La Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa, gestita dal WWF Italia, è un autentico eden incastonato nel litorale agrigentino. Si estende lungo un tratto di costa per 750 ettari, splendida ed incontaminata, e si affaccia sull’azzurro del mare Mediterraneo attraverso spiagge di sabbia finissima. Tra Siculiana Marina ed Eraclea Minoa si estende una costa incontaminata, la Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa, dove le falesie di gesso si alternano alle marne calcaree a Globigerina, ricoperte talvolta da strati di argilla. La natura impervia dei luoghi ha preservato dalle lottizzazioni quest'oasi e la proietta, per la varietà e la bellezza dei suoi ambienti, per l'importanza della flora e della fauna, fra le aree più interessanti della Sicilia, meritevoli della massima tutela.
Il territorio della Riserva di Torre Salsa, esteso per 761,62 ettari ricade in provincia di Agrigento nel territorio del Comune di Siculiana. Il suo litorale si estende lungo la costa per circa 6 chilometri dove é possibile scorgere l'alternarsi di falesie più o meno ripide, dune e immense e solitarie spiagge meta, nei mesi estivi, degli amanti della balneazione. Si tratta di un ambiente che, comprendendo 6 Km di spiaggia, fa da legame tra il mare e la terraferma.
La Riserva naturale di Torre Salsa è situata ad est della località balneare di Siculiana Marina. E’ un’area naturale protetta istituita nel 2000 dalla Regione Sicilia e affidata in gestione al WWF Italia. La Riserva Naturale Torre Salsa, istituita per tutelare l’ecosistema costiero, gli ambienti rupestri retrostanti che ospitano sia lembi relitti di vegetazione a macchia sia uccelli rapaci, la zona Pantano quale luogo di sosta e nidificazione di uccelli acquatici e la stratificazione dei gessi in forma cristallina, si estende tra Siculiana Marina ed Eraclea Minoa.
La vegetazione erbacea e cespugliosa che ricopre l'ambiente impervio, talvolta consente l'accesso alla splendida spiaggia da stretti sentieri tra le rocce. Il mare é limpidissimo, i fondali rigogliosi di flora e ricchi di fauna.
La Torre Salsa, antica torre di avvistamento, si trova nel cuore di questa oasi e domina la sommità di un piccolo promontorio d'argilla da cui traspare, laddove il processo d'erosione é più intenso, la bianca marna calcarea. Sul mare un frastagliato tavolato roccioso crea una miriade di sentieri, dove i pesciolini guizzano veloci tra le alghe ed i lenti crostacei trovano rifugio. In questo bellissimo tratto di costa siciliana, é inoltre possibile scorgere l'alternarsi di ripide falesie, immense dune di sabbia e solitarie spiagge, meta degli amanti del mare limpido e cristallino.
La riserva è accessibile da quattro punti di ingresso, attraverso tratti di strade sterrate ad uso agricolo: Centro Visite F. Galia, ingresso Cannicella e ingresso eremita (questi tre situati lungo la Strada Provinciale 75 ed ingresso Pantano (dalla Strada Statale uscita Montallegro) seguire le indicazioni per la riserva. Nel periodo estivo per arrivare al parcheggio privato entrare da Eremita o Pantano procedendo con prudenza.
La riserva prevede un accesso totalmente gratuito ed è aperta al pubblico tutto l’anno, contestualmente è anche possibile fissare un appuntamento presso l’ufficio della Riserva WWF Italia al fine di effettuare una visita guidata. Tuttavia nel periodo estivo, a causa delle elevate temperature, non si effettuano tour guidati.
Quando pianifichi una visita a Torre Salsa, tieni presente che la riserva si trova tra Agrigento e Sciacca. L’accesso può essere difficile, specialmente dopo la pioggia, ed è meglio tentarlo con un veicolo fuoristrada o 4×4. Non c’è trasporto pubblico disponibile, quindi è necessario un viaggio su strada per raggiungerlo. Quando cerchi un’esperienza naturale intatta in Sicilia, Torre Salsa si distingue come una fuga perfetta che offre sia solitudine che un ricco ambiente naturale.
La Riserva Naturale di Torre Salsa - Linea Blu - Siculiana On Line

Geologia di Torre Salsa
Dal punto di vista geologico il territorio è caratterizzato dalla presenza di rocce sedimentarie denominate evaporiti, appartenenti alla serie gessoso-solfifera, le cui caratteristiche sono evidenti soprattutto nella falesia costiera e nelle cave. A ridosso della falesia vi sono dei terrazzi naturali dove scorrono i torrenti Cannicella ed Eremita e dove si è maggiormente sviluppato il paesaggio agrario. Dal lato opposto a quello della falesia si possono vedere il monte Stella (148,40 m s.l.m.), con un versante a strapiombo sul mare, il monte Cupolone (170 m s.l.m.), dove si trovano i resti delle cave di materiali inerti e il monte Eremita (162,50 m s.l.m.).
Tra il monte Eremita e il promontorio della Salsa, in un’ampia depressione detta “Pantano”, scorre il torrente Salso. Sul promontorio della Salsa si trova il rudere della torre omonima, costruita per la difesa delle coste siciliane dalle incursioni saracene nella seconda metà del XVI secolo. Nell’area vi sono inoltre i resti di un’altra torre (“torre Pantano”), e di quattro tombe risalenti all’epoca bizantina; infine lungo una mulattiera in abbandono, vi è una piccola “calcara”, testimonianza delle tecniche utilizzate in passato per la produzione del gesso, e diverse case rurali di interesse storico-architettonico.
Il territorio in cui ricade l'area della riserva di Torre Salsa è caratterizzato, dal punto di vista geologico, dalla presenza di un particolare tipo di rocce sedimentarie denominate "evaporiti" note come appartenenti alla "Serie Gessoso-Solfifera". Queste rocce frequenti in tutto il settore centro-occidentale della Sicilia, si sono originate durante un periodo della storia geologica chiamato Messiniano (circa 6 milioni di anni fa), quando, secondo le teorie più accreditate, il Mediterraneo si prosciugò quasi completamente trasformandosi in un grande "lago salato" per l'interruzione dei collegamenti con l'Oceano Atlantico ("crisi si Salinità" del Mediterraneo). A causa dell'intensa evaporazione dell'acqua marina, sul fondo del bacino si depositarono considerevoli quantità di sedimenti dando origine a rocce delle "evaporitiche" per la loro modalità di deposizione; tra queste le più comuni sono rappresentate da particolari tipi di calcare (calcare evaporitico o calcare di base), dal salgemma, dai sali potassici, dal gesso.
Quest'ultimo affiora diffusamente nell'area sotto diverse forme dipendenti dalle condizioni ambientali sotto le quali il gesso si è cristallizzato che sono quella massiva (alabastrino) o quella statificata (gesso selentico e gesso balatino). Gli aspetti più salienti della Serie Gessoso Solfifera sono evidenti lungo la falesia costiera (costa alta a picco sul mare) e nei pressi delle cave.

Flora della Riserva Naturale
Il litorale della Riserva, lungo circa 6 km., é caratterizzato da strati di costa alta dove emergono le argille azzurre, stratificazioni calcaree con banchi di gesso, marne bianche erose dall'azione eolica che formano delle falesie a strapiombo e sabbia sciolta nei tratti bassi che costituiscono le dune costiere. In corrispondenza delle argille azzurre si trova una sorgente d'acqua dolce perenne con la formazione di terreni sortumosi e dove si insedia una caratteristica vegetazione igrofila.
Dati i tipi pedolitologici che emergono nella zona, correlati ai dati climatici propri della Sicilia meridionale, caratterizzati da lunghi periodi di siccità tra i mesi di marzo e settembre, incontriamo fasce vegetazionali diversificate, ognuna delle quali si adatta ad un preciso substrato. Dalla flora censita nella zona risulta una prevalenza di piante e forme biologiche tipiche delle zone aride, come tutte le sottoforme delle Terofite e delle Geofite, cioé quelle piante che attraversano la stagione avversa sia sotto forma di semi sia sotto forma di bulbi e rizomi. Questo tipo di piante oltre a rappresentare quella componente effimera della flora, ne rappresentano anche la maggior parte.
Nella componente arbustiva, invece, prevalgono elementi di macchia come l'euforbia arborescente (Euphorbia dendroides), il lentisco (Pistacia lentiscus), la spina santa (Lycium europaeum), il sommacco (Rhus coriaria), la Suaeda (Suaeda fruticosa), radi cespugli di palma nana (Chamaerops humilis), il rosmarino (Rosmarinus officinalis), la daphne (Daphne gnidium), la spazzaforno (Thymelaea hirsuta), il malvone di Agrigento (Lavatera agrigentina), raro endemismo della Sicilia meridionale; l'oleastro (Olea europaea var sylvestris), lo sparzio villoso (Calicotome infesta), il camedrio femmina (Teucrium fruticans), il the siciliano (Prasium maius), il timo (Thymus capitatus), il salvione giallo (Phlomis fruticosa), etc.
Non mancano elementi boschivi per diverse iniziative di rimboschimento effettuati a varie riprese quali: pini d'Aleppo (Pinus halepensis), eucalipti (Eucaliptus amaldolensis), mioporo (Mioporus insularis), ed acacie (Acacia cyanophylla); una entità relittuale si incontra in una vera "nicchia ecologica" priva di agenti di disturbo ed é rappresentata da una modesta popolazione di ginepro feniceo (Juniperus phoenicea), ed apprezzabile risulta anche nelle schiarite dei cespuglieti, la florula ad orchidee spontanee dove abbiamo incontrato la Barlia robertiana l'Orchis collina, l'Ophrys fusca, l'Ophrys bombyliflora, Ophrys tenthredinifera, l'Ophrys lutea, l'Ophrys speculum, la Serapias parviflora, l'Anacamptis pyramidalis, l'Ophrys incubacea, l'Ophrys oxyrrynchos, l'Orchis papilionacea, l'Orchis italica, etc.
Molto ricca ed importante risulta, nella zona dunale, la componente alofitica in tutte le sue formazioni dal "cakiletum", fascia pioniera per eccellenza dove si trovano il ravastrello marittimo o "cavolo di mare" (Cakile maritima), le salsole (Salsola soda e Salsola kali), all'agropyretum-ammofiletum dove prevalgono la gramigna delle spiagge (Agropyron jungeum), la pannocchina dei lidi (Aeluropus litoralis), lo sparto pungente (Ammophila litoralis), la santolina delle spiagge (Otanthus maritimus), la calcatreppola (Eryngium maritimum), l'erba medica marina (Medicago marina); tutte partecipano, seppure in condizioni estreme, al consolidamento delle creste dunali; alla zona postdunale dove vivono la finocchiella mediterranea (Seseli tortuosum), il giglio di S. Pancrazio (Pancratium maritimum), la cardogna comune (Scolymus hispanicus), lo zigolo delle spiagge (Cyperus kalli), la liquirizia (Glycyrrhiza glabra), la canna d'Egitto (Saccharum spontaneum) e le tamerici (Tamarix africana).
Altro insediamento notevole e importante di vegetazione idrofila é nella zona denominata "pantano", dove in prevalenza incontriamo un fitto popolamento di cannucce di palude (Phragmites australis), la lisca (Typha latifolia), il cardo cretico (Cirsium creticum), nella parte più bassa la convolvulacea alofita (Cressa cretica), la salicornia fruticosa (Arthrocnemum fruticosum), qualche cespuglio di atriplice portulacoide (Halimione portulacoides), ed ancora varie specie di giunchi dal maritimus all' acutus al compresso ed intercalati a questa vegetazione esemplari arborei (6-7 mt.) di tamerici.
Notevole anche la flora di ambienti di steppa dove prevalgono graminacee perenni come il saracco, localmente detto "disa" (Ampelodesmos mauritanicus) un tempo molto usato per realizzare legami per i covoni del grano, lo sparto (Lygeum spartum), anche questo una graminacea dalla fibra tenace usato, in ambito locale, sia per legami del grano, sia per legare le viti ai tutori, il barboncino mediterraneo (Cymbopogon hirtus), graminacea di origine tropicale, il lino delle fate annuale (Stipa capensis), il barbone a due spighe (Andropogon distachyus), etc.; nello stesso ambiente s'incontra il gladiolo dei campi (Gladiolus italicus) e il narciso autunnale (Narcissus serotinus).
Nel complesso possiamo dire, data la conformazione e la natura dei suoli, gli acclivi con le relative esposizioni al sole, i pochi corsi d'acqua, le scarse precipitazioni, i lunghi periodi di insolazione e tutte le caratteristiche edafoclimatiche, che nell'area della riserva prevalgono, oltre alle già citate formazioni effimere piante con abitudini prettamente termoxeriche.
Fauna della Riserva Naturale
Certamente la zoocenosi più interessante é quella legata al pantano come pure quella che vive in prossimità della duna. Fra i mammiferi si segnala la presenza dell'Istrice (Histrix cristata), specie protetta da leggi nazionali e direttive comunitarie. Esso trova rifugio in cavità site alla base delle pareti rocciose.
Sono quasi trenta le specie di uccelli che nidificano nell'area. Le più interessanti risultano essere la Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus), specie migratrice trans-sahariana, ormai relegata a quei pochi ambienti umidi in cui é presente una fitta vegetazione ripariale, l'Usignolo, (Luscinia megarhynchos), e l'Usignolo di fiume (Cettia cetti). Tra i rapaci sono nidificanti il Falco pellegrino (Falco peregrinus), la Poiana (Buteo buteo), il Gheppio (Falco tinnuculus), la Civetta e il Barbagianni. Sui promontori si può osservare il Passero solitario (Monticola solitarius), di leopardiana memoria. Comunissima la Cappellaccia (Galerida cristata) sempre alla ricerca di prede che vi riesce facile ghermire lungo i sentieri sterrati.
Nelle scogliere basse, dove la fauna ittica é abbondante, si fermano l'Airone cenerino (Ardea cinerea), la Garzetta (Egretta egretta), la Spatola (Platalea leurorodia). Sulla spiaggia vi svernano numerosissimi Gabbiani reali mediterranei (Larus cachinnans), ma anche Gabbiani comuni (Larus ridibundus) e Gabbiani corallini (Larus melanocephalus) mentre, durante le migrazioni, si osservano limicoli di varie specie lungo la battigia, soprattutto Piro piro piccolo (Actitis hypoleucos), Corrieri e Pivieri. Nelle aree alberate trovano rifugio le Tortore (Streptopelia turtur) e i Colombacci. Negli ultimi anni è aumentato il numero di Gruccioni provenienti dall'Africa ed esteso il periodo di permanenza. Questa specie nidifica nei terrapieni.
Per la sua importanza faunistica, in quest'area é stata istituita una oasi di protezione rifugio della fauna selvatica, ai sensi dell'art. 35 della legge regionale 37/1981. L'erpetofauna terrestre ancora poco conosciuta; le spiaggie sono occasionalmente frequentate dalla tartaruga marina (Caretta caretta) per deporre le uova. Nel pantano vive l'endemica testuggine palustre siciliana (Emys trinacris) e il ramarro (Lacerta viridis).
La varietà di habitat determina una elevata diversità di specie di insetti. Recentemente è stata osservata anche la danaus chrysippus, una bellissima farfalla di origine nordafricana che quasi regolarmente effettua spostamenti, anche abbastanza lunghi, da venire osservata in numerosi paesi del Mediterraneo occidentale. Nelle dune, attaccate alle foglie del giglio marino e dell'euforbia marittima, si possono osservare, in primavera, la falena del giglio e la variopinta sfinge dell'euforbia. Legata all'Ammofila vive un raro ortottero endemico molto importante Orchrilidia sicula.

Beni Culturali
Nel 1583 il vicerè Marco Antonio Colonna nominò il Camilliani architetto militare; quest'ultimo avviò una ricognizione in tutta la costa della Sicilia per rilevare lo stato delle torri esistenti. Nel 1584 ultimò la ricognizione e produsse un importante documentazione sulla Sicilia di fine ‘500, per quanto riguarda l'area oggetto di questo studio così descrive i luoghi: "...Seguendo più innanzi per spatio di due miglia et un quarto, si va per un certo serpeggiamento detto le timpe di Marinata, il quale per le rupi altissime et scoscese non è men sicuro dell'altre sopradette, sichè da niuna parte si può disimbarcare. Ben è vero ch'alla foggia, che siegue, c'è una cala, della quale si dirà appresso; ma il torrente dell'acqua, che tuttavia corre nella detta foggia, nasce lontano circa
Camilliani progettò la Torre Salsa o Marinata che si ergeva sulla sommità di un piccolo promontorio d'argilla a dominare il mare e la spiaggia sottostante. La Torre corrispondeva ad ovest con la Torre di Capo Bianco e ad est con Torre Felice, rimanendo in vista con la Torre di Monterosso. Ciò che resta della struttura originaria sono la pianta di 8,10 metri per lato, poggiante su una robusta scarpa inferiore, il basamento e alcuni fragili spigoli dei muri perimetrali. Sul muro ad est, meglio conservato si notano il residuo di una nicchia con arco semicoperto da macerie, alcuni legni e la traccia di un divisorio.
Come Arrivare a Torre Salsa
Da Agrigento o da Sciacca seguire la S.S.115 e prendere l’uscita per Montallegro-Torre Salsa; da qui occorre poi seguire le indicazioni “Agriturismo Torre Salsa-Riserva Torre salsa” immettendosi nella S.P.87, dopo circa 3.3 km si svolta a sinistra seguendo l’indicazione Riserva Torre Salsa e in tal modo si giunge all’ingresso “Pantano”. Prendendo la seconda uscita per Montallegro si può trovare anche l’ingresso “Eremita”. Fate molta attenzione e procedete lentamente poiché la strada è sterrata e può risultare particolarmente impervia. In caso di pioggia è fortemente sconsigliato entrare in riserva anche con mezzi 4×4 per l’elevato rischio di rimanere “impantanati”.
Una volta arrivati al parcheggio vi basteranno circa cinque minuti di camminata per arrivare alla lunghissima e incontaminata spiaggia di Torre Salsa. Il litorale è formato da dune su cui cresce una flora tipicamente mediterranea. Incamminandosi verso destra si arriva su una spiaggia un po’ più rocciosa dove, proseguendo, si raggiungono delle scogliere di calcare di un bianco quasi brillante. Invece, decidendo di proseguire verso la zona occidentale della riserva si arriva, dopo una lunga camminata di circa un’ora, ai terreni di proprietà del WWF.
