Gli sfince di San Giuseppe sono delle specialità dolciarie siciliane, dei dolci fritti arricchiti con ricotta, cioccolato e canditi. Tipici della tradizione palermitana, gli sfince (o sfince) sono frittelle gonfie, alveolate e molto soffici. Si preparano con ingredienti semplici - farina, uova, burro e zucchero - e sono fritti a cucchiaiate nell'olio caldo.
Le sfince - o sfinci o sfinge - di San Giuseppe sono dolci tipici siciliani (di Palermo, in particolare) che si gustano per la Festa del papà ma sono reperibili tutto l’anno. La ricetta originale ci regala una sorta di grosso bignè fritto ripieno di crema di ricotta tempestata di gocce di cioccolato e decorato con colorati pezzi di canditi (solitamente una scorzetta d’arancia e una ciliegia).
La storia delle sfince è antichissima, si colloca in epoca romana e sarebbe legata a San Giuseppe appunto che, fuggito in Egitto con Maria e Gesù, divenne venditore di frittelle per mantenere la propria famiglia. Proprio per questo motivo, in tutta Italia, i dolci fritti sono tipici della festa del papà, e si preparano per festeggiare e celebrare la figura di San Giuseppe.
La crema che li ricopre ricorda il ripieno dei cannoli, altra celebre specialità regionale. Il segreto per avere sfinci perfetti sta nella lunga frittura a fiamma dolce, che permette all’impasto di raddoppiare il suo volume iniziale. Scopri come preparare gli autentici sfinci siciliani insieme a Giusina: seguendo i suoi consigli porterai in tavola dei dolcetti squisiti, che conquisteranno tutti fin dal primo assaggio.
Sono perfetti se cerchiamo dolci per la festa del papà da preparare tutti insieme e gustare in famiglia o regalare. Vi è venuta voglia di provarli? Niente di più semplice: pochi ingredienti ed ancor meno lavoro per portare in tavola queste delizie siciliane.
Ogni città, provincia o regione ha la sua versione delle sfince ma l’elemento distintivo che caratterizza questi dolci è la loro frittura in olio abbondante. Sbirciando all’interno delle case delle donne siciliane in queste giornate si ha il privilegio di assistere ad un ineguagliabile tripudio di profumi e sapori che scaturiscono da questi dolci e morbidi agglomerati di pasta fritta, ripieni di una soffice crema di ricotta.
Le sfince di San Giuseppe sono dolci tipici della cucina siciliana di antica memoria la cui tradizione sembra risalire all’epoca romana. Si narra, infatti, che San Giuseppe, fuggito in Egitto con Maria e Gesù, per mantenere la sacra famiglia in terra straniera fosse divenuto venditore di frittelle.
La sfincia di San Giuseppe è una pallina di pasta choux che viene fritta e poi tagliata per essere riempita. L’impasto si fa con farina 00, acqua, strutto, sale e uova. Si frigge nell’olio caldo in porzioni non troppo piccole in modo da farlo gonfiare e dorare per bene. La crema per il ripieno invece contiene ricotta, zucchero e gocce di cioccolato.
Gli sfinci (o sfince) di San Giuseppe sono delle gustose e morbide frittelle di origine palermitana, coperte di una delicata crema di ricotta e gocce di cioccolato, pistacchi tritati, ciliegie e scorze d'arancia candite. Gli sfinci, il cui nome deriva dal latino e dall'arabo e significa "spugna", sono appunto dei dolcetti molto morbidi e areosi che vengono preparati previa una frittura lunga (10-15 minuti) e dolce, di questo modo l'impasto si gonfierà raddoppiando il suo volume iniziale, divenendo soffice e alveolato al suo interno.
Gli sfinci vengono tradizionalmente preparati il giorno della festa del papà, il 19 marzo, ricorrenza per cui si preparano diverse ricette dolci in varie parti d'Italia, non solo zeppole: basti pensare alle raviole emiliane.
Sfingi di San Giuseppe - Dolci Siciliani - Dolci Fritti siciliani - Sfinge - Spincioni
Ricetta Sfince di San Giuseppe
Per coloro che vogliono provare a preparare le sfince in casa riportiamo, di seguito, la ricetta di Lidia Calà Scarcione per realizzarle in casa.
Ingredienti
Per l’impasto:
- 1 lt di acqua
- 500 di strutto (o margarina vegetale)
- 600 di farina
- 20 uova intere
- 20 grammi di sale
- Olio di semi abbondante per friggere
Per la crema di ricotta:
- 1 kg di ricotta
- 1/2 kg di zucchero
- 100 gr di cioccolata fondente (a gocce)
- 300 gr di zuccata
- Scorze d’arancia o ciliegie candite q.b.
- Granella di pistacchi q.b.

Preparazione
- Preparazione della Crema di Ricotta: Preparate subito la ricotta: mettete a scolare la ricotta almeno in modo che perda il liquido in eccesso. È importante che la ricotta sia ben asciutta prima di utilizzarla: il nostro suggerimento è di lasciarla in un colino per qualche ora, così da eliminare il siero in eccesso. Schiacciatela con la forchetta e incorporate lo zucchero semolato. Appena il composto sarà ben amalgamato lasciatelo riposare in frigo per almeno un’ora. Se hai tempo, puoi preparare la crema con un giorno di anticipo, così che la ricotta e lo zucchero si amalgamino alla perfezione. Per la crema di ricotta noi abbiamo utilizzato la ricotta di pecora, come si usa a Palermo, ma se preferisci puoi optare per la ricotta vaccina, come si fa invece in Sicilia orientale e in particolare a Siracusa e Ragusa.
- Preparazione dell'Impasto: Versate in un pentolino l’acqua con il burro, aggiungete il sale dopo che arriva ad ebollizione, aggiungete la farina. Fare bollire l’acqua aggiungere la sugna ( o margarina) appena si scioglie mettere la farina e cuocere per 5 minuti. Non appena l'acqua arriva a ebollizione, versa la farina in un solo colpo. Spegni quindi il fuoco e mescola velocemente fin quando l'impasto non sarà ben amalgamato e si staccherà dalle pareti e dal fondo della pentola. Fate raffreddare. Versare l’impasto in una terrina, lasciarlo intiepidire e cominciare a incorporare un uovo intero per volta fino a ottenere un composto liscio e dalla consistenza cremosa e densa.
- Lavorazione dell'Impasto: Mettete l’impasto in planetaria con il gancio a foglia, lavorate qualche minuto, quindi è il momento delle uova. Mettete l'impasto in planetaria con il gancio a foglia (oppure lavorate a mano con un mestolo di legno) e lavorate l’impasto per 1 minuto, poi unite una alla volta le uova: non unite l’uovo successivo se prima non sarà stato assorbito completamente quello precedente. Dovrete ottenere una pastella liscia, cremosa e densa. A questo punto create una palla con la pasta e unitevi 8 delle 10 uova uno per volta avendo cura di unire l’uovo successivo solo quando il precedente è ben assorbito dalla pasta. Lavorate, infine aggiungete le ultime due uova con lo stesso procedimento descritto, fin quando il composto sarà ben amalgamato.
- Frittura: A questo punto, scalda l’olio di semi di girasole in una pentola di acciaio: quando raggiunge una temperatura di 170 °C, versa l’impasto a cucchiaiate. Prendere il composto a cucchiaiate (non troppo grandi e poche alla volta) e tuffarle nell’olio, non troppo bollente ma abbastanza caldo (a 60° per poi aumentare poco alla volta) e far cuocere, per circa venti minuti, immergendole continuamente, fin quando le “sfince” saranno ben dorate. Cuocere 3-4 cucchiaiate di composto per volta in abbondante strutto caldo a 165 °C rigirandoli di tanto in tanto fino a farle gonfiare e dorare bene (10-20 minuti). Rigira spesso gli sfinci, lasciandoli dorare e gonfiare bene a fuoco dolce per almeno 10 minuti, così che cuociano bene all'interno. Rigirate spesso le sfince , fatele dorare e gonfiare bene, a fuoco dolce. Rigirate spesso gli sfinci servendovi di due forchette, per dorarli su tutti i lati e farli quindi gonfiare bene. Con questa temperatura, gli sfinci dovranno friggere per almeno 10-15 minuti. Quando saranno dorati, solleva gli sfinci con una schiumarola e sistemali in un piatto rivestito con carta paglia o carta da cucina per eliminare l'olio in eccesso. Man mano che le sfince saranno pronte, metterle a sgocciolare su carta assorbente e farle raffreddare.
- Farcitura e Decorazione: Passa ora la crema di ricotta al setaccio: in questo modo diventerà liscia e cremosa. Lo stesso impasto potrà anche essere utilizzato per preparare la versione al forno. Per preparare il ripieno passate la ricotta tre volte al setaccio. Quindi lavoratela con lo zucchero, aggiungete la cioccolata e la zuccata a pezzetti amalgamando bene il tutto. A questo punto con una siringa o un sac a poche praticate un foro nelle “sfince” e fate farcitele con la crema, quindi spalmarne ancora sulla parte esterna. Ricopri la parte superiore degli sfinci con la crema di ricotta, aiutandoti con un sac à poche o con un semplice cucchiaio. Farcire con un po' di crema di ricotta sia l'interno sia la superficie superiore delle sfince. Quando avrete terminato di friggere, lasciate intiepidire gli sfinci, poi prendete la crema di ricotta, lavoratela qualche secondo con un mestolo di legno e poi, servendovi di un cucchiaio, ricoprite la superficie degli sfinci. Guarnisci gli sfinci di San Giuseppe con granella di pistacchi, scorzetta di arancia candita, ciliegie candite e una spolverizzata di zucchero a velo, quindi porta in tavola e servi. Guarnite ogni sfincio con della granella di pistacchi, una ciliegina candita e una scorzetta di arancia candita. Decorare con la granella di pistacchi con le scorze d’arancia e ciliegie candite. Trasferite in una sac a poche e farcite abbondantemente i bignè aperti a metà.
Variante al Forno
Per una versione più leggera del dolce tipico della Festa del papà potete fare cuocere i bignè in forno. Adagiate le palline di impasto, ben distanziate, direttamente su una teglia ricoperta di carta forno, quindi fatele cuocere in forno già caldo a 225°C per almeno 25/30 minuti.

Sfince di San Giuseppe col Bimby
Per realizzare le sfince di san Giuseppe col Bimby, basta versare nel boccale acqua, burro e sale e portare a bollore 5 Min. 100° Vel. 1, quindi unire la farina e frullare per 30 Sec. 100° Vel. 3. Fate raffreddare l’impasto per 10 minuti, quindi unite le uova e mescolate 1 Min. Vel. 3. Impastate 2 Min. Vel.
Un pizzico di storia ci dice che le sfince, conosciute anche come sfinci, furono probabilmente inventate dalle suore del Monastero delle Stimmate a Palermo, come dolcetti per onorare la festa di San Giuseppe. In particolare riguardo alla frittura delle bignole, che va fatta con calma, a una temperatura elevata ma non eccessiva, così che gonfino adeguatamente.