Una novità lussuosa ha arricchito il panorama gastronomico romano: Zuma, il pluripremiato ristorante internazionale giapponese, ha aperto i battenti all'interno di Palazzo Fendi. Questo storico edificio romano, situato in Largo Goldoni e sede del più grande flagship store di Fendi dal 2005, è diventato la casa del prestigioso ristorante di cucina nipponica moderna ideato da Rainer Becker.
L'apertura di Zuma Rome ha rappresentato la decima apertura del Gruppo Zuma a livello internazionale.
La collaborazione con Zuma ha rappresentato per la griffe una prima assoluta, un preludio all'apertura del Palazzo della Civiltà all'Eur, diventato poi il quartier generale di Fendi.

Un Partner Ideale per Fendi
"Zuma è il partner ideale, esprimendo a pieno i valori e la raffinatezza che contraddistinguono Fendi, un perfetto modello di autenticità, sperimentazione e cultura senza tempo," ha affermato Pietro Beccari, presidente e CEO di Fendi.
Anche la casa di moda Fendi ha avuto il suo locale, aprendo nella primavera 2016 a Roma, all’interno di Palazzo Fendi in via Fontanella Borghese.
«Zuma Rome», così si chiama il nuovo ristorante, occupa due piani del palazzo romano e ha una grande terrazza con vista sulla città.
Il Design di Noriyoshi Muramatsu
Il designer Noriyoshi Muramatsu di Studio Glitt ha collaborato strettamente con Rainer Becker fin dall'inizio, assicurandosi che ogni nuovo ristorante celebrasse l'energia del luogo, pur mantenendo lo stile e l'ethos del brand.
Disegnato da Noriyoshi Muramatsu, dello Studio Glitt di Tokyo, lo spazio è caratterizzato da un fil rouge di stile ed eleganza tipico dei ristoranti ZUMA nel mondo, ma riesce a includere elementi unici e speciali per il sito di Roma.
Nel pieno rispetto del patrimonio storico e culturale di Palazzo Fendi, Muramatsu ha incorporato i quattro elementi naturali, aria, acqua, terra e fuoco, facendo leva sulla bellezza artistica della natura.
Gli elementi di design, ispirati alla città eterna, cominciano a manifestarsi, e Roma ha avuto la maggiore influenza a livello estetico sul progetto architettonico.
Da Zuma a Palazzo Fendi si gode di un’eccezionale prospettiva della città e dei suoi storici palazzi, e le viste dalla terrazza sono state fonte di ispirazione per il gioco di luci e per i materiali usati.
Il bancone della reception, scolpito a mano da un blocco solido di legno, si contrappone allo sfondo di piastrelle Kawara ad angolo dei tetti di Tokyo.
Gli ospiti sono accolti e accompagnati al ristorante attraverso un passaggio curvo; i muri sono ricoperti, da un lato, da centinaia di ceramiche Tohiki, disegnate a mano ad una ad una, e dall’altro, con del bambù sospeso.
Il contrasto tessile e la celebrazione degli elementi naturali prosegue in tutto il ristorante e sulla terrazza.

L'Ispirazione Izakaya e la Cucina di Zuma
Ispirato dallo stile informale dell'Izakaya, Zuma presenta la sua moderna cucina giapponese ma non tradizionale. I piatti, progettati per essere condivisi, sono creati in tre diversi stili di cucina: la cucina principale, il bancone del sushi e la griglia robata, offrendo cibi dall'aspetto e dal sapore differente.
Anche a Roma si possono trovare 3 stili di cucina: quella principale, preposta a piatti caldi e tempura, il bancone del sushi (da cui ordinare sushi e sashimi senza pietà) e l’area robata grill, da cui aspettarsi spiedini e prodotti grigliati secondo la tradizione nipponica.
L’area in cui atteggiarsi con stile è il bar, situato all’ultimo piano, ulteriore meta prevista a Palazzo Fendi, dove i clienti possono ordinare cocktail di livello.
La mente creativa di Rainer Becker è la stessa che nel ristorante Zuma ha introdotto la cucina robatayaki in Europa.
Primo ristorante del suo genere, a caratterizzarlo è la precisione della griglia a carbone giapponese, con varie altezze per cucinare con estrema accuratezza.
Gli ospiti possono osservare lo spettacolo della cucina robatayaki, mentre gli chef preparano piatti unici come la bistecca di manzo grigliata con salsa wafu e il gamberone allo yuzu.
Il menù combina una varietà di piatti dalle sue tre cucine: la cucina principale, il bancone del sushi e la griglia robata.
La griglia giapponese robata è il cuore del ristorante, dove gli ospiti possono ammirare le fiamme e gli chef in azione mentre preparano i loro piatti.
Tra i suoi piatti di stile sono apprezzati il suzuki no sashimi, sashimi di spigola con yuzu e uova di salmone, e il tori no tebasaki, ali di pollo glassate al sakè, sale marino e lime.
Abbracciando un’esperienza culinaria unica, gli ospiti sono serviti con piatti che vengono portati al tavolo regolarmente durante il pasto, differendo dalla tipica struttura antipasto - primo piatto - secondo dei menù tradizionali.
Una straordinaria ed innovativa selezione di drink completa perfettamente l’offerta.
Al tramonto il bar serve un aperitivo in stile e sulla terrazza, dove, fino a notte fonda, DJ ospiti portano la vitalità e l’energia di e sulla terrazza, in questo luogo romantico e senza tempo.
La proposta culinaria di Zuma promuove una cucina giapponese contemporanea; le ricette tradizionali costituiscono il sostrato su cui costruire piatti innovativi, profondamente attuali.
In ogni parte del mondo troverete menu diversi, che possano garantire la qualità degli alimenti e il rispetto della stagionalità.
Le stesse modalità di consumazione sono diversificate per proporre, nello stesso locale, un’esperienza completa, quasi un percorso.
La Storia di Zuma
Zuma è molto più di un locale alla moda. È vero, è frequentato da star, icone dell'entertainment, calciatori e personaggi influenti. Ma nel suo concept, oltre ad essere un precursore delle tendenze enogastronomiche, Zuma è sinonimo di qualità, eleganza e garanzia di essere avvolti in un’atmosfera lussuosa, dove mangiare un’ottima cucina giapponese gourmet.
Il gruppo è stato fondato nel 2002 a Londra dallo chef Rainer Becker con Arjun Waney, e da quel momento è diventato inarrestabile. Ad oggi, il marchio vanta 13 indirizzi sparsi per il globo. Una partnership dove il lusso è la parola chiave.
I fondatori Rainer Becker e Arjun Waney mirano da sempre a costellare i loro ristoranti di richiami naturali e sollecitazioni sensoriali, incorniciati da scelte di design avveniristico, per le quali risulta essenziale l’intervento di Noriyoshi Muramatsu di Studio Glitt.
Gli apporti dei due fondatori investono ogni aspetto di Zuma; Waney, da uomo d’affari esperto, cerca di creare legami profondi con i partner locali, riuscendo così a conferire a ogni sede un’impronta unica, solidamente agganciata al paese che la ospita; chef Becker cerca di restituire l’energia e i segreti ottenuti da una intensa immersione nella gastronomia (e nella storia) giapponese.
Tutti i ristoranti Zuma sono stati letteralmente sommersi di premi e riconoscimenti; per citarne solo alcuni, la sede di Londra è stata inserita tra le eccellenze assolute della gastronomia britannica, Zuma Dubai tra le Best Business Lunch del 2014; a Istanbul e a Miami, il locale è stato identificato come miglior ristorante nell’anno stesso dell’apertura; per non parlare delle attestazioni di merito tributate allo chef Rainer Becker, leader dell’anno per il Rolling Pin Magazine tedesco del 2013.
Becker ha sottolineato il fascino della città e la responsabilità che impone Roma, così carica di storia. Weney ha annunciato che si tratterà di un luogo “magico e pieno di divertimenti”, proprio per l’eccezionale parternship con Fendi; il Presidente Pietro Beccari ha infatti confermato: “Zuma esprime a pieno i valori e la raffinatezza che contraddistinguono il nostro marchio”.
Novità e Menu
Tra le novità, il Brunch. A seconda dello champagne di accompagnamento, dal 18 settembre il brunch di Zuma Roma si tiene tutti i sabati e le domeniche dalle 12.00 alle 15.30. Si fa in terrazza accompagnati da dj set dal vivo.
Il menu segue la filosofia di condivisione che è propria dello stile Izakaya e include una selezione di antipasti (ordinabile più volte) sushi/sashimi e una portata principale a scelta, tra cui, per esempio, il branzino con pomodoro abbrustolito e zenzero, il filetto di manzo speziato piccante con semi di sesamo, il galletto marinato al miso arrostito al forno su legno di cedro.
Chiudono la degustazione i dolci di Zuma, tra cui lo Zuma Dessert Platter, ovvero la selezione dei dolci d’autore curata dallo chef e servita con frutta stagionale ed esotica, gelati e sorbetti.
Insieme ai piatti protagonisti del brand, ogni settimana saranno proposte nuove ricette nate dalla creatività della brigata di cucina.
Ad accompagnare un brunch d’autore non mancano le bollicine, con tre diversi abbinamenti: Rosé Brunch, Whispering Angel Rosè 2020; Champagne Brunch, Louis Roederer Collection 242, Brut; Prestige Brunch, Louis Roederer Cristal 2013, Brut.
Non si tratta dell’unica novità: a Zuma Roma è arrivato, nel luglio 2021, anche il nuovo head chef, Andrea Tombion, che rientra in Italia dopo diversi anni a Londra, città dove ha maturato la sua esperienza lavorando in indirizzi come Roka, Flesh & Buns. Proprio nella capitale inglese Tombion si è avvicinato con passione alla cucina giapponese.
Tombion ha iniziato a cucinare da piccolo, ha sempre avuto un buon rapporto con la nonna che gli insegnava a cucinare i biscotti. Convinto, dice, che se fai qualcosa con passione e dedizione non è mai lavoro. E lui con questa filosofia non ha mai lavorato.
Il padre lavorava nel panificio di famiglia e ha trasmesso il modo di gestire il team e la dinamicità nei rapporti con squadra, sua madre faceva i dolci e lui accanto a loro, con lo sguardo d’amore che solo un figlio può avere, imparava il mestiere che lo appassionava.
La madre gli ha trasmesso il sorriso e la forza di non lamentarsi, e rialzarsi sempre dopo ogni caduta e non darsi mai per sconfitto; la nonna gli ha lasciato l’intraprendenza, la scaltrezza, la sveltezza, non le sfuggiva nulla, girava tutto attorno a lei nel panificio di famiglia, era la persona che dettava le leggi e tu le dovevi solo seguire.
La Filosofia di Zuma
Zuma come fondamento della sua ideologia, si rifà al concetto di “izakaya”, ossia le taverne tipiche giapponesi. Un tavolo di condivisione, dove le portate sono pensate ad hoc e sporzionate nel caso dei piatti principali.
La robata, tipica brace giapponese dove vengono cotte la carne, il pesce e le verdure si trova all’ingresso della sala. La caratteristica di questa griglia è la cottura che avviene direttamente sul fuoco, donando alle pietanze umori totalmente diversi rispetto alla brace che conosciamo, più suadenti e affumicati. Per la sua bellezza e importanza, gode di una posizione privilegiata nel locale. Affascinante.
Oltre la robata, c’è una cucina interna adibita per le preparazioni di piatti caldi e freddi, cotture in forno e al vapore. Qui viene preparata la frittura che ha conquistato l’alta cucina e non solo, la tempura.
Infine c’è il sushi bar, dove vengono composte le tre tipologie di sushi: il sashimi (pesce crudo), il nigiri (base riso ricoperta di sashimi) e i roll, che si dividono rispettivamente in maki (alga interna al riso) e hosomaki (alga esterna).
I signature dell’insegna sono i protagonisti delle ultime due portate. Si parte da un pesce icona della cucina Orientale, il black cod, variante del merluzzo classico, che si distingue in termini di colore e qualità della carne, più pregiata rispetto a quello dei mari Europei. Da Zuma viene cotto al forno, avvolto nella foglia di hoba (magnolia), con salsa miso, wasabi e succo di arancia e limone. Il black cod rimane tenero e succoso, ingentilito dai sentori agrodolci del miso e della frutta.
Il secondo piatto icona dell’insegna è il filetto di manzo speziato piccante, con salsa di soia, olio al peperoncino, aglio e zucchero e sesamo a guarnire. La cottura del filetto è consigliata media-al sangue, ma rimane comunque morbida e intrisa di un sapore umami di cui il Giappone è sommo artefice. Innescano il gioco la soia, il peperoncino e lo zucchero, donando al filetto delle fragranze difficili da replicare.
I Piatti di Zuma
Da Zuma la mixology è una parte fondamentale dell’ingranaggio. Si comincia così la cena con il “Passion Aroma”: Gin Mare, ananas e passion fruit macerati per 24 ore, prosecco e foglia aromatizzata all’essenza di lavanda. Un cocktail fresco, sorretto da una discreta acidità, perfetto da accompagnare alla tempura di gamberi con togarashi, un peperoncino del Giappone simile nel gusto alla paprika e lime grattugiato. Insieme, una maionese agli agrumi, con yuzu, limone e mandarino. Il palato si prepara così ad accogliere una prevalenza di note acide e floreali, che si ritrovano nelle portate successive.
Il secondo appetizer è incentrato interamente sulla freschezza e le spezie. Insalatina di crescione d’acqua, edamame (tipico fagiolo del Sol Levante), cetriolino, foglia di shiso (basilico giapponese) e dressing di salsa wasabi. Nella sua semplicità è il modo migliore per iniziare a interagire con una cucina diversa negli schemi e nei concetti.
La degustazione cambia marcia con il tonno scottato in salsa ponzu, cipolle stufate, aglio croccante marinato nella soia e daikon, un ravanello aromatizzato al peperoncino. Interessante come il tonno interagisca con il daikon e il ponzu, mantenendo comunque la sua delicatezza. Allo stesso tempo la marinatura dell’aglio consente a quest’ultimo di evolversi in sapore e consistenza, diventando dolce, affabile e parte integrante del piatto.
Dopo il tonno, è la volta del salmone in versione tartare, con le sue uova, erba cipollina, fiori di loto in tempura e cracker di riso. In questa portata c’è meno tecnica, ma tanto gusto e una regola: disporre la tartare sopra il cracker per un assaggio completo. La presentazione è uno dei motivi per cui Zuma fa rima con eleganza.
A seguire, un'altra cruditè, questa volta è il carpaccio di ricciola, con jalapeno, lime e aglio marinato nella soia. Taglio e qualità del pesce ottimi, ma come nel tonno è l’insieme degli ingredienti che lascia sorpresi. L’aglio diventa croccante e il jalapeno, dosato il giusto, conferisce quella nota piccante che non lascia spazio a compromessi. Le spezie nella cultura del Giappone sono il valore aggiunto, la proteina il mezzo per esprimerle.
Assaggiamo il sushi, proposto nelle tre varianti e già alla vista appagante. Sashimi di salmone, branzino e ventresca di tonno. Maki roll con ricciola, maionese e tobiko al wasabi. Hosomaki con salmone e avocado. Pezzi pregiati come si evince dalla ventresca di tonno e dal branzino, mentre i maki sono molto leggeri e nella giusta proporzione pesce e riso. Nel complesso è un sushi che esalta una delle più antiche arti giapponesi, fatta di rigore, precisione e qualità della materia prima. Notevole.
Il dolce, pensato unicamente per la condivisione, è il Deluxe Platter. Una composizione vistosa di dessert, che comprende: tortino al cioccolato, sfera di caramello, choco bar di mousse al cioccolato, gelato di miso al caffè, selezione di frutta esotica e sorbetto di crema.
Ci sono quelle del sushi, del grill a carbone Robata (dove girano indifferentemente carne e pesce) e una linea più classica, per chi non vuole soprese, tra zuppe, tempura, insalate e piatti.
A capo della brigata c’è il talentuoso cuoco Massimiliano Blasone, arrivato lo scorso anno a prendersi carico dell’indirizzo italiano a firma Rainer Becker, ma già forte di notevoli passaggi di un certo rilievo, anche nella capitale. Nel suo background, tornando indietro negli anni, Blasone vanta significativi passaggi al Valentino di Santa Monica, al Duomo di Ragusa, da Heinz Winkler in Germania, all’Onice di Villa La Vedetta a Firenze, al Rossellinis allora a Palazzo Sasso a Ravello e a Il Montalcino di Castello Banfi, in un mix di curiosità esterofila e solidità legata alla tradizione italica. Prima di impegnarsi nell’apertura dell’Apsleys del Lanesborough Hotel nel 2009 (e per ben tre anni) a Londra, e al ristorante Nikita di Malibu, negli States.
Il suo penultimo impegno è stato quello da Zuma, dove lo chef è diventato l’attento interprete di una cucina nipponica riconoscibile e di buon senso, ma sempre fine ed emozionante, per una clientela non solo romana e spesso un po’ glamour.
Tra le vie dello shopping della Città Eterna, sulla cima dell’incantevole Palazzo Fendi, troviamo Zuma, ristorante giapponese contemporaneo di tendenza al civico 48 di Via della Fontanella di Borghese.
Di ispirazione Izakaya, la filosofia di questo locale celebra la condivisione, offrendo autentici sapori nipponici reinventati in maniera non tradizionale, in un ambiente elegante e raffinato.
La location di Zuma è curata nei minimi dettagli, attraverso l’utilizzo delle tipiche piastrelle Kawara di Tokyo, delle ceramiche Tohiki disegnate a mano e del legno di bambù, in un gioco di texture che rende lo stile moderno e raffinato, caratterizzato dalla presenza di elementi naturali e tavoli, sedute e lampade dai disegni contemporanei ed essenziali.
L’atmosfera è intima e romantica per via delle luci soffuse, dei colori chiari e della vista stupenda sui palazzi storici e i tetti di Roma.
Il menu di Zuma propone una cucina giapponese moderna e sofisticata, ed è firmato dall’ideatore di questo concept culinario, lo Chef Rainer Becker.
Tra i piatti principali troviamo una ricca selezione di sushi e sashimi, il merluzzo nero in foglia hoba e il branzino accompagnato da salsa allo zenzero e, per i palati più carnivori, segnaliamo un gustosissimo filetto di manzo speziato piccante o la costata di Wagyu con wasabi fresco.
Un angolo di Oriente da gustare ed ammirare nel cuore di Roma, in cui trascorrere una cena romantica tra i tetti della Città Eterna.
Espansione Globale e Futuro
Solo prodotti di altissima qualità, autentica ristorazione giapponese, in chiave contemporanea, ma soprattutto, la scelta strategica di posizionare le nuove aperture nei luoghi più glamour d'Italia e del mondo, si può riassumere così la chiave del successo di Zuma, gruppo internazionale di ristorazione contemporanea giapponese nato nel 2002 a Knightsbridge, Londra, e da lì partito alla conquista delle destinazioni di tendenza, con oltre venticinque ristoranti all'attivo in tutto il mondo, ognuno dei quali radicato nella filosofia distintiva del marchio: una cucina giapponese raffinata ma informale.
Come Cannes, dove Zuma ha inaugurato il suo primo flagship francese nel 2024 presso il meraviglioso Palm Beach Cannes o St.Tropez, dove il brand ha appena aperto all’interno del leggendario Hotel Byblos.
Restando in Italia, Zuma continua a espandere la sua presenza in destinazioni accuratamente selezionate che riflettono la capacità del marchio di unire cultura, stile e un ambiente unico.
Zuma ha aperto a Roma nel 2016 il suo primo venue tricolore, all'interno dell'iconico Palazzo Fendi, nel cuore della Capitale, con un ristorante sviluppato su due piani e una terrazza all'aperto con vista mozzafiato sulla Città Eterna.
Forte di questo successo, Zuma ha poi scelto la primavera scorsa la meravigliosa Isola di Capri, e in particolare la terrazza iconica del Jumeirah Capri Palace, dove gli ospiti possono gustare un aperitivo rinfrescante con vista su Ischia e sul Golfo di Napoli, per poi immergersi nel rinomato menu giapponese contemporaneo di Zuma (con una serie di piatti esclusivi ispirati dai profumi di limoni di Capri). E poi, una manciata di giorni dopo, il brand è sbarcato in Costa Smeralda, a Porto Cervo, al Cervo Tennis Club, con una vista spettacolare sulla Marina.
In tutti i suoi ristoranti sul Mediterraneo, Zuma porta la sua energia vibrante fatta di un'atmosfera unica, di un programma di eventi che coinvolge Dj set internazionali e musica dal vivo e di grande cucina orientale.
Ora arriva a Cortina (quarto indirizzo italiano del brand), dopo Roma, Capri e Porto Cervo, portando la sua raffinata interpretazione della cucina giapponese nel cuore delle Dolomiti, con vista sulle piste da sci. I visitatori entreranno in un corridoio di 12 metri, con lanterne di carta in stile giapponese che si riflettono nel soffitto a specchio, creando un effetto suggestivo. Gli interni, realizzati dai designer di Zuma, richiamano l’estetica invernale, dominata da arredi in legno e pietra, inserti in lana, colonne di feltro e dettagli in vetro che richiamano il ghiaccio.
Qui l'apertura è prevista a dicembre 2025, appena prima del debutto nella capitale del business e del fashion italiana, Milano. A Milano Zuma aprirà in Corso di Porta Romana nella primavera del 2026. Il progetto, ambizioso anche da un punto di vista architettonico, incorpora elementi strutturali recuperati dalle case tradizionali giapponesi, integrandoli con il design milanese. Il risultato sarà un luogo in cui per la prima volta il patrimonio architettonico giapponese e italiano si fondono in modo autentico in un contesto contemporaneo. Dotata di un'incantevole terrazza e di una vista sul cortile, questa quinta location in Italia sarà quindi un capolavoro architettonico, un unicum nel panorama milanese, con un albero illuminato al centro ad accogliere gli ospiti.
Le altre aperture stagionali di Zuma includono Mykonos (in cui la musica accompagna la cucina con DJ set fino a tarda notte), Ibiza (sulla terrazza all'aperto dell'Ibiza Gran Hotel, con una vista impareggiabile sulle maestose mura di Dalt Vila e sulla marina).
Da Dubai a Miami, da Hong Kong a Abu Dhabi, per la sua espansione globale, Zuma sceglie le destinazioni con grande attenzione al loro posizionamento nel panorama turistico. Guardando al futuro, Zuma arriverà a Cabo San Lucas, Vail e San Diego nel 2026.
Il Format: Come è Nato Zuma
Un progetto ambizioso, fatto di alta ristorazione in chiave giapponese, dedicata a un pubblico che ricerca quel genere di esperienza. Se l'idea può sembrare semplice, la sua realizzazione non lo è per nulla, e richiede la capacità e la visione che ha avuto a suo tempo lo chef Rainer Becker, ideatore del progetto.Fu lui, convinto che Londra fosse il posto giusto per sviluppare la sua interpretazione della cucina tradizionale giapponese, a iniziare nel 2002 la storia di Zuma, insieme al suo socio Arjun Waney.
Fortemente influenzato dal periodo trascorso in Giappone, chef Rainer Becker disegna una filosofia culinaria contemporanea, elegante e sofisticata, ispirata allo stile di ristorazione giapponese più informale - quello Izakaya. Il menu è autentico ma non tradizionale, con tre componenti diverse: la cucina principale, dove nasce il menu di piatti ben agganciati all’oggi; il Sushi Bar e il Robata Grill, che trae origine dallo stile di cottura dei pescatori del nord del Giappone.
Da Zuma anche la carta delle bevande fa parte dell'esperienza, e parla di Giappone con il primo sommelier di sake in Europa e con una proposta di quaranta diverse varietà di sake, tra cui il suo Biwa no Choju, prodotto esclusivamente per Zuma dalle acque del lago Biwa nella prefettura di Shiga.
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Tabella: Espansione Globale di Zuma
| Città | Anno di Apertura |
|---|---|
| Londra | 2002 |
| Hong Kong | 2007 |
| Dubai | 2008 |
| Istanbul | 2008 |
| Miami | 2010 |
| Bangkok | 2011 |
| Penisola di Datça | 2013 |
| Abu Dhabi | 2014 |
| New York | 2015 |
| Roma | 2016 |