Agricolo Sud Milano è anche un tessuto di realtà rurali: campi, risaie, marcite e distese di granturco, con numerose cascine secolari, molte delle quali ancora dedite all'agricoltura e all'allevamento bovino, che regala prodotti fondamentali come il latte e il riso.

Un viaggio tra i sapori del Parco Agricolo Sud Milano

Il Parco Agricolo Sud Milano offre un'ampia varietà di ristoranti e trattorie dove è possibile gustare i piatti tipici della tradizione milanese. Ecco alcuni esempi:

  • Osteria di Largo Kennedy (Rho): locale informale con piatti della tradizione meneghina, come i mondeghili, la cotoletta di vitello con l'osso e i risotti, tra cui il risotto giallo alla milanese con ossobuco.
  • Ristorante20 (Cornaredo): cucina curata nei minimi dettagli, con un'attenzione verso le materie prime che trova espressione in un menù sempre in linea con la stagionalità dei prodotti. Spiccano i mondeghili su crema di piselli e topinambur, e il risotto alla milanese al salto.
  • Antica Trattoria del Gallo (Gaggiano): locale storico fondato nel 1870, custode dei sapori della tradizione meneghina. Specialità bandiera sono il cotechino nostrano con le lenticchie, i ravioli di vitello al burro versato e il pollo alla diavola.
  • Antica Trattoria di San Galdino (Zelo Surrigone): ambiente semplice e gestione familiare, con una cucina dai caldi sapori casalinghi. Uno dei piatti simbolo è la cassoeula, specialità popolare a base dei tagli meno nobili del maiale, stufati a lungo con la verza e qui accompagnati dalla polenta della casa.
  • Ristorante Al Garghet (Milano): contesto di un antico edificio del XIII secolo, dove la cucina è ispirata dalla volontà di portare in tavola sia i sapori genuini della campagna milanese, come i mondeghili, la trippa, il risotto alla milanese e quello con zafferano e luganega, sia proposte alternative. La vera specialità della casa è la cotoletta, proposta in due versioni: quella del Garghet e la tradizionale alla milanese.
  • Antica Osteria di Ronchettino (Milano): locale dove assaporare le specialità meneghine più rappresentative in un ambiente dall'aria elegante. Tra i piatti spiccano l'insalata tiepida di nervetti di vitello, la cervella fritta alla milanese e la classica cotoletta.
  • Osteria Montegrappa (Lacchiarella): oltre ai salumi d'oca, si possono gustare specialità quali gli gnocchi di ricotta o le tagliatelle al ragù d'oca e l'arrosto d'oca in umido. Non mancano, tuttavia, le proposte della tradizione meneghina: dai mondeghili al risotto con l'ossobuco, per finire con la cassoeula e la cotoletta alla milanese in versione classica.
  • La Corte dei Maraschi (Mezzano): ristorante e azienda agricola, dove si possono gustare piatti della tradizione locale a un buon rapporto qualità-prezzo. Tra le specialità protagoniste della casa: il risotto alla pasta di salame, polenta e cassoeula e i bolliti, tra cui spicca il cotechino.
  • Trattoria Isoletta (Peschiera Borromeo): posto dove si respira aria di tradizione sin dal momento in cui si arriva. Se va da sé che risotto e cotoletta alla milanese non possono mancare, il menù include altre specialità tipicamente lombarde, come la pasta e fagioli semifredda, i tortellini in brodo, le lumache, le rane e, in stagione, le coscette di quaglia in carpione.
  • La Cappelletta (Milano): nonostante si sia evoluta e ammodernata, diventando un locale capace di proporre tantissime specialità da altre regioni d'Italia, come lo gnocco fritto, l'impronta della trattoria storica è rimasta. E la si ritrova puntualmente in specialità come la cotoletta alla milanese, detta anche “orecchia di elefante”, servita con delle ottime patate arrosto, il galletto al forno o nelle proposte del giorno, in cui possono far capolino piatti quali la cassoeula, il bollito di manzo in salsa verde, la salsiccia in umido ai funghi con polenta, i risotti e le zuppe.

GNOCCO FRITTO FATTO IN CASA: Ricetta originale modenese

La ricetta dello Gnocco Fritto

Lo gnocco fritto è una specialità tipica dell'Emilia-Romagna, in particolare delle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia. Si tratta di un impasto di farina, acqua e strutto, fritto in olio bollente fino a doratura. Viene solitamente servito come antipasto, accompagnato da salumi e formaggi.

Gnocco Fritto

Nonna Emilia a San Donato Milanese offre un'autentica esperienza culinaria emiliana, dove il gnocco fritto è un rituale conviviale che apre il pasto con calore e autenticità. Preparato ogni giorno con farine macinate a pietra di un antico mulino di Modena, il gnocco fritto è una nuvola dorata e fragrante, fritta con cura per risultare asciutta, leggera e mai unta - proprio come lo preparavano le nonne.

Ingredienti:

  • 500 g di farina 0
  • 200 ml di acqua tiepida
  • 50 g di strutto
  • 10 g di sale
  • Olio di semi per friggere

Preparazione:

  1. In una ciotola, mescolare la farina e il sale.
  2. Aggiungere l'acqua tiepida e lo strutto, e impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
  3. Coprire l'impasto con un panno e lasciar riposare per almeno 30 minuti.
  4. Stendere l'impasto con un mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottile.
  5. Tagliare la sfoglia a rombi o quadrati.
  6. Friggere gli gnocchi in olio bollente fino a doratura.
  7. Scolare gli gnocchi su carta assorbente e servire caldi.

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